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Il fenomeno Idol

Nella cultura giapponese il termine Idol (Aidoru) si riferisce a un teenager che diventa molto popolare nel mondo dello spettacolo soprattutto in virtù di un aspetto esteriore percepito come alla moda e kawaii.

Si tratta di ragazzi e ragazze, indicativamente tra i quattordici e i vent’anni, che pubblicano CD musicali, recitano in film e drama e prendono parte ai più svariati programmi televisivi. Inoltre compaiono in miriadi di spot pubblicitari e sulle copertine di un gran numero di riviste. Il loro successo in patria è talmente esteso da arrivare a costituire un vero e proprio fenomeno, nonché a rappresentare un elemento fortemente caratterizzante della società e della cultura popolare giapponese di oggi. Un fenomeno abilmente costruito da talent-scout, a volte senza scrupoli, sempre alla ricerca di volti nuovi che abbiano tutte le caratteristiche e le potenzialità giuste per essere trasformati o plasmati in idol.

Gli idol infatti devono diventare modelli da seguire e, in quanto tali, la loro immagine pubblica deve essere perfetta affinché possa essere d’esempio per i più giovani. A questa immagine dovrebbe essere associato il concetto di purezza, che implica soprattutto l’evitare qualsiasi coinvolgimento sessuale o comportamento amorale e che porterebbe le idol femminili ad essere considerate come sorelle minori o ragazze della porta accanto. 

Gli inizi

Il fenomeno idol prese forma in Giappone a partire dagli anni Settanta in seguito al successo ottenuto dalla cantante Sylvie Vartan nel film francese Cherchez l’Idol (1964). La prima ad essere considerata una vera e propria idol è stata Momoe Yamaguchi, che poi si ritirò a soli ventun anni, nel 1980, preferendo il matrimonio alla carriera.

Uno dei suoi singoli più famosi è Hito natsu no Keiken (L’esperienza di un’estate) che comprende frasi del tipo: «Io ti darò la cosa più preziosa che una ragazza ha […] Ognuno sperimenta almeno una volta la dolce trappola della seduzione». I testi suggestivi attirarono l’attenzione della stampa e la giovane cantante fu sottoposta a frequenti domande maliziose come: «Quale pensi sia il bene più prezioso per una ragazza?». Fedele al personaggio idol la risposta fu: «La sua devozione».

Momoe Yamaguchi

Il fenomeno idol dominò la scena della musica pop degli anni Ottanta, noti anche come “età d’oro delle idol”, in cui ogni anno nascevano diverse decine di giovani stelle destinate solo in casi rari a rimanere famose per più di una stagione. Una idol fortunata è stata Seiko Matsuda che, grazie alla sua popolarità durante gli anni Ottanta e alla sua lunga carriera, fu soprannominata dai media giapponesi “idol eterna“. 

Seiko Matsuda

Essere una idol

Gli idol sono generalmente controllati da agenzie di talenti che rappresentano, gestiscono e commercializzano la loro immagine come qualsiasi altro prodotto, sia che si tratti di cantanti o gruppi musicali di J-Pop, attori televisivi o modelli. 

Per diventare idol non occorre avere grandi doti canore e per questo motivo non sono considerati dei cantanti a tutti gli effetti. Allo stesso modo gli idol che si cimentano davanti alla cinepresa non sono considerati attori veri.

Agli idol si associa un mercato estremamente fiorente che talvolta mostra elementi di contatto con il mondo della moda, degli anime e del cosplay. Ad esempio molte idol si esibiscono con la tradizionale uniforme scolastica giapponese o, in casi più rari, diventano modelle di riviste per adulti come Friday e Shūkan gendai e devono la loro popolarità proprio a questo tipo di servizi fotografici. Una cantante idol fa molti photobook e filmati dove mostra la sua apparente vita quotidiana. Spesso fa anche un po’ la svampita e l’ingenua e finge di non saper fare delle cose per attirare l’attenzione dello spettatore. Quando posano per foto pubblicitarie o con i loro fan, le idol assumono tipiche pose kawaii che le fanno sembrare delle bambine.

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Idol famose

Il fenomeno ha una grande rilevanza nella cultura di massa giapponese. All’apice del loro successo gli idol sono onnipresenti sui media e oggetto di un vero e proprio fanatismo. Il tutto però tende ad essere di breve durata, tanto che in alcuni contesti il termine idol viene usato proprio per implicare l’idea di un fenomeno di fama tanto travolgente quanto effimero.

Un esempio di idol divenuta cantante ma rimasta sempre una idol, anche se in un modo diverso da quelle adolescenti, è Ayumi Hamasaki, una fra le più famose artiste giapponesi nel mondo e la prima cantante nipponica di cui tutti gli album hanno raggiunto il primo posto delle classifiche.

Ayumi Hamasaki

Una idol che al contrario è una cantante solo occasionalmente è Yūko Ogura, famosa per le sue foto su varie riviste, ma anche per aver cantato la sigla finale dell’anime School Rumble.

Chi invece è diventata cantante perdendo il suo ruolo da idol è Sachiko Kamachi che assumendo il nome di Izumi Sakai è entrata a far parte della band pop-rock Zard, rimanendo in vetta alle classifiche fino alla sua prematura morte.

Idol di gruppo

Ultimamente sono di moda gli idol di gruppo. Se fino a dieci anni fa potevano costituirsi gruppi formati da quattro-cinque idol, oggi ve ne sono di numerosi che arrivano anche a più di cento componenti. All’età di dodici-tredici anni si partecipa a dure selezioni, a concorsi che daranno i risultati solo dopo circa cinque-sei anni, quando un idol può diventare professionista. 

Un gruppo molto di moda in Giappone è AKB48, composto da quarantotto membri di idol femminili, che prende il nome dal quartiere di Tokyo Akihabara. Cantando canzoni pop e ballando su divertenti coreografie, le AKB48 si esibiscono davanti ad un pubblico al novantacinque per cento maschile. La trovata manageriale che ha portato al successo questo gruppo è stata quella definita “cerimonia della stretta di mano”. I fan che comprano i loro CD, trovano all’interno un biglietto che serve per votare la idol preferita e, allo stesso tempo, ad iscriversi a questa cerimonia. 

Dopo il concerto, il fan che ha partecipato all’iniziativa ha l’opportunità di conoscere personalmente la sua idol preferita e di stringerle la mano. Per le idol questo comporta ricevere nella stessa serata centinaia di fan ma per contratto bisogna essere sempre sorridenti, gentili e simpatiche e molto kawaii, altrimenti si perde la popolarità acquisita con il voto dei fan e anche il posto nel gruppo. 

Un duro lavoro

Il posto si perde anche se ci si fidanza perché i fan resterebbero delusi, oppure andando avanti con l’età perché si viene rimpiazzate da idol più giovani. Ad esempio ultimamente si è avuta notizia che il pattinatore Yuzuru Hanyū ha dovuto smentire pubblicamente la sua relazione con una ex compagna di classe divenuta idol. Yuzuru si è scusato con i fan e ha dichiarato il suo dispiacere per il fatto che la notizia del fidanzamento li avesse addolorati.

È un mondo molto severo dove regna la competizione più sfrenata perché le preferite dai fan, e quindi le più votate, conquistano il centro del palco. In questo modo hanno maggiore visibilità e anche più possibilità di apparire sulle copertine delle riviste. Resta comunque evidente il fatto che è un mondo dove i manager la fanno da padrone.

Una variante delle idol sono le gurabia aidoru che non sono cantanti ma modelle sexy che posano in bikini o con costumi provocanti per servizi fotografici in riviste rivolte generalmente a un pubblico adulto maschile. Con il termine AV Idol si intende invece una idol che lavora nel campo del cinema pornografico. 

Le ragioni del successo

Alla base della popolarità incontrastata degli idol in Giappone, si possono riscontrare tre ragioni fondamentali. La prima è l’incarnazione del ragazzo o della ragazza ideale, non tanto in quanto persona che si vorrebbe realmente frequentare, ma in quanto icona di qualcosa di perfetto e irraggiungibile. Nessuno vi si può realmente avvicinare, nessuno deve farlo, lo si può solo sognare. 

In secondo luogo c’è il rapporto con i fan. Tecnicamente gli idol non hanno nulla di speciale. Non tutti sono particolarmente belli e non tutti sanno cantare, ballare o recitare. Sono persone normali, proprio come coloro che li seguono ed è questo a creare quel rapporto di empatia con i fan che sta alla base del loro successo. Gli idol sono semplici adolescenti che tentano di rincorrere i propri sogni. La loro fama non dipende da ciò che sanno fare, ma dalla personalità e dal carisma di ognuno. 

Quello che si instaura tra loro e i fan è un rapporto di reciproco sostegno. I fan li seguono in TV, vanno ai concerti, comprano i CD e li incoraggiano durante il loro percorso di crescita. Gli idol, a loro volta, donano la forza di credere nei propri sogni, la speranza che un giorno, come è stato per loro, potranno raggiungere i propri obiettivi. Ultimo, ma non per importanza, è il fatto che non bisogna dimenticare che gli idol non sono artisti, ma entertainer. Il loro ruolo è quello di fare spettacolo, divertire, emozionare. In una società come quella giapponese che tende a tenere sempre sotto pressione diventano quindi un piacevole diversivo, un pretesto per staccare il cervello dai problemi quotidiani e regalarsi finalmente un sorriso.

Anime di successo sulle idol

L’invenzione dell’idol animato risale alla serie Macross (1982), in cui l’unica arma adatta a sconfiggere una potente razza aliena che minaccia gli esseri umani si rivela essere il canto di una giovane pop star: la cinese Lynn Minmei. Durante le battaglie spaziali in cui sono impegnati i cacciastellari sia umani che alieni, lei si esibisce su un palco dell’astronave-madre terrestre a favore di telecamere e microfoni, stordendo con le sue melodie gli invasori, refrattari alle note musicali.

Dopo Minmei molti altri sono stati gli idol virtuali protagonisti di anime poi esportati con successo in Occidente come Creamy, Eve della miniserie Megazone 23 e la Sharon Apple della miniserie Macross Plus.

Creamy

Gli idol dunque vendono sogni, ma forse è proprio grazie al bisogno di sognare delle persone che hanno travolto il Giappone come un uragano e non sembrano intenzionati a fermarsi visto proprio il successo che riscuotono anche nei manga e negli anime.

Mawaru Penguindrum

Mawaru Pingudoramu (Mawaru-Penguindrum) è una serie televisiva anime di ventiquattro episodi ideata e diretta da Kunihiko Ikuhara ed animata dallo studio Brain’s Base.

Questo anime è di genere fantastico ed è un esempio di come piacciano le idol e molte ragazze sognino di diventarlo

Quando era bambina la protagonista Himari, con due sue amiche stava formando il gruppo di idol Triple H, ma a causa di un incidente capitato a sua madre prima di un provino, lei non vi poté partecipare, quindi non entrò nel gruppo che di conseguenza diventò Double H.  La ragazza non ha più visto né parlato con le sue amiche da quando ha lasciato la scuola, ma mostra di essere felice per il loro meritato successo. Questo viene sancito anche dalle immagini che scorrono sugli schermi della metropolitana su cui si vedono degli annunci e dei piccoli disegni delle Double H che si muovono.

Il successo delle idol è dimostrato all’interno degli episodi e anche attraverso le sigle di chiusura della serie animata in cui vengono usate alcune canzoni cantate proprio dalle doppiatrici delle Triple H.

Mawaru

Kilari ed altri

L’anime Kilari mostra come il mondo dello spettacolo non sia tutto rose e fiori, ma come dietro i riflettori ci siano fatica, invidia e rivali senza scrupoli. Non è l’unico a mettere in scena il mondo delle idol. La serie televisiva Love Live! ha portato in TV le idol attraverso il personaggio di Honoka Kōsaka, una ragazza che ama la propria scuola, la Otonokizaka Academy. Quando la scuola sta per essere chiusa per mancanza di iscritti, Honoka diventa determinata a salvarla. Sapendo quanto le idol nelle scuole siano popolari, con otto sue amiche forma un gruppo idol al suo interno chiamato μ’s (pronunciato muse), al fine di attrarre nuovi studenti. L’anime ha avuto un grande successo ed ogni singolo eseguito dal gruppo μ’s è stato pubblicato insieme a un video anime musicale. 

Love Live!

Più recentemente si è fatta molto apprezzare la serie tv della Yamato Video Oshi ga Budōkan Itte Kuretara Shinu (Sei la mia idol preferita)Si tratta di 12 episodi tratti dall’omonimo manga seinen andati in onda in Giappone nell’inverno 2020. La storia è incentrata sull’amore di Eripiyo per gli idol e in particolare per Maina del gruppo Cham Jam, una idol timida e non molto apprezzata dagli altri fan. Durante un concerto delle Cham Jam, Eripiyo, nel vedere l’esibizione della sua amata, si è sentita così male da avere una copiosa fuoriuscita di sangue dal naso. Ha capito così che potrebbe morire per Maina soprattutto se si realizzasse il suo sogno di vederla esibirsi al prestigioso palazzetto Budokan.

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Budokan

Gli idol e il mondo virtuale

Sempre più spesso si ha a che fare con personaggi non reali: videogiochi, libri, manga, anime, cinema e tutto ciò che porta a conoscere una quantità spropositata di individui nati dall’immaginario di qualcuno. Se ne parla, si esprimono giudizi su di loro, si amano, si odiano, si dice di conoscerli perfettamente, tutto come se effettivamente esistessero. Tuttavia la divisione tra le opere di fantasia più disparate e il tangibile è sempre stata molto netta, con uno schermo a separare il mondo reale da quello virtuale. Così è stato finché la tecnologia non ha iniziato ad adoperarsi per infrangere queste barriere, prima con il 3D e poi grazie a realtà virtuale e realtà aumentata. Gli idol sono così entrati prepotentemente anche nella realtà virtuale e sicuramente grazie alla idol più famosa al mondo: Hatsune Miku.

Hatsune Miku

Molto presto vi parlerò più dettagliatamente di lei, della sua storia e del suo successo planetario.

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