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Il primo volume di Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan

Era il lontano 2015 quando vidi, per la prima volta, Star Wars: Una nuova speranza. Quando mi chiedono perché io mi sia affezionato così tanto a questo brand non riesco a dare una risposta davvero esaustiva. È difficile da spiegare: tutto sommato, si tratta di una storia assai banale, dove un prode giovanotto salva la principessa dalle grinfie di un malvagio tiranno. Eppure, chi ha visto Star Wars ed è rimasto coinvolto dal suo universo, così misterioso, così vasto, sa che non si tratta soltanto di questo.

Attraverso ben undici pellicole, tra cui due spin-off, incontriamo un numero spropositato di personaggi, alcuni più riusciti e altri meno, ma tutti con una storia da raccontare. Ovviamente, molte di queste storie vengono soltanto accennate nei film, per essere poi riprese in opere derivate, come libri, fumetti, videogiochi o serie TV.

Oggi parleremo proprio di una di queste opere. Si tratta di Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan. I fan più attenti riconosceranno questo titolo. Si tratta dell’adattamento manga, disegnato da Haruici, dell’omonimo romanzo young adult, scritto da Claudia Gray. Il primo volume, al momento unico disponibile in Italia, è uscito il 5 maggio 2022, edito da Planet Manga, e adatta il libro dal giorno della Pretesa al Trono fino alla visita di Leia sul pianeta Crait.

La copertina del primo volume

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Trama

Premessa per chi, come me, non avesse letto il romanzo. Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan è ambientato tre anni prima degli eventi di Una nuova speranza e racconta il percorso di crescita che ha portato Leia a diventare regina di Alderaan e a unirsi alla neonata Ribellione, fondata dai suoi genitori adottivi.

La tradizione del pianeta vuole che la principessa, per diventare regina, affronti tre prove, ovvero: raggiungere la cima del picco di Appenza, simbolo del pianeta, diventare apprendista legislativa presso il Senato Imperiale e soccorrere una popolazione in pericolo grazie ad una missione umanitaria. In questo volume, Leia porterà a termine il terzo incarico e inizierà gli addestramenti per completare le altre due prove.

Durante la missione umanitaria, però, la principessa si imbatterà in una stazione spaziale imperiale distrutta, probabilmente vittima di un attacco terroristico. Deciderà quindi di investigare personalmente. Gli indizi che troverà la porteranno sul pianeta Crait, dove scoprirà che suo padre è a capo di un misterioso gruppo paramilitare.

Stazione spaziale imperiale Star Wars Leia principessa di Alderaan
La stazione spaziale imperiale distrutta (lettura da destra a sinistra)

Un’età difficile

Uno degli elementi fondamentali della trama di Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan riguarda la crescita della protagonista. Le tre prove che la principessa dovrà intraprendere sono delle vere e proprie palestre di vita, attraverso le quali Leia affronterà il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. Si tratta di un percorso di responsabilizzazione, che la renderà degna del titolo di regina.

In questa prima parte, l’autrice ha compiuto un lavoro magistrale nel mostrarci tutte le incoerenze dell’età adolescenziale. Leia passa dal trattare a tu per tu con un’autorità imperiale all’offendersi per la sempre più frequente assenza dei suoi amati genitori nella sua vita. L’abilità dell’autrice sta proprio nel giustificare questi passaggi mostrando il conflitto interiore che attanaglia la principessa, la quale sente la pressione di dover diventare regina, pur desiderando ancora le attenzioni dei suoi, come quando era una bambina.

Sul campo, poi, Leia impara a conoscere il sottile confine che separa gli ideali di giustizia dalla realtà. Ne sono la prova le difficoltà che incontra durante la missione umanitaria sul pianeta Wobani. Qui, la protagonista incontra una popolazione che soffre la fame, schiacciata dalle politiche imperiali, poco attente ai problemi sociali. Seppur, in un primo momento, la principessa riesca a gestire bene la situazione, successivamente deciderà di contravvenire alle leggi internazionali, portando con sé su Alderaan cento abitanti di Wobani, nel disperato tentativo di salvarli. Solo dopo scoprirà che i suoi genitori avevano già in mente un piano di evacuazione per tutti gli abitanti di Wobani su un pianeta più ospitale e che, con la sua azione avventata, Leia ha mandato all’aria anni di negoziazioni segrete.

Errore Star Wars Leia Principessa di Alderaan
Il terribile errore di Leia (lettura da destra a sinistra)

Un connubio fra comix e manga

Splash page Star Wars Leia Principessa di Alderaan
Esempio di splash page (lettura da destra a sinistra)

Sul lato grafico, Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan, appare più vicino ai comix americani, nonostante il suo formato manga, a partire dal layout delle tavole. Infatti, è frequente l’uso di splash page, di vignette sovrapposte e di elementi che escono dai riquadri.

Anche il tratto sembra generalmente più vicino a quello americano, prediligendo un disegno che tende al realismo. Tuttavia, sono presenti diverse vignette di carattere comico che ritraggono i volti in maniera più vicina al mondo nipponico.

Dal mondo dei manga, l’autore pesca anche altri elementi grafici, quali le onomatopee, mantenute in lingua originale nell’edizione italiana, e le frequenti e abbondanti linee cinetiche.

Nel complesso, l’opera pare un ottimo connubio fra lo stile grafico americano e quello giapponese. Personalmente, apprezzo sempre questo tipo di sperimentalismi, dove stili diversi si fondono. In più, l’autore ha selezionato gli aspetti grafici che apprezzo di più dei comix e dei manga. Tuttavia, riconosco che si tratta di un parere assolutamente soggettivo e che, per alcuni, potrebbe non essere lo stesso.

Conclusioni

Nel complesso, Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan pare assolutamente all’altezza del suo compito. Con una storia vivace, che sa coinvolgere pienamente il suo target di riferimento, e una veste grafica originale e, per certi versi, innovativa, questo primo volume mette le basi per una storia avvicente e bella da guardare, un must-have per ogni fan di Star Wars e della principessa di Alderaan.

Aggiungendo, poi, delle considerazioni personali, posso dire di aver apprezzato particolarmente questa versione di Leia. I film ci avevano abituato ad una classica principessa in pericolo, divenuta poi donna guerriera e, infine, una leader risoluta portatrice di speranza nella trilogia sequel. La principessa di questo manga, invece, è una ragazzina impaurita e ribelle, che ce la mette tutta per diventare la regina forte che il suo popolo si aspetta, ma che ancora trema davanti ai rimproveri dei suoi genitori.

Questa Leia, rispetto a quella dei film, non si costruisce sulla base delle oculate scelte che compie sul suo cammino, bensì suoi suoi continui errori di calcolo, sulle cadute brusche e sui pianti che ne conseguono.

L'importanza di fallire Star Wars Leia Principessa di Alderaan
L’importanza di fallire (lettura da destra a sinistra)

Questo nuovo volto di Leia mi ha permesso di immedesimarmi meglio in lei durante tutta la lettura. Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan rappresenta in maniera più che efficace le difficoltà dell’età adolescenziale, con le sue contraddizioni e le sue paure.

Forse è proprio per questo che mi sono affezionato a Star Wars, per la sua capacità di raccontare storie di persone, con i loro conflitti interiori, ambientate in uno degli universi fantascientifici tra i più vasti e caratterizzati che esistano.

In conclusione, consiglio vivamente la lettura di quest’opera. A me non resta altro che aspettare il prossimo volume. Nel frattempo, vi auguro una buona lettura!

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Comments

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  1. articolo interessante e molto chiaro, cosa che ho apprezzato particolarmente essendo io non una fan di star wars: l’autore mi ha permesso comunque di capire molto bene l’argomento trattato e di apprezzare la lettura di questo pezzo. grazie roto

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