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La mostra “Fantasmi e spiriti del Giappone” a Milano

tenoha mostra fantasmi giapponesi

La nostra trasferta

Una rappresentanza della redazione di Otaku’s Journal ha fatto un salto alla mostra “Fantasmi e spiriti del Giappone” allestita nei locali di Tenoha a Milano.

Il gruppo era composto da Pier alias “Bakasaru”, Cami alias “Cami” ed Elisabetta alias “Quando ti decidi a entrare finalmente nello staff di OJ in forma ufficiale e definitiva”.

Ecco il nostro resoconto!

tenoha mostra fantasmi giapponesi illustrazione

Gli autori esposti

Sgomberiamo subito il campo da ogni equivoco: la mostra è, per l’esattezza, una “personale” dell’illustratore francese Benjamin Lacombe, il quale ha rappresentato una selezione dei racconti di Lafcadio Hearn; è concepita non come una banale esposizione ma sotto forma di “percorso immersivo”. Ciò potrà, a seconda dei casi, risultare esaltante o deludente. Mi spiegherò meglio dopo avervi raccontato la nostra visita.

Benjamin Lacombe, recita la sua biografia, “è uno dei nomi più rappresentativi della nuova scuola francese”. Classe 1982, ha già pubblicato una trentina di volumi, tra cui uno dedicato ad Alice nel paese delle meraviglie e uno a Notre-Dame de Paris. Ho trovato il suo stile elegante, onirico e melanconico, il che lo rende adattissimo a un soggetto come i racconti di Lafcadio Hearn, basati sulle languide creature fantastiche del folclore giapponese.

Lafcadio Hearn (1850-1904) fu un giornalista nato in Grecia, cresciuto in Irlanda, emigrato negli USA e infine approdato in Giappone, dove il suo spirito inquieto trovò finalmente l’habitat ideale. Sposò una donna del posto, assunse il nome di Koizumi Yakumo e si dedicò all’insegnamento della lingua inglese presso l’Università di Tokyo. Per quanto ne so, è stato il primo europeo completamente “giapponesizzato” della storia. Essendo specializzato in reportage sulle periferie degradate delle metropoli statunitensi, articoli che condiva con un certo gusto del macabro, una volta in Giappone scrisse un gran numero di libri (editi anche in Italia) sulle leggende e il folclore locali, libri che sono il motivo della sua notorietà.

benjamin lacombe lafcadio hearn copertina libro
benjamin lacombe lafcadio hearn copertina libro

Il percorso della mostra

La mostra consiste in una serie di sale, in ognuna delle quali sono esposti dei pannelli che raccontano, in sintesi, una delle storie di Lafcadio Hearn, abbinata alle relative illustrazioni di Benjamin Lacombe. Sono una decina in tutto e vi si incontrano i grandi classici del folclore nipponico: gatti fantasma, donne delle nevi, kappa, kitsune, draghi, Urashima Tarō e così via.

Come dicevo, questa non è una semplice esposizione, bensì un “percorso immersivo”. La labirintica successione di ambienti (molti più della decina di sale tematiche di cui sopra) presenta una nuova idea a ogni soglia. Vi capiterà di entrare in una tipica stanza di Edo dove dormono persone senza testa, di finire sul fondo di uno stagno mentre le enormi braccia di un kappa cercano di afferrarvi, di passeggiare lungo una stradina innevata con spettrali creature che vi sfiorano.

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Le opere di Lacombe sono sottoposte a una grande varietà di trattamenti: vengono esposte nelle tradizionali cornici, riprodotte su silhouette di cartone, animate su piccoli schermi o addirittura proiettate sulle pareti di intere stanze. Decisamente non ci si annoia. Ogni sala è un’esperienza a sé.

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Il percorso è “multisensoriale”, perciò vi accompagneranno effetti sonori ed esotici effluvi. Tutti i dettagli sono curatissimi, dai piccoli kodama che ti indicano la strada al biglietto di ingresso che riproduce una tradizionale tavoletta votiva.

tenoha mostra fantasmi giapponesi

A completamento dell’iniziativa, sono in programma degli eventi speciali, come incontri con Lacombe in persona e col pronipote di Lafcadio Hearn (che però non erano previsti nella giornata della nostra visita).

Il personale è gentilissimo e la signora giapponese che ci ha accolto, in un profluvio di sconti, omaggi e gadget, scambia volentieri due chiacchiere. Anzi, diciamo pure che, all’uscita, ti interroga sulla tua visita, ti chiede cosa ti è piaciuto di più, eccetera. Ma io, Cami ed Elisabetta abbiamo la chiacchiera facile e non temiamo simili situazioni. Piuttosto, per eccesso di educazione, non avevamo osato fare una certa cosa (non vi dico cosa) che invece andava fatta: scopertolo, la signora ci ha fatto immediatamente tornare indietro!

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Le nostre impressioni

Impressioni di Bakasaru

In definitiva, questa esperienza vi deluderà se la fate aspettandovi una trattazione sistematica e museale del folclore giapponese. In tal caso troverete troppo succinti i raccontini (materiale più che noto a chiunque ami un minimo la cultura giapponese), non potrete non disprezzare le sagome di cartone dipinto, la neve in lana di vetro e le ninfee di gommapiuma, arriverete a irritarvi per tutto quell’incenso e vi pentirete di aver speso del denaro per tale paccottiglia.

Se invece, come abbiamo fatto noi, ci andate in gruppo, allegramente e con la disposizione d’animo che si ha verso un piccolo luna-park, troverete un allestimento riuscitissimo, suggestivo, strapieno di situazioni che vi faranno ridacchiare o intenerire (ci sono alcuni mostriciattoli dal musetto davvero irresistibile) e di angoli da fotografare e in cui farvi fotografare, appoggiandovi a un ponticello di legno laccato, o passando sotto una serie di sacri torii, o sdraiandovi in un lago di sangue presumibilmente finto.

Impressioni di Cami

Chiaramente questa è una mostra in cui l’occhio vuole la sua parte: l’allestimento, per quanto minimale in alcune zone, è curato e viene in aiuto all’illusione spaziale che il Tenoha sia, in realtà, un edificio gigantesco. Tuttavia la mostra non stimola solo la vista, ma anche gli altri sensi: fra suoni evocativi di onde e urla, l’odore pervasivo d’incenso e anche il gusto, se qualcuno volesse acquistare qualche leccornia giapponese alla fine del tour!

Personalmente l’ho trovata una mostra piacevole da visitare, specialmente in compagnia, e molto facile da seguire: certo, da nipponista, mi sarebbe piaciuto trovare qualche informazione in più sugli yōkai della tradizione, ma capisco anche che, come scritto sopra dal mio collega, la mostra sia fatta un po’ ad personam (o ad personas, visto che si parla del binomio Lacombe-Hearn) e che i visitatori si trovino lì per ammirare le illustrazioni parigine di mostri e fantasmi giapponesi.

Lo stile di Lacombe può piacere o meno, ma è indubbio che l’autore sappia giostrare gli acquerelli come se fossero una seconda natura; ho apprezzato molto la parte dedicata proprio a lui e a Hearn, proponendo anche un video in cui l’autore ci spiega il proprio processo creativo.

Direi che un bel sette se lo merita!

tenoha mostra fantasmi giapponesi

La durata della visita

La visita dura circa una quarantina di minuti. Però tutto dipende da voi, da quanto tempo decidete di soffermarvi a contemplare una data immagine o a rileggere un dato racconto, e, naturalmente, da quante foto volete scattare. Noi ci abbiamo messo di più perché… la signora ci ha fatto tornare indietro a fare quella cosa raccapricciante nella sala del pescatore.

Un salto al negozio

E mettete in conto anche di perdere un po’ di tempo in negozio. Tenoha si presenta, infatti, come un concept store dedicato al Giappone. Offre un ristorante di ramen, uno spazio di coworking, una serie di corsi per tutte le esigenze e, per l’appunto, un negozio dove troverete abbigliamento, alimentari, oggettistica, libri e tanta cartoleria. Se amate ciondoli, pupazzetti, taccuini e sticker a tema, questo è il posto che fa per voi. Però… occhio al portafogli. La tentazione di comprare tutto è forte e, come niente, si spende una fortuna.

tenoha milano interno negozio

Un arrivederci?

Questa mostra dedicata a fantasmi e spiriti segue quella dell’anno scorso, che invece riguardava le botteghe tradizionali della vecchia Tokyo. Io a quest’ultima non ci sono andato, ma Cami ed Elisabetta sì e mi hanno riferito che, per quanto carina, era decisamente più scarna di questa. Il miglioramento lascia supporre che, più queste iniziative hanno successo, più Tenoha potrà e vorrà investire in occasioni future, sperabilmente aggiustando sempre più il tiro.

Indicazioni utili

La mostra è aperta fino al 15 Gennaio. Si raggiunge facilmente con la metropolitana.

Il biglietto costa 16 euro (14 per under 25 e altre categorie).

Trovate tutte le informazioni necessarie sul sito ufficiale.

Quanto a Tenoha, il loro sito (con possibilità di acquisti on-line) è invece questo.

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