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Il fenomeno cosplay: l’arte di interpretare un personaggio

L’ormai imminente Lucca Comics & Games mi suggerisce lo spunto per parlare di un’arte creativa ormai consolidata nell’ambito di questo tipo di convention: il cosplay.

In Italia il cosplay nasce a metà degli anni Novanta e alcune fonti ne fanno risalire l’inizio al 1997, quando si svolse il primo concorso a loro dedicato proprio durante il Lucca Comics & Games.

Queste è la fiera italiana per eccellenza dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi, ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico, che si svolge a Lucca nei giorni tra fine ottobre e inizio novembre.

L’invasione dei cosplay a Lucca

Migliaia di visitatori nei quattro giorni dedicati all’evento, invadono letteralmente la città toscana, trasformandola completamente. Infatti con le sue belle piazze medievali e i suoi scorci mozzafiato diventa il teatro di una sarabanda di cosplayer, musica, giochi, ospiti, proiezioni, feste, spettacolo e incontri.

Andrè & Lady Oscar cosplayers
Lucca Comics & Games
Andrè & Lady Oscar
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© Elena Paoletta

Si tratta di un evento a cui un cosplayer, ma anche solo un appassionato, non può in nessun modo mancare ed è necessario prenotare diversi mesi prima per sperare di pernottare almeno nelle vicinanze di Lucca.

Le gare di cosplay, che dal 2009 sono a numero chiuso con pre-iscrizione online, si tengono durante il weekend, ma negli altri giorni sono comunque organizzati altri mini eventi tematici e scenette che si tengono per le vie cittadine.

Lucca Comics & Games
Porco Rosso
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© Elena Paoletta

Etimologia e origine

Il termine cosplay (kosopure), coniato in Giappone a fine anni Settanta, è un’abbreviazione delle parole inglesi costume (costume) e play (recitare, interpretare). Indica la pratica di travestirsi per rappresentare un personaggio riconoscibile in un determinato ambito, interpretandone anche il modo di agire.

Il fenomeno all’inizio ha preso in grande considerazione la maggior parte dei personaggi di anime e manga tipici della tradizione giapponese. In seguito si è esteso anche ai personaggi di videogame, fumetti, film, cartoni animati, telefilm, band musicali e giochi di ruolo.

Final Fantasy

I primi esempi di questa arte si videro quando alcuni appassionati si presentarono a mostre mercato del fumetto, denominate Comic Market, travestiti dai personaggi dei manga più in voga.

Questi pionieri, tra cui molti otaku, intendevano imitare quello che accadeva negli Stati Uniti. Infatti nell’ambito di manifestazioni a carattere fantascientifico, alcuni appassionati (trekker) facevano il loro ingresso nei panni degli eroi della famosa saga televisiva Star Trek.

Il Cosplayer

Il cosplay non è però un semplice fenomeno di mascheramento, al contrario consiste nell’arte di travestirsi ed interpretare un determinato personaggio attraverso il proprio corpo, usandolo come mezzo per imitarne le movenze e i comportamenti.

La Malinconia di Haruhi Suzumiya

Il cosplayer, diversamente da chi si maschera, attraversa diverse fasi preparatorie che vanno dallo studio del personaggio alla performance finale.

Il cosplay rappresenta un gioco del costume per rendere vivo un personaggio, passando dalla sua elaborazione e la realizzazione artigianale del costume con relativi accessori, alla rappresentazione e immedesimazione nel personaggio stesso.

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Il cosplayer diventa in questo modo esso stesso un personaggio e un performer e ottiene la notorietà attraverso immagini fotografiche che poi vengono postate sui diversi social media, oltre che alle performance live eseguite durante i contest appositi.

Attack on Titan

Questo è quello che rende il cosplay qualcosa di diverso, più simile ad una pratica con caratteristiche teatrali e audiovisive, pur conservando il suo carattere ludico e di divertimento. Qualcosa di completamente diverso al mascherarsi per Halloween o per Carnevale.

Affinità con lo shite

Il cosplayer attua un rito di preparazione simile a quello dello shite del teatro del nō durante la “sosta” nella “stanza dello specchio”.

In quel luogo, lontano dagli occhi del pubblico, lo shite ha la possibilità di rimanere solo con se stesso. Si prepara così sia fisicamente, con la vestizione e l’applicazione della maschera, sia psicologicamente, attraverso la meditazione e l’immedesimazione nel personaggio. Durante questa fase si fonde con esso fino a rappresentarne l’essenza.

Lo shite entra in trance e si trasforma realmente nel personaggio mediante la vista del riflesso allo specchio della sua immagine truccata e vestita. Allo stesso modo il cosplayer diventa il personaggio, proprio durante la fase di preparazione e vestizione.

La bravura si dimostra nell’essere riconoscibile

Il costume, così come il trucco, hanno il potere di annullare la personalità dell’individuo. Il cosplayer si immedesima a fondo ed entra in contatto con il personaggio preferito fino a diventare esso stesso. Si rende così qualsiasi gesto, parola e azione, rapportabile solo a quel personaggio e non alla persona che lo sta interpretando.

Tutto ciò comporta comunque il fatto che il personaggio in cui immedesimarsi deve essere ben riconoscibile nei minimi particolari.

Molti sono i fattori che spingono un appassionato a diventare cosplayer, quali un pizzico di esibizionismo, la voglia di rompere gli schemi della società. Soprattutto c’è la spinta a mostrare la passione verso il personaggio che si rappresenta travestendosi.

Il boom

Il fenomeno cosplay si estese a macchia d’olio e raggiunse dimensioni ragguardevoli con il boom della serie TV Gundam, caratterizzata dalla presenza nella trama di robot da combattimento antropomorfi giganti.

Nell’agosto 1980 la stampa nipponica si interessò così per la prima volta ai cosplay pubblicando un articolo sull’argomento, corredato dalla fotografia di alcuni cosplayer che danzavano nei panni dei personaggi degli eroi dell’anime di Yoshiyuki Tomino.

Il cosplay raggiunse però il suo apice e iniziò la sua travolgente diffusione dal 1995, con il grande successo di Evangelion, quando venne definito “fenomeno di massa”.

Evangelion

Il risvolto economico

Il mercato si è subito reso conto delle potenzialità del fenomeno, tanto che sono nate numerose catene di negozi specializzati, tra cui Cospa, il più famoso in Giappone. Sono nati anche siti Internet che producono e vendono costumi e accessori per rendere possibile a tutti il travestimento e l’immedesimazione nel personaggio preferito.

Sono nati in rete forum di discussione per cosplayer, siti specializzati che producono e vendono costumi ed accessori per rendere possibile a tutti il travestimento.

Nelle principali città, bar o sale da gioco, i commessi lavorano vestiti con costumi da cosplay raffiguranti i principali eroi dei manga, degli anime o dei videogiochi.

I cosplayer tengono molto a realizzare da soli il loro cosplay, cucendo i propri abiti e costruendo gli accessori con particolare attenzione ai materiali usati.

Il cosplay in Giappone come stile di vita

In Giappone il cosplay è una vera e propria moda, uno stile di vita che viene sfoggiato nel quotidiano insieme alla moda gothic lolita o ganguro. Tutto ciò culmina nelle fiere e negli eventi dove si svolgono gare e sfilate nelle quali i cosplayer hanno l’occasione di interpretare il personaggio scelto, spesso con il supporto di performance recitate.

Gothic Lolita

Questi raduni sono anche occasioni per incontrare altri cosplayer, per confrontarsi e divertirsi. Non si tratta comunque di vere e proprie” nicchie di cosplay”, definizione a volte usata in modo improprio e non accettata da tutti gli appassionati, ma manifestazioni pubbliche dove tutti possono partecipare.

I migliori cosplayer giapponesi si possono trovare ogni domenica ad Harajuku, un quartiere di Tokyo, dove decine di ragazze e ragazzi si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e si lasciano fotografare.

Cosplayer ovunque

Per gli adolescenti il cosplay non è un travestimento da adottare solo nei raduni o nelle convention a tema, ma spesso solo una passione da condividere con amici a casa o per le vie della città.

Cosplay per le strade di Ikebukuro
Per le vie di Ikebukuro (Tokyo)
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© Elena Paoletta

Il concetto che più sembra adattarsi al fenomeno cosplay è dunque quello di “sottocultura” intesa come accezione del termine. Si indicano così gruppi di persone aventi qualcosa in comune tra loro che li distingue in modo significativo dai membri di altri gruppi sociali.

L’arte di fare cosplay per certi aspetti è diventata anche una vera e propria professione che permette un buon guadagno divertendosi. Gli artisti professionisti vengono infatti ingaggiati per le loro performance o scritturati come modelli.

Nel resto del mondo

Il cosplay è ormai una pratica riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo e in tutto il mondo si svolgono ogni anno contest e manifestazioni a tema, con gare e premiazioni.  

Lì i cosplayer mettono in atto la propria bravura e competenza, realizzando “scenette” studiate in base al personaggio interpretato. A volte sono accompagnate da elaborate scenografie, altre da elementi multimediali, come videoproiezioni di filmati montati, che riprendono le gesta del personaggio o spettacoli di luci e fumo.

Spesso queste performance sono supportate dal doppiaggio dello stesso cosplayer o di un doppiatore specifico e vengono eseguite sul palco, singolarmente o in gruppo, dando vita ad esibizioni anche canore, coinvolgenti ed apprezzate dal pubblico presente in sala.

Le differenze con il Giappone

La principale differenza tra il cosplay e il vestirsi in costume, praticato negli Stati Uniti e in Europa, è che in Giappone le persone si vestono come i personaggi di anime, manga e videogiochi giapponesi, piuttosto che altri costumi.

Ultimamente però sta avendo successo il cosplay ispirato ad opere occidentali, soprattutto dopo il successo internazionale di Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Star Wars e Game of Thrones.

Star Wars

Un’altra differenza è che gran parte dei travestimenti negli Stati Uniti e in Europa sono legati ad eventi particolari come quelli dedicati alla fantascienza o alle rievocazioni storiche di certe battaglie, oppure ai giochi di ruolo dal vivo o alla festa di Halloween.

Le bambole viventi

Una piccola nicchia in questo campo è costituita dal doller, termine che indica un attore dilettante di kigurumi, ossia il cosiddetto “gioco delle bambole viventi”. Si tratta di costumi composti da una calzamaglia completa e da una maschera di gomma o resina con le fattezze di un personaggio manga.

Spesso il kigurumi viene indossato anche senza la maschera facciale, ma è composto soltanto da un “pigiamone” di peluche che rappresenta un animale  come succede per Hello Kitty e Pikachu.

Kigurumi di Pikachu

Questi cosplayer vengono definiti in giapponese come animegao, ovvero “faccia da anime. Una definizione adottata in certi casi è quella di cross-players, da cross-dressing e cosplayer, che si usa talvolta per indicare coloro che abitualmente realizzano cosplay di personaggi del sesso opposto rispetto al loro.

Animegao
Animegao

Le principali convention mondiali

La manifestazione più importante di cosplayer, dove ogni Paese partecipa con la propria delegazione rappresentante selezionata precedentemente attraverso concorsi nazionali, è il World Cosplay Summit (WCS).

Si svolge annualmente in Giappone a Nagoya ed è un’esperienza unica nel suo genere. Per una settimana si può stare a contatto con altri cosplayer provenienti da tutto il mondo, al centro dell’attenzione dei media.

Souvenir dal World Cosplay Summit
Souvenir dal World Cosplay Summit
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© Elena Paoletta

San Diego Comic-Con International

Comunemente conosciuta come Comic-Con, è la convention annuale multigenere più grande degli Stati Uniti, dedicata al mondo delle arti, del cinema e dei fumetti. Fondata nel 1970, la convention ha luogo ogni anno nel periodo estivo al San Diego Convention Center della cittadina californiana, per la durata di quattro giorni.

Originariamente vetrina per fumetti, di fantascienza e fantasy, nel corso degli anni il Comic-Con si è ampliato, includendo una vasta gamma di elementi appartenenti alla cultura pop. Hanno così fatto la loro apparizione anime e manga, giocattoli, videogiochi, giochi di carte collezionabili, romanzi fantasy, animazione e serie TV anche horror.

Di tutto e di più

L’evento ospita una vasta superficie dedicata agli espositori, con stand riservati a case editrici, studi cinematografici ed emittenti televisive, che possono presentare in anteprima i loro prodotti. Vi è una zona riservata all’acquisto e al collezionismo di fumetti e un’altra dove gli artisti possono entrare in contatto con i loro fan e firmare autografi.

Alla convention vengono organizzati seminari e workshop con professionisti del fumetto e vi è una sala dedicata esclusivamente all’animazione giapponese. Il cosplay diventa una parte integrante di tutto l’evento poiché i cosplayer si mostrano in tutto il loro splendore girando per i vari ambienti.

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Dal 2010 è stata creata l’Action Hero Hall of Fame, che rappresenta un tributo agli attori dei film di azione più meritevoli e di successo nel mondo del cinema; il primo ad essere inserito nella Hall of Fame è stato Sylvester Stallone.

Japan Expo

Vi sono anche manifestazioni europee come il Japan Expo di Parigi, che è l’evento più importante d’Europa perché si tratta di una fiera interamente dedicata al Giappone.

Naturalmente gli stand, le esposizioni, le proiezioni, i videogames, legati ad anime e manga, la fanno da padrone. Ci si può immergere nella cultura giapponese sotto diversi aspetti: dimostrazioni di ikebana (l’arte dei fiori), chioschi con tipico cibo nipponico, dimostrazioni sportive di sumo e karate e lezioni di lingua e scrittura giapponese.

Durante questa manifestazione il cosplay è tenuto in grande considerazione. Ci sono contest a tema ogni giorno, fino ad arrivare all’attesissima gara domenicale dove avvengono le selezioni francesi per il WCS.

japan expo cosplay miraculous lady bug

Ottima è l’organizzazione logistica con camerini suddivisi per sesso, ampi spazi e un palco immenso che viene sfruttato anche per gli altri eventi che si alternano durante tutte le giornate. Vi sono sfilate di moda Harajuku Style, ospiti prestigiosi del panorama J-pop e mangaka di altissimo livello.

…e ancora

Sono interessanti anche il Cosplay World Master di Lisbona e il Gran Cosplay Ball, ovvero il gran ballo del cosplay, originale e imitato evento che si svolge annualmente a Londra, nella splendida cornice di un teatro vittoriano. Il Dress Code elegante è obbligatorio, ma rigorosamente in cosplay.

Durante la notte, oltre alla buona musica, si possono ascoltare e vedere le performance dei vari ospiti giunti da ogni parte del mondo, in un contesto da favola.

In Italia

Oltre al già citato e più famoso Lucca Comics & Games, in Italia si svolgono diverse manifestazioni e contest che dedicano intere sezioni ai cosplay come il Romics.

È il festival del fumetto e dell’animazione che si svolge annualmente a Roma, dove si selezionano i rappresentanti italiani per il WCS di Nagoya. Si tiene presso la nuova fiera di Roma, sempre nel primo o secondo weekend di ottobre per poi essere replicato nel mese di aprile.

Romics a Roma
Romics

Il livello dei cosplayer e delle performance è veramente alto vista l’importanza del premio in palio, per questo il Romics vanta un auditorium di tutto rispetto, capiente e ben attrezzato anche dal punto di vista di spazi e audio.

Altri eventi italiani con ampi spazi dedicati ai cosplay sono: il Nissa Comics&Games di Caltanissetta, il Modena Play, il Comicon di Napoli, Fumettopoli a Milano, il Global Game Jam a Catania e il Cospladya comic & games di Palermo.

Il commento di una cosplayer

Un’icona del cosplay italiano è Giorgia Vecchini, che nel 2005 ha vinto il World Cosplay Summit di Nagoya e che ha dedicato un libro, Fenomeno Cosplay, a quella che molti definiscono ormai un’arte.

Per sua stessa ammissione i cosplayer: «Non sono modelli, né figuranti, né attori, né sarti (tranne alcuni di noi), né professionisti, ma allo stesso tempo sono tutte queste cose […] Insomma i media non hanno ancora ben deciso e capito come incanalarci, ma sanno che creiamo curiosità, interesse e attenzione».

La mia esperienza

Nel 2018 ho partecipato al Peterborough Comic-Con. Peterborough è una city inglese incantevole a nord-est di Londra.

Picture © Elena Paoletta

È stata la mia prima esperienza importante da cosplayer e ho scelto di indossare i panni di Ciel Phantomhive il protagonista del manga Black Butler, perchè lo trovo un personaggio interessante anche se lontano da me. Infatti io sono una giovane donna e lui è un maschio adolescente e per di più lord con tanto di affascinante maggiordomo.

Black Butler è un manga ambientato proprio in Inghilterra nell’epoca vittoriana e i suoi protagonisti rispecchiano quel mondo in modo impeccabile, sia nell’abbigliamento che nello stile di vita.

Non è stato facile quindi calarmi nel personaggio, ma mi è venuto spontaneo immedesimarmi in quel ragazzino dagli occhi azzurri e dai lineamenti molto delicati, di statura bassa e di fragile costituzione, serio, riservato e taciturno.

Picture © Elena Paoletta

Le convention regalano emozioni

Posso dire che il mio essere cosplayer è iniziato con le feste di Halloween ma in modo più approfondito si è sviluppato guardando i tanti partecipanti alle fiere dedicate al mondo del fumetto e dei manga. In particolare quando sono stata a Lucca dove centinaia di persone girano per le strade con dei cosplay stupendi.

La Peterborough Comic-Con è stata un successone anche se si è svolta in un teatro e quindi una location più piccola rispetto ad altre più famose. Tutto però era molto ben organizzato e la folla non impediva la passeggiata lungo gli stand variopinti con oggettistica per tutti i gusti e con gadget particolari e imperdibili.

Il bello di un cosplay riuscito

Mi ha suscitato un’emozione continua e indescrivibile vedere che il mio cosplay veniva riconosciuto e molti mi fermavano per fare delle foto…Mi sono sentita quasi una star!

La maggior parte dei cosplay erano di personaggi che conosco molto bene perché appartenenti al mondo dei manga e degli anime come Death Note, L’attacco dei giganti, Sailor Moon e Pincipessa Mononoke del mio amato Miyazaki.

Come descrivere inoltre la sorpresa e la felicità di incontrare altri due cosplay di Black Butler, cioè Grell Sutcliffe e Undertaker? La sintonia è stata tale che forse sono state le foto meglio riuscite!

Ciel Phantomhive and Grell Sutcliffe
Ciel Phantomhive and Grell Sutcliffe

La gara

Ho assistito alla gara dei cosplayer divisa in quattro gruppi a seconda dell’età dei partecipanti e mi sono stupita nel vedere che anche i bambini più piccoli partecipavano alla sfilata. C’erano persino due neonati in braccio alle loro mamme!

Anche i gruppi mi hanno particolarmente divertita… É bello vedere intere famiglie o semplici amici che condividono la stessa passione e si immedesimano nei loro personaggi preferiti recitando scenette e assumendo pose riconducibili a loro.

Con mia grande gioia nel gruppo della mia età è risultata vincitrice la cosplayer che interpretava la Principessa Mononoke in modo molto fedele all’originale, non solo nel costume ma anche nella recitazione.

Principessa Mononoke
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© Elena Paoletta

Molto interessanti sono state le sezioni dedicate ai videogame e ai giochi virtuali e l’immancabile lezione di spada laser dato che era presente lo stand dedicato a Star Wars!

Spero che si ripresenti un’occasione per partecipare ad un’altra convention dove sicuramente, ora che ho superato l’impatto, gareggerò come cosplayer!

Il binomio cosplay-parchi a tema in Giappone

Cosplay e divertimento sono un connubio imprescindibile anche nei vari parchi a tema giapponesi.

Oltre al Pokemon Center di Akihabara, dedicato ai più piccoli fan di anime e manga e il Nakano Brodway per tutti gli appassionati del genere, i cosplay possono ritrovarsi e sfilare in altri parchi.

L’Haco Stadium Tokyo.One vanta la più grande area in Giappone per photoset cosplay, con diversi sfondi e props. A soli dieci minuti a piedi dalla stazione Minami-Funabashi, questa area è riservata ai cosplayer che possono indossare tranquillamente i panni di personaggi di Vocaloid, Love Live! o di [email protected] negli sfondi ricreati appositamente.

Haco Stadium Tokyo.One
Haco Stadium Tokyo.One

Le scenografie

Si possono realizzare degli scatti sugli anime sportivi nello “studio palestra” o altri di una piacevole vita scolastica nello “studio classe”. Anche fotografarsi in un giardino, in una camera da letto, in una libreria, in una chiesa o in una zona a tema natalizio.

I cosplayer, dietro pagamento di un ticket di ingresso, possono usufruire di qualsiasi studio vogliano e possono affittare anche l’equipaggiamento fotografico e noleggiare armadietti e camerini.

Se ancora non si è deciso quale cosplay essere, il negozio ACOS è a disposizione con vestiti, parrucche ed accessori per accontentare ogni tipo di richiesta. Si tratta di un vero paradiso per gli amanti del cosplay e anche per chi desidera giocare di ruolo dal vivo.

A contatto con i propri eroi

Al terzo piano del Sunshine City World Import Mart Building, a Ikebukuro, famoso quartiere di Tokyo, c’è il parco tematico dedicato agli eroi di One Piece, Dragon Ball e Naruto. Il J-World è diviso in varie zone dedicate ai protagonisti e alle storie dei diversi manga, con numerosi intrattenimenti accessibili a tutti senza limiti di età.

Gli appassionati di Naruto dovranno vedersela con la Guerra Mondiale degli Shinobi riprodotta in immagini, mentre i fan di One Piece possono vivere un’avventura nel nome di Soldier Dock Adventure. Infatti a bordo di mezzi a tema, si può girare lungo un corridoio sulle cui pareti vengono proiettate le immagini della celebre serie animata e dove sono previste le incursioni dei fantasy di Perona.

Gli appassionati di Dragon Ball possono avventurarsi alla ricerca delle sette sfere del drago e combattere al fianco di Goku in un ambiente interattivo. Al giocatore viene consegnato un Dragon Radar per aiutarlo nella ricerca e chi riesce a raccogliere tutte e sette le sfere può invocare il dio Drago.

Non solo cosplay

Oltre alle aree ispirate agli anime più famosi, il parco gode anche della presenza di un’area chiamata Heroes Arena. Questa ospita mini attrazioni dedicate a Gintama, Toriko, Bleach e Hunter x Hunter destinate ad ampliarsi e che vedono sfilare varie parate di cosplay.

All’interno del parco divertimenti si trova naturalmente anche un’ampia area dedicata alla ristorazione, con fast food, negozi di dolciumi e tanti piccoli negozi forniti degli immancabili gadget dedicati ai protagonisti dei manga e degli anime.

One Piece ha anche un parco a tema tutto suo: il Tokyo One Piece Tower, situato nella Tokyo Tower, la seconda torre più alta del Giappone che misura ben trecentotrentatre metri. Le ultime due attrazioni hanno come protagonisti Monkey D. Luffy e Franky che attendono i cosplayer e anche chiunque abbia voglia di avventura, sulle attrazioni Luffy’s Endless Adventure e Franky’s Hentai Ball Coaster.

Le conclusioni

Riportando le affermazioni di alcuni cosplayers nazionali si ha, oltre ad una testimonianza diretta della trasformazione da persona comune a cosplayer, una visione chiara e precisa di cosa sia questa pratica. È possibile affermare che in Italia si considera il cosplay sicuramente qualcosa di più di una moda del momento.

Le opinioni di due professioniste

Daniela Maiorana, in arte Selaine Cosplay, ha affermato:

«Il cosplay è precisamente un’arte, se seguito in una certa maniera. Fare cosplay significa imparare da dilettanti diversi mestieri: parrucchiere, scenografo, coreografo, sarto, costumista, calzolaio, truccatore, attore e molti altri. Realizzare un cosplay può voler dire racchiudere nel lavoro di una persona e pochi amici, tutta la fatica di creare un piccolo spettacolo teatrale».

Selaine Cosplay

Federica Di Nardo, assidua partecipante ai vari eventi cosplay, ribadisce:

«Il cosplay permette ad ognuno di mettersi alla prova con una serie di cose diverse, dandoti anche la possibilità di specializzarti in qualcosa che ti riesce meglio delle altre […] Credo che per noi giovani impegnarci in qualcosa sia importante […] concentrare tutte le energie su un progetto, sforzandosi al massimo per la sua riuscita. Ecco questo è il cosplay, aldilà di una banale definizione che potrebbe essere “Giocare a vestirsi come i personaggi dei fumetti”, è un gioco certo, un divertimento, ma per noi cosplayers diventa qualcosa di più».

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