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Romics 2019: la fiera del fumetto nell’edizione primaverile

Romics 2019

Anche quest’anno non potevo mancare al Romics, il grande appuntamento internazionale sul fumetto, l’animazione, i videogames, il cinema e l’intrattenimento che si tiene due volte l’anno presso la Fiera di Roma.

Sono quattro giorni di kermesse ininterrotta con eventi, incontri, spettacoli, mostre e immancabili stand di manga e gadget vari: cinque padiglioni dove poter immergersi in tutti i mondi della creatività.

Il Romics è un’occasione per tutti gli appassionati (e anche per chi non lo è) di perdersi tra le novità, le grandi case editrici, le fumetterie, i collezionisti, i videogiochi e gli imperdibili incontri con editori ed autori.

Incontro con l’autrice Giada Romano

Con mio grande piacere, tra i vari stand che danno spazio ai fumettisti italiani emergenti che si ispirano al disegno manga, ho incontrato la fumettista Giada Romano già conosciuta alla presentazione del suo “Riflessi di Luce”.

Riflessi di luce di Giada Romano
Picture by Elena Paoletta

Questo fumetto è una sorta di autobiografia: Luce è un’intelligente e scontrosa ragazza di diciassette anni con una passione sfrenata per il disegno. Il suo desiderio più grande è di riuscire a diventare una mangaka, ma la realtà si scontra brutalmente con i suoi sogni, impedendole momentaneamente di raggiungerli. Per amore di sua madre chiuderà tutti i suoi desideri in un cassetto e affronterà con coraggio gli ostacoli che troverà sul suo cammino senza però mai soffocare la sua grande passione.

É una storia intimista che si sviluppa in 10 volumi da cento pagine ciascuno e che non mancherà di appassionare tutti, soprattutto coloro che riusciranno ad identificarsi in quei sogni e in quelle speranze.

Personalmente mi emoziona sempre vedere che giovani talenti come Giada riescono a realizzare ciò in cui credono! 

autografo Giada Romano
La dedica dell’autrice
Picture and Collage by Elena Paoletta

Le mostre al Romics

Come ogni anno al Romics si è dato grande spazio all’allestimento delle mostre, con la prima in assoluto dell’artista veneziano Giorgio Cavazzano, dedicata al mondo della fantascienza e del fantasy.

In “Giorgio Cavazzano, tra fantascienza e fantasy” si affiancavano opere classiche e introvabili: dai classici disneyani come Dragon Lords e le avventure di Paperinik alle tavole di Devoluzione, uscite su Alter Alter nel 1978 e mai più pubblicate.

La mostra “Macchine volanti e universi immaginari” di George Hull, ha presentato poster, concept art e visual creati dall’artista per Guardiani della Galassia Vol.2, Cloud Atlas, Blade Runner 2019, The Matrix: Reloaded, Star Wars Episode VIII, Transformers: Dark of the Moon e, per la prima volta in Europa, il nuovo Godzilla: King of the Monsters.

In rilievo anche le celebrazioni mondiali dell’ottantesimo Anniversario di Batman che hanno avuto la loro prima tappa ufficiale al Romics con una mostra di tavole originali, omaggi d’artista, statue e contenuti trasmediali dedicati a “l’uomo pipistrello” intitolata “Long Live Batman”.

Mostra Long Live Batman Romics 2019
“Long Live Batman”.
Collage by Elena Paoletta

La mostra “Sword Art Online – Anche se questo è un game, non è affatto un gioco” è stata dedicata all’opera del maestro Reki Kawahara, autore di light novel e manga e vincitore quest’anno del Romics d’Oro.

La mostra si snoda attraverso un percorso tra le copertine di forte impatto e le suggestive illustrazioni a colori e in bianco e nero dell’artista Abec che accompagnano il lettore nei momenti più intensi di Sword Art Online.

È stato possibile leggere il testo con accanto l’illustrazione che lo rappresenta e i fan hanno avuto modo di soddisfare tutte le curiosità sull’opera durante gli incontri con i due sensei avvenuti sia sul palco del Pala Romics, sia presso lo stand della casa editrice J-Pop che pubblica la saga di Sword Art Online.

La mostra di Sword Art Online al Romics
La mostra “Sword Art Online – Anche se questo è un game, non è affatto un gioco”
Picture and Collage © Elena Paoletta

Proprio lo stand della J-Pop è stato preso d’assalto da coloro che volevano farsi autografare da Kawahara e Abec una copia del manga o della light novel di Sword Art Online.

Per puro divertimento…

Come ogni anno i cosplayer sono i protagonisti del Romics Cosplay Award, la prestigiosa sfilata dove da tutta Italia sono chiamati a sfidarsi  sul palco del  Romics per contendersi importantissimi premi.

Migliaia di persone si riuniscono qui dando vita alla loro più fantastica e preziosa creatività: è l’arte del cosplay, un meraviglioso hobby nato in Giappone e presto diffusosi in tutto il mondo. Permette agli appassionati di diventare il proprio supereroe preferito, interpretare la più audace delle eroine dei videogame o trasformarsi nel più cattivo dell’universo manga.

L’obiettivo è quello di rimanere il più possibile fedeli al personaggio interpretato, confezionando il più semplice costume o la più complicata armatura fino a una messa in scena con gestualità e musiche degne di un vero spettacolo.

Romics Cosplay Award 2019
I vincitori del Romics Cosplay Award 2019

Divertentissimo e frizzante anche l’attesissimo appuntamento con la musica popolare coreana, il K-Pop Contest Italia Special Romics, lo spettacolo romano nato dalla collaborazione tra Romics e @KCI.

Giunto alla sua quinta edizione, ha visto esibirsi sul grande palco del Pala Romics le più coinvolgenti e caratterizzanti coreografie ispirate agli artisti e ai gruppi musicali coreani, le cui immagini scorrevano sul maxi schermo.

Il K-Pop è un fenomeno che interessa le nuove generazioni appassionati di musica pop, dove è possibile mettersi alla prova e divertirsi, in gruppo o da solisti, ballando sulle note di questa musica particolare che sta prendendo sempre più piede.

Un’occasione davvero unica, dove la passione per la danza, la musica e il cosplay si uniscono.

Ooji no Yume (王子の夢) Il Maid Cafè a Romics!

Con grande sorpresa al Romics è possibile trovare anche un Maid Cafè, particolare tipo di caffetteria a tema pensata soprattutto per una clientela di appassionati di anime e manga.

La mia prima esperienza in un Maid Cafè è stata quella a Tokyo nel quartiere di Akihabara: un ricordo indelebile che inevitabilmente mi fa sorridere ogni volta che lo riporto alla mente.

Nel Maid del Romics hanno cercato di ricreare le atmosfere, i colori, i costumi e le coreografie tipiche dei Maid Cafè originali, ma la location non permette più di tanto poiché questo piccolo angolo giapponese è stato allestito in uno spazio limitato di un padiglione del Romics.

Non è un vero e proprio locale, ma i poster alle pareti dei personaggi manga, le divise delle cameriere e i colori degli arredi sono quasi del tutto simili agli originali.

Location maid cafe romics
Picture and Collage © Elena Paoletta

Il menù naturalmente, proprio per mancanza di una vera e propria cucina, non poteva ricalcare quello riccamente offerto in Giappone con gli enormi gelati ad orsetto o gli spuntini a forma di manga, tuttavia presentava una vasta scelta di bevande e cibo che, anche se preconfezionato, veniva decorato in modo kawaii.

Manca però la frase di rito «Oishii kunare, moe moe kyun», un incantesimo necessario a migliorare il sapore di ciò che si mangia e che le maid giapponesi pronunciano appena portato il cibo in tavola; è assolutamente vietato assaggiare ogni cosa se prima non si pronuncia la formula magica.

Le maid italiane si prodigano però in giochi da tavolo per intrattenere i clienti in attesa dell’ordinazione e donano piccoli gadget per ricordo.

Sono vestite in modo impeccabile, con nastri e merletti, l’abito corto e le maniche a palloncino, truccate e pettinate come le classiche figure manga, con tanto di parrucche colorate.

La maid deve infatti necessariamente indossare accessori eccentrici e recitare con una vocina kawaii, fare mossettine buffe e ballare sulle musiche delle più note sigle anime e canzoni J-pop e bisogna dire che le maid italiane ce la mettono proprio tutta!

Maid e Butler romics
Le maid e i butler del Romics

Riproducono vere e proprie coreografie in perfetto stile Maid Cafè, dove partecipano anche due ragazzi vestiti da Butler, il tipico maggiordomo galante e affascinante giapponese ispirato a quelli più classici inglesi.

I ragazzi italiani sono carini e simpatici anche se il loro fascino consiste più che altro nell’essere un pochino imbarazzati nell’interpretare un ruolo certamente non facile e non abituale.

Alla fine il tutto risulta gradevole e divertente e scaccia via la voglia di fare paragoni perché con gentilezza e simpatia i ragazzi e le ragazze riescono a trasmettere spensieratezza ed allegria. Tutti i clienti e anche gli spettatori esterni, molto incuriositi, restano coinvolti e fotografano e filmano a più non posso.

Un mito: Cristina D’Avena

Per concludere il mio giro al Romics in bellezza, sabato 6 aprile ho partecipato al concerto di Cristina D’Avena, Special Guest anche quest’anno.

Per alcune generazioni di italiani, sigle di cartoni animati in tv significa soprattutto un nome: Cristina D’Avena.

Cristina D'avena
Picture © Elena Paoletta

La cantante bolognese è infatti sulla cresta dell’onda da ormai più di trent’anni, interamente spesi in questo genere, la carriera in assoluto più duratura nel settore.

Dal 1981 ad oggi ha cantato oltre seicento canzoni, pubblicato oltre centoquaranta dischi e superato le sei milioni di copie vendute. 

La sua è una storia che parte da lontano, ovvero dal 1968, quando partecipò allo Zecchino d’Oro arrivando terza con il celebre Valzer del Moscerino, per arrivare al 1981 quando venne ingaggiata dalla Fininvest per interpretare le sigle delle serie animate e da allora è rimasta l’interprete storica del genere.

Con grande sorpresa è tornata al Romics per celebrare la sua nuova tappa artistica e il grandioso successo del suo ultimo album Duets Forever – Tutti Cantano Cristina.

La più grande interprete di sigle di cartoni animati, in questo nuovo album canta insieme a leggende della musica leggera italiana.

Sabato 6 aprile, sotto il palco del Pala Romics, Cristina D’Avena ha cantato insieme ai suoi fan i suoi successi più famosi, quelle che sono state le colonne sonore di intere generazioni.

Bambini, giovani, adulti, anziani, tutti a squarciagola abbiamo intonato insieme a lei alcune delle sigle dei cartoni animati più famosi, copiando perfino quelle mossettine che hanno accompagnato la nostra infanzia.

Cristina D'avena Romics 2019
Picture and Collage © Elena Paoletta

Devo dire che oltre al puro divertimento e alla gioia di tornare un po’ bambini per un’ora, mi sono rimaste impresse le parole che Cristina D’Avena ha rivolto al pubblico durante il concerto:

«Queste sigle che tutti noi amiamo non potremo dimenticarle mai e col passare del tempo saremo ancora qui a cantare tutti insieme!».

Perché anche se ora siamo diventati adulti, è importante ricordare sempre ciò che ha reso migliore la nostra infanzia e far conoscere alle generazioni future le storie e gli eroi che hanno popolato i nostri sogni più belli.

Dopo quanto vi ho raccontato non si può assolutamente perdere il prossimo Romics dal 3 al 6 ottobre!

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