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Wotakoi – L’amore è complicato per gli Otaku

anime Wotakoi immagini

Informazioni generali

Wotakoi – L’amore è complicato per gli otaku è una serie webmanga giapponese josei scritta e disegnata da Fujita.

Pubblicato per la prima volta online nel 2014 sulla piattaforma artistica Pixiv, è stato successivamente trasferito nel 2015 sulla rivista web Comic Pool di Ichijinsha.

Il primo volume cartaceo è stato pubblicato in Giappone il 30 aprile 2015 e al 31 luglio 2018 ne sono stati messi in vendita in tutto sei.

Nel 2017 Wotakoi è stato inserito nelle nominations per il Kodansha Manga Awards, mentre nelle librerie giapponesi è stato collocato al nono posto nella lista dei manga consigliati da leggere. Ha raggiunto infine la posizione numero 1 nella guida ai manga per lettrici.

Un adattamento anime di undici episodi, realizzato dallo studio A-1 Pictures, ha debuttato ufficialmente nel contenitore NoitaminA di Fuji TV.

È stato poi distribuito in streaming tramite la piattaforma Amazon Prime Video, sia in Giappone che oltreoceano. Gli undici episodi della prima stagione non danno nessun finale, probabilmente per non allontanarsi dal manga tuttora in corso. C’è un’evoluzione dei personaggi e delle loro relazioni, ma è ancora tutto da sviluppare.

Visto il successo ottenuto da Wotakoi, pochi mesi fa ne è stato annunciato un adattamento live action presentando pubblicamente un primo teaser promozionale.

Le riprese sono iniziate tra ottobre e novembre 2018 e il debutto nelle sale cinematografiche giapponesi è previsto probabilmente nel corso del 2019.

Se siete fan degli anime/manga, videogiocatori incalliti o appassionati di cosplay non potete perdere questa interessante serie visibile in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Di cosa parla Wotakoi?

Wotakoi parte dalle vicende di Narumi Momose, una giovane impiegata d’ufficio, una office lady che però nasconde a chiunque il suo stile di vita. É una ventiseienne allegra, espansiva, molto vivace, che frequenta convention apposite perché è autrice di dojinshi, una rivista giapponese pubblicata in proprio contenente brevi manga autoconclusivi cui seguono storie in prosa, illustrazioni e articoli. E non solo…è una vera e propria otaku (in quanto esageratamente appassionata di anime e manga) e fujoshi (in quanto fan accanita dello yaoi noto anche come boy’s love).

In Giappone le fan del genere yaoi sono chiamate fujoshi, un gioco di parole creato sostituendo la pronuncia del carattere 婦 fu, che significa donna sposata o signora, con il carattere 腐 che si pronuncia ugualmente fu, ma che vuole significare “ragazza marcia”, per criticare così il loro modo di appassionarsi alle relazioni omosessuali.

Dato che lo yaoi tratta di relazioni romantiche omosessuali maschili, i protagonisti sono quasi sempre bei ragazzi androgini, che contribuiscono al fascino stesso del genere e per questo piacciono molto alle donne.

Questo particolare interesse però per un’impiegata modello è un segreto da nascondere a tutti i costi per non essere vista sotto una cattiva luce.

Le sue passioni infatti le hanno causato non pochi problemi, soprattutto nelle relazioni con l’altro sesso: il suo ultimo ragazzo, nonché collega sul lavoro, l’ha lasciata non appena la cosa è diventata di pubblico dominio e la ragazza alla fine ha deciso di licenziarsi per il clima poco piacevole che la circondava. Ora, alle prese con un nuovo impiego, è più che intenzionata a non lasciar trapelare nulla, né con i colleghi né con nessun altro.

Nella nuova sede lavorativa riesce a tenere nascosto il suo stile di vita con disinvoltura e abilità finché non incontra il suo amico d’infanzia Hirotaka Nifuji.

I due si conoscono dai tempi delle scuole elementari ma si erano persi di vista dopo gli anni delle medie e ora si ritrovano casualmente a lavorare per la stessa compagnia.

Il ragazzo è innamorato di lei da quando erano ancora ragazzini, ma non ha avuto mai il coraggio di confessarsi. Bastano poche parole, una rimpatriata a cena e i due si avvicinano e riconoscono la loro predisposizione infantile che li ha portati nel crescere ad essere entrambi otaku.

Infatti l’affascinante Hirotaka non è in realtà il tipico salaryman che vuole far credere, ma un vero e proprio otaku appassionato di videogiochi, in particolar modo di Monster Hunter e questo spiega il suo comportamento competitivo anche in ufficio.

Cosa vuol dire essere Otaku

Otaku è un termine della lingua giapponese che dagli anni Ottanta caratterizza chi è appassionato in modo ossessivo di manga, anime, videogiochi e altri prodotti ad essi correlati.

In Giappone gli otaku sono ragazzi ossessionati dai loro hobby che praticano per sfuggire ad una realtà che non riescono ad accettare. Alcuni di loro perdono del tutto il contatto con il mondo, difficilmente legano con persone al di fuori della loro cerchia e vengono inghiottiti dalla loro solitudine.

Questo comportamento sviluppa nell’otaku una particolare sensibilità per tutto ciò che riguarda le loro passioni ed un disinteresse per quello che non le riguarda. In una società dove conta soltanto il successo a tutti i costi come mezzo di elevazione sociale, l’otaku cerca di proteggersi attraverso altre “vie”.

In Occidente il termine viene usato per indicare sia specificatamente gli appassionati di anime e manga, sia le persone appassionate in generale di tutto quello che proviene dal Giappone, senza le implicazioni negative che il termine ha in patria, dove si riferisce a persone monomaniache o socialmente isolate. Gli otaku giapponesi infatti sono sottoposti ad una forma di disapprovazione sociale che è tutt’oggi ancora molto presente.

Collage by Elena Paoletta

L’amore fra gli Otaku

In Wotakoi l’innamoramento tra i due ragazzi li porta a condividere maggiormente gli aspetti della loro vita segreta e i due inizieranno un percorso di accettazione e intraprendenza nel superare il confine otaku pur mantenendone le caratteristiche.

E se Narumi aveva affermato di non voler mai uscire con un otaku come lei, ora i loro incontri consistono in serate videoludiche, cosplay di coppia, fiere del fumetto o discussioni su manga e anime.

wotakoi partita al nintendo wii

Si assiste così alla realizzazione del partner ideale soprattutto quando Hirotaka ce la mette tutta per accontentare Narumi alla quale piacciono anche gli appuntamenti classici degli innamorati.

Il tutto diventa una commedia romantica ma al tempo stesso impacciata e divertente che tenta di raggiungere un equilibrio di coppia, tra litigi, battute sarcastiche e tentativi di essere “normali” con tanto di penalità da pagare se non ci si riesce.

Il loro spaccato di vita quotidiana, sia nei rapporti di coppia che in quelli da colleghi d’ufficio, è il perno sul quale si regge l’anime, ma non è tutto…il racconto prosegue rivelando che in ufficio ci sono altri otaku! Se Narumi è una fujoshi e Hirotaka è un otaku di videogiochi, i loro colleghi Hanako Knoyagi e Taro Kabakura sono rispettivamente una famosa cosplayer e un appassionato accanito di manga e di anime.

Collage by Elena Paoletta

In ogni puntata di Wotakoi viene perciò sviluppato un tema principale di natura otaku così da rendere la visione più interessante e divertente per gli amanti del genere e non solo.

La relazione tra Hanako e Kabakura ricorda una coppia più matura, anche se non mancano litigi, sfide, scintille, tutto nello spirito di un amore quasi coniugale.

Anche loro si conoscono da molto tempo, dagli anni del liceo, frequentavano la stessa squadra di pallavolo e fin da allora avevano un atteggiamento competitivo reciproco e portato all’estremo.

La coppia Hanako-Kabakura sottolinea i difetti di una relazione, che per alcuni versi può apparire statica, mostrando però come è possibile conviverci.

Anche se sembrano vivere il loro essere otaku in modo più posato, dimostrano un imbarazzo sociale accentuato rispetto alla coppia Narumi e Hirotaka che spesso si lascia andare all’idealizzazione della loro passione, poi sopraffatta dalla cruda realtà.

L’arrivo di Narumi fa sì che il gruppo si compatti: Hanako e Kabakura, sebbene bisticcino di continuo, sono una coppia da ormai quasi dieci anni e hanno più volte provato a socializzare maggiormente con l’introverso Hirotaka; lui d’altro canto è il tipo che si immerge nel suo mondo, ignorando tutto ciò che lo circonda, rapporti umani compresi, finché non è arrivata Narumi.

Per riservatezza le coppie di Wotakoi non rendono pubbliche le loro relazioni, ma i quattro giovani tra di loro non si nascondono e condividono momenti conviviali, confidenze ed esperienze otaku.

L’importanza dei personaggi secondari

Tra i personaggi secondari spicca Naoya, il fratello di Hirotaka, incapace di giocare a qualsiasi videogioco ma che stringe amicizia con Kou Sakuragi, una timida ragazza che nasconde la sua identità dietro un aspetto e un atteggiamento maschili.

Naoya è attirato da quello che lui crede un ragazzo forse perché in lui nota molte affinità con il fratello: Kou è indubbiamente un otaku di videogiochi, solitario e asociale.

Intenerito da quel ragazzo sempre solo e intento a giocare, con le cuffie che lo isolano dal resto del mondo, Naoya estroverso e socievole fa di tutto per stringere amicizia con lui, arrivando anche a farsi allenare dal fratello nei videogiochi per giocare poi con Kou.

Questi due personaggi rispecchiano il detto “gli opposti si attraggono”, ma forse per Naoya questa strana amicizia è solo un modo di colmare il desiderio di capire a fondo il fratello, i suoi amici e il loro mondo.

Wotakoi è un anime rilassante ma al tempo stesso dinamico, dove in molti momenti ci si può rispecchiare anche con una risata di approvazione.

La serie anime infatti presenta degli ottimi tempi comici, diverse battute, gag e molti riferimenti alla cultura otaku giapponese. Si ironizza molto sull’essere otaku e sulle difficoltà che i vari personaggi incontrano nell’accettarsi per quello che sono.

Infatti la loro insicurezza non si manifesta solo in ambito lavorativo dove diventa difficile relazionarsi con gli altri, ma soprattutto nella sfera affettiva dove bisognerebbe comprendersi senza giudicarsi. Per questo l’amore è difficile per un otaku: trovare qualcuno che approvi il tuo stile di vita, le tue passioni e il tuo modo di essere.

Il dubbio di Narumi e Hirotaka è infatti quello di essere uno per l’altro dei semplici “ripieghi”, poiché per un otaku è complicato trovare l’amore e quindi tanto vale accontentarsi di un altro otaku.

Conclusioni

La narrazione veloce e scorrevole di Wotakoi si propone di andare oltre lo stereotipo dell’otaku solitario e porta con sé una riflessione: basta semplicemente trovare le persone giuste con cui condividere le proprie passioni, piuttosto che essere costretti a nasconderle o, peggio ancora, rinunciare ad esse.

Questa commedia romantica è ambientata nel mondo del lavoro d’ufficio e non in quello scolastico come di solito avviene, quindi ha una prospettiva più adulta anche se mantiene toni leggeri.

Tra le citazioni più apprezzabili sono riconoscibili quelle a Sailor MoonDragon Ball e Neon Genesis Evangelion mentre, tra i riferimenti a quelli che sono considerati “riti” della cultura otaku, vengono menzionati Ichiban Kuji, un fenomeno giapponese connesso al collezionismo e alla passione per anime e manga e il Comiket, la più grande manifestazione dedicata ai fumetti di tutto il mondo.

L’animazione è molto curata con sfondi che rappresentano bene l’ambientazione e  i colori che vanno dal rosa al blu, dal verde al bianco sono di forte impatto visivo poiché richiamano la cultura pop giapponese.

Le musiche vivaci smorzano i temi drammatici che l’essere otaku porta con sé, anzi con i toni più allegri vengono sottolineate in modo ironico proprio le scene e le battute a cui vi si fa riferimento.

Mentre scorrono i titoli di coda una sola domanda si affaccia con un sorriso: se tutti hanno trovato l’amicizia e l’amore attraverso le loro grandi passioni, sono usciti dall’isolamento che l’essere otaku pretende pur continuando ad esserlo, non vale la pena svelare qualche segreto per dare inizio ad una nuova vita?

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