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[Analisi] Solanin.

Solanin (ソラニン Soranin) è la terza opera maggiore di Inio Asano (浅野 いにお ; Namegata, 22 settembre 1980), e probabilmente anche la più conosciuta grazie al successo del live action ispirato ad essa, seconda soltanto a Buonanotte Punpun. Solanin mantiene le tematiche a sfondo esistenzialista oramai note nei manga di Asano, tuttavia la scrittura e l’impostazione cambiano sostanzialmente. Questo distacco è dovuto ad una forte volontà dell’autore di volersi prendere una pausa dalla scrittura del manga che lo stava lentamente trascinando nell’abisso: Nijigahara Holograph. Quest’ultimo è un manga estremamente oscuro, Asano ha voluto quindi con Solanin bilanciare il suo stato d’animo con un’opera un po’ più “solare”.

Sinossi

Solanin racconta la vita di due giovani che si sono laureati da due anni, ma che faticano a trovare la loro strada. L’incertezza, l’indecisione, gli alibi: decidere di inseguire un sogno, di realizzare un progetto, è sempre più arduo in questo mondo. Trovare il coraggio, la forza, di correre il rischio è quasi un atto eroico e, per la paura di affrontare un eventuale insuccesso, è preferibile nascondersi dietro una maschera di soddisfazione e rassegnazione. Un fumetto che parla della paura di diventare adulti, delle resistenze verso l’accettazione della realtà.

-estratto da paninicomics.it

Commento critico

Asano cerca con Solanin di stabilire un legame molto più diretto con i suoi lettori. Per farlo sceglie di utilizzare una struttura convenzionale, ovvero una narrazione semplice che segue, in ordine cronologico, gli eventi che si susseguono nella vita dei protagonisti. Scompaiono quindi i continui salti avanti ed indietro nel tempo presenti in Nijigahara Holograph, o la struttura corale utilizzata in What a wonderful world!. Anche i dialoghi ed i disegni risultano di facile interpretazione, svanisce quindi la cripticità presente nelle sue opere precedenti, niente più simbolismi, metafore o riferimenti filosofico-religiosi. Scompaiono anche quei pochi elementi sovrannaturali, come shinigami e yokai, tipici della mitologia giapponese, usati da Asano come simboli dell’ignoto, che incombono come una spada di Damocle sui personaggi delle sue opere. In Solanin tutto questo viene sostituito con la “normalità“.

Chiedimi se sono felice.

Essendo “semplicità” e “normalità” le parole chiave di questo manga, Asano opta per un esistenzialismo spicciolo, ma di grande trasporto emotivo, grazie anche alla più facile immedesimazione con i vari personaggi. Difatti l’intera opera gira attorno a due concetti fortemente empatici:
  • Il primo è il così detto “coming of age”, ovvero il passaggio dalla gioventù all’età adulta, e tutto ciò che esso comporta.
  • Il secondo è invece uno dei quesiti esistenziali par excellence: che cos’è la felicità? Cosa vuol dire essere felici?.
Solanin è proprio questo, quel commisto di emozioni, quali angoscia e senso di smarrimento, che la contrapposizione tra il diventare adulti e la ricerca della felicità generano inevitabilmente nell’esistenza di una persona. Ogni personaggio del manga rappresenta un modo differente di affrontare tutto quello poc’anzi descritto.
Naruo Taneda
  L’inguaribile sognatore – Il conflitto interiore di Taneda riguarda le aspettative che una persona ha per la propria vita, contro la realtà dei fatti. Come tutti gli adolescenti, Taneda si pone inizialmente al centro dell’universo. Crede fortemente che il suo sogno di sfondare nel mondo della musica, di suonare con la sua band al Budokan, si possa realmente realizzare. Eppure, con l’avanzare degli anni, comprende che il mondo non gira attorno a lui, e se vuole riuscire a realizzare il suo sogno deve mettersi in gioco, deve mostrare agli altri il suo talento. Ma ha paura del giudizio delle persone, ha paura che gli venga detto di non aver alcun talento, per questo si nasconde dietro un mare di scuse e comincia a lavorare come freeter, per preservare il suo sogno. Tuttavia grazie all’amore di Meiko prende coraggio, abbandona il lavoro da freeter e prova seriamente a realizzare il suo sogno. Si da una scadenza, un mese di tempo per riuscire nell’impresa. Riunisce la band e cominciano ad esercitarsi seriamente e a scrivere canzoni per realizzare una demo. Con questa riescono ad attirare l’attenzione di una casa discografica, ma la proposta che viene fatta loro non è quella che speravano. Fare il gruppo di spalla per una idol. Taneda è preso dal dubbio se accettare o meno. Continuare nella improbabile speranza di arrivare al successo con le sue sole forze e senza alcun compromesso, o accettare la proposta del discografico e quindi abbandonare i suoi ideali. La scelta tuttavia viene presa da Meiko, Taneda resta in silenzio, completamente assorto nei suoi dubbi. Il mese passa e non arrivano altre chiamate da case discografiche. Taneda è devastato dal suo fallimento. I suoi primi pensieri sono quelli di tornare dai suoi genitori e di lasciare Meiko. Quest’ultima riesce a calmarlo, almeno momentaneamente. Tutto sembra tornato alla normalità. Un giorno, di punto in bianco, Taneda esce di casa e non fa più ritorno. Qualche tempo dopo telefona a Meiko dicendole che ha ripreso il vecchio lavoro e che, dopo aver lavorato giorni interi, è riuscito a strappare al datore di lavoro un contratto a tempo determinato. Inoltre dice a Meiko che in quei giorni trascorsi da solo ha capito che il suo sogno non è quello di sfondare nel mondo della musica ma semplicemente quello di suonare in una band. Taneda ha capito che gli bastano la sua amata, i suoi amici e suonare la chitarra. La vita da impiegato (da adulto) ha inizio. Sulla via di casa, in sella al suo scooter, tenta di convincersi di essere felice, tenta di credere alle parole che ha appena detto al telefono a Meiko. Non ci riesce. In preda alla disperazione non vede il rosso del semaforo e viene investito da un’automobile. Muore assieme al suo ideale, rimanendo impresso eternamente giovane nella mente dei suoi cari, diventando un punto di riferimento per tutti loro.
Jirou “Billy” Yamada
Il pavido macho – Billy può essere considerato l’antitesi di Taneda. Nato e cresciuto nella metropoli di Tokyo, al contrario dei suoi amici, il suo futuro sembra essere già scritto, continuare a gestire la farmacia di famiglia. Il conflitto interiore di Billy è proprio questo: seguire il sentiero prestabilito dalla sua famiglia che gli assicura una stabilità economica, o intraprenderne uno scelto da lui senza avere alcuna garanzia sul futuro. Il terrore di vivere un’esistenza prefabbricata contro il timore dell’incerto. Billy vorrebbe rivoluzionare la monotonia della sua vita, ma non ha abbastanza coraggio ne forza di spirito per poterlo fare. Per questo si aggrappa al sogno di Taneda, realizzando il sogno di quest’ultimo Billy riuscirebbe di conseguenza a superare il suo dubbio esistenziale. Tuttavia Taneda scompare prematuramente, e con lui scompaiono anche tutte le speranze che Billy ha di rivoluzionare la sua vita. Inoltre, a dimostrazione di quanto l’amicizia che lo legava a Taneda fosse più importante di ogni altra cosa, Billy reprime i suoi sentimenti verso Meiko anche dopo la scomparsa del suo amico. Meravigliosa la scena nella quale Billy ha un incidente con la moto (esattamente come Taneda), dopo essere caduto scatta subito in piedi, ed in preda ad un raptus di follia grida: “Io non mi abbandonerò al dolore! Anche se sei morto Taneda, noi dobbiamo continuare a vivere!”. Billy è cosciente di come Taneda fosse l’unico nel gruppo ad aver affrontato il suo dilemma esistenziale, l’unico ad aver rischiato tutto per trovare la felicità. Quello di Billy è un grido di dolore, non solo per la perdita di un amico, ma del faro che lo guidava nell’oscurità della vita.
Kenichi Katou
L’uomo senza talento – Katou è personaggio estremamente risoluto. Crede fermamente che con la band formata assieme a Taneda riuscirà a sfondare nel mondo della musica, e che grazie a questo riuscirà nel suo intento di non dover mai lavorare nella sua vita. Quando Taneda mette in stand-by il progetto della band, Katou è talmente sicuro di riuscire nel suo scopo da mettere in stand-by la sua stessa esistenza, nell’attesa che torni a Taneda la voglia di suonare. Difatti tenta il più possibile di ritardare il suo ingresso nel mondo del lavoro, tanto da arrivare al sesto anno di università (in Giappone la maggior parte dei corsi di laurea dura quattro anni e uno studente ne ha a disposizione al massimo otto per laurearsi. Di solito ci mettono tutti quattro anni, qualcuno arriva a cinque, ma è davvero molto raro che uno studente rimanga per sei anni). Nonostante venga quotidianamente sbeffeggiato per questo, e considerato da tutti un inetto, Katou resta fermo sulle sue idee. Il tempo gli porterà ragione, il fato no. Con la morte di Taneda, Katou si arrende e crolla. Sa benissimo che senza Taneda il suo obbiettivo di vita è diventato irrealizzabile. È cosciente di non aver alcun talento, e che il suo aspetto poco gradevole, unito ai suoi modi a dir poco rozzi, non lo potranno mai portare al successo. Inoltre se Taneda era riuscito ad abbandonare il suo sogno nonostante il talento che possedeva, come poteva lui rifiutarsi di fare altrettanto. Katou comincia quindi a cercare lavoro, e contro ogni aspettativa viene assunto in una azienda.
Ai Kotani
L’insincera – Ai è la figura materna del gruppo. È l’unica ad avere, per sua scelta, un lavoro stabile. Cerca di mantenere tutti sulla “retta” via, dispensando continuamente consigli e suggerimenti. Anche il rapporto con il suo ragazzo Katou sembra essere più un rapporto tra madre e figlio che non uno tra due innamorati. Tuttavia questa sua maschera da adulta già formata reggerà fino alla scomparsa di Taneda. Difatti questo funesto evento altera tutto il suo mondo, le certezze che aveva acquisito si sgretolano come un castello di sabbia. Emblema di ciò è il cambiamento che avviene in Katou. Come Ai stessa afferma, l’unico aspetto che l’ha portata ad innamorarsi di Katou è la sua risolutezza. Quando questa viene a mancare dopo la morte di Taneda, quando Ai vede Katou in giacca e cravatta pronto per un colloquio, quando insomma vede che Katou non è più Katou, Ai tenta in tutti i modi di spronare il suo compagno a ritornare ciò che era: il bambino troppo cresciuto che spera di sfondare nel mondo della musica in modo da non dover mai lavorare nella sua vita. I ruoli sono invertiti, Katou è diventato un adulto, mentre ad Ai cade la maschera da donna matura e mostra come in realtà sia la più ingenua di tutti.

La ricerca della felicità : revival.

Nell’analisi che scrissi tempo fa per What a wonderful world!, uno dei paragrafi era intitolato esattamente “La ricerca della felicità”. Ho utilizzato questo titolo proprio per marcare la vicinanza concettuale tra Solanin e il primo manga scritto da Asano. L’autore cerca nuovamente di illustrare al lettore la sua visione esistenziale con qualche anno di esperienza in più sulle spalle, e come ho già scritto precedentemente, con un’opera più semplice e diretta. Difatti, invece di un ampio cast di personaggi, in Solanin c’è un solo personaggio che segue un percorso alla ricerca della felicità, ovvero Meiko Inoue, in quanto i personaggi descritti nel paragrafo precedente sono soltanto le personificazioni dei conflitti che l’autore ha provato durante il suo percorso verso la maturità. Inoue, infatti, viene influenzata da essi, e prova sulla sua pelle ogni singolo conflitto che essi rappresentano. In breve, Inoue è la personificazione di Asano nel manga. All’inizio del manga Meiko ha un lavoro stabile, e come Billy, viene assalita dal dubbio se lasciare o meno una sicura stabilità economica e provare quindi a trovare un impiego più soddisfacente. Al contrario di Billy, Meiko compie il salto nel vuoto. Inoltre non riesce a guardare Taneda abbandonare il suo sogno per un lavoro che nemmeno gli piace. Assalita dallo stesso dubbio di Ai, al contrario di quest’ultima, decide di incoraggiare il suo amato a lasciare il lavoro e ad inseguire nuovamente il suo sogno. Alla morte di Taneda, Meiko non si rassegna come fa Kato, anzi prende ancora più forza e diventa testimone della vita del suo amato, portando in giro la canzone che aveva scritto e che le aveva dedicato. Asano vuole ribadire con Solanin cos’è per lui la felicità. Essendo questa fugace, non esiste modo per preservarla all’infinito. Bisogna invece affrontare ogni giorno i dubbi e le scelte che la vita ci riserba. L’essenza della vita per Asano è la continua ricerca di quei brevi periodi di felicità, pura e totale, che intercorrono tra un dilemma esistenziale e l’altro. Le parole di commiato che Asano utilizza in What a wonderful world! acquisiscono ancora più significato dopo aver letto Solanin :
…finché sei vivo, qualcosa di buono dovrà accadere. Ne sono certo. -Asano Inio-
Secondo l’autore l’unico percorso che porta alla felicità è quello intrapreso da Meiko. Per non cadere in uno stato di inerzia esistenziale, è necessario affrontare tutte le problematiche che la vita ci pone dinanzi. Questo significa essere “vivo” per Asano. Solo restando “vivi” si può sperare in un possibile miglioramento della propria esistenza. Quelle che sembrano parole dal sentore di trito provvidenzialismo (tanto caro agli scrittori romantici dell’ottocento), si trasformano con Solanin in una vera e propria filosofia di vita.

In conclusione.

Solanin conferma la grandissima abilità e versatilità di Asano come scrittore. Un’opera nata dal bisogno dell’autore di cimentarsi in un qualcosa di diverso rispetto ai lavori scritti precedentemente. Il risultato è un manga tanto semplice quanto diretto, dove i dubbi esistenziali dell’autore vengono mostrati al lettore senza filtri. Proprio per questo motivo Solanin è destinato ad un pubblico di soli adulti, in quanto, nonostante la trama sia ricca di sentimenti positivi, il lato oscuro di Asano riaffiora continuamente.  

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