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Una conversazione fra Inio Asano e Usamaru Furuya

Una conversazione fra due artisti lontani ma simili

Seppur datata, ecco a voi una conversazione fra due autori al giorno d’oggi molto conosciuti e attivi sul panorama manga: Inio Asano e Usamaru Furuya. La discussione avvenne durante il periodo in cui Asano scrisse l’ultimo capitolo de “La ragazza in riva al mare” (2013) e dunque durante la stesura del volume 12 della sua opera più famosa, ovvero “Buonanotte, Punpun”. Dall’altro lato Furuya si era appena imbarcato in un’avventura che sarebbe durata la bellezza di tre anni, cominciando a pubblicare “Autoassassinophilia” sotto l’ala della casa editrice Shinchosha.

Inio Asano

Nato a Namegata il 22 settembre del 1980, Asano, fin dalla tenera età, dimostra una particolare passione per il mondo dei manga. Nel 2001, a soli 21 anni, riceve il premio GX, un’onoreficenza conferita agli autori emergenti, grazie alla sua prima opera: “Uchuu kara konnichiwa” (“Saluti dall’universo”). Segue la pubblicazione di “What a wonderful world!”, una trama spezzata in più racconti ripresa successivamente nel 2006 grazie al debutto de “La fine del mondo e prima dell’alba”. Dopo aver concluso anche “La città della luce” e “Solanin”, Asano si imbarca in un viaggio durato ben 6 anni di nome “Oyasumi, Punpun”, probabilmente la sua storia più conosciuta. È stato ospite nel 2015 di Manben, il documentario stile manga di Naoki Urasawa, nonché partecipante al Lucca Comics & Games 2013.

Usamaru Furuya

Nato a Tokyo nel 1968, Usamaru Furuya si laurea all’università Tama specializzandosi in pittura ad olio e approfondendo la scultura Butoh. Nel 1994 fa il suo ingresso sul mercato manga tramite “Palepoli”, una raccolta di storie brevi frammentate in quattro o poche più vignette pubblicata sulla rivista mensile Garo. Partecipando in prima persona alla storia di Garo, Furuya, fin da subito, ha l’opportunità di approcciarsi con le storie di autori gekiga alquanto famosi, quali, ad esempio, Yoshihiro Tatsumi, i fratelli Tsuge (Yoshiharu e Tadao Tsuge), Shin’ichi Abe e Seiichi Hayashi. Autore estremamente poliedrico e versatile grazie alle sue trame che oltrepassano i classici canoni manga. È stato ospite al Lucca Comics & Game 2015.

Un piccolo confronto fra gli stili dei due autori

Asano, grande fan dei lavori del maestro Furuya, omaggia con questa splendida illustrazione “Litchi Hikari Club”.

Usamaru Furuya: Grazie per avermi ricevuto con così tanta disponibilità, questo spazio di lavoro è alquanto suggestivo, sembra molto comodo (si sta riferendo alla camera di Asano, ovvero il luogo in cui si svolgerà l’intera conversazione).

Inio Asano: Grazie! Mi sono messo d’impegno per riordinarlo per l’occasione.

Usamaru Furuya: Ah! Vedo che eri nel bel mezzo del lavoro.

Inio Asano: Esattamente. Ora che ci penso, anche tu disegni/colori usando mezzi digitali, vero?

✏ Usamaru Furuya: Uso strumenti digitali principalmente per colorare, anche se, ultimamente, ho riadottato un metodo di colorazione primitivo. Mi trovo molto a mio agio con i Copic (pennarelli), può sembrare strano, ma a mio parere sono più veloci in confronto alla tavola grafica. Tu invece come colori i tuoi disegni?

✒ Inio Asano: Una parola soltanto: tramite Photoshop.

✏ Usamaru Furuya: Un tempo usavo anche io Photoshop, ma in seguito ho smesso, probabilmente non ero abbastanza portato (ride).

✒ Inio Asano: (ride).

🎙 Speaker: Da quanto tempo usavi Photoshop prima di cambiare metodo di lavoro? (si riferisce a Furuya).

✏ Usamaru Furuya: Mmh… se non erro 15 anni.

✒ Inio Asano: Dunque, fammi capire, pensi che colorare manualmente sia più veloce e renda il risultato addirittura migliore?

✏ Usamaru Furuya: Assolutamente! Inoltre c’è anche un altro vantaggio nel disegno manuale, puoi venderlo più facilmente (ride).

✒ Inio Asano: Ah! È vero, non ci avevo mai pensato. Puoi farne quante copie vuoi e venderle, dopotutto sei in possesso della copia originale.

✏ Usamaru Furuya: Ho ricevuto questo consiglio da Suehiro Maruo. Inizialmente pensavo volesse darmi qualche aiuto artistico, solo successivamente capii il vero motivo di tale suggerimento: il denaro.

Inio Asano: Questo è uno dei vari modi di vedere la professione dell’artista.

🎙 Speaker: Perché no? In fondo che male c’è?

Inio Asano: In realtà non ho mai provato a calorare le tavole di un manga manualmente. Posso dire però una cosa: inizialmente, quando cominci a disegnare digitalmente, è alquanto difficile rendere ciò che stai creando uniforme, cosa che invece, tramite ad esempio un pennarello, puoi tranquillamente fare; serve un po’ di pratica e molta pazienza. In fin dei conti però, quando coloro tramite Photoshop, cerco di ricreare l’uniformità e la precisione di un disegno manuale, dunque perché no? Potrei mettermi alla prova e distaccarmi momentaneamente dal mondo tecnologico.

✏ Usamaru Furuya: Ho lavorato in digitale per molto tempo e uno dei vantaggi della tavola grafica è che difficilmente perdi la mano, è estremamente facile riabituarsi. Probabilmente però, non rimpiango il me stesso di 15 anni fa: ora come ora riesco a dare degli effetti al disegno che tramite un semplice programma di colorazione non sarei riuscito a dare.

✒ Inio Asano: In generale il mio obiettivo è quello di creare un qualcosa differente dal normale, mi piace quando le persone dicono: “Wow! Non avevo mai visto una cosa simile prima d’ora”. Non ho studiato molto la pittura, dunque preferisco non spingermi oltre le mie capacità e restare sul classico bianco e nero.

Usamaru Furuya: Sono del tuo stesso parere. In passato ho frequentato dei corsi di acrilico, ma ammetto che ancora adesso ho delle difficoltà nella stesura del colore.

✒ Inio Asano: Sul serio!? Non sembrerebbe.

✏ Usamaru Furuya: È la verità. Per un breve lasso di tempo ho provato a competere anche con altri artisti, la maggior parte erano pittori. Sfortunatamente capii che fra me e loro c’era una grande differenza (ride).

✒ Inio Asano: Beh, l’importante è provare e cercare di sperimentare nuove forme d’arte. Io non la reputo una sconfitta totale.

✏ Usamaru Furuya: Esattamente, non bisogna mai arrendersi.

Tavola proveniente da “Questo è un po’ troppo, Kikuchi!!”, uno dei primissimi lavori di Asano. Lo stile di disegno appare molto simile a quello di Usamaru Furuya.

Inio Asano: Sai? Ho sempre pensato che cambiassi il tuo stile in base all’opera che stavi realizzando.

Usamaru Furuya: Non ci ho mai fatto troppo caso, reputo che col tempo lo stile diventi tutt’uno con l’artista. Probabilmente la tecnica cambia agli occhi di chi guarda perché l’opera, e dunque le tematiche trattate, variano a loro volta. Ad esempio, quando stavo realizzando “Innocents Shounen Juujigun”, ero molto interessato alle bambole Volks, dunque mi concentrai maggiormente sugli occhi dei miei personaggi, un particolare tipico di quel genere di pupazzi.

✒ Inio Asano: Capisco.

✏ Usamaru Furuya: Inizialmente mi basavo su questa idea per la stesura delle tavole, poi però ho cominciato a riflettere ad un’altra serie e l’idea di base si è un po’ sfocata. Mi capita spesso di perdermi fra me e me, reputo infatti che l’ispirazione arrivi nel momento in cui inizi a pensare all’opera e man mano che si va avanti diventi sempre più opaca.

✒ Inio Asano: Per realizzare le tavole di un manga io mi concentro invece sui dettagli, reputo infatti il mio stile di disegno estremamente dettagliato. Mi piace! Non ho ancora scritto così tante trame da potermi confrontare con il tuo discorso, quando disegno l’unica cosa a cui penso è: “Mi raccomando, concentrati!” (ride).

✏ Usamaru Furuya: Parlando proprio di dettagli, prima ho sentito una strana voce riguardo “La ragazza in riva al mare” che diceva che avevi scelto appositamente un’ambientazione marittima per fare meno fatica con gli sfondi. Davvero?

✒ Inio Asano: Sì, questa voce è veritiera. Disegnare uno sfondo composto solo da una porzione di cielo è molto più comodo rispetto a disegnare ad esempio una metropoli, sbaglio? Comunque l’idea era proprio quella.

✏ Usamaru Furuya: Nonostante ciò, non è andata come speravi, vero? (ride).

Inio Asano: Esattamente. Potevo inserire quanti panorami marittimi volevo, tuttavia non mi sentivo totalmente soddisfatto, voglio dire, le tavole non erano un po’ troppo vuote? Come suggerisce il titolo la storia è ambientata in una cittadina che si affaccia sul mare, nonostante ciò, non ho resistito, sentivo il bisogno di inserire più palazzi. E alla fine è quello che ho fatto.

✏ Usamaru Furuya: In pratica è una malattia (ride).

✒ Inio Asano: A volte mi sento in dovere di cambiare il mio approccio iniziale, devo farlo, altrimenti sento che potrei cominciare a guardare con malocchio il mio lavoro.

Dietro le quinte di “Palepoli” di Usamaru Furuya

Copertina di “Palepoli” by Usamaru Furuya.

✏ Usamaru Furuya: Dunque, tu hai… cosa!? 32 anni? Sei ancora molto giovane. Probabilmente, come è successo anche a me, fra otto anni il tuo approccio con i manga sarà differente, comincerai ad avvertire dello stress e ti stancherai più facilmente.

✒ Inio Asano: A livello fisico intendi?

✏ Usamaru Furuya: A livello fisico, certamente, ma c’è anche dell’altro. Il lavoro diverrà monotono, inizierai a stancarti di disegnare sempre gli stessi volti e gli stessi paesaggi. Non ricordo molto bene come superai all’epoca questa fase, ti consiglio però di metterti sempre alla prova e di andare sempre alla ricerca di un qualcosa di nuovo, altrimenti la vita da mangaka risulterebbe molto più dura e faricosa.

✒ Inio Asano: Insomma, quindi devi spingerti fino ad un certo punto e cimentarti in un nuove avventure affinché il lavoro non diventi troppo stressante e noioso.

✏ Usamaru Furuya: Esattamente. Ad esempio, quando avevo più o meno la tua età, mi capitò di ricevere un incarico che andava ben oltre il disegnare un manga: era un vero e proprio lavoro artigianale. In breve, dovevo riprodurre con il legno dei personaggi, ero diventato un falegname (ride). Inizialmente pensai fosse un lavoro da nulla, col passare del tempo, però, mi accorsi in realtà di quanto fosse complesso e divertente. Questo, secondo me, significa mettersi alla prova tramite nuove esperienze.

✒ Inio Asano: Praticamente è come creare una bozza tridimensionale di un personaggio manga (ride).

✏ Usamaru Furuya: Ho dovuto spingermi sino a tal punto, altrimenti avrei trovato delle difficoltà nel pensare alla mia prossima opera. Penso che questi tipi di hobby, per quanto diversi fra di loro, stimolino ancora di più la passione verso l’arte.

✒ Inio Asano: Frequentavo il liceo quando lessi per la prima volta “Palepoli”, all’epoca non ero a conoscenza dei 4-koma ed infatti rimasi completamente sbalordito, mi domandai: “Ma davvero si possono creare storie interessanti con solo quattro vignette?”. Passando ad altro però, mi colpì molto il tuo modo di ragionare e di intendere il fumetto, ciò che avevo fra le mani era un’opera estremamente originale, fra me e me pensai: “Perché non ci ho pensato prima?”.

✏ Usamaru Furuya: Mi fa molto piacere. Pensai in principio a “Palepoli” come un manga bizzarro e non come un’opera, come dici tu, originale, evidentemente mi sbagliavo. Magari, perché no? È sia bizzarra che originale (ride).

“Golgo 31”, o meglio, il “Golgo 13” di Takao Saito, in una delle tavole di “Palepoli”. Tramite l’opera in questione, Usamaru Furuya cita altri autori molto importanti, quali, ad esempio: Osamu Tezuka (con “Astroboy”), maestri del gekiga come Yoshiharu Tsuge (con “Nejishiki” e “L’uomo senza talento”) e Seiichi Hayashi (con “Elegia in rosso”), Asao Takamori e Tetsuya Chiba (con “Rocky Joe“) e un piccolo omaggio al macabro Suehiro Maruo.

✒ Inio Asano: “Palepoli” è la perfetta metafora di quanto diamo per scontata la nostra idea di manga. Ci sono moltissime persone che disegnano un fumetto senza ragionare, un giorno o l’altro sarebbe dovuta nascere un’opera che spiega questa realtà.

✏ Usamaru Furuya: In questo momento sono imbarazzato come non lo sono stato in tutta la mia vita (ride).

✒ Inio Asano: No, davvero, complimenti. Da ragazzo non sono mai stato un grande appassionato di shonen, così, mentre tutti i miei compagni si godevano la lettura, io pensavo che in realtà dovesse esserci dell’altro, un qualcosa al di fuori delle pagine e delle vignette. Seguo da molto i tuoi lavori e ricordo che una volta, durante un’intervista, affermasti in maniera ironica di come solitamente “combatti” contro le tavole delle tue opere per realizzarle. C’è del vero a mio parere in quanto hai detto.

✏ Usamaru Furuya: Quando cominciai a realizzare il manga pubblicavo solamente opere 4-koma, non riuscivo a gestire bene i pannelli e sentivo che tutto ciò che potevo fare era rinchiuso all’interno di quattro vignette. Col tempo sono maturato e ho adottato un tipo di impaginazione differente. Nonostante ciò, mentre creavo le mie opere, mi sorgeva un dubbio esistenziale: “Che cos’è un manga”. Ora come ora mi sono abituato al tutto e, semplicemente, mi dedico tranquillamente al mio lavoro.

✒ Inio Asano: Molto interessante.

✏ Usamaru Furuya: Quando avevo 34 anni ero un insegnante di liceo, la mia vita si svolgeva a cavallo di questi due mondi.

✒ Inio Asano: Questo non lo sapevo. Quando hai lasciato la cattedra da professore?

✏ Usamaru Furuya: All’incirca quando cominciai a pubblicare “π”.

✒ Inio Asano: Dunque è possibile svolgere in parallelo il mestiere di mangaka e quello di insegnante? (ride).

✏ Usamaru Furuya: Continuavo a pensare che dedicarsi ai manga fosse molto divertente, ma che alla fin fine questo mestiere non poteva farti guadagnare tanto quanto il lavoro da insegnante. Fu solo in seguito che, senza nemmeno accorgermene, cominciai a reputarmi un mangaka vero e proprio. Non potevo più tornare indietro (ride).

✒ Inio Asano: Capisco. Io ad esempio non ho questa tua sicurezza. Le persone mi vedono come un mangaka, ma una parte di me non ne è completamente convinta (ride).

✏ Usamaru Furuya: Non c’è nulla di cui preoccuparsi.

✒ Inio Asano: Tu dici? Continuo a vedere il manga come una strana creatura e non nascondo che a volte questa sensazione mi spaventa un po’ (ride). Tramite questa conversazione speravo infatti di ricevere qualche consiglio.

Rimanere se stessi o cambiare il proprio stile?

Una tavola da “Buonanotte, Punpun”.

✏ Usamaru Furuya: Capisco. Il problema è che ho sperimentato così tanti stili artistici e provato a confrontarmi con così tante prospettive differenti, che mi viene difficile dare un consiglio preciso. Dal mio punto di vista stai sfruttando ciò che hai a disposizione nel modo corretto.

✒ Inio Asano: Davvero? Hmm…

✏ Usamaru Furuya: Sì, mi sembra che il tuo stile sia molto stabile e deciso. Sarò sincero, il tuo modo di concepire l’arte è sì bizzarro, ma al tempo stesso molto affascinante.

✒ Inio Asano: Tu la pensi in questo modo? La mia paura è quella di cambiare, sarei dispiaciuto se il mio stile di disegno variasse.

✏ Usamaru Furuya: Cambiare? Vorresti provare nuove forme d’arte ma sei così affezionato alla tua da non volerla variare? Dico bene?

✒ Inio Asano: Esatto. Probabilmente sono abbastanza problematico (ride). Molto spesso posso quasi dire persino di essere geloso dei disegni degli altri artisti.

✏ Usamaru Furuya: C’è uno stile in particolare che apprezzi?

✒ Inio Asano: Sì, quello di “Yotsuba&!”.

✏ Usamaru Furuya: Ah! Colpo di scena.

✒ Inio Asano: Lo trovo molto interessante: ha un aspetto classico, pulito e semplice.

✏ Usamaru Furuya: Non ti preoccupare comunque, spesso anch’io vado incontro a problematiche simili. Mi chiedo quanto possa punzecchiare ancora il mio stile e ho paura che i miei lettori, col tempo, si stanchino di queste molteplici variazioni. È un qualcosa che in passato non mi sarebbe mai passato per la mente, ma ora come ora sono diventato meno impulsivo.

✒ Inio Asano: Quindi vuoi soddisfare i fan che già conoscono il tuo stile e al contempo deliziare i lettori che si avvicinano per la prima volta alle tue opere.

✏ Usamaru Furuya: Esattamente. I miei titoli sono tutti differenti gli uni dagli altri, tuttavia, riflettendo, una persona qualsiasi potrebbe capire di come in realtà alla radice risiedano gli stessi concetti. Questo è ciò che caratterizza una mia opera. Al momento sto provando a percorrere un’unica strada, ma sono convinto che, prima o poi, mi getterò nuovamente nell’oceano del diverso (ride).

✒ Inio Asano: Quindi questa è la modalità in cui ti trovi ora.

✏ Usamaru Furuya: Possiamo dire così.

✒ Inio Asano: Io penso di essere invece in una situazione opposta. Non ho quasi mai pensato al volere dei miei lettori, ho sempre ragionato di testa mia ed infatti mi sento come se lavorassi su me stesso. Ho creato una sorta di marchio personale.

✏ Usamaru Furuya: Forse il tuo ragionamento non è affatto sbagliato. Com’è che si suol dire? Dai ad una persona una mano e lei si prenderà tutti il braccio? Mai dare troppa attenzione al proprio pubblico! (ride).

✒ Inio Asano: Una parte di me vuole in un certo senso deludere i miei lettori, mentre l’altra vuole soddisfarli? A quale delle due dare ragione? Questo è il dilemma.

✏ Usamaru Furuya: Bel problema. Una domanda a tal proposito: prendendo in considerazione “La ragazza in riva al mare”, tramite quest’opera hai per caso cercato di guardare il manga da una prospettiva differente? Magari disegnando ed andando a toccare tematiche più fragili ed esplicite?

✒ Inio Asano: Certamente.

✏ Usamaru Furuya: Potresti dirmi di più riguardo ciò?

✒ Inio Asano: Non avevo mai curato il tema del “sesso” prima d’ora e con “La ragazza in riva al mare” volevo farlo, tuttavia dovevo stare attento, c’è un limite a tutto. In “Buonanotte, Punpun” è presente una scena simile, nonostante ciò, quest’ultima opera è ben differente dalla prima, essendo ben più dura e impulsiva su certi argomenti. Il mio obiettivo era quello di andare a toccare direttamente una tematica tabù, ma con moderazione.

✏ Usamaru Furuya: Pubblichi “Buonanotte, Punpun” sul settimanale Big Comic Spirits, è normale e forse anche giusto che la tua serie assuma un aspetto piccante, dopotutto ti trovi vicino ad altre opere quali “I am a hero” di Kengo Hanazawa e “L’usuraio” di Shohei Manabe.

Le tavole crude ed estremamente veritiere e i visi quasi comici dei personaggi di “I am a hero” di Kengo Hanazawa. L’abbinamento “figure deformi-sfondi realistici” potrebbe essere un aspetto che accomuna l’opera in questione a “Buonanotte, Punpun”.

✒ Inio Asano: È vero. Ora ho io una domanda: ti sei mai sentito influenzato da opere di altri autori che pubblicano sulla tua stessa rivista?

✏ Usamaru Furuya: Tantissime volte mi è capitato di leggere altre opere e di pensare “Mmh… questo particolare potrei inserirlo anche io” (ride).

✒ Inio Asano: Penso sia infatti più facile lavorare sulla tua opera quando hai una posizione consolidata nella rivista in cui pubblichi.

Uno sguardo al futuro… e al passato

Una tavola a colori proveniente da “Garden” di Usamaru Furuya. Nell’opera sono presenti riferimenti (escluso il grandioso omaggio all’acquerello di Hieronymus Bosch presente nell’introduzione) a personaggi storici rilevanti, quali, ad esempio: Leonardo Da Vinci, Friedrich Nietzsche, Immanuel Kant, Albert Einstein e Gesù Cristo.

✏ Usamaru Furuya: Personalmente, nella situazione in cui mi trovo adesso, sento che sto andando… come dire? Ecco, sempre più alla deriva (ride), mi sto allontanando sempre di più dall’Usamaru Furuya di un tempo. È una strana sensazione.

✒ Inio Asano: Oh! Quindi fammi capire, nelle tue giornate ricavi anche il tempo da dedicare alla tua vita privata?

✏ Usamaru Furuya: Esatto, in particolar modo da quando sono diventato padre. Quando mi dedico alla mia vita normale smetto di vestire i panni dell’artista: gioco con mio figlio, giro in moto e molto altro ancora.

✒ Inio Asano: Capisco. Il lavoro di padre ti occupa molto tempo?

✏ Usamaru Furuya: Badare a dei figli è una responsabilità molto grande. Probabilmente ciò che sto per dire deluderà abbastanza i miei lettori, ma sto iniziando a considerare l’incarico di genitore un vero e proprio lavoro.

✒ Inio Asano: Probabilmente… dovrei iniziare ad avere dei figli anche io (ride).

✏ Usamaru Furuya: Incredibile notare come dai manga siamo passati a discutere riguardo la vita familiare (ride). Pensaci un attimo però, ora come ora sei lo stesso Inio Asano che debuttò anni fa?

✒ Inio Asano: Probabilmente sì. Sono le mie opere a cambiare, io penso di rimanere sempre lo stesso. Mi trovo bene così come sono.

✏ Usamaru Furuya: (ride).

✒ Inio Asano: È un fatto strano. Posso definirmi un individuo piuttosto distaccato dalla realtà. Quando debuttai, durante il periodo del liceo, mi trasferii a Tokyo e da qui cominciò la mia carriera da mangaka: parte centrale della mia vita quotidiana. Oggigiorno mi dedico così tanto al mio lavoro che quando mi capita di rincontrare un vecchio compagno di giochi non so come comportarmi, non ricordo più come recitava il vecchio me stesso (ride).

✏ Usamaru Furuya: (ride).

Usamaru Furuya omaggia Aphex Twin, uno dei musicisti più inventivi dei nostri tempi di origini irlandesi, grazie ad uno dei racconti di “Short Cuts”.

✒ Inio Asano: È una cosa imbarazzante, comincio a dire: “Oh! Quanto tempo è passato?”.

🎙 Speaker: Quindi al momento sei al 100% un mangaka.

✒ Inio Asano: Sì, una cosa del genere, anche se con il passare del tempo questa percentuale potrebbe variare come Furuya ha detto prima.

In conclusione

Tavola a colori proveniente da “Solanin” di Inio Asano.

✏ Usamaru Furuya: Hai per caso un’idea di che tipo di mangaka vorresti diventare in futuro?

✒ Inio Asano: Ecco… vediamo. Durante il periodo in cui stavo disegnando “Solanin” mi balenò più volte in mente un dubbio simile, dopotutto l’opera in questione riflette sul futuro e sulla paura di diventare adulti. Col tempo ho cominciato ad ignorare domande di questo tipo, preferendo concentrarmi sul presente. Se proprio però dovessi dare una risposta vorrei essere un artista semplice, insomma, una persona che non si sbilancia troppo.

✏ Usamaru Furuya: Cosa? Vorresti diventare un artista che si occupa di tematiche normali? Io non riesco ad immaginarti in questo modo (ride).

✒ Inio Asano: Tu la pensi così?

✏ Usamaru Furuya: Ovviamente! Tu non sei certo un mangaka normale a mio parere, logicamente inteso in senso positivo. Ho letto le tue opere e ho notato un grande talento: sei in grado di far ragionare il lettore su argomenti complessi e a volte sottovalutati, non molte persone sarebbero in grado di farlo.

✒ Inio Asano: Grazie mille. Tu invece? Hai progetti per il futuro?

✏ Usamaru Furuya: Ho sempre pensato fra me e me: “Quando avrò 50 anni probabilmente mi ritirerò”, invece ora non ne sono del tutto convinto, a quanto pare continuerò a disegnare.

✒ Inio Asano: Oh sì! Per favore, continua.

✏ Usamaru Furuya: Il mio obiettivo al momento è quello di creare un’opera senza dover ricorrere all’aiuto dei miei assistenti. Arriverà un periodo simile, ovvio, il numero di pagine mensili si ridurrà di parecchio, ma almeno avrò raggiunto il mio scopo. Il caporedattore di Garo mi disse in passato che i miei vecchi titoli vendevano ancora molto, per me questo è un grande sollievo, significa che posso sempre contare sul me stesso del passato.

✒ Inio Asano: Posso confermare, adoro le tue vecchie opere.

✏ Usamaru Furuya: Penso che ricevere un complimento da un collega mangaka sia molto più gratificante (ride).

✒ Inio Asano: Sono d’accordo. Furuya, tu conosci molti altri tuoi colleghi artisti se non sbaglio, forse è questa la più grande differenza fra noi due, io sono praticamente antisociale in questo campo (ride).

✏ Usamaru Furuya: Davvero? Da quanto ci siamo raccontati non sembrerebbe.

✒ Inio Asano: È un mio difetto, non riesco a cominciare per primo un discorso e tanto meno a mantenerlo, questo è un caso particolare (ride).

✏ Usamaru Furuya: Bene, ora che so dove abiti ti spiacerebbe se qualche volta passassi per un saluto?

✒ Inio Asano: Certamente! Un po’ di compagnia non fa mai male.

✏ Usamaru Furuya: Non c’è problema, dopotutto mi capita molto spesso di passare da queste parti in moto.

✒ Inio Asano: Che coincidenza!

✏ Usamaru Furuya: Che ne dici? Potrei darti una mano con il lavoro.

✒ Inio Asano: Potrei farti lavorare sugli ultimi capitoli di “Buonanotte, Punpun”, farai tutto tu, nessuno noterà mai la differenza (ride).

✏ Usamaru Furuya: Secondo me ne uscirebbe un qualcosa di totalmente diverso (ride), ma tanto vale provare, no?

A sinistra Usamaru Furuya immerso nella lettura del primo volume de “La ragazza in riva al mare”, dall’altro lato del ring, invece, Inio Asano.

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