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Boruto: canon vs filler

Boruto: canon vs filler cover

Uno dei dibattiti più accesi sugli anime riguarda la presenza o l’assenza di scene definite filler. In questo articolo verrà affrontato il tema. In particolare si cercherà di approfondire se l’anime di Boruto sia canon o filler.

Introduzione ai filler

Innanzitutto occorre sottolineare che non tutti gli anime sono coinvolti nella diatriba, bensì solo coloro che hanno una controparte in forma cartacea, manga o, anche, light novel. Le produzioni originali, per loro stessa natura, non ne sono intaccate. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, alla base di un anime si trova una serie manga, settimanale o mensile. In queste situazioni è possibile, ma non certo, che l’anime introduca episodi filler.

Il problema alla base

Prima di trattare il rapporto tra canon e filler in Boruto è necessario inquadrare una questione fondamentale.

Alla base della discussione giace un problema di fondo: un singolo episodio animato in genere richiede più materiale rispetto a quello presente in un solo capitolo cartaceo. In altre parole il rapporto capitoli-episodi di solito è superiore a uno. Per questo motivo si creano momenti in cui durante la produzione di un anime, che vuole semplicemente raccontare le vicende di un manga, non si ha più materiale disponibile.

Le possibili soluzioni

Le soluzioni in questi casi sono molteplici, ma le più comuni sono tre. L’animazione si interrompe, lasciando mesi, talvolta anni, a disposizione del mangaka per continuare la sua opera, si narrano le vicende di una novel associata, se esiste, oppure si introducono i filler. Nel caso di serie manga mensili il problema risulta ancora più accentuato. Un solo capitolo mensile, infatti, di solito contiene un numero di tavole inferiore rispetto alla somma delle stesse se fossero pubblicate in quattro settimane, un capitolo ogni sette giorni.

Naturalmente non tutte le soluzioni sono sempre disponibili. Oltre alle novel, che potrebbero non esistere, per alcuni anime, visto il loro successo, sarebbe troppo costoso interromperne la produzione. È il caso, ad esempio, di One Piece e Naruto. Per il primo si è adottata una soluzione particolare: mantenere il rapporto capitoli-episodi pari a uno. Ciò ha comportato un rallentamento talvolta eccessivo nella narrazione animata, con scene che si ripetono e dialoghi ridondanti. Il secondo invece ha seguito la strada tortuosa dei filler. Si ritiene che, su 500 episodi della serie Shippuden, 204 siano filler, con una percentuale che sfiora il 41%.(1)

Cos’è un filler?

definizione-di-filler
Lo sforzo nel capire cos’è un “filler”…

Per poter partecipare attivamente e in modo costruttivo al dibattito canon vs filler in Boruto e in altri anime, occorre prima di tutto domandarsi cosa si intenda con la parola filler.

Secondo alcuni fan il concetto di filler varierebbe a seconda dell’anime in considerazione. Ovviamente questa linea non può essere accettata. Le ragioni sono sostanzialmente due. Innanzitutto si renderebbe sterile il discorso, privandolo delle sue basi. In questo caso, infatti, si porterebbe il dibattito su un piano ancora più soggettivo di quanto già non lo sia, precludendosi la possibilità di giungere a una qualsivoglia conclusione logica. Per ogni anime si potrebbe inventare un’accezione differente di filler, finendo col considerare tali solo gli episodi scelti arbitrariamente dagli interlocutori. In secondo luogo pare essere una soluzione scontata, di chi desidera partecipare alla discussione con il solo scopo di imporre la propria opinione sull’anime in oggetto.

Scartato questo approccio superficiale, si può fare riferimento a una definizione generalmente accettata dai fan. Secondo il sito Anime Filler List, comune riferimento per classificare gli episodi di un anime, un filler possiede tre caratteristiche fondamentali.

Prima caratteristica

Anime is usually based on Manga, a type of Japanese comic popular with people of all ages.

Un anime di solito si basa su un manga, un tipo di fumetto giapponese diffuso tra persone di ogni età.

La prima caratteristica per poter discutere dell’esistenza di filler è quindi, come già evidenziato, la presenza di un manga da cui l’anime trae origine. Si tratta di un presupposto fondamentale per poter discorrere di filler o canon in ogni opera, non esclusivamente in Boruto. Senza questo, l’intera discussione e distinzione perde tutto il suo significato.

Seconda caratteristica

“Filler” refers to story in an Anime that was not in the Manga. These are created because Anime production usually outpaces the Manga.

Il termine “filler” si riferisce a una vicenda in un anime assente nel manga [cui l’anime fa riferimento]. Queste storie vengono create perché la produzione dell’anime spesso segue un ritmo più veloce del manga.

La seconda caratteristica che deve possedere un episodio anime per essere definito filler è la narrazione di una vicenda assente nel manga su cui si basa. Viene anche riassunto il problema enunciato precedentemente.

Terza caratteristica

Fillers do not further the story and usually are of a lower quality both visually and narratively.

I filler non portano avanti la storia e generalmente possiedono un livello visivo e narrativo inferiore.

La terza e ultima caratteristica riguarda il contributo che ogni episodio di un anime dovrebbe dare all’intera serie. Ciascuna puntata, infatti, dovrebbe far avanzare lo spettatore nel cammino che lo porta dalla situazione d’apertura alle vicende di chiusura. Il numero di passi compiuti dipende da quanto si sceglie di narrare nell’episodio. Quest’ultimo potrà essere più o meno denso di avvenimenti. Un episodio che non apporta alcun contributo all’evoluzione della trama può essere un filler. Generalmente si tratta di vicende autoconclusive, che possono introdurre nuovi personaggi secondari con il solo scopo di farli partecipare alle stesse. Una volta conclusa l’avventura, dalla durata di uno o più episodi, questi personaggi di solito scompaiono senza essere più menzionati. Nessun avvenimento in un filler influenza in modo significativo le azioni dei protagonisti o il prosieguo della storia.

Alcune incertezze…

Su questo punto il dibattito è naturalmente aperto. Nello specifico occorre comprendere cosa si intenda con “portare avanti la storia”. Di fatto ogni episodio, anche se filler, contribuisce, seppur in modo marginale, a uno sviluppo psicologico dei personaggi. Ogni avventura può essere vista come un arricchimento della personalità di coloro che vi partecipano. Seguendo questo approccio, tuttavia, nessun episodio possiederebbe la terza caratteristica enunciata e diventerebbe inutile parlare di filler.

In realtà l’ultima caratteristica si riferisce a un contributo negli avvenimenti della storia. Fatti, situazioni, eventi, tutto ciò che influenza non solo la psiche dei protagonisti, ma anche il loro mondo. Sovente si tratta di esperienze che vanno oltre il piano meramente emotivo e che influenzano le future azioni dei personaggi.

Il termine canon

Il termine canon è più difficile da definire. Nel classico discorso canon vs filler, in genere è usato semplicemente in antitesi al termine filler. Si riferisce quindi a episodi tratti dal manga che sviluppano la storia.

Un differente dibattito, che esula dai propositi di quest’articolo, può essere instaurato sul rapporto canon vs non-canon.

Accezione negativa del termine

Nelle discussioni che animano i fan il termine filler tende ad assumere troppo spesso un’accezione dispregiativa. Comunemente il concetto di filler è associato a puntate di bassa qualità, inutili e noiose. Sebbene sia vero che una puntata filler per essere tale non deve contribuire all’evoluzione della trama, tuttavia ciò non implica che non possa essere curata e apprezzabile. Nulla vieta di narrare vicende emozionanti e coinvolgenti. Al contrario, talvolta l’aggiunta di scene non tratte dal manga può essere utile a spiegare alcuni retroscena.

Alla luce di ciò, sembra essere una brutta abitudine saltare le puntate filler solo ed esclusivamente perché tali. Se si vuole comprendere pienamente un’opera, è necessario abbracciarla nella sua interezza, così come viene concepita dai suoi creatori.

I soggetti coinvolti

Chi partecipa alla produzione e pubblicazione di un manga e di un anime?

Accanto alle definizioni generalmente accettate dai fan, vi sono le dichiarazioni dei soggetti coinvolti nella scrittura, produzione e distribuzione delle opere manga e anime. Di solito gli annunci ufficiali non sono univoci e fanno raro uso delle parole canon o filler. Infatti, soprattutto in questioni innocue che infervorano i fan, non risulta conveniente rilasciare asserzioni nette. Ogni dibattito che ha come oggetto un’opera contribuisce alla sua diffusione e alla sua notorietà.

È di notevole importanza identificare in modo chiaro chi è l’autore di una dichiarazione, riportare le fonti e, se possibile, le parole pronunciate. Ciò permette di evitare di cadere in situazioni banali in cui si ricorre a forme anonime (“hanno detto”, “hanno scelto”, “hanno presentato”) oppure impersonali (“è stato detto”, “è stato scelto”, “è stato presentato”).

Nel caso specifico di Boruto, i soggetti coinvolti sono: Kishimoto, Ikemoto, Kodachi, Studio Pierrot, Shonen Jump (dal capitolo 36 V-Jump).

Masashi Kishimoto

Masashi Kishimoto è l’ideatore e il mangaka che ha scritto e pubblicato il soggetto originale, Naruto. Nonostante alcuni erroneamente credano che il maestro non sia coinvolto o sia coinvolto solo marginalmente nel prosieguo della sua opera, in realtà Kishimoto partecipa attivamente al lavoro che viene svolto per la concezione e diffusione del manga. Il padre di Naruto, infatti, definisce gli aspetti principali della trama, supervisionando le attività dei suoi successori. Al contrario, Kishimoto non sembra avere un egual stretto rapporto con l’anime.(2)

Mikio Ikemoto

Mikio Ikemoto è il disegnatore del manga nonché discepolo e aiutante di Kishimoto fin dai tempi dei primi capitoli di Naruto. È stato incaricato dal sensei di proseguire la sua opera. Inoltre è stato incoraggiato a non tentare di imitare lo stile di Naruto, ma a cercare e sviluppare un proprio design dei personaggi.(2)

Ukyo Kodachi

Lavorando a stretto contatto con Ikemoto, Ukyo Kodachi cura la trama del manga di Boruto. È anche coinvolto come supervisore nella sceneggiatura dell’anime (vedi infra).

Studio Pierrot

Lo Studio Pierrot si occupa, tramite il suo personale, della scrittura, sceneggiatura e animazione della serie televisiva.

Shonen Jump

Shonen Jump è la rivista dove viene pubblicato il manga. I suoi editor, insieme a quelli della serie stessa, sono direttamente collegati con le decisioni sul futuro del manga. A partire dal capitolo 36 lascerà il posto a V-Jump, magazine mensile che ospita già il manga di Dragon Ball Super.

Boruto: canon o filler?

La maggior parte delle scene in cui Boruto attiva il Jōgan sono un’esclusività dell’anime.

Rispondere alla domanda su cui si incentra l’articolo non è facile né si può pretendere di giungere a una netta conclusione.

Si può partire analizzando le tre caratteristiche descritte in precedenza. Sulla seconda e la terza non vi sono particolari dubbi. L’anime narra alcune vicende assenti nel manga che non contribuiscono a un particolare sviluppo della trama. Ne sono un esempio la breve saga di quattro episodi in cui Chocho incontra e si innamora di un attore (puntate 67-70), oppure l’episodio in cui Mitsuki adotta un gattino (numero 104). Tuttavia potrebbe mancare la condizione-presupposto, ossia la prima caratteristica.

Il ruolo di Kodachi

In effetti, sebbene anime e manga trattino lo stesso soggetto, sembrano seguire percorsi separati per giungere a un punto d’arrivo comune. In verità entrambi i media condividono la stessa trama principale, sviluppata da Ukyo Kodachi. Secondo Hikaru Taguchi(3), editor di Boruto, Kodachi non partecipa solo alla stesura della storia del manga, ma supervisione anche ciò che viene raccontato nell’anime.

Ci sono sei o sette sceneggiatori, supervisionati da Ukyo Kodachi, che scrivono la storia. Loro creano storie alternative e le sottopongono al supervisore. Se accadono scene forti che potrebbero cambiare drasticamente la caratterizzazione del personaggi, ad esempio in cui Boruto deve uccidere qualcuno, a quel punto entriamo in gioco noi per monitorare il tutto.(2)

Da questa dichiarazione emerge un controllo, anche stringente, svolto sugli avvenimenti narrati nell’anime. Le storie alternative create per l’anime non possono intaccare pesantemente la trama principale definita per il manga. Risultano quindi essere vicende di contorno, di approfondimento.

Il rapporto tra anime e manga

Il rapporto tra manga e anime di Boruto viene ulteriormente chiarito dalle parole di Hiroyuki Nakano, editor-in-chief di Shonen Jump.

Di solito manga e anime viaggiano sulla stessa linea. Di solito viene fatto prima il manga e poi viene trasposto in anime. Invece, in questo caso, manga e anime sono due blocchi distinti, ma per non contrapporsi troppo scelgono di percorrere strade differenti per poi intersecarsi in uno stesso punto nel finale. Il tutto, ovviamente, previo il nostro controllo creativo ed editoriale.(2)

Di nuovo viene sottolineato come la produzione dei media sia strettamente controllata affinché i due non si scontrino. Questa dichiarazione sembra far cadere completamente l’ipotesi che l’anime di Boruto sia basato sul manga. I due media sono blocchi distinti, accomunati da una trama principale che collega il punto di partenza a quello d’arrivo. Il primo è rappresentato dalla nascita di Boruto, il secondo dallo scontro con Kawaki. Quest’ultimo, naturalmente, potrebbe non essere il punto finale dell’intera serie, ma solo di una prima parte della stessa. Mentre nel manga vengono esclusivamente e brutalmente narrati gli avvenimenti della trama principale, nell’anime accanto a questi vi sono una serie di trame secondarie. Queste ultime risultano importanti nella misura in cui completano e approfondiscono la prima, pur non potendo stravolgerla.

Il rapporto anime-manga in questo caso non è quindi di dipendenza del primo dal secondo. D’altra parte non può neanche essere accettata l’idea che i due media siano rette parallele. Infatti questi hanno dei punti in comune: gli eventi della trama principale che porteranno Boruto a scontrarsi con Kawaki. Si tratta di due versioni della stessa storia. L’una più sintetica, l’altra più dettagliata.

➡️ Potrebbe interessarti: lista degli episodi di Boruto, con distinzione tra episodi della trama principale e storie alternative.

Boruto: tra canon e filler

Non essendo l’anime basato sul manga, non ha senso per Boruto parlare di filler o canon perché, di fatto, non esiste un termine di paragone. L’anime non può essere rapportato al manga poiché, stando a quanto dichiarato, segue un percorso differente. Affermare che questo sia filler o canon significa implicitamente creare un legame di dipendenza inesistente con la storia cartacea.

Naturalmente la situazione non è statica. Ulteriori e future dichiarazioni potrebbe completamente rivoluzionare il dibattito.

L’importanza del dibattito

In conclusione all’articolo ci si può soffermare sull’importanza del dibattito canon vs filler, non solo in Boruto ma in ogni anime. A parere di chi scrive, la discussione dovrebbe essere considerata come un sollazzo o una frivolezza. Che si giunga a una conclusione oppure a un’altra, le opere in oggetto non ne vengono intaccate. La loro bellezza rimane immutata.

Cosa ne pensi? Hai mai discussione della presenza o assenza di filler in un’opera? Ritieni che in Boruto vi siano filler?  Sei a conoscenza di ulteriori dichiarazioni non riportate nell’articolo? Non esitare a rispondere nei commenti!

Note:
(1) Naruto Shippuden Filler List – URL consultato il 16/7/2019
(2) Boruto: Naruto Next Generations, intervista al disegnatore Mikio Ikemoto – URL consultato il 16/7/2019
(3) Lucca comics 2018 – URL consultato il 16/7/2019

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