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Differenze tra manga settimanali e mensili

Kishimoto al lavoro su alcune tavole di Naruto.

In seguito al recente articolo sul motivo per cui i manga sono in bianco e nero, in questo verranno approfondite le differenze tra manga settimanali e mensili. In particolare si farà riferimento a quanto dichiarato dal maestro Masashi Kishimoto.

Leggere i manga in contemporanea con le uscite giapponesi tramite le riviste nipponiche oppure siti online autorizzati, come Mangaplus, spesso significa dover attendere giorni, settimane, o anche mesi per poter conoscere il seguito della storia. Molti fan di conseguenza provano un senso di frustrazione più che di trepidazione durante l’attesa del capitolo successivo. Emozione aumentata notevolmente quando il mangaka, seguendo le basilari tecniche narrative, interrompe la trama proprio nei punti chiave. Questi sono di solito rappresentati da importanti e sconvolgenti rivelazioni. Ciò porta il lettore a desiderare che l’uscita del capitolo successivo avvenga nel minor tempo possibile. Nel caso di serie mensili, molti desiderano che si passi a una serializzazione settimanale. Ma cosa comporta questa scelta per il carico di lavoro che grava sulle spalle del mangaka?

I diversi tipi di serializzazione

Com’è noto a chi segue il mondo nipponico, il manga può essere descritto come una storia narrata a puntate. Ogni puntata è rappresentata da un capitolo, dotato di titolo e talvolta di copertina colorata. La sequenza delle uscite dei capitoli forma la cosiddetta serializzazione. Quest’ultima può naturalmente variare da un manga all’atro. Infatti può essere settimanale, mensile o irregolare.

La serializzazione settimanale è forse quella più conosciuta poiché seguita dai manga più famosi come One Piece e, in passato, Naruto e Fairy Tail. I capitoli vengono pubblicati ogni settimana su alcune riviste dedicate al tema, la più famosa delle quali è Weekly Shonen Jump. Con questo tipo di serializzazione l’attesa scalpitante dei lettori è ridotta al minimo. In effetti in questo caso i fan devono aspettare solo sette giorni prima di poter leggere il seguito della storia.

La serializzazione mensile è particolarmente nota per manga come Shingeki no Kyojin (L’Attacco dei Giganti) e Dragon Ball Super. In questo caso la pubblicazione avviene una volta al mese sottoponendo il lettore a uno stress elevato durante l’attesa.

Alcuni manga infine seguono una serializzazione irregolare. Ciò può avvenire per differenti ragioni come mancanza di interesse del pubblico, problemi personali del mangaka o scelte editoriali. È il caso di Berserk e Hunter x Hunter. Per questi manga spesso i lettori perdono rapidamente interesse, pur continuando a seguirli per inerzia o per amor di completezza.

Le differenze tra manga settimanali e mensili

shonen_jump_and_v_jump_covers
A sinistra la cover del n° 30/2019 di Weekly Shonen Jump, a destra la cover del n° di agosto 2019 di V-Jump.

Oltre alla cadenza di uscita, esistono alcune profonde differenze tra manga settimanali e mensili.

Una prima disuguaglianza riguarda il numero di tavole: un capitolo settimanale è solitamente composto da meno di venti tavole, in genere quindici o diciotto, una delle quali rappresenta la copertina. Un capitolo mensile invece contiene generalmente più di quaranta tavole, arrivando fino a quarantacinque o cinquanta. In questi capitoli è più facile trovare delle cover elaborate e a colori. Perciò, se da un lato il periodo d’attesa si allunga, dall’altro il numero di pagine aumenta. Di fatto tre capitoli serializzati settimanalmente corrispondono a un capitolo serializzato mensilmente.

In secondo luogo i capitoli mensili sono in genere più curati e protetti dagli imprevisti. Grazie al maggior tempo a disposizione, nelle serializzazioni mensili il mangaka ha una possibilità superiore di prestare attenzione ai dettagli nei disegni e nella trama. Inoltre, preparando in anticipo i capitoli, può evitare di essere vittima di problemi inaspettati. È il caso di Yūsuke Murata, autore di One Punch Man, che, in alcune occasioni, si è trovato costretto a pubblicare capitoli in lavorazione, con disegni ancora incompleti, per evitare di fermare la serializzazione.

Infine le serializzazioni mensili sono in genere rigorosamente rispettate dai mangaka e dalle case editrici. Ciò significa che raramente subiscono pause in occasione di festività o scelte editoriali. Al contrario una pubblicazione settimanale è maggiormente soggetta a interruzioni, talvolta determinate dallo stesso autore.

Riassumendo…

La differenza più importante tra i due tipi di serializzazione rimane perciò esclusivamente e banalmente l’intervallo di tempo che intercorre tra un capitolo e l’altro. Tale intervallo viene talvolta percepito come un vero e proprio peso da parte del lettore. Spesso perciò si desidera o si spera che un manga mensile si trasformi in uno settimanale.

L’impegno di un mangaka: Kishimoto

Naturalmente pochi pensano alle conseguenze di un mutamento di serializzazione da mensile a settimanale. In verità il carico di lavoro che grava sulle spalle del mangaka subisce una variazione non indifferente. A tal proposito risulta utile leggere quanto dichiarato da Masashi Kishimoto nel 2016 alla rivista Jump Ryu. Il maestro ricorda il periodo in cui si trovava nel pieno della stesura della sua opera più famosa: Naruto. La descrizione delle sue giornate lavorative è alquanto sorprendente. Il carico di lavoro risulta differente a seconda della fase in cui si trova.

Preparazione del manoscritto: sketch, bozze e ripasso con l’inchiostro

  • 0 – 6: lavoro
  • 6 – 9: riposo
  • 9 – 13: lavoro
  • 13 – 14: pranzo
  • 14 – 23: lavoro
  • 23 – 24: cena e bagno
kishimoto_work
Sommario: lavoro 79,16%, riposo 12,5%, pranzo 4,17%, cena e bagno 4,17%.

Preparazione della storyboard: progettazione e definizione dei concetti

  • 22 – 3: lavoro
  • 3 – 9: riposo
  • 9 – 13: ricerca di risorse, materiali e visione di video
  • 13 – 15: pranzo e pulizie
  • 15 – 20: lavoro
  • 20 – 22: cena e bagno
Sommario: lavoro 41,67%, riposo 25%, ricerca 16,67%, pranzo e pulizie 8,33%, cena e bagno 8,33%.

Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì sono dedicati alla preparazione del manoscritto, venerdì e sabato alla storyboard. La domenica è libera, se non vi è lavoro arretrato.

Il quadro emergente da queste dichiarazioni induce a riflettere. Durante una settimana, solo il 14% del tempo è dedicato alla cura di sé stessi. Non a caso lo stesso Kishimoto in un’intervista più recente in cui presenta il suo ultimo lavoro, Samurai 8, ha affermato di essersi voluto fermare per due anni. Ha dedicato questo tempo alla sua famiglia e a sé, per viaggiare e soprattutto per giocare con i propri figli.

L’invito verso i lettori di manga diviene in conclusione solo uno: accettare la serializzazione proposta perché, spesso, i mangaka lavorano davvero duramente per intrattenere i loro fan!

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