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Realtà e virtuale si fondono in un gioco: Sword Art Online

Quest’anno il Romics mi ha dato l’occasione di incontrare il maestro Reki Kawahara, apprezzato autore di light novel e manga, noto al grande pubblico soprattutto per Accel World e Sword Art Online.

La carriera di Kawahara inizia con la vittoria del quindicesimo Dengeki Shosetsu Award con il romanzo Accel World che esce poi per l’etichetta Dengeki Bunko.

Protagonista della storia è un ragazzo vittima di bullismo che si rifugia nel mondo virtuale grazie ad un dispositivo chiamato Neuro Linker. In seguito l’autore continua a pubblicare sotto pseudonimo romanzi sul suo sito web.

Dall’aprile 2009 è iniziata la pubblicazione della serie light novel di Sword Art Online sempre per la Dengeki Bunko.

Le light novel sono un tipo di romanzo illustrato giapponese con le caratteristiche estetiche e lo stile di un manga. La stesura del testo è del tutto simile a quella di un romanzo, a cui vengono aggiunte illustrazioni create dagli scrittori stessi o, più spesso, da un character designer e talvolta da un mecha designer, con mansioni di illustratore.

Le mie copie della Light Novel
Picture byElena Paoletta

Nel 2012 entrambi i suoi lavori diventano due serie anime e dall’ottobre 2018 è iniziata la messa in onda della terza stagione di Sword Art Online. Dalla serie sono stati tratti diversi manga pubblicati dalla casa editrice giapponese Kadokawa, e vari videogiochi, due serie light novel spin-off e, oltre la popolare serie anime, anche la pellicola cinematografica Sword art online – the movie: Ordinal Scale.

Della light novel sono state stampate circa diciassette milioni di copie in diversi paesi tra cui Giappone, Taiwan, Cina, Corea del Sud, Thailandia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. In Italia sono in corso di pubblicazione per J-POP Manga sia le light novel che i manga, entrambi giunti all’arco narrativo Project Alicization.

Nel mondo virtuale…

Sword Art Online è un’opera shōnen fantasy ricca di azione e avventura dove ritroviamo gli stessi elementi che emergono sempre più nei racconti di fantascienza contemporanei. Affronta un rapporto tra uomo e tecnologia sempre più stretto, quasi simbiotico, nel filone narrativo toccato anche a grandi film come Strange Days, Ready Player One e molti altri.

Sword Art Online si svolge in un futuro prossimo dove i videogiochi in realtà virtuale sono sempre più simili al mondo reale. Per giocare occorre indossare un particolare casco chiamato “Nerve Gear” con il quale è possibile simulare nel video tutti e cinque i sensi dell’utente.

«Non si può uscire prima di aver completato il gioco».

Comincia così questo crudele Death Game che attirerà a sé diecimila utenti, ignari della terribile verità celata dietro Sword Art Online (SAO) il primo Massive Multiplayer Online Role Playing Game di nuova generazione.

Aincrad

Aincrad, il gigantesco castello fluttuante, è il mondo in cui è ambientato Sword Art Online, che ha inaugurato un nuovo genere ludico denominato VRMMO.

La storia racconta di Kazuto “Kirito” Kirigaya, un ragazzo amante della tecnologia e dei computer, un vero genio della programmazione e videogiocatore online. In un futuro prossimo sperimenta le prime realtà virtuali MMORPG (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game, un gioco di ruolo in rete multi-giocatore di massa) per computer o console.

Il tutto si svolge tramite Internet contemporaneamente tra più persone reali, per questo si chiamano giochi online interattivi. Migliaia di giocatori possono interagire interpretando personaggi che si evolvono insieme al mondo persistente che li circonda e in cui vivono.

Dalla mostra “Sword Art Online – Anche se questo è un game, non è affatto un gioco”
Picture and Collage by Elena Paoletta

Kirito, detto “lo spadaccino nero”, entra in una realtà virtuale interattiva con pluralità di giocatori VRMMORPG (Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) denominata “Sword Art Online”.

Sword Art Online (SAO) viene ufficialmente aperto il 5 novembre 2022 ma ben presto gli utenti si rendono conto che è impossibile disconnettersi; Kirito si ritrova intrappolato così all’interno del gioco insieme ad altri diecimila giocatori.

Il creatore del gioco, Akihiko Kayaba, geniale presidente della NG, ha infatti disabilitato la funzione di log out di SAO, prevedendo anche un meccanismo atto ad impedire la disconnessione forzata. Kayaba annuncia ai giocatori di averli imprigionati e che se vogliono uscirne sani e salvi, dovranno superare l’ultimo livello del gioco.

Il vero problema dunque consiste nel fatto che una volta entrati nel gioco se ne può uscire solo vincitori completandolo, in quanto il game over equivale a morte certa del giocatore anche nel mondo reale.

Viene inoltre spiegato ai giocatori che l’unico modo per riguadagnare la liberà consiste nel completare il gioco raggiungendo il centesimo piano di Aincraid (il mondo di Sword Art Online) e uccidere il boss finale.

Aincrad è un castello di pietra e acciaio di cento piani. Al suo interno esistono grandi città, piccoli villaggi, foreste, praterie e laghi. Un unico passaggio collega i piani inferiori a quelli superiori e ognuno di essi è un pericoloso labirinto popolato da mostri. I giocatori, facendo affidamento sulla propria arma, cercano di scoprire i passaggi per i piani superiori e di raggiungere la sommità del castello dopo aver sconfitto i potenti mostri di guardia.

Oltre a combattere, i giocatori possono intraprendere altre attività: forgiare armi e armature in ferro e pelle, tessere, pescare, cucinare e fare musica o avventurarsi per gli sconfinati campi e molto altro ancora. In altre parole si “vive” letteralmente.

Aincrad

I giocatori

Come Kirito tanti altri personaggi si scoprono man mano, ognuno con le proprie caratteristiche e una visione propria del mondo. Alcuni di loro, anche senza log-out, riescono a vivere allegramente, altri a volte versano qualche lacrima.

Conosciamo così l’eroina Asuna, detta “lampo di luce”, vice comandante della gilda dei cavalieri di sangue, Yui la bambina del mistero, la fata Leafa, Sinon il cecchino e tanti altri. Sword Art Online comincia così la sua ascesa nel cuore dei fan di tutto il mondo.

Kirito è stato uno dei 1.000 beta tester che aveva avuto la possibilità di provare il gioco in anteprima. Forte della sua precedente esperienza, il giovane si impegna per portare a termine il gioco e con il passare del tempo, lui che è sempre stato un solitario, capisce che l’unione fa la forza e farà coppia con la giocatrice Asuna. Insieme si impegneranno a salire di livello, a esplorare il mondo di gioco e a vivere la loro storia d’amore virtuale.

Kirito & Asuna

Considerazioni sull’opera

La serie è ritenuta la più intelligente degli ultimi anni proprio per la sua profonda visione degli aspetti psicologici della psiche umana in un mondo virtuale, il suo punto di vista sociologico sulla creazione di un’economia e una società realistica nell’ambientazione di un gioco massively multiplayer online.

In generale l’opera ha ricevuto recensioni contrastanti; in alcuni casi è stata infatti lodata per l’esplorazione degli aspetti psicologici delle realtà virtuali e per una profonda analisi emotiva dei personaggi, in altri ne è stato criticato il ritmo e la scrittura.

Il punto di forza più grande della serie è sicuramente l’atmosfera, la presenza di un elevato numero di skills di spada e in particolare il fascino delle ambientazioni di Aincrad, il mondo che unisce classico e moderno, dove sale la tensione, la paura, la tristezza e il turbamento che i vari personaggi vivono.

Dalla mostra “Sword Art Online – Anche se questo è un game, non è affatto un gioco”
Picture by Elena Paoletta

L’incontro con Reki Kawahara

Durante la conferenza del maestro Kawahara tenutasi sabato 6 aprile sul Palco del Pala Romics si è appreso che l’opera che lo ha accompagnato fin da piccolo è stata Dragonball, ma adesso che l’industria dell’anime si è evoluta tanto ci sono sempre nuove scoperte da fare e nuovi anime di cui innamorarsi.

Il Palco del Pala Romics
Picture © Elena Paoletta

La collaborazione con Abec, l’illustratore delle sue light novel, è stata per lui fondamentale tanto che lo ha portato ad affermare che senza le sue illustrazioni Sword Art Online non sarebbe diventato un successo internazionale, poiché ritiene che il peso delle illustrazioni in una light novel sia pari all’ottanta per cento.

Abec, oltre a realizzare ogni tipo di illustrazione, cura anche il character design dei vari personaggi basandosi esclusivamente sulla descrizione testuale e Kawahara gli è sinceramente molto grato.

Questo incontro ha mostrato il lato umano dell’artista che ha raccontato quanto fossero severi i suoi genitori, di come la disciplina fosse importante per loro. Lo lasciavano giocare ai videogiochi al massimo per trenta minuti al giorno, alimentando così il suo desiderio di poter in futuro finalmente giocare per un giorno intero, almeno per riuscire a terminare un videogioco.

Reki Kawahara, una volta finita l’università, si è reso conto che la carriera da impiegato non era quella a cui ambiva e ha raccontato che gioca ai videogiochi online, soprattutto ad Ultima Online a cui si deve tutto il fascino di ciò che ha in seguito creato.

L’autore ha precisato inoltre che quando ha iniziato a pensare a Sword Art Online, voleva costruire un mondo in cui andare e non tornare mai più perché, come diceva Stephen Hawking:

«La tecnologia non potrà che portare beneficio all’uomo e gioia nelle vite umane».

A fine conferenza sono saliti sul palco gli Sword Art online italian cosplayer, un gruppo nato quattro anni fa dalla passione comune per questa saga. Sono arrivati da tutte le parti d’Italia per incontrare il maestro e ringraziarlo del suo lavoro.

Kawahara si è molto emozionato nel vedere degli occidentali fare cosplay dei propri personaggi e, per premiare questo fatto da lui ritenuto incredibile, ha regalato ad ognuno di loro dei shikishi firmati.

Reki Kawahara con gli Sword Art Online Italian Cosplayer
Picture © Elena Paoletta

La mia esperienza

Presso lo stand della casa editrice J-Pop, che ha organizzato la partecipazione di Reki Kawahara e Abec, ho avuto l’occasione di incontrarli personalmente.

Sempre gentili, sorridenti, disponibili e forse anche un po’ meravigliati per questo successo occidentale, i due artisti hanno stretto la mano ai fan della saga religiosamente in fila per alcune ore (tra cui io).

Purtroppo non era possibile fare foto, ma ugualmente resterà il ricordo di averli visti entrambi, di aver ricevuto il loro autografo e di aver potuto ringraziarli per questa opera che mi ha emozionato tanto.
Solo un vero appassionato del genere può capire cosa si prova in quei momenti!

Dedica con autografo e il mio nome scritto in giapponese! *-*
Picture © Elena Paoletta

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