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Intervista a VOFAN, l’illustratore di Monogatari

Vofan Monogatari

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Conosciuto principalmente per essere l’illustratore della celebre opera ideata e scritta da Nisioisin, Monogatari, l’artista Taiwanese VOFAN è ormai attivo nell’industria dei fumetti e dei romanzi giapponesi da circa 18 anni. Il suo stile, unico e inconfondibile, lo ha portato a ottenere la nomina di “Maestro delle luci e delle ombre” da parte dei suoi stessi fan.

Di seguito vi riportiamo la traduzione dell’intervista realizzata dai colleghi di MyAnimeList, i quali hanno avuto l’opportunità di partecipare alla conferenza stampa di VOFAN tenutasi all’Anime NYC – la convention annuale con sede New York dedicata ai giochi arcade, manga e molto altro – in occasione del suo artbook in vendita Colorful Dreams.

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Intervista VOFANAnime NYC

La tua collezione del 2006, “Colorful Dreams”, è stata finalmente pubblicata qui in America il mese scorso. Per scrivere i racconti brevi, hai tratto dalle tue esperienze di vita a Taiwan; quale tra queste ritieni più personale?

Personalmente mi piace molto la storia “The Jiufen Cafe”, che nella versione inglese è stata resa semplicemente con il titolo “A Cafe”.

Quello che narra dei due mostri!

Sì, anche se, dal momento che il racconto si basa sulla cultura popolare di Taiwan, quei due che tu definisci mostri sono in realtà divinità. Dei che escono per bersi un caffè. Ma invece dei soldi, pagano con la ‘buona sorte’.

Quali sono state le sfide nel portare “Colorful Dreams” negli Stati Uniti, verso un nuovo pubblico?

All’inizio pensavamo fosse necessario soltanto assumere un designer per rifare il testo e sistemare il layout, e grazie a questo processo abbiamo realizzato la versione americana del libro. In seguito, però, ho voluto aggiustare il viso di alcuni personaggi perché le illustrazioni mi sembravano troppo datate.

Tuttavia, mentre stavo apportando queste modifiche, ho notato che anche gli sfondi necessitavano di alcuni ritocchi; altrimenti i personaggi sarebbero spiccati troppo rispetto a ciò che avevano intorno. Quindi ho deciso che avrei semplicemente ridisegnato tutto.

Ma la sfida più grande è stata dover dar retta al mio editore, che mi ha impedito di proseguire con quest’ultima idea. Se avessi continuato, probabilmente mi ci sarebbero voluti più di sei mesi per finire.

Colorful DreamsA Cafe

In “Colorful Dreams” hai detto di esser stato un fan di Yuu Yuu Hakusho e dei lavori di Yuzo Takada. Cosa di queste serie ti ha colpito così tanto?

Mi è sempre piaciuto leggere i fumetti giapponesi, fin da quando ero bambino. E poiché ai tempi leggevo solo manga, beh, ho imparato unicamente da essi. Per esempio, sono stato influenzato da Yuu Yuu Hakusho quando avevo circa 13 o 14 anni, e disegnavo i personaggi della serie. Col passare del tempo, mentre venivo a conoscenza di più opere, ho imparato diversi stili artistici.

Quando ero giovane imitavo sempre ciò che vedevo. Ma ai tempi del college smisi. Se vedevo qualcosa che catturava il mio interesse, cercavo di impararne l’essenza artistica piuttosto che emularne lo stile o l’esecuzione.

Come è cambiato il tuo stile da quando hai iniziato a illustrare in maniera professionale per la prima volta?

Ci sono stati due grossi cambiamenti. Prima di tutto ora sussiste una componente narrativa nelle mie opere, e poi presto più attenzione all’illuminazione. Il modo il cui luce e ombra lavorano insieme è correlato alla fotografia. E quindi sento che quest’ultima ha avuto un grande impatto sul mio lavoro.

In passato hai affermato di avere più confidenza con la fotografia. Tuttavia, non siamo riusciti a trovare album di scatti che hai pubblicato o mostre alle quali hai partecipato.

Ho avuto diversi lavori come fotografo di ambienti interni in passato, e ho anche rilasciato un album, sebbene sia stato autopubblicato.

Fotografia e illustrazione sembrano essere due forme d’arte separate per te. Hai mai disegnato le cose che vedi nella vita quotidiana invece di scattarle con una fotocamera? Ad esempio, immagini di oggetti o luoghi che ti attraggono?

Per me, la fotografia è tutto ciò che concerne il realismo. Mentre l’illustrazione si basa più sul disegnare un qualcosa che ho immaginato, e quindi che non esiste. Facciamo che io voglia fotografare un oggetto. Se lo faccio è per conservare la sua realtà e la sua ‘unicità’. Se lo disegnassi, esso perderebbe queste caratteristiche.

Quindi, fotografare riguarda catturare la realtà, mentre disegnare è più esprimere ciò che ho nella mia mente. E penso che questi due concetti siano molto differenti.

Colorful Dreams The Magic a 3:00 PM

In che modo pensi che il tuo passato nell’architettura abbia influenzato le tue capacità come artista?

In due modi, presumo. Prima di tutto mi ha insegnato a lavorare anche nelle ore notturne. E inoltre mi ha aiutato a ottenere una buona base di conoscenza sulla prospettiva e lo spazio.

Pensi che le tue illustrazioni sarebbero molto diverse ora se non avessi studiato architettura?

Onestamente, non penso di essere stato uno studente modello. Ho dovuto forzarmi. E quindi non credo che questo settore abbia influenzato molto le mie capacità artistiche. La fotografia, d’altra parte, ha avuto un’influenza maggiore.

Stai considerando di lavorare ad un nuovo Artbook? Magari incentrato su una prospettiva diversa da quella che avevi quando eri più giovane?

Quando stavo lavorando a “Colourful Dreams”, è stato come attraversare una sorta di primo amore. Come quando un ragazzo inizia a provare sentimenti romantici per la prima volta. Ma ora ho già tre figli, quindi, naturalmente, i miei disegni sono diversi. Chissà… forse il mio prossimo progetto sarà significativamente più ‘oscuro’? Se realizzassimo un sequel, esso potrebbe essere pieno di disperazione, orrore e sangue. Probabilmente.

Quali sono le origini del nome “VOFAN”?

Viene da un videogioco. Il gioco inizia con “VO” e io sono un “fan” del franchise. Quindi, “VOFAN”.

Sebbene Monogatari sia una serie dominata da personaggi femminili, molti fan dell’opera affermano che la ragazza migliore sia in realtà Kaiki. Le tue illustrazioni sono anch’esse incentrate su soggetti femminili, ma abbiamo sentito che eri solito disegnare anche ragazzi. Potresti dirci qualcosa in più, e se possiamo aspettarci altri personaggi come Kaiki in futuro?

Ero un ragazzo come tanti. Da piccolo mi piacevano i robot e i mostri. Successivamente, ho iniziato a divertirmi disegnando scene che coinvolgevano eroi, i classici protagonisti che vedresti in un manga Shounen. Poi, quando ho raggiunto la mia adolescenza, ho iniziato a disegnare personaggi femminili… e penso che anche quando avrò 80, 90 e 100 anni, le ragazze carine rimarranno i miei soggetti preferiti da raffigurare.

MonogatariAnime NYC

Quali sono stati i tuoi primi pensieri quando ti è stato assegnato il compito di illustrare le Monogatari Series? Eri già a conoscenza di Nisioisin?

Mi sono sempre piaciuti molto gli anime e i manga, quindi avevo già letto un’opera di Nisioisin prima di ricevere l’incarico. Il libro in questione si chiamava “Kubikiri Cycle”, della serie Zaregoto.

Ti è stata assegnata una linea guida per il processo di progettazione dei personaggi di Monogatari? E in che misura?

Gli editori mi hanno fornito delle note che mi dicevano quali personaggi disegnare. Ma spettava a noi discutere e decidere su questioni come quali pose e sfondi utilizzare.

Fra tutti i personaggi che hai progettato per il franchise di Monogatari, qual è quello per il quale ti sei più orgoglioso di aver dato alla luce?

Penso, probabilmente Shinobu… Mmm… Hachikuji… e Nadeko. Sì, più o meno questi tre.

Ci sono stati molti adattamenti manga e anime della serie Monogatari. Cosa ne pensi?

Diverse forme di media hanno un pubblico diverso e artisti diversi con altrettanti stili. E penso che siano tutti fantastici. Ma di solito faccio del mio meglio per non farmi influenzare troppo da loro. Anche se, a volte, prendo spunto quando vedo un lavoro migliore del mio.

Hai ricevuto anche l’incarico di illustrare Okitegami Kyoko, un romanzo recente scritto sempre da Nisioisin. Qual è stata la tua reazione? E cosa ne pensi dell’opera?

Questa serie è stata pensata per essere indirizzata a un pubblico diverso. Nisio voleva scrivere qualcosa che anche le ragazze avrebbero avuto piacere di leggere. Quindi, nelle mie illustrazioni, ho cercato di aggiungere alcuni elementi per attrarre il pubblico femminile. Mi sono concentrato più sull’aspetto estetico, con disegni dal tratto delicato. È stato un approccio diverso da quello che avrei adottato se il romanzo fosse stato orientato verso un’audience maschile.

Okitegami KyokoVOFAN

Per quanto riguarda la mia opinione. Trovo incredibile che il maestro Nisio possa scrivere così tante opere con così tanti stili diversi. A volte, mi chiedo se è veramente una singola persona. Per il lavoro che svolge potrebbe effettivamente essere un intero ufficio di dipendenti. Ma ci siamo conosciuti di persona, quindi posso confermarvi che in realtà è da solo.

C’è mai stato un caso in cui la tua interpretazione del design di un personaggio ha modificato la sua evoluzione caratteriale durante la narrazione?

Con i romanzi moderni è abbastanza frequente. Autore e artista si influenzano a vicenda. E, a volte, il primo potrebbe finire la descrizione di un suo personaggio solo dopo aver ricevuto il disegno di riferimento. È una situazione comune.

Anche se non è sempre così… per esempio, se un autore dovesse scrivere un romanzo con un personaggio femminile, tralasciandone una parte della descrizione fisica, e poi l’artista lo disegnasse con i capelli corti, mentre l’autore li vorrebbe lunghi. Situazioni del genere potrebbero sembrare un affronto nei confronti di colui che ha illustrato il personaggio.

Esiste un genere specifico di manga o romanzi che ti piacerebbe illustrare, ma che non hai ancora avuto l’opportunità per farlo?

Mi piacerebbe davvero provare qualcosa di oscuro e cruento. In passato ho illustrato diverse storie horror, e lavorare su questi progetti mi ha reso davvero felice perché è qualcosa di completamente diverso da quello che faccio di solito. Mi permette di mettermi alla prova, il che è molto stimolante.

Hai condiviso le tue opere online per un tempo incredibilmente lungo. Pensi che i social media siano diventati una risorsa vitale per gli artisti?

Penso che condividere il proprio lavoro in rete, in particolare su Twitter e Facebook, sia un qualcosa che tutti gli artisti dovrebbero fare. Tuttavia, se si investe troppo sui social media, si rischia di trascurare il proprio lavoro. Di conseguenza, presto attenzione ai social solo dopo aver finito i miei progetti, nel tempo libero. Non passo troppe ore su queste piattaforme.

Il tuo stile artistico è cambiato un po’ nel corso degli anni. In che modo sei riuscito a svilupparlo ed evolverlo?

Sono rimasto costante con gli esercizi e l’apprendimento. Devi trattarti come una specie di spugna, e pensare di non essere abbastanza bravo, assorbendo di continuo nuove conoscenze. Con il mio lavoro va sempre così: subito dopo aver finito di disegnare qualcosa, mi sento fiducioso, ma dopo aver guardato le opere di qualcun altro, lo sconforto prende il sopravvento. Oscillo sempre avanti e indietro in questo modo, ed è così che posso migliorare.

MonogatariAnime NYC

Nel ritrarre le emozioni dei personaggi, hai menzionato l’ascolto della musica per creare l’atmosfera giusta. Hai alcuni artisti o colonne sonore preferite che ascolti frequentemente o in alcuni determinati momenti per creare il giusto mood?

Tendo ad ascoltare musica leggera. Cose rilassanti, ma non del tipo che mi fanno addormentare, ovviamente. Uso spesso Spotify per riprodurre pezzi jazz o canzoni che sono attualmente popolari in Taiwan.

Preferisco che le mie playlist rimangano con un’atmosfera uniforme. Non mi piace quando la musica salta improvvisamente da qualcosa di rilassante a qualcosa di pesante o intenso. I brani che ascolto devono avere tutti lo stesso tono.

Se dovessi personificare il tè, che personaggio sarebbe?

Se il tè fosse una ragazza, eh? Hm… penso che sarebbe un personaggio che emana un profumo fragrante, morbido e gustoso. Qualcosa del genere.

Hai citato Makoto Shinkai come fonte d’ispirazione per la resa della luce nelle tue illustrazioni. Quale dei film di Shinkai ha risuonato di più in te, come artista?

Dei film che ho visto di Makoto Shinkai, quello che mi ha impressionato maggiormente è stato uno dei suoi primi lavori, Hoshi no Koe. L’ho trovato molto commovente. Anche se il suo stile artistico non era così raffinato come lo è nelle sue opere recenti, l’ambientazione e l’atmosfera sono state costruite molto bene. E a quel tempo, i suoi personaggi non erano particolarmente maturi o ben sviluppati. Tuttavia, l’opera è stata molto, molto toccante.

Inoltre, dal film ho appreso che l’arte non ha bisogno di essere estremamente dettagliata o accattivante. Fintanto che si può creare un ambiente come quello presentato in Hoshi no Koe, è abbastanza per impressionare e suscitare emozioni allo spettatore.

Però… avere ragazze carine nella tua opera rappresenta comunque un extra. Un vantaggio non indifferente.

L’arte è un campo che cambia sempre rapidamente. Senti la pressione di dover costantemente migliorare come artista?

Mi sembra di imparare sempre cose nuove, che si tratti di tecniche recenti o di stili artistici popolari. Continuo a studiare. Detto questo, allo stesso tempo, cerco di impedirmi di rimanere influenzato troppo da queste cose, o la mia arte potrebbe non avere più un mio stile personale. Quindi, nel tempo, apporto lentamente delle piccole modifiche.

Colorful DreamsThe Magic at 3:00 PM

Quali strumenti e programmi usi per lavorare?

Il mio computer o il mio tablet. Per quanto riguarda il software, utilizzo Clip Studio Paint. Mentre uso Photoshop per regolare i colori a lavoro ultimato… Ah, e anche per aggiungere degli effetti sfocati.

Qual è la cosa più insolita che hai disegnato?

Un uomo pieno di muscoli. Sicuramente non l’avete mai visto. Ma sembrava un po’ un Super Saiyan.

Com’è stata la tua prima volta a New York?

New York emana una certa sensazione, quella del passato che incontra il futuro, e lo trovo molto interessante. L’architettura antica è molto, molto vecchia, mentre quella moderna è all’avanguardia. E questo netto contrasto accende la mia ispirazione.

Come fotografo, c’è qualche posto a New York che ti piacerebbe visitare e fotografare?

Mi piacerebbe davvero andare da qualche parte… con strutture fatiscenti? Un luogo abbandonato. Ma questi tipi di posti non sono esattamente pubblicizzati per i turisti, quindi non so esattamente dove andare a New York per trovare un ambiente simile. Tutto quello che so è che, ad esempio, Detroit ha molte fabbriche abbandonate. Quindi direi qualcosa del genere. Ma non so dove potrei trovare un posto con queste caratteristiche.

Anche se, ho davvero molta paura di essere fermato dalla polizia americana. Ho incontrato alcune volte la polizia a Taiwan mentre scattavo delle foto. Ma lì sono molto gentili, chiaccherano un po’ con me e poi mi permettono di continuare a lavorare.

Ci sono posti a Taiwan che hanno influenzato la tua arte?

Vengo da Tainan e attualmente vorrei disegnare quella città. Ma hai presente quando non presti abbastanza attenzione al luogo in cui sei cresciuto? Ad esempio, quando ci troviamo altrove siamo molto più attenti a ciò che ci circonda. E penso che sia un peccato. Sono sicuro che ci siano molti cittadini di New York che non hanno ancora esplorato Broadway.

Qual è un posto a Taiwan che ritieni debba essere visitato da ogni turista? E perché?

Mi piacciono molto Yilan, Hualien e Taitung, le regioni lungo la costa orientale di Taiwan. Ma a differenza di quella occidentale, dove c’è una ferrovia ad alta velocità, beh, qui i trasporti non sono così all’avanguardia. Quindi sembra un po’ un luogo separato dal resto del mondo. Sento che la maggior parte dei turisti che vanno a Taiwan soggiornano tutti a Taipei. E penso che sia un vero peccato. Dovrebbero andare a visitare anche l’altra faccia del paese.

Colorful DreamsVOFAN

Se dovessi rimanere bloccato su un’isola deserta, quali tre personaggi che hai illustrato ti piacerebbe avere al tuo fianco per rimanere al sicuro fino all’arrivo dei soccorsi?

(Ride) Oh, oddio… Hmm… Shinobu, penso. La versione adulta, quella giovane e quella ancora più piccola. Sono tutte molto diverse.

Come accennato in precedenza, Makoto Shinkai per te rappresenta una fonte d’ispirazione. Vertical ne era a conoscenza quando ti hanno contattato per illustrare il romanzo “Hoshi no Koe”? O li hai contattati tu personalmente?

Quando ho lavorato con la Vertical, in passato ho espresso la mia ammirazione verso i lavori del maestro Shinkai.

Lin-san (Editor di VOFAN): Non ne erano a conoscenza.

Mh?

Lin-san: Non lo sapevano affatto. È stata una mera coincidenza.

Aspetta, davvero?

Lin-san: Sì, davvero.

Oh, capisco. Quindi sarebbe dovuto…

Lin-san: L’hanno scoperto dopo. E ne sono rimasti scioccati.

Ah. Per tutto questo tempo ho pensato che la Vertical sapesse del mio interesse nei confronti del maestro Shinkai. Questa è la prima volta che sento il contrario. Sono molto grato che mi abbiano dato una tale opportunità.

Lin-san: Per spiegare un po’ come sono andate le cose: alla Vertical piace avere copertine completamente originali per i loro romanzi, e hanno pensato che il lavoro di Shinkai fosse abbastanza compatibile con lo stile di VOFAN. Quindi hanno deciso di verificare la sua disponibilità. Quando mi contattarono, io dissi loro che la risposta sarebbe stata quasi sicuramente positiva. È stata una pura coincidenza. Un miracolo, davvero. Un miracolo.

Intervista VOFANAnime NYC

Cosa pensi ti porterai dietro da quest’esperienza all’Anime NYC?

Sento che c’è un valore aggiunto nel partecipare ad eventi come questo. Puoi incontrare persone provenienti da così tanti paesi diversi, con tutti che hanno una propria visione. Opinioni che potrebbero differire dalle mie o da quelle delle persone a Taiwan, in Asia. E penso che sia un qualcosa di prezioso.

Ad esempio, come colui che prima ha definito ‘mostri’ le due divinità. Lo trovo davvero molto interessante, perché la maggior parte della persone a Taiwan li avrebbe riconosciuti. Mentre lui non lo sapeva per via delle due culture completamente differenti.

Ci sono anime, manga o romanzi che hanno attirato la tua attenzione negli ultimi anni?

Per quanto riguarda gli anime… Mi piace molto Gurren Lagann. E direi anche i lavori di Satoshi Kon.

Se ti è concesso dirlo, cosa possiamo aspettarci da te in futuro?

Il mio prossimo lavoro, huh? Per come mi sento ora, penso che sarei piuttosto interessato a creare un’opera che possa combinarsi con “Colorful Dreams”. Un altro progetto potrebbe essere l’Artbook dedicato alle Monogatari Series. Quindi, per il momento, direi potenzialmente queste due cose.

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