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Il fiore di ciliegio nella cultura giapponese

Hanami in giappone

In questi giorni i fiori di ciliegio 桜 invadono interi quartieri giapponesi. Infatti la fioritura del 2019 è iniziata a gennaio a Okinawa e ha raggiunto Kyoto e Tokyo tra marzo e aprile, per arrivare poi nel nord del Paese.

La stagione in cui sbocciano i fiori di ciliegio è quella più amata dai turisti che visitano il Giappone. Lo spettacolo degli alberi fioriti non si esaurisce al calar del sole: per esaltare la magia dello yozakura, letteralmente “fiori della notte”, a Tokyo vengono predisposte particolari illuminazioni che creano scenari da fiaba. Anche i residenti, che dovrebbero essere abituati all’atmosfera notturna, non riescono a resistere al fascino di questo fenomeno.

Yozakura
Yozakura

Sakura

Esiste una grande varietà di fiori di ciliegio in Giappone di cui la più famosa prende il nome di Somei Yoshino, con caratteristici fiori bianchi e sfumature rosa pallido, che fiorisce e sfiorisce nel giro di una settimana e i cui petali, una volta caduti, creano una magnifica pioggia floreale ricoprendo di rosa le strade, i corsi dei fiumi e gli splendidi parchi.

Sakura in fiore
Sakura in fiore
Picture © Elena Paoletta

Oggi è il ciliegio per antonomasia, ma in realtà si tratta di una varietà nuova che ha cominciato a diffondersi all’inizio del periodo Meiji. Il primo a diffondere in tutto il Giappone la varietà fu appunto Somei Toshino, un negoziante di piante di Someimura, tra la fine del periodo Edo e l’inizio del periodo Meiji. Inizialmente conosciuta come Yoshinozakura, in seguito le venne attribuito il nome Somei Yoshino per poi essere nota in tutto il mondo con il nome di Sakura.

Cimitero di Aoyama
Cimitero di Aoyama
Picture © Elena Paoletta

Il termine giapponese sakura, significa “bocciolo di ciliegio”, un simbolo di prosperità nella cultura giapponese. Con sakura si indica in particolare il fiore ma anche l’albero di ciliegio giapponese (Prunus serrulata); il termine corrisponde al kanji 桜, tuttavia viene spesso scritto usando l’alfabeto hiragana, さくら (mentre in katakana è サクラ). Alternativamente, può risultare dalla combinazione di più kanji, come ad esempio 咲 (saku, “bocciolo”) e 良 (ra “buono”, “virtuoso”, “rispettabile”).

Il Sakura è il ciliegio giapponese per eccellenza e sulla sua fioritura si basano le previsioni di fioritura di tutti gli altri ciliegi.

Un’altra varietà è quella del Sakura invernale o fuyuzakura che fiorisce invece in autunno continuando, in modo sporadico, durante l’inverno.

Ulteriori varietà del fiore sono yamazakura, dai grandi fiori con petali rosa, yaezakurashidarezakura, dai rami che cadono a cascata.

Il più grande di tutti i ciliegi giapponesi si chiama Jindai Zakura ed è situato nel Jissou Temple, nella città di Shizuoka a sud-ovest di Tokyo; ha duemila anni e una circonferenza del tronco di 13 metri e mezzo.

Giardino dell'imperatore di Tokyo
Un maestoso sakura nel giardino dell’Imperatore a Tokyo
Picture © Elena Paoletta

Il ciliegio primaverile non dà frutti, ma ne compensa la mancanza con la bellezza dei fiori.

Il Sakura è stato a lungo celebrato da poeti e artisti, in quanto simbolo del mono no aware, una raffinata sensibilità interiore verso la caducità della vita e della bellezza, protagonista di tanta letteratura classica nipponica:

“Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna” sono i versi di una famosa poesia di Yosa Buson.

Sakura è anche un nome proprio femminile in Giappone e non a caso è conosciuto grazie ad alcune protagoniste di film, romanzi e serie animate giunte in Occidente.

Card Captor Sakura

La festa dell’Hanami

In Giappone il ciliegio rappresenta un importante elemento culturale, giacché è stato nominato albero nazionale e vi è una millenaria festa tradizionale ad esso dedicato: l’Hanami, conosciuta anche come Notte del Ciliegio.

Il termine è formato dalla particella “hana” che vuol dire appunto fiore, mentre “mi” significa vedere (花見 “guardare i fiori”), per questo l’hanami è la tradizionale usanza di osservare la fioritura dei ciliegi. Sebbene il termine possa essere interpretato in modo generico, in Giappone si usa esclusivamente per i ciliegi che fioriscono in primavera.

Hanami ad Hiroshima
Hanami ad Hiroshima
Picture © Elena Paoletta

La tradizione ha origini lontane: secondo una leggenda, intorno al VII secolo a.C., un sacerdote di nome En-no Ozuno si recò sulle colline di Yoshino per piantare i primi ciliegi e, per proteggerli, lanciò una maledizione a tutti coloro che avessero osato abbatterne uno.

Inizialmente la celebrazione dell’hanami era circoscritta ai nobili e alla corte reale, ma con il tempo è divenuta un’usanza del popolo e ancora oggi è una delle ricorrenze più attese, tanto da attirare turisti da ogni parte del mondo.

Nei giorni della fioritura, gli abitanti del Giappone si dedicano a pic-nic all’ombra dei ciliegi, trascorrendo del tempo piacevolmente. 

I festeggiamenti prevedono che sotto ogni albero fiorito venga steso un telo di plastica azzurro, ci si rilassi sotto una cascata di petali e ci si ritagli un po’ di spazio per stare con le persone care godendosi del buon cibo all’aperto.

Hanami nel parco di Ueno
Hanami nel parco di Ueno a Tokyo
Picture © Elena Paoletta

Vengono utilizzati teli in PVC o teli occhiellati, sono impermeabili e molto resistenti, quindi anche utili da usare per il pic-nic e in caso di prato bagnato per via della pioggia. Di solito vengono utilizzati quelli di dimensioni abbastanza ampie (ad esempio da 180cm x 280cm) anche se le persone che partecipano all’evento sono poche perché questa è la grandezza standard.

Durante la celebrazione dell’hanami vi è infatti l’usanza di preparare e consumare all’ombra dei ciliegi dei dolcetti tipici della tradizione giapponese chiamati Sakura-mochi, composti da un impasto di farina di riso colorato di rosa acceso, al cui interno vi è una farcitura dolce a base di fagioli rossi. Il dolcetto è avvolto e confezionato con una foglia di ciliegio giapponese e si consuma accompagnato da sakè, il famoso distillato di riso, o birra giapponese.

Sakura-Mochi
Sakura-Mochi

Altra usanza particolarmente diffusa è per le persone che decidono di sposarsi in primavera: far bere agli sposi un infuso a base di fiori di ciliegio è infatti un augurio di fertilità e felicità coniugale.

Originariamente l’Hanami veniva festeggiato dai nobili, dai samurai e dagli intellettuali. Fu Saga, il cinquantaduesimo imperatore del Giappone che regnò dall’809 all’823, ad organizzare per primo feste e danze sotto gli alberi di ciliegio. Successivamente i festeggiamenti vennero aperti a tutti tramutandosi man mano nella ricorrenza di oggi, celebrata da gran parte dei giapponesi che, da un lato ricorda con sguardo malinconico la caducità della vita, dall’altro celebra il risveglio della natura in primavera e con esso la vita stessa.

Hanami di    Yamazaki Toshinobu
Hanami di Yamazaki Toshinobu (1857 -1885)

L’Hanami, al di là dell’aspetto malinconico, è una ricorrenza allegra ed è a tal punto amata che esiste persino un meteo dei fiori, il Sakura Zensen, che segue la loro fioritura da Okinawa a Hokkaido.

La festa dell’hanami rappresenta per i giapponesi la brevità della vita

I fiori di ciliegio sono qualcosa di effimero, destinati a spegnersi presto, quindi il loro significato principale è che la vita si conclude in fretta e per questo va apprezzata e vissuta in modo intenso.

Sakura giapponesi
Picture © Elena Paoletta

In Giappone con l’Hanami si celebra la rinascita della natura e al tempo stesso la presa di coscienza della caducità delle cose. Quello del ciliegio è un fiore simbolo della nascita, perché capace di crescere prima e in modo più sgargiante degli altri, allo stesso momento però è un fiore tanto delicato e fragile che può essere sradicato da un semplice alito di vento.

Un fiore che rappresenta la stessa esistenza umana che, dopo un momento di splendore, si stacca dall’albero e torna alla terra per riconciliarsi simbolicamente con il suolo.

Aprile in Giappone è il mese in cui terminano le scuole, in cui gli studenti si preparano al passaggio alla scuola superiore o all’università quindi per loro è usanza recarsi sotto gli alberi di ciliegio in fiore per attirare la buona sorte.

Hiyoshi Campus
Hiyoshi Campus: Università di Keio a Yokohama

Aprile è il mese della primavera ( in giapponese haru 陽”sole, Luce del sole”, 春”primavera” o 晴”chiaro”), un periodo di passaggio verso una nuova vita e il fiore di ciliegio può diventare in questo senso anche fiore della speranza.

Fiori di ciliegio giapponesi
Picture © Elena Paoletta

Anticamente lo era per un raccolto di riso abbondante e prospero, oggi soprattutto di prosperità e di successo negli studi e nella carriera.

Delle tante varietà di fiori di ciliegio, la Somei Yoshino con i suoi cinque petali rosa è senza dubbio la più apprezzata. Nella sua perfezione, questo tipo di fiori racchiude simbolicamente quelle che sono considerate le virtù principali di un samurai: lealtà, purezza, coraggio e onestà. Si pensava che il Samurai assomigliasse al fiore di ciliegio perché, come “lui”, era disposto a perdere la vita e a staccarsi dalla materialità del mondo effimero in nome dei suoi principi. La morte in tale ottica non veniva vissuta come qualcosa di negativo, ma come una rinascita a vita eterna tramite il sacrificio.

È straordinaria l’associazione tra il significato dei fiori rosa e questa figura chiave della cultura nipponica. Proprio come un Somei Yoshino, un guerriero deve essere pronto a sacrificare la sua vita nel pieno del suo splendore, in nome di un ideale superiore. Non è un caso che durante le battaglie i samurai portassero la effigie del fiore di ciliegio scolpita sulle proprie armature o che questo fosse utilizzato come simbolo dai Kamikaze durante la Seconda Guerra Mondiale, nel loro estremo e tragico atto di dedizione nei confronti del proprio Paese.

Aereo Kamikaze giapponese Seconda Guerra Mondiale
Aereo Kamikaze della Seconda Guerra Mondiale

Per la loro bellezza e per l’importanza dei tanti significati, i fiori di ciliegio sono tra i preferiti anche da chi sceglie di farsi un tatuaggio. Belli, colorati, intriganti, rappresentano un inno a un’esistenza da vivere sempre al massimo, assaporando attimo dopo attimo e sono un complemento tra gli ornamenti più ricercati.

Anche a Roma si possono ammirare dei bellissimi Sakura. Al laghetto dell’Eur ogni anno si assisteste a questa spettacolare fioritura grazie ai sakura donati dalla città di Tokyo.

Il parco del lago è invaso da molte persone che vogliono ammirare i fiori rosa e bianchi cercando di festeggiarli come si usa fare in Giappone. Molti indossano colorati kimono o fanno cosplay durante i pic-nic preparati appositamente nei bento.

Cosplay al Laghetto dell’Eur a Roma
Cosplay al Laghetto dell’Eur a Roma
Picture © Elena Paoletta

Nei limiti del possibile cerco di non mancare a questo appuntamento primaverile che mi rievoca cari e dolci ricordi.

La primavera 2017 resterà infatti per sempre impressa nei miei pensieri e nel mio cuore proprio grazie all’immagine dei tanti ciliegi in fiore visti in Giappone.

Shinjuku Gyoen
Io a Shinjuku Gyoen a Tokyo (aprile 2017)
Picture © Elena Paoletta

Mi tornano in mente la poesia, la bellezza eterea e la delicatezza che non hanno tempo ma sono sempre attuali in un Paese con un forte contrasto tra passato, presente e futuro. Sono lì, eterne e assolute, in un mondo dove volano petali di fiori di ciliegio.

spettacolo dei ciliegi in fiore

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