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Il punto su Dr. Stone

INTRODUZIONE E STORIA EDITORIALE

     Si è appena conclusa la messa in onda della seconda stagione di Dr. Stone e, nel frattempo, il manga è giunto al ventesimo volume, con un arco narrativo, se non finale, certo determinante. È dunque un buon momento per tirare le somme.

     Il manga, scritto da Inagaki Riichirō e disegnato da Boichi, è pubblicato in Giappone su “Weekly Shonen Jump” dal 2017. L’edizione italiana, targata Star Comics, è attualmente al quindicesimo numero. L’anime è una produzione della TMS Entertainment, per la regia di Iino Shin’ya. Noi possiamo guardarlo su Crunchyroll.

     Si tratta di una storia di fantascienza apocalittica con protagonista un ragazzino. Niente di originalissimo, dunque. Il risultato finale, però, è un ottimo prodotto, grazie ad alcune idee particolari e a un sapiente equilibrio tra i vari ingredienti narrativi.

TRAMA, TEMI, STILE

     In un giorno come tanti altri l’intera umanità viene pietrificata da un misterioso raggio. Trascorrono più di tremila anni e della nostra civiltà non rimane ormai più nulla. La Terra è tutta una giungla.

La pietrificazione di Taiju.
(Dettaglio dal manga.)

     Il giovane Senku si risveglia infine dalla pietrificazione. Durante tutto questo tempo è riuscito a rimanere cosciente, semplicemente contando. Per accettare questa cosa persino l’otaku più incallito necessita di una bella sospensione dell’incredulità. Di Senku, però, viene detto subito che è un individuo fuori dal comune: un genio assoluto e un fanatico della scienza (peraltro figlio di un valente astronauta). Riesce dunque a sopravvivere con facilità anche in un mondo tornato alla preistoria, come un novello Robinson Crusoe. Poiché nella sua mente è contenuto l’intero bagaglio di conoscenze della razza umana, in breve tempo si procura fuoco, cibo, vesti, tetto, armi.

     Dopo Senku si risveglia l’amico Taiju, il quale, diversamente da lui, è uno scioccone (anche se forzutissimo). Come ha fatto allora a tenersi cosciente durante la pietrificazione? Ecco il primo esempio del modo in cui Dr. Stone (cosa probabilmente non gradita a tutti) affianchi trovate rigorosamente scientifiche ad altre puramente umoristiche. Taiju, infatti, al momento della catastrofe, stava per dichiararsi alla ragazza del suo cuore… E sappiamo bene quanto impegnativo ciò possa essere per l’imbranatissimo adolescente giapponese tipico dei manga. Sì, tanto da togliergli il sonno per più di tremila anni.

Il risveglio di Taiju.
(Dettaglio dal manga.)

     In seguito, molte altre persone si risveglieranno o verranno risvegliate. Inoltre, faranno la loro comparsa anche degli esseri umani, fermi all’età della pietra, la cui esistenza è inspiegabile. (La genesi di questa stirpe è una delle idee più affascinanti e commoventi dell’intera serie.) A loro Senku rivelerà le meraviglie della civiltà perduta: dal telefono all’automobile, dall’antibiotico al ramen.

Senku spiega al primitivo Chrome l’elettricità.
(Dettaglio dal manga.)

     I primitivi, però, non ne diventano succubi. Intraprendenti e indipendenti, sapranno fare le proprie scoperte e le proprie invenzioni. Ciò anche grazie allo stesso Senku, che non si fa passare per uno stregone e condivide le proprie conoscenze in maniera democratica. Questo è il tratto più interessante del protagonista: estremamente razionale e ostentatamente cinico, è in realtà un idealista sorretto da una fede incrollabile nell’umanità e nel progresso.

     Tale fede è alla base del contrasto fra lui e il suo antagonista Tsukasa. Il dilemma etico è tutt’altro che banale: è meglio riportare l’umanità dove si era fermata e permetterle di autoregolarsi o far sì che un unico “uomo forte” decida cosa è meglio per tutti, richiami in vita solo i più meritevoli e crei una società ideale ferma allo stato di natura? La “guerra” tra l’Impero della Scienza di Senku e l’Impero della Forza di Tsukasa è appunto argomento della seconda stagione dell’anime.

L’Impero della Forza di Tsukasa.
(Dettaglio dal manga.)

     Non mancano dunque gli spunti riflessivi a una vicenda già ricca di momenti avventurosi, umoristici, emozionanti. Tra questi ultimi colpisce particolarmente quello, davvero toccante, in cui i primitivi scoprono la musica, ascoltando un disco inciso millenni prima.

La commozione di Chrome al racconto delle meraviglie della tecnica e della loro scomparsa.
(Dettagli dal manga in un mio montaggio. Lettura da destra a sinistra.)

     A tutto ciò si affiancano i risvolti “didattici”: ogni nuova realizzazione di Senku viene infatti illustrata, con tanto di tecnicismi, schemini e mascotte. Occorre un certo sforzo per accettare che sia possibile realizzare in quattro e quattr’otto un carro armato partendo da poche materie prime e utensili rudimentali (tanto che il disclaimer “non fatelo a casa” sembra una presa in giro). Tuttavia, più della fattibilità, conta che i princìpi scientifici siano autentici e che tutto ciò ci porti a riconsiderare le meraviglie della tecnica che troppo spesso diamo per scontate. Inoltre, queste parti didattiche sono organicamente inserite in una trama ben costruita, diversamente da quanto accade in altri edutainment, come il pur meritevole Cells at work.

Come costruirsi un cellulare… in POCHE SEMPLICI MOSSE.
(Dettaglio dal manga. Lettura da destra a sinistra.)

     Il punto debole di Dr. Stone, semmai, sta nella sua evidente struttura a “livelli”, in cui una difficoltà porta al conseguimento di una tecnologia, ma solo per trovarsi di fronte a una nuova difficoltà. In più, ogni volta, vengono introdotti nuovi avversari e nuovi alleati: nel manga i personaggi sono ormai così tanti che risulta difficile affezionarsi a loro. A maggior ragione per il fatto che gli ultimi arrivati tolgono spazio ai primi, i quali erano molto meglio delineati e quindi più accattivanti.

CONFRONTO TRA MANGA E ANIME

    Bisogna però dire che, graficamente, i personaggi sono tutti ben caratterizzati. L’intero manga è splendidamente disegnato, con vette di eccellenza appunto nelle caratterizzazioni, negli indispensabili paesaggi preistorici, nelle intense splash-page e nelle frequenti transizioni tra il registro realistico e quello caricaturale.

Vestigia di un passato perduto.
(Dettaglio dal manga.)

     L’anime è del pari ben realizzato, anche se a volte sembra tradire una certa fretta, forse dipendente da un budget non adeguato. Alcune sequenze appaiono infatti piuttosto sbrigative, e il character design, avendo un segno molto più pulito rispetto a quello del manga, finisce per staccare troppo i personaggi dai bei fondali pittorici (che hanno invece il merito di non far rimpiangere i suggestivi equivalenti in bianco e nero del fumetto). Tuttavia tali pecche non sono gravi: complessivamente funziona.

     Il doppiatore di Senku merita una menzione particolare per come ha dato vita alla risatina sprezzante e sarcastica del protagonista. Le musiche fanno il loro dovere senza essere invadenti: si fa largo impiego di zampogne e percussioni dal sapore etnico, si ha qualche incursione nell’hip-hop… e poi c’è quella canzone.

Natura incontaminata nei preziosi sfondi. In primo piano il bestiale ma nobile Tsukasa.
(Visual.)

     Restano perplessità sull’adattamento. La prima stagione animata constava di 24 episodi, la seconda solo di 12: e sono arrivate a coprire meno della metà del cartaceo, tuttora in corso. Pur essendone stata già annunciata una terza, è difficile credere che l’anime possa arrivare in fondo, se non a prezzo di crudeli sforbiciate.

CONCLUSIONI

     In definitiva, Dr. Stone non ha preso direzioni che non fossero prevedibili. Se non ne siete rimasti coinvolti all’inizio, difficilmente i nuovi sviluppi potranno interessarvi, quindi potete fare a meno di tornarci. Se invece volete partire da zero, l’anime può essere il modo migliore per farvi un’idea senza perderci troppo tempo né denaro; ma, nel caso poi vi appassioniate, prendete in considerazione di recuperare la versione cartacea.

     Lasciatemi infine aggiungere, in tutta franchezza, che questa serie può essere davvero esaltante. Trasmette una fiducia nel progresso sfacciata e ottimista fino a risultare quasi irritante, che, però, in un mondo preda di cambiamenti climatici, di disuguaglianze sociali e di una pandemia senza precedenti, racchiude un messaggio prezioso per chiunque.

L’Impero della Scienza alla riscossa.
Notare la bandiera raffigurante un’astronave, i rudimentali occhiali di Kinrō e la formula sul bavero di Senku.
(Visual.)

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