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Boruto e Ōtsutsuki: la storia si ripete?

La vera forma di Jigen nel capitolo 35.

Il legame tra Boruto, Ōtsutsuki e contenitore. Un piccolo approfondimento sul capitolo 35 del manga.

Il finale di Naruto è stato certamente uno degli aspetti che ha maggiormente diviso i fan tra critici e adulatori. Secondo i primi la qualità del capolavoro di Masashi Kishimoto sarebbe notevolmente aumentata se il mangaka avesse deciso di rendere Madara il villain finale, il nemico più importante e imponente dell’intera opera. Sconfitto quest’ultimo, il protagonista avrebbe realizzato il suo sogno di essere riconosciuto da tutti, diventare Hokage e garantire la pace nel suo Villaggio e nel mondo ninja. Tuttavia il maestro aveva un altro progetto, non è chiaro se spontaneo o suggerito da qualche collaboratore. Si tratta di Kaguya, la progenitrice del chakra. Insieme a lei, Kishimoto ha introdotto il clan degli Ōtsutsuki, una specie aliena di essere superiori che vogliono, come avviene nelle narrazioni tradizionali, dominare la terra. Nello specifico in Naruto è stata approfondita esclusivamente e parzialmente la vicenda della Dea Coniglio.

Un’altra linea di pensiero.

Secondo gli adulatori, al contrario, l’introduzione di Kaguya è risultata necessaria al fine di fornire completezza alla storia. Grazie a lei, infatti, l’autore ha potuto spiegare la discendenza dei due protagonisti, di Madara e di Hashirama. Inoltre ha potuto approfondire l’origine del chakra e della leggenda di Rikudō Sennin, l’Eremita delle Sei Vie della Trasmigrazione Hagoromo. Infine è stato possibile esplorare il passato dei nove Bijū e del Jūbi, nonché il motivo che ha portato Naruto e Sasuke a scontrarsi spietatamente. L’assenza della Dea Coniglio avrebbe quindi, secondo questa linea di pensiero, lasciato troppe questioni aperte e generato molto malumore nei lettori.

Per far cessare la disputa non si può far altro che rispettare la decisione del mangaka e accettarla.

Gli Ōtsutsuki.

Kaguya vede in Naruto e Sasuke i propri figli. Naruto, capitolo 681.

Kishimoto in verità fornisce solo alcune informazioni su Kaguya e il suo clan, lasciando molti aspetti avvolti nel mistero. È come se il maestro avesse fretta di concludere un manga che aveva alle spalle più di un decennio di successi. Dopo aver narrato gli eventi essenziali per comprenderne il finale, infatti, il mangaka non entra nei dettagli su alcuni argomenti stimolanti quali il luogo di provenienza degli Ōtsutsuki oppure le loro differenze rispetto ai semplici umani.

I primi approfondimenti: i film.

Se da una parte ciò rappresenta indubbiamente una mancanza, dall’altra lascia amabilmente aperte le porte a un seguito. Quest’ultimo, naturalmente, non si è fatto attendere. Già pochi mesi dopo la fine della serializzazione del manga, con The Last: Naruto the Movie viene introdotto Toneri, ultimo discendente di Hamura Ōtsutsuki. Ma è soprattutto con il film Boruto: Naruto the Movie, trasmesso per la prima volta in Giappone l’anno successivo, che le vicende del clan di Kaguya iniziano a essere esplorate. In questa pellicola compaiono Momoshiki e Kinshiki, giunti sulla terra per riprendere il chakra della Dea Coniglio, ossia per assorbire i Bijū. Questo film, la cui trama è narrata anche nel manga scritto da Ukyo Kodachi e disegnato da Mikio Ikemoto, introduce alcune importanti novità.

Innanzitutto si scopre, o meglio, si conferma l’esistenza di altri membri del clan Ōtsutsuki, finora solo accennata. In secondo luogo viene delineata una caratteristica fondamentale di questi esseri: cibarsi di chakra per diventare più forti. Momoshiki spiega che è in grado di assorbire il chakra dagli altri esseri viventi per potenziarsi. Così, messo in difficoltà da Naruto e dagli altri Kage, decide di assimilare il suo compagno Kinshiki nella speranza di sconfiggere i suoi avversari.

Boruto: Naruto Next Generations.

Attratto da questo mondo ancora misterioso, Ukyo Kodachi decide di far svolgere al clan Ōtsutsuki un ruolo centrale anche in Boruto. Nell’ultimo capitolo pubblicato, il numero 35, viene mostrato Sasuke che, grazie al suo Rinnegan, riesce a raggiungere un luogo segreto in un’altra dimensione, apparentemente una base di quel clan. Qui l’Uchiha scopre che gli Ōtsutsuki viaggiano sempre in coppia, come avvenuto con Momoshiki e Kinshiki. Tuttavia il compagno di Kaguya non è stato ancora trovato. È quindi possibile che si stia nascondendo tra i ninja e, in particolare, tra i membri di Kara.

La storia si ripete.

Alcuni fan non hanno apprezzato molto questo passaggio. In effetti sembra che gli autori non abbiano più immaginazione e di conseguenza debbano ripercorrere i passi del maestro Kishimoto. Ancora un Ōtsutsuki, un ennesimo nemico alieno che attacca la terra. Molti rimpiangono le origini di Naruto, quando gli avversari erano scelti tra comuni ninja e non bastava un ninjutsu per distruggere un intero villaggio. Questi ricordano con nostalgia Zabuza, Haku, Kimimaro e il Quartetto del Suono, Kabuto, Orochimaru. Shinobi sicuramente eccezionali, ma senza poteri divini.

Naturalmente nella seconda parte di Naruto il mangaka ha deciso di intraprendere una strada differente, potenziando sempre di più i protagonisti. È quindi naturale che i nuovi villain debbano avere delle doti eccezionali, come accade con Jigen, il leader di Kara. Quest’ultimo è un essere fuori dal comune, possessore di Karma, il misterioso segno che, quando attivato, dona straordinari poteri. Tuttavia dal capitolo 35 sembra trasparire che sia proprio lui il compagno di Kaguya. Oltre a ciò bisogna aggiungere anche il riutilizzo della figura del Jūbi, da cui Jigen assorbe energia. È la storia di Naruto che si ripete.

Utsuwa, il contenitore.

In verità esistono diversi elementi innovativi, il principale dei quali è certamente il contenitore, utsuwa, rappresentato da Kawaki. Negli ultimi capitoli del manga si è scoperto che questo è in qualche modo legato al mondo degli Ōtsutsuki. In particolare Jigen, quando scopre che Boruto possiede Karma, afferma che anche Momoshiki ha scelto il suo contenitore. Segue una tavola che mostra Boruto, privo di vita, e Momoshiki che lo manovra come un marionettista. Ciò lascia intendere che il contenitore sia un essere che dovrà ospitare il chakra o l’anima di un Ōtsutsuki.

Jigen parla con il Jūbi. Boruto, capitolo 35.

Non è ancora chiaro se il rapporto tra i due diverrà come quello tra Bijū e Jinchūriki oppure se la coscienza del contenitore sarà completamente annullata. Così come non è stato specificato il motivo per cui Jigen e Momoshiki hanno bisogno di un contenitore. Per quanto riguarda il secondo, si può supporre che, in punto di morte, abbia visto in Boruto una via per sopravvivere, forse l’unica scelta possibile. Per Jigen, al contrario, la necessità di trovare un contenitore, sottolineata più volte dallo stesso personaggio, può essere legata alla sua volontà di farsi “mangiare” dal Jūbi, come affermato nell’ultimo capitolo.

Si tratta quindi di un elemento che, sommato ad altri quali Karma, l’identità di Koji, Kara, contribuisce a differenziare notevolmente la storia di Boruto da quella di Naruto, senza dimenticare che il punto d’arrivo dovrà essere lo scontro tra Boruto e Kawaki sui volti distrutti degli Hokage.

Per rimanere sempre aggiornati con il manga di Boruto si possono seguire le release mensili sul sito ufficiale Mangaplus!

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