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Da sempre in lotta: armi tradizionali negli anime

Il Giappone ha una lunga storia legata alle armi tradizionali, che sono apparse anche in numerosi anime nel corso del tempo. Diamo un’occhiata ad alcune di esse.

Come molte altre nazioni, anche il Giappone ha una lunga storia di guerre e armamenti. Le armi e le tattiche militari nipponiche si sono evolute in seguito a diversi scontri, sia interni che esterni. Di conseguenza non sorprende che parte di questa storia sia presente anche nella tradizione degli anime. Molto spesso, infatti, questi si concentrano sul combattimento, e molte delle armi tradizionali giapponesi sono messe in risalto all’interno di essi. Diamo quindi un’occhiata ad alcune tra le più famose, e agli anime in cui possono essere ammirate. Partiremo da una delle armi tradizionali più conosciute, la katana.

Katana (Nihontou)

Katana

Quello che comunemente si sa della katana è l’essere una lunga spada curva, con una sola parte affilata. Tecnicamente, in giapponese la parola katana si riferisce ad un più vasto insieme di spade, mentre quella a cui noi occidentali ci riferiamo comunemente con il nome katana è in realtà chiamata nihontou. È ovviamente legata in maniera molto forte ai samurai, di cui ha costituito per molto tempo l’arma principale; è unica tra tutte le spade appunto per forma e produzione. La katana è, diversamente dalle altre spade di questo periodo, visto che è affilata solo su un lato.

La forma ricurva della katana, derivante dalla modalità con cui viene forgiata (e ulteriormente accentuata dall’impugnatura, che può essere circolare o ellittica e lunga quanto basta per una presa con entrambe le mani), favorisce il combattimento ravvicinato (grazie alla fluidità e rapidità con cui può essere utilizzata). I samurai erano in grado si sguainare quest’arma e colpire l’avversario in un solo fendente, rendendoli molto temibili sul campo di battaglia. La katana era di solito accompagnata da un’arma minore , la Wakizashi (o il tanto, a seconda delle dimensioni).

Uno degli aspetti che rendono unica quest’arma è proprio la sua realizzazione; queste spade erano create, nell’antichità, a partire da un particolare metallo giapponese, chiamato tamahagane (una speciale lega che necessita di giorni per essere realizzata). Una delle fasi più critiche è la piegatura del materiale, in cui il fabbro deve continuamente riscaldarlo e martellarlo, per purificarlo. La lama è poi rivestita di un impasto d’argilla prima di essere temprata nell’acqua.

Successivamente il metallo si indurisce e inizia a curvarsi in alcuni punti, visto che la differenza nella sua densità permette la contrazione in alcune parti piuttosto che altre. Si passa quindi alla lucidatura, che dura diverse settimane, durante le quali si lucida e affila sempre più la lama.

Inutile dire che quest’arma leggendaria si può trovare in molti anime.

Ruroni Kenshin: Meiji Kankakun Romantan

Himura Kenshin che brandisce una nihontou

Si tratta di un anime in cui la katana è praticamente essa stessa un personaggio a tutti gli effetti. La trama si focalizza su un samurai che in precedenza era un assassino. Nonostante non sia del tutto realistica come serie, in essa vengono mostrate molte interessanti tecniche di utilizzo di quest’arma. Il protagonista, Himura Kenshin, brandisce una katana unica, denominata sakabato. La sua particolarità è che la parte affilata è la posteriore e non l’anteriore, com’è la normalità; questo gli permette di utilizzare tutte le sue katana tradizionali senza ferire nessuno.

Samurai Champloo

Katane presenti nell’anime

Un altro anime consigliato per vedere in azione queste affascinanti armi è appunto Samurai Champloo, dal creatore di Cowboy Bebop. La trama si concentra principalmente su una coppia di samurai e sulle loro avventure nel Giappone feudale. Sono stati incaricati, infatti, da una giovane donna di trovare un samurai che “profuma di girasoli”. Mentre la storia si dipana in maniera molto particolare (inserendo addirittura una soundtrack in perfetto stile hip-hop), si approfondisce anche il concetto del legame tra la katana e colui che la brandisce.

Samurai 7

Questa seria è situata temporalmente in un lontano futuro in cui un gruppo di samurai è assoldato al fine di proteggere un villaggio dai banditi. Trae liberamente ispirazione al film Seven Samurai (Shichinin no Samurai), di Akira Kurosawa.

Yumi

Altra arma tradizionale giapponese è lo yumi, una tipologia di arco lungo. Solitamente è molto alto (anche più dell’arciere stesso), con un’impugnatura situata nella metà inferiore. Era realizzato molto spesso in bambù, materiale usato in alcuni casi ancora oggi per fabbricarlo. La sua grandezza gli permette di essere utilizzato sia come arma a distanza, sia per forare le armature se impiegato in maniera ravvicinata. Poteva essere brandito sia mentre l’arciere era a cavallo sia quando era inginocchiato e faceva parte dell’addestramento basilare di ogni samurai.

Quest’arma rappresentò un elemento molto importante nelle tattiche di guerra giapponesi, in quanto permise di approcciarsi alle battaglie a distanza ancora prima dell’invenzione della polvere da sparo, date le sue dimensioni.

Vediamo alcuni anime in cui si ha la possibilità di vedere quest’arma all’opera.

InuYasha

Kagome che brandisce uno yumi.

Kagome, reincarnazione di una sacerdotessa di un tempio del Giappone feudale, impugna un arco, con cui ha il compito di purificare il male.

Mononoke Hime (Princess Mononoke)

Il protagonista di questo film, probabilmente il più famoso dello studio Ghibli, brandisce proprio uno yume, in questo caso specifico mentre è a cavallo.

Cardcaptor Sakura

Yukito, un personaggio della serie, mentre impugna uno yumi.

Uno dei migliori anime in cui è possibile ammirare quest’arma tradizionale. All’interno di esso la tecnica tradizionale di tiro con l’arco è ancora esistente e prende il nome di Kyudo. Si tratta di un’utilizzo moderno dell’arco, effettuato in vari luoghi. Infatti, potresti vedere quest’arco presente come attività scolastica in vari anime, proprio come in Cardcaptor Sakura. Nell’immagine soprastante troviamo Yukito, un personaggio della serie, mentre gareggia in una competizione scolastica.

Alice 19th

Kyo Wakamiya con il suo yumi

Menzioniamo anche un manga, Alice 19th per l’appunto. In quest’opera troviamo Kyo Wakamiya, oggetto di interesse amoroso per la protagonista, frequentante la scuola superiore. Com’è facile aspettarsi, anche lui si allena all’utilizzo dello yumi e fa parte di un club scolastico.

Bleach

Uryuu Ishida e il suo yumi

Questa celeberrima opera contiene un esempio meno tradizionale. Si tratta dell’arco spirituale utilizzato da Uryuu Ishida, Quincy che si occupa di combattere gli hollow (spiriti senza pace che si nutrono di anime). Nonostante l’arma brandita da questo personaggio non possa definirsi propriamente uno yumi, gli somiglia molto in termini di dimensioni e tecnica d’utilizzo.

Naginata

Il naginata è un’arma inastata, comunemente usata in antichità dai samurai. Si tratta di un oggetto dall’utilizzo relativamente semplice, ma che può rivelarsi utile in una grande varietà di situazioni; è composta da una lunga asta lignea con alla fine una lama ricurva, simile a quella di una katana, le cui dimensioni si aggirano tra i 30 e i 70 cm. La sola asta (sprovvista di lama) misura tra i 90 e i 240 cm. Quest’arma venne utilizzata in Giappone a partire dal 1100 A.C., anche se le sue origini sono poco chiare. La sua utilità deriva dal fatto che era molto efficace contro la cavalleria; grazie alla sua particolare conformazione, il naginata era ideale per accoltellare, tagliare o arpionare l’avversario.

Se usata nella maniera adeguata, quest’arma permetteva all’utilizzatore il pieno controllo dell’area alla sua portata. Sorprendentemente, il naginata era utilizzato dalle donne di alto rango sociale, e molte ne possedevano uno (ed erano addestrate al suo utilizzo) per difendere la propria casa. In Giappone quest’arma è ancora presente nelle odierne lezioni di arti marziali moderne. Com’è lecito aspettarsi, al giorno d’oggi il naginata viene utilizzato senza la lama alla sua sommità, in modo da potersi allenare con un partner (anche se l’armatura è comunque richiesta).

Vediamo alcuni esempi di naginata negli anime.

Mobile Fighter G Gundam

Questa serie del franchise Gundam ci fornisce il nostro primo esempio: una versione futuristica dell’arma. Il Rising Gundam usa quello che viene definito “naginata di calore”. È più o meno come la versione originale, ma con un’aggiunta fantascientifica al fine di renderla più efficace contro mecha giganteschi. Questo Gundam combatte una volta sola nella serie, ed è pilotato da Rain Mikamura.

One Piece

Barbabianca mentre brandisce un naginata

Questa serie include un personaggio chiamato Barbabianca (aka Edward Newgate), che brandisce anch’esso un naginata. Il suo, tuttavia, differisce dall’originale per una lama leggermente più corta e larga. Barbabianca è un capitano pirata, conosciuto anche come l’uomo più forte del mondo; è inoltre circa tre volte più alto di un normale essere umano.

Gintama

All’interno di quest’opera troviamo una guerriera che brandisce un naginata molto simile all’originale in quanto a conformazione. Shimura Tae, infatti, combatte molto spesso con quest’arma (quando non lo fa a mani nude) e si rivela molto pericolosa quando arrabbiata. Nonostante ciò, è sempre molto altruista.

Armi a catena

Un esempio di fusarigama

Una semplice catena di metallo è alla base di molte armi tradizionali giapponesi, la più semplice delle quali è chiamata kusari-fundo. Si tratta infatti di una catena metallica (kusari) con un peso (fundo) alla fine di ogni estremità. Quest’arma era molto utilizzata nell’antichità giapponese, in quanto poteva essere facilmente trasportata in luoghi in cui le spade non erano permesse. Si tratta di uno strumento offensivo che poteva variare molto in termini di lunghezza, pesantezza e conformazione. Com’è facile intuire, le armi a catena non erano certo di facile utilizzo, se non con un duro allenamento.

La kusari-fundo, come le altre armi del suo genere, era molto versatile in battaglia, dato che poteva essere impiegata per colpire l’avversario a distanza, intrappolarlo e persino strangolarlo.

Uno degli esempi più iconici di kusari-fundo è il kusarigama; si tratta di un’arma la cui struttura basilare è molto simile al concetto di partenza di un’arma a catena, con la differenza che ad una delle due estremità è applicato un falcetto (kama). Questa configurazione manteneva la flessibilità della catena, con cui si poteva intercettare l’arma avversaria, a cui si unisce però la letalità del falcetto, che poteva essere usato per sferrare l’attacco mortale all’avversario, una volta disarmato.

Vediamo alcuni esempi di tale arma presenti negli anime.

Naruto

Tenten mentre impugna la sua arma

La serie Naruto include Tenten, un personaggio la cui arma principale è appunto un kusarigama, a cui fanno da corredo altre armi tradizionali. Riesce infatti ad utilizzarle con grande abilità, nonchè ad evocarle a suo piacimento. Con esse riesce a sopraffare molti avversari senza particolari difficoltà.

InuYasha

Kohaku e il suo kusarigama

Non sorprende che gli anime ambientati nell’era Sengoku presentino al loro interno una grande varietà di armi tradizionali. Nella serie InuYasha Kohaku, il giovane fratello del cacciatore di demoni Sangu, è un esperto utilizzatore del kusarigama.

Soul Eater

Black Star e Tsubaki Nakatsukasa in forma di arma

All’interno di questa serie vengono mostrate molte armi tradizionali, il che la rende un esempio molto interessante. Uno dei personaggi dell’anime, Black Star, è in coppia con Tsubaki Nakatsukasa, che all’occorrenza è in grado di trasformarsi in arma a catena, molto simile ad un kusarigama.

Hunter x Hunter

Kurapika mentre bransice un’arma simile al kusarigama

L’ultimo esempio del kusarigama in un anime ci viene fornito da Hunter x Hunter, in cui Kurapika utilizza un’arma molto simile a quella analizzata, ma con delle evidenti particolarità. Questo personaggio, infatti, è in grado di evocare dal nulla quest’arma, una per ogni dito della sua mano destra; dimostra inoltre di saperle controllare con grande maestria.

Nunchaku

Una delle armi attraverso cui il Giappone viene spesso riconosciuto è senza ombra di dubbio proprio il nunchaku (anche se in Occidente è conosciuto molto spesso con il nome di nunchuk). La sua costruzione è davvero molto elementare: si tratta di due pezzi di legno o metallo uniti da una catena d’acciaio o una corda. È nata ad Okinawa ed è stata per molto tempo utilizzata nello stile di combattimento di questo luogo (soprattutto nel karate). Le sue origini sono incerte, ma molte ipotesi la vorrebbero come modifica dello strumento di un contadino.

Quest’arma è stata per molto tempo impiegata nell’addestramento, in quanto aiuta a migliorare la destrezza e la coordinazione mano-occhio. In ogni caso, non fu molto utilizzata nel vero campo di battaglia, a causa della sua grande difficoltà di utilizzo e alla sua limitata portata d’attacco. Il suo vero punto forte è la flessibilità: può essere utilizzato per colpire l’avversario o immobilizzare i suoi arti.

Ecco una piccola selezione di anime in cui si può vedere in azione.

Naruto

Maito Gai nello scontro contro Madara Uchiha

Ancora una volta, la fortunata serie di Kishimoto ci fornisce un interessante esempio; nell’opera, infatti, troviamo in Maito Gai un abile utilizzatore di nunchaku, alla cui arte avvia anche il figlio Rock Lee. Sono entrambi esperti anche nel taijutsu (arti marziali). I più attenti potrebbero anche notare la somiglianza tra gli abiti di Maito Gai e quelli solitamente indossati da un altro abilissimo utilizzatore di nunchaku, Bruce Lee.

Samurai Flamenco

Masayoshi Hazama

L’anime in questione ci fornisce forse l’esempio più strano di tutti; il protagonista, infatti, brandisce una spillatrice, che all’occorrenza può diventare un nunchaku. Gran parte delle armi di Masayoshi Hazama sono, stranamente, basate su articoli di cancelleria.

Hokuto no Ken (Ken il guerriero)

Kenshiro, il protagonista della serie

Kenshiro, il protagonista della serie, utilizza il nunchaku di tanto in tanto; è stato allenato al combattimento fin dalla tenera età. Viene universalmente ricordato grazie alla sua frase tipica: “Sei già morto!“. È interessante il fatto che anche Kenshiro presenti una somiglianza con il leggendario Bruce Lee, sia nell’aspetto fisico che nelle tecniche di combattimento utilizzate.

Per tirare le somme…

Abbiamo appena avuto un assaggio delle armi tradizionali giapponesi e degli anime i cui personaggi le brandiscono. Le opere di animazione nipponiche tendono molto spesso ad attingere dalla tradizione, e anche quando sembra che il personaggio impugni un’arma diversa da quelle tradizionali, ad essere tradizionale è allora lo stile con cui esse vengono impiegate nel combattimento.

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