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Super Dragon Ball Heroes: facciamo il punto

Tutto ebbe inizio con un post. Scorrevo la mia home di Instagram come ogni pomeriggio, con sguardo annoiato. Soliti meme dalla più che dubbia comicità, solite foto piene di filtri… Insomma, nulla che rappresentasse un vero interesse per me. Finché, inaspettato come Ascanio l’otto di Gennaio, non comparve un post:

Nuova serie di Dragon Ball in arrivo! Nel primo episodio, vedremo Goku Super Saiyan Blu affrontare Goku Super Saiyan di quarto livello!

Non potevo saperlo, ma quello era l’inizio di un lungo viaggio.

Sono passati quattro anni da quell’annuncio. La web series Super Dragon Ball Heroes ha ormai concluso la seconda stagione e si appresta a cominciare la terza. Con 40 episodi della durata di dieci minuti circa e un manga con 7 volumi all’attivo, Super Dragon Ball Heroes è una delle serie più controverse dell’intero franchise.

Il nuovo Xeno Goku, viaggiatore del tempo
Il nuovo Xeno Goku, viaggiatore del tempo

Parlare di Heroes è più che complicato. I punti a sfavore della serie sono innumerevoli, ma anche così diventa difficile dare un giudizio valido. Si tratta, in fondo, di un anime promozionale, con il solo scopo di promuovere, appunto, il videogioco da cui è ispirato, facendo uso di alte dosi di fan service.

Perciò, è necessario contestualizzare l’argomento, in modo da valutare la serie per quello che voleva essere. In Heroes sono presenti errori di diversa natura: alcuni trascurabili, altri invece molto più determinanti.

In questo articolo, quindi, non sono qui per raccontarvi la trama passo passo, ma piuttosto cosa Heroes vorrebbe mostrare, in un senso… più ampio, e proverò a dare un giudizio alla serie, basandomi su quanto sia riuscita a portare a termine il compito che si era prefissata.

Che roba è questo Super Dragon Ball Heroes?

La trama in poche parole

Arriviamo subito al punto, senza troppi giri di parole: Super Dragon Ball Heroes non è niente più di un enorme what if. Ogni saga e ogni episodio presentano un’ovvia scusa per far avvenire combattimenti pressoché impossibili nella serie canonica. Lo scopo è soltanto mostrare scontri epici, al netto di una trama poco elaborata.

Scrivere una trama semplice, però, non significa per forza scriverla male. Il problema più grande di Heroes è infatti proprio questo. La durata degli episodi non permette di sviluppare a pieno gli spunti inizialmente interessanti, lasciando irrisolti molti nodi della storia, se non intere sottotrame. Basti pensare alla saga del Pianeta prigione, la quale termina con l’esplosione del suddetto pianeta, dove si trovano i protagonisti, senza dare una spiegazione su come questi si siano salvati. L’episodio successivo, inizia già con la nuova saga, come se gli eventi precedenti non fossero mai avvenuti.

Errori del genere non si possono accettare, nemmeno in un anime promozionale. Bisogna saper scindere fra una scrittura semplice e una più raffazzonata. Tuttavia, è anche giusto dire come la qualità della narrazione fra un arco narrativo e l’altro faccia dei passi avanti. In particolare, nella seconda stagione, iniziata all’episodio 21, si nota il cambio di autore, con alcuni più lunghi di qualche minuto e una trama generalmente più articolata.

Super Dragon Ball Heroes: Da sinistra: Xeno Goku, Trunks, Xeno Vegeta e Pan
Da sinistra: Xeno Goku, Trunks, Xeno Vegeta e Pan

Lo stile artistico

Animazioni e disegni rappresentano un altro aspetto contrastante della serie. In generale, la qualità artistica varia parecchio da episodio a episodio. Animazioni spettacolari negli scontri si alternano a delle rese dei personaggi francamente inguardabili nelle sequenze di dialogo più rilassate.

Bisogna riconoscere, però, che anche la parte artistica matura nel tempo. Gli ultimi episodi presentano una qualità nettamente superiore ai primi, portando a sperare che possa ancora migliorare nella prossima stagione.

Tanti personaggi…

Uno degli aspetti caratteristici della saga è sicuramente il numero immenso di personaggi. Dai protagonisti della serie canonica ai villain di GT, passando per gli OAV e i videogiochi, ce n’è per tutti i gusti. Quasi ogni episodio presenta una new entry, rinnovando costantemente il cast e, ahimè, lasciando incompiute numerose sottotrame.

Iconico è il personaggio di Rags. Questa misteriosa guerriera di vetro compare nella saga del Conflitto universale, dove riesce a sconfiggere facilmente Goku Ultra Istinto. Nonostante questo immenso potere, Rags viene battuta, qualche episodio più tardi, da Meta-Cooler dorato, lasciando incompiuta la sua backstory. Chi è? Da dove viene? Come ha ottenuto tutto quel potere? Perché ha deciso di allearsi col villain della saga? Non ci è dato saperlo…

Tra i nuovi personaggi, con una sottotrama ben sviluppata, abbiamo invece i due principali antagonisti delle due stagioni: Hearts e Fu.

Due villain atipici (Hearts aveva ragione!)

L’aggettivo più azzeccato per descrivere questi cattivi è “atipici”. Perché atipici? Perché, entrambi, rappresentano una novità per l’universo narrativo di Dragon Ball. Non sono semplicemente malvagi, come Freezer, Cell o Moro (potete leggere la recensione della sua saga qui), né sono semplici avversari di un torneo, come Hit o Jiren. Questa volta, abbiamo dei cattivi con una vera motivazione, con i quali possiamo essere d’accordo o meno, similmente a come successo con Zamasu.

Cosa succede se si scrivono dei bei personaggi ma sono poi infilati in una trama mal scritta? Succede che i personaggi finiscono per sembrare sprecati. Prendiamo l’esempio di Hearts. Il suo obiettivo è ottenere potere grazie al Seme dell’Universo, in modo da diventare abbastanza forte da sconfiggere Zeno (la divinità più importante nel multiverso di Dragon Ball) e liberare i mortali dalla schiavitù degli dei. Per farlo, si serve dell’energia sprigionata dagli scontri, raccolta, appunto, nel Seme dell’Universo.

La morte di Hearts
La morte di Hearts

Durante lo scontro decisivo, Hearts spiega il suo piano e nessuno degli eroi riesce a smentire la sua tesi, pur affrontandolo comunque in quanto “cattivo”. Drammatiche quanto esplicative sono le parole dell’antagonista: nei suoi ultimi attimi, Hearts piange di gioia in quanto, nonostante abbia fallito, sia riuscito ad aiutare delle persone a superare i propri limiti per ciò in cui credono, motivo per cui ama profondamente gli umani.

La mancanza di minutaggio ha costretto gli autori a tagliare una parte di trama essenziale, ovvero il dibattito ideologico fra Hearts e i protagonisti. Ciò che resta a noi spettatori è che, a questo punto, Hearts avesse ragione.

Discorso differente invece per Fu. Con un character design eguagliato soltanto dal suo fascino, Fu è sicuramente il villain più interessante di tutto Heroes. Non vuole comandare nulla, non è assetato di potere e non si schiera apertamente con nessuno. L’unico obiettivo di Fu è portare avanti i suoi esperimenti per saziare la sua curiosità scientifica, fregandosene di chiunque gli si pari davanti. In più, è estremamente potente. È così sicuro di ciò da trattare chiunque nello stesso modo in cui uno scienziato pazzo tratterebbe le sue scimmie da laboratorio.

Per alimentare l’ultimo folle esperimento è necessaria l’energia vitale di interi universi? Allora prendiamocela, scavalcando ogni minimo dubbio morale, in quanto non esiste moralità che possa fermare la sete di sapere. Con il suo carisma senza eguali, Fu è il cattivo di cui noi fan avevamo bisogno. Potrei passare giornate intere a parlarvi di quanto mi sia piaciuto questo antagonista, perfetto per l’universo narrativo di Dragon Ball, ma non voglio annoiarvi oltre. Mi limiterò ad affermare che, da solo, Fu varrebbe il tempo speso a guardare questa serie.

Fu osserva interessato uno scontro fra le sue "cavie"
Fu osserva interessato uno scontro fra le sue “cavie”

… E tante trasformazioni

Arriviamo ora ad un punto davvero interessante: le trasformazioni. Da Z in avanti, le trasformazioni sono diventate il punto forte dell’universo di Dragon Ball. Sono queste che danno colore agli scontri, differenziandoli fra loro.

Negli scontri, Toei Animation ha sapientemente ascoltato le richieste dei suoi fan. D’altronde, se si tratta di un what if, perché non avverare tutti i sogni non canonici degli spettatori? Sogni esauditi anche a costo di scendere a patto coi livelli di potenza: basti notare lo scontro fra Goku Super Saiyan di quarto livello e Goku Super Saiyan Blu. Dopo un breve ragionamento, è facile capire come la vittoria dovrebbe andare al secondo, forte di possedere uno stato divino, eppure lo scontro è vinto da Goku di quarto livello. Perché? Perché Goku di quarto livello è quello a cui i fan sono più affezionati, perciò non potevano che far vincere lui, se volevano arrivare al cuore degli spettatori.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg: da Black Goku Super Saiyan Rosé di terzo livello, fino a Xeno Gogeta Super Saiyan di quarto livello Full Power, le trasformazioni più improbabili sono all’ordine del giorno. Fra le tante, citiamo il suddetto Meta-Cooler dorato, evoluzione impossibile data la natura robotica, e non organica, del personaggio. Si tratta però di buchi di trama trascurabili, in quanto aiutano a rendere gli scontri più epici e tamarri. In fondo, stiamo guardando un anime promozionale basato su scontri improbabili, quindi perché lamentarsi?

Una delle trasformazioni più assurde dell'anime: Gogeta Super Saiyan Blu Ultra Istinto
Una delle trasformazioni più assurde dell’anime: Gogeta Super Saiyan Blu Ultra Istinto

Tiriamo le fila: ci piace questo Super Dragon Ball Heroes?

Per quattro anni, un episodio al mese, Super Dragon Ball Heroes ha allietato i nostri pomeriggi, permettendoci di staccare la testa, dieci minuti alla volta. Se è pur vero che in più occasioni mi sono arrabbiato con la Smart TV, vedendo sottotrame abbandonate a loro stesse e frame disegnati in maniera pessima, è altrettanto vero che mi sono ritrovato a fare le Kamehameha sul divano come un imbecille. Arrivo quindi qui ora, davanti a questa tastiera, chiedendomi: mi è piaciuto questo fantomatico Heroes?

Incoerentemente con ciò che ho descritto fino ad ora, la risposta istintiva sarebbe un “sì”. Perché, in fondo, vedere il mio fratellino, gasatissimo, imitare i suoi eroi mi ha fatto ricordare quando ero bambino. In quei giorni, di ritorno dalle elementari, non c’erano grosse aspettative sull’episodio, non c’erano sottotrame o altri termini tecnici. Tutto quello che importava, era vedere il mio eroe trasformarsi in Super Saiyan, per poi imitare le sue mosse, senza timore che qualcuno mi vedesse.

A questo punto mi chiedo: se anche questa serie mi abbia saputo eccitare, intrattenere e persino commuovere, posso davvero mentire a me stesso e scrivere che non mi sia piaciuta, solo per gonfiare il mio ego da scrittore? No, non intendo farlo.

Super Dragon Ball Heroes è un’opera mediocre, su questo non ci piove. Sarebbe potuto essere fatta meglio, è vero. Ma è anche vero che sono stato felice quando hanno annunciato la terza stagione, così tanto che ho letto addirittura le teorie sui nuovi personaggi mascherati e che non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio.

I personaggi misteriosi che vedremo nella terza stagione
I personaggi misteriosi che vedremo nella terza stagione

Insomma, lo dico? Super Dragon Ball Heroes mi è piaciuto. Mi sono divertito guardando quegli scontri, e non vedo l’ora di vederne altri.

Se ora volete scannarmi nei commenti, fate pure, lo capisco. Se però volete concedermi il beneficio del dubbio, potete vedere Super Dragon Ball Heroes a questo link, e valutare voi stessi.

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