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I luoghi comuni che non possono mancare in nessun anime

8 cliché presenti negli anime

Quando si esagera con i cliché, diventano un’inutile forzatura. Ecco 8 scene che appaiono veramente troppo spesso… ma che nelle mani del giusto anime potrebbero comunque strappare una risata.

Scene abusate nelle serie animate

Persino il più originale degli anime ha in serbo uno o due cliché. Si tratta della spina nel fianco di ogni serie, il motivo per cui provi quella sensazione di dejà vu e ti domandi se per caso hai già guardato quell’anime. I cliché sono spesso usati per ottenere risate gratuite o facili riempimenti di trama.

1. Il protagonista non si rende conto di qualcosa che tutti trovano ovvia

Il cliché: I protagonisti sprovveduti sono molto spesso ignari di argomenti quali l’amore e la loro relazione con le altre persone. È irrilevante la quantità di indizi lasciati da una ragazza, questi personaggi sono talmente ottusi che non riconoscerebbero un’avance nemmeno se ci finissero addosso. Anche nei casi in cui il personaggio principale non è del tutto inconsapevole, molto spesso non giunge a delle conclusioni che a tutti gli altri paiono semplicissime. Spesso questo risulta in uno sguardo vuoto, seguito da un “aspettate, cosa?”.

Quando è usato bene: In Baka to Test to Shoukanjuu, ci si aspetta che Akihisa Yoshii sia stupido (da qui il titolo della serie). Anche se tutto l’anime si basa su questo cliché, la tipologia di stupidità di cui il protagonista è esempio appare tenera e innocente, il che lo rende simpatico e accativante, e non noioso e fastidioso come ci si aspetterebbe.

2. Oops, non era mia intenzione caderti addosso in una posizione così compromettente

Il cliché: Quando in un anime il protagonista inciampa, puoi star certo che cadrà addosso ad un altro personaggio, e molto spesso anche in una posizione compromettente. Nell’animazione giapponese la caduta è usata per forzare il contatto tra due corpi. Nella maggioranza dei casi, il personaggio maschile cadrà sopra quello femminile, con almeno una parte del corpo a contatto con i suoi seni (spesso le mani o la faccia). La reazione della ragazza dipenderà dalla sua tipologia di “dere”. Solitamente, il personaggio maschile in questione sarà etichettato come maniaco, pervertito, e riceverà un sonoro schiaffo in piena faccia.

Quando è usato bene: FLCL è sia l’anime con la maggior quantità di fanservice, sia quello che ne presenta in minor parte: dipende dal tuo punto di vista. In una scena in particolare due personaggi stanno per baciarsi, ma il tutto si conclude invece con uno scontro tra le loro fronti. In qualsiasi altro anime questo avrebbe semplicemente causato risate. Tuttavia, appena ti ricordi che in FLCL le fronti sono utilizzate come metafora degli organi sessuali il tutto cambia, giusto? Questo per dire che non è sempre necessario mostrare un seno per essere “erotico”.

3. Ti lascerò continuare l’attacco, ma prima…

Il cliché: Gli anime action sono famosi per, beh, l’azione. Ma quando cerchi di costruire un personaggio nel bel mezzo di una scazzottata, molto spesso rischi di cadere nel cliché del monologo nel bel mezzo del combattimento. Solitamente non è pensato per essere ridicolo, ma lo diventa quando si protrae per troppo tempo. Con questo espediente spesso le battaglie vengono protratte per un tempo maggiore di quanto necessario, lasciando addirittura spazio ai flash-back in alcuni casi. Perché l’ascoltatore non colpisca all’improvviso chi sta parlando è ancora ignoto (forse semplice educazione?).

Quando è usato bene: Se si utilizza bene questa tecnica, lo scontro assume un tono molto intenso, non ridicolo. Al contrario, gli scontri più esilaranti si assaporano quando il cliché è usato nel mezzo della scena, ad esempio quando Naruto interrompe un suo attacco per permettere a Sasuke di continuare il suo monologo, o quando, in Bleach, un villain attacca prima della fine di un discorso. Persino Dragonball, conosciuto per le sue estenuanti battaglie, diventa fastidioso a causa dei suoi monologhi interminabili.

4. La tsundere “dal grilletto facile”

Il cliché: È fredda e distaccata… finché non la “triggeri”. In quel momento, la ragazza che aveva mantenuto le distanza scatta e ti sferra un pugno in faccia. L’elemento di commedia sta nella velocità di cambiamento caratteriale del personaggio e nel fatto che, apparentemente, vedere ragazze che maltrattano ragazzi è divertente.

Quando è usato bene: MM! porta la tematica all’estremo. In quale situazione una tsundere sadica è ancora più divertente? Beh, quando il protagonista apprezza i maltrattamenti ovviamente. Questa compilation ti darà un’idea del concetto di cui stiamo parlando.

5. Ehm scusa, mi stai sporcando di sangue il tappeto

Il cliché: Ci può essere la violenza, ma anche la violenza “esagerata”. Il gore può essere complicato, ma anche divertente. Molto spesso il sangue zampilla in quantità così esagerate da far scoppiare lo spettatore a ridere, da quanto è ridicolo. Ci si affida molto spesso all’epistassi, anch’essa abusata in molte opere. Qualunque sia la causa, però, nessuno sembra pensare a come pulire la scena: che maleducazione!

Quando è usato bene: Violenza esagerata e gore gratuito sono ingredienti della ricetta principale di molti anime; uno degli esempi migliori è Sei stato evocato, Azazel. Questa serie mescola humour crudo a violenza spinta. Il risultato è… beh, potete vederlo voi stessi (NSFW).

6. Una morte assurda

Il cliché: A volte, invece, gli anime vanno nella direzione opposta. Si dimenticano di gore e ostentazione, facendo morire i personaggi sul posto, in maniera quasi ridicola. La velocità con cui un personaggio lascia la scena, infatti, molto spesso è pensata per rendere il tutto drammatico e scioccante, ma finisce solo per risultare ridicola, insieme alla modalità della morte.

Quando è usato bene (o in questo caso forse no?): Le morti presenti in Another sarebbero pensate per essere drammatiche, ma finiscono solo per essere esagerate, e quindi ridicole, difficili da prendere sul serio. Poi certo, esiste sempre Yamcha. Mai dimenticarlo.

7. Scontrarsi con la persona a cui si è destinati

Il cliché: Nel mondo degli anime i personaggi sono condannati ad innamorarsi di qualunque persona con cui si scontrano nel loro tragitto verso la scuola. Più forte è lo scontro meglio è. Un punto in più nel caso in cui la ragazza di turno rovesci quello che stava tenendo in mano, e il personaggio maschile si offra di aiutarla. Punteggio massimo se dopo averla fatta cadere ci si finisce anche sopra (cfr. punto 2).

Quando è usato bene: Love Lab rende bene l’idea dell’importanza di questo “scontro amoroso” e della sua diciamo “corretta esecuzione”. Ciò a tal punto da arrivare addirittura ad esercitarvisi. Ovviamente con l’aiuto dell’immancabile scusa del ritardo per le lezioni.

8. Le ragazze carine non sanno cucinare

Il cliché: Solitamente ci aspettiamo che una ragazza carina sia perfetta in qualsiasi aspetto della sua vita. Questo ovviamente comprende anche il cucinare… ed è proprio qui che molti anime polverizzano le nostre certezze e fanno in modo che le ragazze carine cucinino così male da rendere necessario il ricovero a chiunque osi assaggiare i loro piatti.

Quando è usato bene: Abbiamo un perfetto esempio di questo cliché in Baka no Test, senza alcuna reinterpretazione. Nonostante sia un artificio narrativo piuttosto frequente, la disastrosa cucina di Himeji è divertente, in quanto è lei completamente ignara delle sua catastrofica predisposizione all’arte culinaria.

Concludendo

Si chiude qui il nostro breve approfondimento sui principali cliché usati negli anime, artifici che difficilmente non si trovano in un’opera di animazione giapponese. Come abbiamo avuto la possibilità di notare, a volte (per non dire molto speso) risultano ridondanti e superflui, rivestendo la scena di un’aura stantia e che sa di “già visto”; altre volte, invece, quando gli sceneggiatori li sanno impiegare con abilità e maestria possono contribuire a dare un tocco particolare alla trama, rendendola molto apprezzabile e appetibile al pubblico.

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