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Shinji Ikari: un protagonista perfetto

Shinji Ikari scena finale

Ikari Shinji potrebbe anche non essere un eroe, ma ciò non vuol dire che non sia un buon protagonista…

A partire dallo scorso 21 giugno, Neon Genesis Evangelion ha finalmente ricevuto una licenza per essere distribuito a livello mondiale, nello specifico attraverso il servizio in streaming Netflix. Debuttato per la prima volta nel 1995, la storia dell’anime racconta di un mondo che deve affrontare le conseguenze di un tremendo cataclisma, nonché di giovani piloti mandati allo sbaraglio al fine di fermare un’invasione che potrebbe potenzialmente annientare l’umanità. Se all’inizio potrebbe sembrare il classico anime con l’eroe protagonista ed un mecha, si rivela quasi subito avere dei risvolti molto più cupi e sinistri di quanto mai ci si potrebbe aspettare.

I toni della serie diventano sempre più tetri man mano che la trama avanza, e sicuramente a questo contribuisce il lento ma inesorabile declino emotivo del protagonista, Shinji Ikari.

Shinji Ikari

Probabilmente non hai subito provato empatia per Shinji quando eri piccolo, magari perché anche tu volevi essere un eroe. Questo perché sei cresciuto a forza di eroi senza macchia e senza paura, che non si arrendono mai e che affrontano qualsiasi pericolo si pari loro davanti. Protagonisti che sono sempre pronti a salvare i loro amici, a salvare il mondo, a salvare la situazione. Sono sempre pronti a combattere per quello in cui credono e mettono la loro vita in pericolo per farlo. Com’è normale, la prima volta che hai conosciuto Shinji Ikari, che al contrario fa della paura di emergere e combattere la sua caratteristica distintiva, ti sarai sentito abbastanza confuso e quasi infastidito.

Ti sarai chiesto: ma perché non entra nel robot? Cosa ci può essere di meglio se non combattere mostri giganti con altri mostri giganti? Un pensiero divertente, perlomeno finché non viene inserito in un contesto più realistico.

Tutti vogliamo essere degli eroi, chiunque vorrebbe poter dire di avere le capacità per salvare il mondo. È fantastico avere la consapevolezza di possedere delle potenzialità in più rispetto agli altri, di essere più unici di altre persone. Chiunque infatti, alla domanda “salveresti il mondo se potessi farlo?” risponderebbe affermativamente. Ma questa è la risposta che darebbero in pubblico. Sarebbe uguale anche se la domanda venisse posta loro in segreto, senza nessuno che li ascolti? Essere un eroe, portare il peso di una responsabilità enorme, quale quella di salvare tutti, è difficile e scoraggiante. Essere pronti a morire per una causa maggiore non è affatto facile, sicuramente più di quanto i nostri beniamini non facciano trasparire.

Quanto semplice è mettere a rischio la propria vita per salvare gente che probabilmente nemmeno ti conosce o tiene a te? Non lo è per niente, obiettivamente parlando. Se a dover sopportare questo fardello è poi un adolescente, già afflitto da tutte le incertezze e le paure del caso, il tutto diventa ancora più complicato.

Shinji Ikari e l'unità 01

Shinji è molto lontano dall’essere un eroe carismatico. È sostanzialmente passivo, e interviene nella situazione solamente quando è costretto a farlo. A guidarlo sono senso di colpa e paura, soprattutto quando si ritrova ad affrontare gli Angeli, gigantesche creature che annientano qualsiasi logica e comprensione umana. Quello che vuole fare nella maggior parte dei casi è scappare: scappare dai pericoli, scappare dalle sue paure. Potrebbe sembrare un’azione vile, ma in fondo altro non sente se non il terribile peso sulle sue spalle. Vorrebbe solo che a portarlo fosse qualcun’altro, chiunque altro.

Questo, sfortunatamente, non è però possibile. Shinji è obbligato, volente o nolente, a portare a termine il suo compito. Il fatto di essere forzati a qualcosa con cui invece non si vorrebbe avere niente a che fare è complicato, ma nemmeno molto diversa dalla realtà. A dirla tutta, una buona parte della vita adulta si compone di questi momenti. Per quanto detestabile possa essere, l’entrare nel robot diventa routine, e questa deve essere portata a termine a qualunque costo, anche se si vorrebbe semplicemente stare a guardare mentre qualcun altro si occupa dei problemi.

Shinji Ikari pilota dell'unità 001

Non è solamente il dovere a far vacillare Shinji, ma anche il suo lento scivolare nella depressione. Tutto è eccessivamente opprimente per lui, dal reggere le relazioni con gli altri al reggere se stesso, e non è un bello spettacolo. Il fatto che un personaggio del genere possa essere il protagonista della serie, il fantomatico “eroe“, così imperfetto ma in prima linea, potrebbe sembrare ridicolo – almeno fino a quando si pensa che gli stessi problemi potrebbero capitare a chiunque. Come molti appartenenti alle giovani generazioni dimostrano, il senso di impotenza non è più così raro. È ormai noto che Hideaki Anno, la mente principale alle spalle dell’opera, soffriva di depressione, che peggiorava man mano che la serie continuava.

Tale sentimento non poteva non riflettersi anche nei personaggi e nel loro modo di relazionarsi con il mondo esterno, e in special modo in Shinji. La sua discesa verso una depressione sempre più grave è triste, e trascina quasi con sé le persone che maggiormente tengono a lui, svariate volte. È quasi uno specchio, in cui talvolta si possono vedere aspetti di noi stessi che vorremmo restassero nascosti.

unità 01

Allo stesso tempo, come ipotizza il finale, nulla è impossibile e senza speranza. La depressione non è sempre un abisso dal quale è impossibile uscire: c’è sempre un modo per riscattarsi. A volte questo implica l’entrare a contatto con verità dolorose, ma allo stesso tempo necessarie alla propria “guarigione”. Nessuno prenderà il posto di Shinji e risolverà i suoi problemi, almeno non fino a quando anche gli altri avranno le proprie vite da portare avanti. Nessuno apparirà per salvarlo; ma ciò non vuol dire che il mondo è senza speranza, e nemmeno Shinji. Lui esiste, e solo il mero fatto di esistere lo rende importante, anche se non è facile affrontare i problemi della vita.

Ha dei valori, e tali valori esistono con lui. Ma il mondo non potrà mai aiutarlo in qualcosa che solo lui con le sue forze può risolvere – messaggio che si estende anche a tutti quelli che si trovano nella sua stessa situazione.

Shinji Ikari e la depressione

Shinji è un personaggio complicato, ma ciò non significa che sia mal realizzato. Il suo viaggio, bello o brutto che sia, è uno di quelli in cui tutti ci possiamo riconoscere. Potrà anche non essere un eroe, ma è un protagonista, che va quasi a sostituirsi con il pubblico. È un personaggio che ci fa riflettere su verità di ognuno di noi che vorremmo non emergessero. È in prima linea nella serie, ed è attraverso i suoi occhi che vediamo svolgersi la catastrofe narrata (e attraverso le sue emozioni).

Cosa ne pensi di Shinji? Lo ammiri, lo odi, simpatizzi in qualche modo con le sue difficoltà? Faccelo sapere nei commenti!

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