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Il ritorno di Sailor Moon

Finalmente! Il 3 giugno arriva su Netflix il tanto atteso anime Pretty Guardian Sailor Moon: Eternal.

Doveva essere trasmesso in Giappone nel corso del 2020, ma a causa della pandemia è uscito fra gennaio e febbraio 2021.

I capitoli del manga, chiamati Act, sono raggruppati in cinque serie: Dark KingdomBlack MoonMugenYume e Stars. Queste hanno dato le basi alle cinque stagioni della famosa serie anime degli anni ’90.

Tra il 2016 e il 2017 in Italia sono stati trasmessi 26 episodi del reboot intitolato Pretty Guardian Sailor Moon Crystal raggruppati in tre stagioni. Questo anime è sicuramente più fedele della serie precedente, ma è privo di un finale.

La serie degli anni ’90 e quella del 2016-2017 – Collage by Elena Paoletta

Pretty Guardian Sailor Moon Eternal percorre l’arco narrativo dall’atto 34 al 42 del manga. Questa parte era già stata trasposta nella stagione animata Sailor Moon SuperS, in italiano Sailor Moon e il mistero dei sogni.

Il nuovo anime in pratica sarà una continuazione della serie animata Pretty Guardian Sailor Moon Crystal fungendo quindi da quarta stagione. Inoltre sarà diviso in due parti, ognuna della durata di 80 minuti e quella che vedremo il 3 giugno sarà la prima parte.

Le nuove avventure sono ambientate in una Tokyo in festa per l’eclissi totale di sole più spettacolare del secolo. Mentre la luna nuova oscura lentamente la luce del sole, Usagi e Chibi-Usa incontrano Pegasus che è in cerca della fanciulla prescelta in grado di sciogliere il sigillo del Cristallo d’Oro. Nel frattempo il misterioso Dead Moon Circus arriva in città per attuare un piano malvagio. Vuole liberare i Lemures (la materializzazione degli incubi), rubare il Cristallo d’Argento Leggendario, soggiogare la Luna e la Terra e infine dominare l’intero universo…

Pretty Guardian Sailor Moon Eternal

La realizzazione del film

Sailor Moon Eternal sviluppato dalla Toei Animation e Studio Deen e diretto Chiaki Kon (Sailor Moon Crystal Stagione 3) ha avuto la supervisione dell’autrice dell’opera originale Naoko Takeuchi.

Naoko Takeuchi

Il character design è di Kazuko Tadano, la designer delle storiche serie anime di Sailor Moon degli anni ’90, mentre Kazuyuki Fudeyasu (Le Bizzarre Avventure di JoJo) ha scritto la sceneggiatura.

Fumio Osano, caporedattore del team di Comic IP Development (Kodansha), ha dichiarato: 

Era da tempo che speravamo di portare sugli schermi occidentali Pretty Guardian Sailor Moon Eternal. Oggi siamo entusiasti di rendere disponibili questi film ai nostri fan tramite Netflix. In un momento storico così difficile è confortante sapere che gli spettatori possono trovare coraggio e speranza in questa storia che parla di amore e giustizia”.

Alle sue parole ha fatto eco Ema Hirayama (Manager, Content Acquisition, Netflix) fan di Sailor Moon fin dall’infanzia:

Per Netflix aggiungere Pretty Guardian Sailor Moon Eternal – Il film al già vasto catalogo di contenuti anime e condividere questa storia incredibile con i fan di tutto il mondo è un sogno diventato realtà.”

Come nasce Sailor Moon

La combattente che veste alla marinara e le guerriere Sailor sono le protagoniste delle avventure create da Naoko Takeuchi e pubblicate per la prima volta nel dicembre 1991 nella rivista manga Nakayoshi della casa editrice Kodansha.

Da allora hanno affascinato il pubblico di tutto il mondo. Ne è testimonianza il successo della serie TV trasmessa negli anni ’90 in più di 40 Paesi. Oltre alle più di 30 milioni di copie del manga originale vendute in ogni parte del mondo.

Pochi sanno che Sailor Moon in realtà nasce come spin-off di un altro manga, Codename Sailor V, pubblicato in Giappone nel 1991. Cioè le avventure di quella che poi diventerà Sailor Venus nel gruppo delle guerriere Sailor. 

Codename Sailor V è un manga uscito poco tempo prima della nascita di Sailor Moon e cresciuto parallelamente ad esso. Protagonista è Sailor Venus che prima si chiamava appunto Sailor V e combatteva i nemici della Terra da sola aiutata dal gatto parlante Artemis. 

Pretty Guardian Sailor Moon

Spinta dal buon successo, l’autrice ha ampliato la storia creando appositamente il manga Pretty Guardian Sailor Moon, da cui ha avuto origine la prima serie anime. Il personaggio originario è diventato così coprotagonista. Sailor Venus è la prima delle quattro amiche di Usagi Tsukino/Sailor Moon a trasformarsi in una guerriera. 

Le altre Sailor che compongono il nucleo iniziale, dette anche Guardian Senshi (dal giapponese “combattente”), appaiono per la prima volta durante la prima stagione dell’anime: Sailor Mercury, Sailor Mars e Sailor Jupiter.

Sono tutte studentesse con la tipica uniforme alla marinara che costituiranno la squadra di guerriere in supporto di Sailor Moon. Hanno il compito di difendere la principessa Serenity, cioè la vera identità di Sailor Moon nel regno del futuro Silver Millennium. In loro aiuto interviene anche Mamoru alias Tuxedo Kamen l’affascinante e misterioso cavaliere con cilindro e rosa letale. Da noi conosciuto come Milord, alias Endymion il principe sposato a Serenity.

Il compito di tutti loro è sconfiggere i cattivi inviati sulla Terra per impossessarsi del Cristallo d’Argento appartenente alla Principessa Serenity.

Il restyling dei personaggi

A differenza del cult degli anni ’90, il nuovo adattamento Pretty Guardian Sailor Moon Crystal è molto più fedele alle storie raccontate nei manga e propone ovviamente anche uno stile di animazione più moderno.

La differenza della serie anime degli anni Novanta passa anche da un restyling dei personaggi. Le facce da ragazzine sono sostituite da nuovi visi dal mento marcato e dai capelli ribelli e che sono incredibilmente fedeli ai disegni originali di Naoko Takeuchi. 

La cosa che più contraddistingue Sailor Moon sono i suoi lunghi codini biondi ispirati alla forma degli odango giapponesi, le tipiche polpette di riso.

Non tutti sanno che nei primi bozzetti aveva i capelli rosa che poi si sono evoluti in color argento ed infine si sono stabilizzati con il classico colore biondo.

Collage By Elena Paoletta

Usagi/Sailor Moon è meno macchietta di quanto fosse nella serie degli anni ’90, sia nel suo aspetto da scolaretta che nella sua veste da guerriera. Grazie alla sua comicità, alla dolcezza e alla forza che esprime riesce ad essere un esempio positivo per tutti.

Tutte le protagoniste sono più mature e slanciate, hanno gli abiti più sensuali come pure i loro atteggiamenti e i loro movimenti sono più sinuosi. Chi ha letto il manga non nota particolari differenze o quanto meno le stesse sono minime e ha l’impressione che i disegni originali abbiano preso vita.

Il mantenimento dei nomi originali 

Un altro dei grandi pregi di questo anime è il rispetto che si mantiene dei nomi originali dei personaggi. Infatti gli adattamenti degli anni Novanta li avevano annullati o deturpati in nome di una maggiore comprensibilità del prodotto per il pubblico occidentale.

In Sailor Moon la protagonista Usagi Tsukino si chiama Bunny in riferimento al significato del nome giapponese. Usagi in giapponese significa “coniglio” e una nota leggenda nipponica vuole che un coniglio risieda sulla Luna (Tsuki no usagi).

Questo cambiamento di nome non ha conseguenze fino a quando arriva una bambina che nel manga si chiama Usagi Small. Per non essere confusa con la Usagi più grande, viene chiamata Chibiusa, dove chibi sta per piccola e usa per Usagi, quindi giustamente “piccola Usagi”. La trasformazione italiana del nome Usagi in Bunny però non ha fatto però comprendere queste particolarità.

L’autrice e la sua passione per la moda

Naoko Takeuchi in un primo momento aveva in mente una storia un po’ diversa da quella poi realizzata. Per esempio Sailor Mercury doveva essere un cyborg che moriva distrutto dai nemici alla fine della prima stagione. L’editor dell’autrice le consigliò di trasformarla in un’umana per tenerla in vita e farla diventare una delle guerriere Sailor. Sailor Jupiter poi avrebbe dovuto essere il capo di una banda di teppisti con tanto di vizio del fumo. Si decise di farne una ragazza dalla forza fisica portentosa e quindi una guerriera energica.

L’autrice, oltre alla passione per la scienza, le auto di lusso e il cibo, è un’appassionata di moda. Così ha preso spunto da diversi stilisti famosi per creare gli abiti con cui abbellire i suoi personaggi. Ad esempio l’abito della Principessa Serenity è ispirato allo storico abito Palladium di Dior. Quello di Black Lady è ripreso da una modella della pubblicità del profumo Opium.

Collage by Elena Paoletta

In origine le uniformi delle guerriere Sailor, ispirate alle divise scolastiche giapponesi, erano tutte diverse. Nelle versioni che conosciamo di Sailor Moon le divise sono tutte simili tra loro, cambia solo l’assortimento dei colori e qualche accessorio, mentre nei primi bozzetti dell’autrice ogni guerriera aveva un costume particolare. I colori presenti sull’uniforme di Sailor Moon ovvero il rosso magenta, il blu, il bianco e l’oro rappresentano i vari colori della Luna.

Quale Sailor sei?

A me sono sempre piaciute tutte le guerriere Sailor perché riuscivo a trovare in ognuna diversi aspetti in cui identificarmi. Adoravo la positività e l’allegria di Usagi/Sailor Moon e il suo essere una golosa di dolci; la dolcezza e la timidezza di Ami/Sailor Mercury, la sua serietà nello studio e la voglia di conoscere e imparare cose nuove. Ma anche la testardaggine di Rei/Sailor Mars e il suo essere spesso diffidente e la simpatia e la goffaggine di Minako/Sailor Venus.

In particolar modo però mi piaceva Makoto/Sailor Jupiter, la guerriera del pianeta Giove, una ragazza romantica e gentile, forte e indipendente, che non si arrende mai di fronte alle avversità. Oltre al suo carattere adoravo anche i suoi orecchini a forma di rosa che indicano il suo legame con i fiori, tanto che anche io ne possiedo un paio uguali. 

La coppia Usagi e Mamoru ha fatto poi sognare molte ragazzine come me e il romantico Milord è stato per tante il primo amore, quello che si idealizza e non si trova mai…

I miei ricordi

Sono cresciuta con Sailor Moon insieme ai tanti cosiddetti “cartoni animati” che erano trasmessi in quegli anni. Ho iniziato a vederlo alle elementari e mi ha accompagnato per tutta l’infanzia.

Mi hanno sempre affascinata le ambientazioni e anche io da piccola come tante ragazzine giocavo a essere una guerriera Sailor, la combattente che veste alla marinara.

Ho adorato vedere per la prima volta sullo schermo le vicende di un gruppo di giovani adolescenti tormentate dal contrasto del vivere una vita normale e l’avere poteri per combattere il male nel mondo. 

Un po’ di nostalgia

Insieme ad altri cartoni come Lady OscarRossanaRanma½ DragonballSailor Moon mi ha fatto scoprire un mondo bellissimo, ovvero quello dell’animazione giapponese. Mi sono così avvicinata sempre di più a quelle storie molto diverse dalle solite fiabe e a quel particolare tipo di disegno a cui non ero abituata, una passione che non ho mai smesso di coltivare. Possedevo tantissimi giocattoli e gadget che purtroppo col tempo ho perso, tranne due pupazzetti a cui sono molto affezionata, quelli dei gatti Luna e Artemis. 

La mia collezione di Pretty Guardian Sailor Moon 
Picture © Elena Paoletta

Fin dalla prima puntata della serie televisiva si parla di una Sailor misteriosa che combatte i criminali della città guidata dal gatto bianco Artemis. É molto importante la presenza felina perché quando la studentessa Usagi incontra la gatta nera Luna, questa le rivelerà la sua identità di Sailor dando così inizio alla saga di Sailor Moon.

La serie, dopo le prime due stagioni di grandissimo successo, si è arricchita di nuovi personaggi e di una trama sempre più complessa avvicinandosi molto ad un moderno ciclo mitologico che ha entusiasmato la generazione degli anni Novanta.

La censura degli anni Novanta

Sailor Moon è ricordato anche per essere stato uno dei cartoni a target infantile più censurato. Frequentissimi sono stati i tagli e le modifiche apportate alla trama, viste le allusioni sessuali ritenute eccessive per un pubblico di minori ma derivanti dalla cultura giapponese che ha sempre trattato la sessualità in un modo più libero. I tagli hanno riguardato soprattutto le inquadrature troppo ravvicinate alla nudità delle protagoniste durante le trasformazioni, oppure alcune scene di intimità tra i personaggi. 

Una psicologa sostenne che la quinta serie di Sailor Moon sarebbe stata in grado di compromettere seriamente l’identità sessuale dei bambini. L’accusa era basata sulla segnalazione di alcuni genitori i cui figli maschi appassionati della serie si identificavano con la protagonista.

Le modifiche

Successivamente la polemica riguardò la quinta stagione con l’apparizione del gruppo musicale maschile Three Lights che per combattere cambiano sesso e si trasformano nelle guerriere Sailor Starlights. Le immagini della trasformazione in Italia subirono la censura adottando una giustificazione con la comparsa di sorelle gemelle, mentre in America la stagione non andò mai in onda. 

Sailor Starlights
Collage by Elena Paoletta

Altri cambiamenti riguardarono alcuni personaggi malvagi, come Zakar e Occhio di pesce, presentati direttamente come donne per non spiegare la relazione omosessuale del primo con Lord Kaspar e la passione per gli abiti femminili del secondo. 

In conseguenza alle polemiche la serie di Sailor Moon, già riadattata, subì altre modifiche: in video con vistosi fermi immagini e rimontaggi delle scene e ancora di più nei dialoghi che in diverse occasioni stravolgevano la trama originale.

Nella terza serie le guerriere Sailor Uranus e Sailor Neptune formano una coppia omosessuale ma il loro amore subì una pesante censura da Mediaset che le fece passare per semplici amiche.

In un altro episodio Sailor Uranus, la guerriera che nella vita quotidiana veste solitamente abiti maschili, dà un breve bacio sulla bocca a Sailor Moon per turbarla e confonderla. Questa scena venne tagliata e mai trasmessa.

Inoltre quando nell’ultimo episodio Sailor Moon è coinvolta in una battaglia particolarmente violenta si mostra in video completamente nuda. Sebbene il nudo fosse inteso come simbolico e coerente con il senso della storia e non presentasse caratteri sessuali visibili ma di fatto era un nudo simile a quello di molte bambole, gli adattatori lo giudicarono inaccettabile e quindi lo censurarono.

Collage by Elena Paoletta

Tutti in attesa del 3 giugno 2021

Quando si parla di Sailor Moon non si parla di un semplice “cartone animato” ma di uno dei simboli del girl-power anni Novanta. Ha ispirato decine di storie manga basate sulla collaborazione femminile unita alla responsabilità nel gestire i poteri per combattere il male.

Con Sailor Moon tutte le bambine dell’epoca hanno creduto che la solidarietà femminile e l’amicizia fossero impossibili da scalfire. Soprattutto che non sempre per salvarsi è necessario l’aiuto maschile, ma che la forza d’animo e il credere in se stessi fa crescere e rende indipendenti.

Pretty Guardian Sailor Moon Eternal

Non si sa molto di Pretty Guardian Sailor Moon Eternal a parte le immagini dei trailer trasmesse da Netflix e qualche notizia appresa sul web. Si sa però che mentre una volta spadroneggiava la vocina allegra di Cristina D’Avena e tutti cantavamo con lei, oggi è il gruppo musicale femminile di idol giapponesi Momoiro Clover Z che interpreta il brano Tsukiiro Chainon (Anello color Luna), tema canoro del film. 

La curiosità su questo film è tanta. Speriamo di non perdere quella sensazione elettrizzante che provavo da piccola quando il pomeriggio accendevo la TV e stavo incollata a guardare Sailor Moon gridando: «Potere del cristallo di Luna trasformami!»

Comments

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  1. Sei veramente bravissima io personalmente di tutto quello che hai scritto tu ne sapevo solo un quarto di tutte queste informazioni

    • Grazie, sono contenta di sapere che hai apprezzato il mio approfondimento. Quando scrivo il mio scopo è proprio questo, dare informazioni e incuriosire più persone possibili per avvicinarle maggiormente al mondo dei manga/anime e alla cultura giapponese! 🙂

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