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Hokuto no Ken, la leggenda del messia della fine dei tempi

Kenshiro

“Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti… tuttavia, la razza umana era sopravvissuta..”. Con queste parole, scolpite nella memoria di molti di noi, si apre la narrazione di una delle opere più importanti e iconiche della storia per quanto riguarda il panorama battle shōnen ed i manga in generale: Hokuto no Ken, di Tetsuo Hara e Buronson (pseudonimo di Yoshiyuki Okamura).

• Le origini

Hokuto no Ken comincia la sua serializzazione il 13 settembre 1983 su Weekly Shōnen Jump, grazie all’iniziale successo di due oneshot sottoposte da Hara all’attenzione di Shūeisha, dove vediamo una storia ben diversa da quella che conosciamo oggi. Nelle oneshot vediamo infatti un Ken molto giovane, a Tokyo, in un mondo che non ha vissuto l’apocalisse a la Mad Max che possiamo osservare nella versione definitiva dell’opera. I sondaggi dei lettori premiarono il lavoro e il tratto di Hara, che viene dunque incaricato di trasformare Hokuto no Ken in una serie settimanale, affiancato da Buronson alla scrittura, che aveva già lavorato a molte opere manga a partire dal 1972.

Hara e Buronson
Tetsuo Hara (sinistra) e Buronson (destra) di fronte alla statua dedicata a Kenshiro a Hakodate, Hokkaido.

• La premessa

La storia di Hokuto no Ken narra le vicende che hanno luogo attorno al nostro personaggio principale: Kenshiro, il 64° successore dello Hokuto Shinken (conosciuta in Italia come la Divina scuola di Hokuto), arte marziale di origine cinese tramandata ad un singolo successore per ogni generazione, con una tradizione di 1800 anni.

Il fulcro dell’Hokuto Shinken consiste nell’incanalare la propria forza nei punti di pressione dell’avversario, detti “Tsubo“. Colpire gli Tsubo consente a chi conosce le tecniche della Divina scuola di Hokuto di far esplodere i propri avversari dall’interno, farli muovere contro la loro volontà, guarirli, inibirne le capacità, e molto altro.

• Un cuore spezzato

La narrazione inizialmente lascia in sospeso molti particolari importanti, non è infatti chiaro dalle prime battute chi sia Kenshiro, quale sia il suo obiettivo e come faccia ad essere così forte, ma attraverso una impeccabile scrittura, avremo modo di conoscere nel dettaglio sia le vicende che hanno segnato il passato di Kenshiro, sia quelle che lo vedranno impegnato al tempo della narrazione. Molto presto infatti scopriamo che Ken, poco tempo prima, ha perduto la donna che ha sempre amato, Julia, per mano di Shin, esponente della Sacra Scuola di Nanto e vecchio amico di Ken.

Shin, Ken e Julia
Da sinistra: Shin, Kenshiro e Julia.

• Sotto la stella dell’Orsa Maggiore

Incapace di accettare l’amore di Julia per Ken, Shin decide di rapirla di fronte a un Ken incapace di reagire, vittima di un’imboscata da parte di Shin e i suoi uomini. Sarà in questa occasione che vedremo per la prima volta in azione la Sacra Scuola di Nanto, nel momento in cui Shin infliggerà a Kenshiro il dolore delle sue iconiche cicatrici, le quali formano sul petto di Ken la costellazione del Carro dell’Orsa Maggiore (Hokuto), la sua stella protettrice.

Da qui in poi, la storia ruoterà intorno al desiderio di Kenshiro di riabbracciare la sua amata Julia, desiderio che lo porterà a intraprendere un lungo viaggio, affiancato dagli alleati incontrati lungo il suo percorso, e affrontando avversari sempre più temibili, che scaveranno nei meandri del passato tormentato di Ken.

• L’ultimo angelo

Nel suo percorso, vedremo Ken risolvere una miriade di questioni talvolta slegate dal suo obiettivo principale, Kenshiro è infatti quello che potremmo considerare un messia all’interno di un mondo dove l’unico metro di giudizio e di paragone è la forza bruta, chi è più forte regna, mentre i deboli periscono o vivono come schiavi, soggiogati da un brutale sistema di selezione naturale.

Kenshiro è l’ultimo benefattore, schermato da uno sguardo triste e lontano da tutti. È incapace di sorridere e di spezzare le catene che avvolgono le vite di coloro che sono legati a lui, giustiziere incaricato di portare a compimento le trame che un destino infausto ha già scritto, conducendolo ad uno stato di sofferenza apparentemente implacabile.

Quello di Hokuto no Ken è un universo narrativo dove non esistono sicurezze, ogni personaggio potrebbe sparire da un momento all’altro, non ci sono cliché che tengano. La morte è un elemento fortemente presente, uno spettro che aleggia inesorabile e minaccioso e che non tarda mai a presentarsi a più riprese all’interno dell’opera.

• Amore amaro

Kenshiro vive trasportato da un forte senso di giustizia e dall’amore, elementi che sembrano spariti dal mondo che lui abita, ma che rappresentano a tutti gli effetti il vero fulcro dell’opera.

Per i personaggi che tengono le redini della storia, siano essi buoni o cattivi, è l’amore l’unico sentimento capace di smuovere i loro cuori.

Non è infatti raro vedere personaggi capaci di compiere le peggiori atrocità, encomiati per la forza del loro amore e dei loro sentimenti da Ken stesso dopo che quest’ultimo ha posto fine alla loro vita, elevandoli talvolta a pilastri del nuovo mondo.

• Lacrime mascoline

Espedienti narrativi come questo, per quanto controversi possano essere, sono stati utili per creare all’interno della storia delle figure mitiche, personaggi secondari capaci di sacrificare tutto pur di difendere ciò a cui tengono, antagonisti in grado di far tremare la terra al loro passaggio, mossi da ideali concreti e da una forza di volontà titanica, in grado di far vacillare anche i cuori più puri.

Hokuto no Ken ci presenta un roster di personaggi indimenticabili, che inevitabilmente lasceranno un segno indelebile nei cuori di ogni lettore con le loro struggenti storie e con le loro lacrime (e le nostre).

Lacrime di Kenshiro

• L’eroe di una generazione

Hokuto no Ken si presenta come un’opera ricca di insegnamenti per il pubblico più giovane e di spunti di riflessione per un pubblico più adulto, rivolgendosi alla perfezione al suo target di riferimento. L’opera è stata inoltre in grado di dettare anche alcuni dei punti chiave che ancora oggi rappresentano uno standard nel panorama del battle shōnen moderno, elevandoli all’ennesima potenza, come i power-up, l’evoluzione e scrittura romantica dei personaggi, la teatralità e il tema del sacrificio.

Nonostante la sua estrema violenza, le resistenze da parte di sponsor e associazioni dei genitori, la serie ha ottenuto un clamoroso successo di pubblico, raggiungendo i 245 capitoli raccolti in 27 volumetti.

Nel 1984 ha inoltre ricevuto un adattamento animato da parte di Tōei, diretto da Toyō Ashida per la durata di 152 episodi, trasmesso in Italia con il titolo “Ken il Guerriero“, condito dalla spettacolare colonna sonora di Nozomi Aoki (Capitan Harlock, Galaxy Express 999).

Tutt’oggi, Hokuto no Ken occupa un posto importante nell’immaginario giapponese, Ken è il punto di riferimento di una generazione intera, un volto simbolo per la tradizione del fumetto e dell’animazione del sol levante, e verrà per sempre ricordato come una tappa fondamentale per l’evoluzione di questi ultimi.

La stella dell’Orsa Maggiore veglia su di voi!

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