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Hentai: i manga a sfondo pornografico

La parola Hentai (“anormale”) in Giappone si usa soprattutto con il significato di “sessualmente perverso” e indica un particolare genere pornografico contenente riferimenti sessuali espliciti. In Giappone viene anche usata l’espressione seijin manga (“manga per adulti”) con lo stesso significato.

L’hentai permette l’uso dell’immaginazione così come di scene completamente distaccate dalla realtà e dai valori culturali considerati “normali”. È una forma di espressione di fantasie sessuali che possono essere portate agli estremi, dimostrando spesso desideri subconsci e motivazioni puramente carnali.

Questo aspetto della cultura giapponese ha acquisito una certa popolarità in Occidente e sebbene anche in tutto il mondo si producano opere pornografiche, queste non sono mai state popolari quanto quelle hentai.

In confronto ad altre forme di rappresentazioni erotiche, l’hentai spesso ritrae donne che si ritrovano coinvolte in incontri sessuali talmente eccitanti da trasformare la normalità della loro vita quotidiana.

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Le trame diventano secondarie e i personaggi possono essere ritratti come timidi o spensierati fino a quando non si ritrovano in una situazione stimolante ed eccitante. Il sesso diventa allora un bisogno primario che non tiene più conto di regole morali né sociali e che può oltrepassare perfino la linea della non violenza.

Uno dei temi più comuni resta infatti quello del sesso consensuale tra coppie anche estranee, eccitate da un incontro tra sconosciuti dove i maschi riescono a convincere la donna a fare ciò che loro desiderano, oppure è la donna a prendere l’iniziativa sessuale.

Hentai Ouji To Warawanai Neko

Il sottogenere dell’hentai è il bara. Con questo termine si indicano i manga pornografici a tematica gay che trattano temi scandalosi messi in evidenza dalla fisicità dei personaggi.

La diffusione dell’hentai

Qualcuno prova imbarazzo nell’ammettere di leggerli; qualcun altro fa finta di non sapere cosa siano; altri invece ne parlano continuamente e vanno molto fieri di questa loro passione. Gli hentai sono controversi, sono esagerati e soprattutto sono tanti!

In Italia la Magic Press è la casa editrice che per prima ne ha iniziato la pubblicazione. Tra i vari titoli troviamo: Love Sample, Hajirai Break, D/S Extasy, Flappy! Sugar Babies, Ciliegia acerba! Pandemonium, My Sweet Devil, Benvenuti a casa Tokoharu.

Benvenuti a casa Tokoharu
Benvenuti a casa Tokoharu

Per rendere l’idea sul tipo di storie narrate e sulle più diverse ambientazioni, propongo dei brevi riassunti di altri manga hentai sempre editi dalla Magic Press.

Se ti innamori la strada è sempre dritta

Dopo il successo di Benvenuti a casa Tokoharu, che segue le vicende dei personaggi di un condominio dove ne succedono di tutti i colori, Kirasagi Gunma propone un altro hentai, stavolta scolastico. Infatti le vicende di Se ti innamori la strada è sempre dritta, sono ambientate nel club Seikodo dove si insegna ai liceali la competizione sessuale. Questa però viene intesa come se fosse uno sport nazionale e quindi l’impegno degli studenti deve essere al massimo. Kiyosato non è interessato a questo tipo di “sport”, finché scopre che tra le migliori atlete di questa inusuale disciplina c’è anche la ragazza dei suoi sogni.

La mia Lady adora le sconcezze!

Un manga che racchiude una raccolta di storie brevi del maestro Bosshi. Le avventure di ragazze alquanto estroverse che spaziano tra i piaceri dell’erotismo. Si va da una Lady che, pur essendo sposata, si “diverte” molto con il suo maggiordomo tra i lussi dell’alta società, ad una giovane ninja che escogita dei modi “creativi” per ritrovare la strada di casa.

La mia lady adora le sconcezze

Kigenzen 10000-nen no Ota

Questo manga scritto e disegnato da Chosuke Nagashima è composto da tre volumi. Il pratagonista è il giovane Ota, uno studente e otaku appassionato di anime, molto sfortunato in amore. La sua vita cambia improvvisamente quando un giorno, mentre passeggia per le vie di Akihabara, viene catapultato all’improvviso nell’era preistorica. Qui finisce in una tribù che non ha ancora abbandonato lo stato primitivo e così cerca di integrarsi soprattutto grazie alle sue “conoscenze” da uomo del futuro. Gli uomini preistorici sono fermi all’anno zero per quanto riguarda il sesso e Ota insegna loro i piaceri procurati dalle diverse posizioni sessuali. Tra misteri, colpi di scena e sesso con le donne più belle del mondo prestorico, deve però trovare una via per tornare nel suo tempo.

Kigenzen 10000-nen no Ota
Kigenzen 10000-nen no Ota

Oni Chichi

Atsuki ha due splendide figliastre, una bionda e l’altra mora, di cui ben presto si invaghisce. Crea così un potente spray afrodisiaco che gli consente di sedurre qualsiasi donna voglia. Approfittando di una prolungata assenza della moglie, fuori per lavoro, ne approfitta per mettere in atto quelle che fino ad allora erano solo le sue fantasie erotiche. Dopo un po’ però le sorelline sembrano gradire molto queste sue perversioni e vorranno passare il tempo sempre con il loro “papà”.

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Nekomimi

In Giappone i manga per adulti sono venduti nelle librerie e nei konbini (convenience store). Il titolo più famoso di manga hentai è Secret Plot che nel 1995 ha stabilito il record di vendite.

La varietà dell’hentai racchiude tutti i possibili feticci sessuali, alcuni più comuni e altri tipicamente giapponesi, come le nekomimi (ragazze gatto). Ci sono anche altri personaggi semiantropomorfi che mostrano attributi animali come orecchie, artigli e code, mentre generalmente la pelle non è coperta da pelliccia ma è completamente visibile. La nekomimi è un costume ricorrente in molte culture e consiste in una serie di attributi felini tesi a rendere più sensuale o tenero un personaggio femminile.

Nekomimi

Nella mitologia giapponese esistevano effettivamente le nekomusume, gatti trasformati in giovani fanciulle. Un uso molto frequente delle nekomimi ricorre soprattutto nella simbologia dei manga dove un personaggio può assumere attributi felini per indicare uno stato d’animo. Per esempio con le orecchie si indica l’aver sentito una conversazione a distanza e con la bocca un pensiero maligno.

Questa simbologia non è visibile agli altri personaggi anche se può diventarlo per produrre un effetto comico nel lettore come, per assurdo, quello che creano nei manga kodomo i chibi o i super deformed.

Ecchi

Ecchi deriva dalla pronuncia giapponese della lettera H, ma l’effettiva etimologia del termine è ancora sconosciuta e si pensa che a sua volta sia un rimando del primo carattere del termine Hentai.

Infatti in origine ecchi era usato anche come sinonimo di hentai poiché il termine indica proprio il rapporto sessuale nello specifico (la frase “ecchi shiyo-ze” in italiano viene tradotta con “facciamo sesso”).

Highschool of the Dead
Highschool of the Dead 

Con il passare degli anni le due espressioni si sono separate ed hanno ottenuto significati diversi. Chiamare qualcuno ecchi è comunque sempre meno offensivo che definirlo un hentai, anzi in certi casi potrebbe risultare anche civettuolo.

Spesso il termine è usato nello slang per indicare fantasie erotiche e allusioni sessuali (hot-eccitante e sexy). Come aggettivo assume il significato di “osceno”, “lascivo” e “frivolo”. Come verbo (ecchi suru) indica il fare qualcosa di “sessualmente sporco o cattivo” o anche del semplice “dormire insieme”.

Con ecchi si tende a definire manga ed anime a sfondo erotico, senza espliciti risvolti sessuali, con doppi sensi e situazioni ambigue che spesso creano un’atmosfera allegra.

La commedia Futari ecchi per esempio affronta le varie problematiche sessuali in un rapporto di coppia. Due venticinquenni si incontrano tramite un’agenzia matrimoniale, si piacciono e decidono di sposarsi. Per tutti e due è la prima volta in amore e quindi affrontano questa novità cercando di superare insieme l’imbarazzo e l’inesperienza. Il manga si trasforma allora in un vero e proprio manuale per il sesso, affrontando e spiegando come poter superare le difficoltà che si incontrano di volta in volta e descrivendo in modo particolareggiato ma con molta ironia le varie tecniche e posizioni sessuali.

Collage by Elena Paoletta

L’erotismo

Chiunque abbia approfondito i media giapponesi nel corso degli anni sa che le opere di questo filone spaziano da un erotismo soft ad uno più spinto.

I lavori dai contenuti “leggeri” si limitano a stuzzicare la fantasia del pubblico, con il classico vedo non vedo. I personaggi femminili hanno vestiti succinti, che mettono in evidenza le forme fisiche (generalmente esagerate) o altre parti del corpo, senza sfociare necessariamente nell’osceno.

A volte il tutto viene enfatizzato da inquadrature che si soffermano su determinate parti del corpo o sulla biancheria intima, forse per cercare di suscitare ancora più interesse nel pubblico: il cosiddetto fanservice.

Esempi più iconici di ecchi soft possono essere Highschool of the Dead e The Seven Deadly Sins, manga privi di nudità esplicite che si limitano a mostrare pochi ma abbondanti elementi.

The Seven Deadly Sins
The Seven Deadly Sins


Diversamente i manga e gli anime più spinti non indugiano a presentare seni scoperti, cercando comunque di non sfociare in situazioni solo per adulti. Anche in queste circostanze ritornano scene che mettono in risalto determinate parti del corpo. Tra gli esempi di produzioni che mostrano nudità parziali ci sono Prison School e High School DxD, che tra i punti di forza, oltre alla comicità, hanno appunto la nudità.

No al nudo integrale

Gli autori rispettano una sorta di “etica” per evitare che il loro lavoro diventi troppo triviale, scongiurando in questo modo le censure che il Giappone apporta ai contenuti pornografici. I lavori ecchi si limitano a mostrare quindi solo le parti superiori del corpo senza nudi integrali.

Nei fanservice, per rendere più divertente e leggera tutta la situazione, si fa uso di ecchi soprattutto nelle gag. Ad esempio quando la testa di uno dei personaggi maschili va a finire tra i seni di un procace personaggio femminile, magari durante il loro primo incontro. Oppure quando le uniformi, i costumi o gli abiti, tutti rigorosamente attillati, possono essere provocatori e vengono indossati come abbigliamento quotidiano da parte di un personaggio.

Lamù
Lamù

Sono definiti ecchi i sobbalzi di seni enormi, le immagini di mutandine o scollature, i costumi da bagno aderenti, le uniformi scolastiche da marinaretta e anche tutti quei personaggi che non sono consapevoli della loro sessualità ma sembrano innocenti e allegri o astuti e maliziosi. A volte un personaggio femminile può mostrare segni di imbarazzo o di umiliazione per la sua nudità in pubblico, sia che questa sia parziale o totale, ma può anche agire in maniera totalmente normale.

Negli ecchi c’è dunque del sesso, ma non è così esplicito come nell’hentai e non si vede il nudo integrale.
Sempre più frequentemente si può incontrare lo ecchi anche nei manga shōjo e josei, ma la sua caratteristica lo colloca soprattutto nei manga shonen e seinen.

My girlfriend is a fiction

È un manga shonen con contenuti ecchi scritto e disegnato da Shizumu Watanabe, pubblicato nel 2011. Avendolo letto mi sento di consigliarlo a chi volesse avvicinarsi agli ecchi in modo soft, poiché qui vengono trattati temi seri e profondi ma sdrammatizzando tutto e facendo riflettere con un sorriso.

manga My girlfriend is a fiction
Picture © Elena Paoletta

Yuri Hamura ha passato gli ultimi dieci anni a scrivere e a disegnare su cento quaderni la sua ragazza ideale alla quale ha anche dato un nome: Michiru Araragi. Giunto al liceo però si innamora di Fuko Kuzumi, scrittrice e vice-presidente del club di letteratura della scuola. Si iscrive così al club per cercare di conquistare la ragazza lasciando perdere le sue fantasie. Un giorno decide di disfarsi per sempre dei suoi quaderni e si reca ad un tempio shintoista per bruciarli.

Il destino vuole che lì incontra Fuko affranta perché ha il blocco della scrittrice. Yuri, colpito dalla confidenza della ragazza, pensa di regalarle il materiale raccolto sui suoi quaderni, in modo che Fuko possa riuscire a prenderci spunto per delle storie interessanti. Ma, dopo un’improvvisa tempesta, Yuri apre la borsa dall’ interno esce una ragazza nuda. È Michiru in carne ed ossa ed ha tutte le caratteristiche descritte dal ragazzo: il comportamento sexy, una super forza e un raggio laser negli occhi.

La storia si complica quando Yuri viene aggredito da Amu Kusunoki, il personaggio letterario creato da Fuko. Amu si trova nel mondo reale perché è riuscito ad entrare dal varco lasciato aperto da Michiru. Gelosie, ripicche e tentativi di coinvolgere sessualmente i due innamorati hanno la priorità su tutto finché…

My girlfriend is a fiction scan

I problemi adolescenziali

Sicuramente l’adolescenza è un periodo difficile. Si combatte contro dubbi, incertezze, complessi e soprattutto per chi è più sensibile queste sono difficoltà che sembrano insuperabili. Yuri è un ragazzo solo e introverso che fin da piccolo ha avuto una vita complicata a causa dei continui trasferimenti della famiglia. Non ha potuto avere amici stabili né giornate vissute come qualsiasi altro ragazzino, tra giochi o sport collettivi. È rimasto sempre isolato, chiuso in se stesso per non essere considerato strano o sfigato.

Questa sua asocialità ha messo in risalto la sua passione segreta: inventare una ragazza ideale. Attraverso carta e penna riesce a dare sfogo a ciò che prova, creando storie e un personaggio che rappresenti il suo riscatto.

Questo manga può sembrare una storia romantica qualunque, invece affronta tematiche importanti quali la solitudine, la tristezza di chi si sente diverso, l’incomprensione e i pregiudizi.

C’è tanta voglia di scoprire se stessi attraverso le proprie passioni e il desiderio di incontrare persone che sappiano amarci per come siamo. I personaggi sono caratterizzati e hanno tutti il loro percorso di crescita e forse è proprio Michiru, spavalda e sbarazzina che gira mezza nuda per casa, quella che matura e cambia più di tutti.

Shimoneta

È una serie shonen/ecchi di light novel creata da Hirotaka Akagi e disegnata da Eito Shimotsuki pubblicata a partire dal 2012.
Successivamente, come spesso accade per le serie di successo, l’opera è stata adattata anche in formato manga per poi divenire un anime.
Recentemente, sulla piattaforma streaming Netflix, sono stati pubblicati i dodici episodi che compongono la serie, prodotta dallo studio d’animazione J.C. Staff.

Ho visto per curiosità la serie anime. La storia è particolarmente demenziale e ricca di moltissimi ecchi solo per veri esperti. Nella sua assurdità affronta però il grande problema della censura in Giappone.

Shimoneta

La trama

L’opera è ambientata in un futuro distopico dove le oscenità sono bandite dal governo. Grazie a speciali oggetti elettronici indossati da tutti i cittadini, le autorità possono controllare i gesti o i vocaboli ritenuti inopportuni ed arrestare chi fa uso di materiale pornografico.

A combattere contro questa censura c’è la sfrontata Ayame Kajo, una giovane ragazza che si trasforma nella terrorista “Il blu del campo innevato” indossando come maschera le proprie mutandine. Ayame distribuisce immagini di ragazze ammiccanti e urla ogni sconcezza possibile ogni volta che può.
Ad aiutarla c’è Tanukichi Okuma, il giovane ragazzo protagonista della serie che, nonostante voglia cercare di mantenere il più possibile un comportamento corretto, viene trascinato da Ayame nell’organizzazione SOX di cui anche lei fa parte.

 

Le tematiche

Il plot narrativo, divertente e originale, riesce nei primi episodi a catturare in maniera efficace l’attenzione dello spettatore anche per il tema della censura, da sempre molto presente in Giappone.

Anche la concezione del sesso nella società nipponica viene trattata in modo puramente comico, riproponendo sempre le stesse gag senza focalizzarsi su nuovi spunti creativi. Tutto ruota intorno ai membri dell’organizzazione SOX che si sforzano di mostrare, soprattutto ai loro compagni di scuola, ogni genere di materiale vietato per tentare di combattere le folli censure imposte dal governo.

Ayame Kajo
Ayame Kajo

Manca però lo scontro tra terroristi e istituzioni governative rappresentate dall’avvenente Anna Nishikinomiya, presidentessa del consiglio studentesco e incaricata di combattere con ogni mezzo i comportamenti osceni. I suoi atteggiamenti sono caratterizzati da una vena comico-erotica perché è innamorata di Tanukichi e si eccita di fronte a lui. I “terroristi” non vengono quindi mai messi in difficoltà ed è assente il confronto diretto tra le forze opposte.

Gli autori hanno preferito concentrarsi sull’ossessione sessuale di Anna per il protagonista e sulla quantità di sconcezze pronunciate da Ayame.

La mia Maetel

È una mini opera seinen di Hiroya Oku composta da 3 volumi pubblicati dalla Planet manga. L’ho letto un pò di tempo fa soprattutto perché ero interessata al tema degli Hikikomori. Questo fenomeno ormai non è più una prerogativa solo della cultura giapponese, ma è dilagato anche nelle società occidentali. La mia Maetel trova una soluzione ecchi a questo claustrofobico problema.

Picture © Elena Paoletta

Shintaro Koizumi è un hikikomori, un ragazzo di 30 anni che vive rinchiuso nella sua stanza da quindici anni, senza mai uscirne. L’unica persona con cui parla, attraverso una porta chiusa, è suo padre Yasujiro che è molto preoccupato per lui e cerca in tutti i modi di convincerlo ad uscire.

Dopo molti tentativi riesce a strappare a Shintaro una promessa. Se Yasujiro riuscirà a trovarsi una fidanzata allora lui uscirà dalla sua stanza.

Il padre in verità ha già una fidanzata, una giovane collega di lavoro, Haruka Yoshinaga. Decide allora di sposarla, ma in viaggio di nozze muore. A quel punto Haruka va a vivere nella casa del marito e instaura con Shintaro un particolare rapporto madre-figlio. Giovane, bella e prosperosa, la ragazza non è per nulla l’archetipo della matrigna e, anche se l’impresa non è facile, riesce a far innamorare di lei il ragazzo, ad abbattere quel muro di silenzio in cui si è rinchiuso e a farlo uscire di casa.

La tematica Hikikomori

In La mia Maetel Hiroya Oku, l’autore del più conosciuto Gantz, affronta uno dei problemi sociali del Giappone più scottanti, quello degli hikikomori. Con uno stile sobrio e anche divertente, fa conoscere un altro aspetto della cultura nipponica. Forse meritava più pagine questo delicato problema psicologico che affligge molta della gioventù giapponese, mentre si è preferito dedicare più spazio alle scene di sesso. L’autore è sicuramente più predisposto per le opere fantascientifiche e folli come Gantz e quindi ha mostrato meno il passaggio alla maturità di Shintaro, il suo voler superare i problemi, il suo volersi rendere indipendente. Tuttavia è riuscito a dare un effetto tipico dei telefilm: con uno stile che ricorda una telecamera fissa, segue l’azione facendo però concentrare il lettore sia sulle inquadrature che sui dialoghi.

Tra hentai ed ecchi

Vi sono alcune produzioni erotiche che per i contenuti offerti si posizionano al confine tra gli hentai e gli ecchi. Opere che sono andate ben oltre il concetto di ecchi eppure non sono arrivate ad essere considerate veri e propri hentai ma stanno nel mezzo. Ad esempio Kimi no iru machi, To Love Ru, Hantsu x Torasshu, B gata H Kei, Nana to kaoru, Oretama e Nozoki Ana.

Kimi no iru machi
Kimi no iru machi

Alcuni manga, pur non cadendo quasi mai nell’eccessivo, presentano comunque elementi forti e discutibili.

È il caso di Interspecies Reviewers un manga scritto da Amahara ed illustrato da Masha, che ha creato scalpore proprio perché giudicato troppo spinto.

Interspecies Reviewers

Ambientato in un mondo fantasy popolato da creature di ogni specie, ha per protagonisti l’avventuriero Stunk e l’elfo Zell, due esploratori che hanno come obiettivo quello di fare sesso con qualsiasi tipo di donna. Sono facilitati nel loro compito poiché nel mondo di Interspecies Reviewers vi sono vari bordelli e le donne che vi lavorano sono chiamate succubi, in quanto nelle loro vene scorre il sangue di creature mitologiche seduttrici di uomini. Durante uno dei loro viaggi esplorativi, Stunk e Zell salvano Crim, un angelo a cui si è rotta l’aureola e quindi non può fare ritorno in Paradiso. I due esploratori lasciano che Crim si unisca a loro con la speranza di poter visitare un giorno il Paradiso e scoprire se anche lì vi siano bordelli.

Interspecies Reviewers

Dopo aver stilato, quasi per scherzo, una specie di recensione sulle proprie esperienze sessuali e averla pubblicata sulla bacheca della locanda Ale & Eats (ritrovo di molti viaggiatori), si rendono conto che i loro giudizi vengono molto apprezzati. La cosa frutta anche economicamente e quindi capiscono di poter diventare giudici di bordelli e di succubi. I due coinvolgono in questa folle impresa Crim, ed un quarto membro che però cambia di volta in volta. Il gruppo viene chiamato Ishuzoku Reviewers e ognuno di loro è chiamato ad esprimere un parere sulle proprie esperienze.

L’esagerazione

Stunk e Zell sono due eroi atipici: sebbene abbiano notevoli abilità combattive non sono interessati ad affrontare nemici, preferendo fare grandi mangiate e bevute nelle taverne, ma soprattutto spendere i soldi nei bordelli.

Sin dall’introduzione si percepisce come Interspecies Reviewers sia un ecchi senza mezzi termini, che in più occasioni si lascia andare a situazioni spinte, che lo potrebbero rendere un hentai. La serie ha un’atmosfera comica data da circostanze imbarazzanti e da doppi sensi, ma a volte cade nell’eccesso. Infatti non si limita a mostrare solo parti femminili nude ma si spinge oltre, con rapporti sessuali che lasciano poco spazio all’immaginazione.

Sebbene la trama si focalizzi su un unico tema, tanto che potrebbe risultare quasi scontato assistere a determinate scene, a volte esagera e perde l’eleganza di un ecchi “puro”. 

Per esempio quando i due protagonisti raggiungono un quartiere a luci rosse in un vulcano e chiedono di una succube salamandra il cui corpo rovente permette di cuocere la carne, come fosse un barbeque. La carne di specifiche parti del corpo, a causa dell’elevato calore assume forme abbastanza esplicite. Oppure altre scene forti si vedono quando i due si trasformano in donne per capire meglio cosa prova l’altro sesso durante un rapporto fisico.

La censura

Molte emittenti occidentali hanno rimosso dai loro network la serie anime tratta dal manga Interspecies Reviewers. La visione presentava alcune scene e scelte registiche non apprezzate da tutti gli appassionati perché ritenute eccessive. Ad esempio risultava dissacrante e poco gradevole vedere l’angelo Crim avere dei rapporti sessuali, come pure il suo “sfruttamento” da parte dei due avventurieri solo per scoprire se anche in Paradiso esistono bordelli.

Un forte disagio lo ha provocato anche la scelta del character design di alcuni personaggi. Sebbene sia specificato che la maggior parte dei ruoli sono di personaggi maggiorenni, Crim, l’halfling Kanchal ed altri hanno un aspetto forse sin troppo bambinesco per situazioni dal contenuto riservato ad un pubblico di adulti.

Nel corso delle puntate erano presenti anche altre situazioni, alcune leggere che si limitavano a far vedere lo stretto indispensabile, altre più esplicite anche se camuffate. La censura è allora intervenuta con un comparto sonoro i cui effetti però erano poco equivocabili.

Sicuramente le differenze culturali tra Oriente ed Occidente hanno contribuito al giudizio negativo sulla serie. Anche se ormai anime e manga che sembrano agli occidentali troppo assurdi non sorprendono quasi più. 

A causa dei numerosi problemi etici e morali legati a Interspecies Reviewers riscontrati dai network occidentali, alcune emittenti orientali hanno dovuto apportare sostanziali modifiche. Questo per non perdere gli ascolti d’oltreoceano, sebbene la serie andasse in onda in seconda serata o in versione “protetta”.

Certo resta il dubbio se per aumentare l’audience valga la pena modificare un’opera rischiando di snaturarla.

Harem

Nei manga per adulti si incontra spesso una situazione harem.

Col termine gergale harem (hāremu) o hāremumono, si vuole descrivere un sottogenere comune però a più generi manga.

Si ha quando il protagonista maschile si trova “amorosamente” circondato da tre o più membri del sesso opposto (Hentai Ouji To Warawanai Neko e Rosario + Vampire).

Rosario + Vampire
Rosario + Vampire


Di solito è timido e imbranato ed è conteso da tante belle ragazze che provano un sentimento per lui ma che creano spesso situazioni buffe, imbarazzanti e divertenti.

Ci sono anche harem con toni più seri e drammatici e altri che presentano scene ecchi, ma che non sono per questo puramente pornografiche (Love Hina). 
Quando il senso viene invertito, cioè una protagonista femminile è circondata da maschi, si parla di gyakuhāremu (reverse harem) come in Ouran Host Club Perfect Girl Evolution.
In questo tipo di storie una ragazza dolce e ingenua e senza nessuna rivale, è circondata da un gruppo di bei ragazzi che la corteggiano contemporaneamente, come nel manga shojo Diabolik Lovers.

Incest

Anche questo non è un vero e proprio genere manga, però lo si trova spesso come caratteristica comune a tutti i generi. Esiste quando vi è un rapporto d’amore fisico o emotivo tra due persone che hanno un legame di sangue, come fra fratelli e sorelle o addirittura tra genitori e figli.

Si possono trovare incesti in manga shojo (Boku wa imouto ni koi wo suru), in shojo-ai (Dangerous Love Triangle), yuri o hentai ed anche yaoi (Papa to kiss in the Dark).

Papa to kiss in the Dark
Papa to kiss in the Dark

Go Nagai e il primo manga erotico moderno

Prima di diventare famoso negli anni 70 soprattutto per Mazinga Z e Ufo Robot Grendizer, il mangaka Go Nagai aveva creato nel 1968 un manga che suscitò le critiche della PTA, un’associazione di genitori e insegnanti giapponesi. Dopo quattro anni di forti e continue proteste, l’editore fu costretto a sospenderne la pubblicazione.

La Scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) è considerato il primo manga erotico moderno in quanto vi sono inseriti disegni di nudi. Non è un hentai e neppure un ecchi perché non vi sono mai scene sessuali esplicite, ma fece da apripista ad altri manga. Infatti da quel momento in poi si cominciò ad inserire al loro interno contenuti erotici.

Harenchi Gakuen

La parodia delle istituzioni scolastiche

Leggendo attentamente l’opera di Go Nagai si può comprendere il suo vero intento: quello di criticare le gerarchie e la disciplina scolastica giapponese da sempre ritenuta severa.

L’intento caricaturale dell’autore è evidente già nei disegni degli insegnanti. Il maestro Yoshinaga per esempio, è vestito solo di una pelle di tigre e viene ribattezzato “Godzilla Barbuto” perché è inequivocabilmente un uomo mostruoso. Discende infatti da una tribù di nomadi nella quale i bambini nascono già con la barba. Questo evidentemente per rimproverare gli adulti di dimenticarsi spesso di essere stati bambini a loro volta.

Anche le situazioni in cui si trovano coinvolti alunni e maestri sono palesemente paradossali. Gli insegnanti rubano il cibo agli studenti, cercano di sottoporre personalmente le allieve a visite mediche per poterle osservare nude. Altre volte le sequestrano per formare le classi in base alla loro bellezza.
Gli allievi a loro volta, non risparmiano dispetti ai maestri. Si vendicano delle loro angherie facendo dispetti e scherzi. I protagonisti maschili escogitano espedienti per spiare nello spogliatoio femminile le belle studentesse che però ricambiano le loro attenzioni e i loro scherzi.

La scuola senza pudore deve il suo successo proprio alla sua forza satirica, in grado di esorcizzare le paure degli allievi nei confronti della scuola reale che in Giappone è un elemento fondamentale nella vita delle persone, tanto da determinarne le possibilità future di successo.

Le critiche ai genitori

Go Nagai con la sua parodia non risparmia critiche né individuali né collettive agli adulti. Ad esempio i genitori del protagonista piangono affranti perché i buoni voti del figlio hanno sottratto loro ogni pretesto per picchiarlo.

Le critiche della PTA si sollevarono quindi probabilmente perché La Scuola senza pudore è in realtà una satira esplicita dei difetti degli adulti che i figli e gli studenti mettono in luce con le loro ragazzate fatte per strategia di difesa.

I nudi inseriti nel manga non sono che un pretesto poiché sono sempre velati, privi di dettagli anatomici e tratteggiati con una linea chiara e priva di effetti che possano minimamente suggerire un intento erotico.

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