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Teorie ed analisi sul nuovo one-shot di Death Note

Il 3 febbraio 2020, su Manga Plus, è stato pubblicato il one-shot di Death Note già annunciato diversi mesi fa in occasione della mostra “Never Complete” dedicata a Takeshi Obata. 87 pagine che ci riportano in una realtà nostalgica che non perde i suoi tratti brutali e disincantati. 14 anni dopo il successo di Death Note, questo one-shot ha lasciato la critica divisa in modo netto: a molti è piaciuto (anche più della serie originale), ad altrettanti ha lasciato amareggiati.

Come suggerisce il titolo, l’articolo sarà sviluppato analizzando i punti salienti di questa breve opera che ha infiammato i trend degli ultimi giorni. Ovviamente saranno presenti molti spoiler: si suggerisce di leggere l’articolo dopo la lettura dello one-shot.

I personaggi: antichi echi e nuove apparizioni

🏷️ Ryuk

Ryuk si rivela il vero protagonista della serie e durante tutta l’analisi questa concenzione verrà chiarificata in maniera sempre più presente. Lo Shinigami non è cambiato di una virgola: di primo acchito mostruoso ma sempre molto intrattenente. Il rapporto tra lui e le mele è diventato molto più morboso e, molto probabilmente, tutto dipende da una forte astinenza. Tuttavia, come emerge nell’opera originale, Ohba gioca molto sulle luci e sulle ombre di questa creatura divina, a tratti simpatica, a tratti spaventosamente distaccata.

🏷️ Minoru Tanaka

Ohba sceglie nuovamente un soggetto estremamente intelligente per condurre la narrazione dell’opera. Minoru Tanaka è un ragazzo con grandi potenzialità ma non sembra interessato a voler esternare quest’ultime a scuola. Il ragazzo, infatti, afferma di essere intelligente soltanto grazie a fattori esterni, come possono essere show televisivi o svariate applicazioni. L’estetica del personaggio è perfetta nel suo minimalismo: outfit ed acconciatura azzeccatissimi. Potrà essere il ragazzo che Ryuk cerca?

🏷️ Near

Una vecchia conoscenza che, nel frattempo, è divenuta adulta ed irriconoscibile. La differenza essenziale è che adesso si fa chiamare L, il che dimostra come abbia preso le redini una volta in mano al suo “mentore”. Nonostante ciò Near è ancora legato ai suoi “giocattoli“, anch’essi maturati. Sempre intento a spiegare mentre realizza costruzioni destinate a cadere in mille pezzi, in questo one-shot Near dimostra ancora una volta la sua genialità ma appare più fioco rispetto alle vicende precedenti. L’acconciatura esageratamente lunga rende ancora di più evocativo il personaggio.
Per tutto il resto, nel Quartier Generale, non sembra essere cambiato nulla. Anthony Rester, Halle Lindner, Stephen Gevanni così come Matsuda ed Aizawa non sono minimamente cambiati.

🏷️ I vertici alti del mondo

Inseguendo le tavole di Platinum End, anche in questo one-shot sono presenti alcuni dei più importanti leader mondiali, rappresentati con massima precisione. Da Donald Trump a Xi Jinping, passando per Shinzo Abe, Obata, con dedizione maniacale, tratta i personaggi nella loro estetica, lasciando la cura nei dettagli caratteriali ad Ohba. Bastano poche pagine, però, per capire che i vertici alti del nostro mondo stanno nel gradino più basso quando si considerano gli Shinigami…

Il mondo di Death Note: sotto una nuova luce

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

Un grandissimo cambiamento è stato apportato per tutto ciò che riguarda il mondo e l’ambiente del manga. Ohba è semplicemente geniale nel rappresentare le nuove insidie tecnologiche venutesi a creare in questo frangente di tempo, usufruendone anche in maniera esplicita. Qualche anno fa il Death Note aveva senza ombra di dubbio più libertà ed era sicuramente meno vigilato. Ora, con i mille avanzamenti tecnici approdati per deballare un’eventuale minaccia simile, il Quaderno si trova alle strette.

Casi come quello di Naomi Misora e Raye Penber non potrebbero mai accadere in un mondo tecnologicamente avanzato come quello rappresentato in questo one-shot. E sicuramente questo avanzamento sopprime il pensiero, qualunque tipo di volontà e mille altre iniziative. La paura innescata da Light Yagami ha creato un vero e proprio brave new world. Per liberarsi da questo vincolo serve soltanto un nuovo Kira, qualcuno che come lui sperimenti nuovi termini per innalzarsi a Dio del Nuovo Mondo.

Light Yagami è morto, diventando immortale

Light Yagami è riuscito nella sua missione, anche se inconsapevolmente. Il carisma e la follia del ragazzo hanno solcato le pagine della storia ed ora il suo ricordo verrà perpetuato nella vita di tutti. Se dal Mu (ricordiamo che in Death Note non esistono nè Inferno nè Paradiso, ma solo il Mu, il nulla), dovesse sporgersi ed osservare il mondo creatosi dopo la sua morte, potrebbe benissimo iniziare a ridere in modo diabolico.

C’è un momento in cui l’uomo desidera diventare eterno ed abbattere le barriere del bene e del male. Nonostante sia ricordato come un personaggio immorale nelle lezioni di storia ed etica, è diventato praticamente immortale, addirittura ispirando cerchie di fanatici che vedono in Kira un salvatore. Tutto questo può essere conquistato soltanto attraverso il dono degli Shinigami. Può essere un giusto compromesso?

Le vicende: un viaggio a lieto fine

Capitolo I: Ritorno al passato

Prima di iniziare l’analisi delle vicende, bisogna sofferarsi su un particolare preciso. La narrazione inizia nel 2013 e si vede Meadra (o Midora) consegnare il suo Quaderno di scorta a Ryuk. Chi è Midora, perché è lì e perché consegna questo quaderno? Tutti gli interrogativi trovano risposta nel Death Note One-Shot Special, one-shot esclusivo che mostra un finale alternativo dell’opera. Il breve racconto mostra le vicissitudini di un nuovo Kira, Cheap Kira (C-Kira), che, una volta trovato il quaderno di Midora, inizia a compiere una serie di delitti per poi imbattersi in Near.

Midora ha ricevuto il secondo Quaderno grazie al Dio degli Shinigami e al suo patto stipulato con lui: 13 mele in cambio di un nuovo Quaderno. Il one-shot del 2008 mostra già molte delle evoluzioni poi completate nel nuovo capitolo ed è un’ottima lettura per arricchire il quadro generale. Questo nuovo capitolo si pone proprio in continuità con le ultime pagine del one-shot precedente, dove, appunto, Midora dona a Ryuk il suo quaderno (e delle mele).

Capitolo II: Ricerca meticolosa o caso fortuito?

Subito dopo aver preso il Quaderno e la mela da Meadra, Ryuk torna nel mondo degli umani in cerca di un possessore che lo faccia divertire come Light Yagami. La sua scelta ricade, dopo quattro anni, su Minoru Tanaka, un ragazzo molto intelligente ma svogliato, che non crede nei valori della scuola, non applicandosi abbastanza. Il Death Note cade sulla testa del ragazzo, seduto in un parco, e poi precipita a terra.

Come Light Yagami, Minoru grida con tutta la sua anima una volta visto lo spaventoso Ryuk, che sembra conoscere il ragazzo molto bene. La modalità di ricerca è stata diversa da quella adoperata per Light: una maniera meno fortuita e più programmata e minuziosa per cercare un possessore furbo e spassoso, guarda caso proprio il ragazzo che potrebbe facilmente risultare uno dei più grandi studenti del Giappone.

Capitolo III: Regole e ricordi

Una volta a casa, Minoru, ancora scioccato, parla in maniera eccitata e fin troppo rumorosa con lo Shinigami. Qui capiamo la maestosa impronta che Light Yagami ha lasciato nella storia del mondo, e lo capisce anche Ryuk. Inoltre, veniamo a conoscenza di un particolare importante per ciò che riguarda la psicologia di Tanaka: non sa tradurre l’inglese, cosa non troppo complicata per uno studente giapponese medio.

Parlando di Kira e delle sue avventure con Ryuk, Tanaka inizia una digressione concernente l’avanzamento tecnologico succitato. Avanzamento tecnologico che, appunto, strozza gli ideali, che essi siano malati o no, di un possessore di un potere come quello che promana dal Quaderno. Importantissime sono le riflessioni che Minoru pensa tra sè e sè: perché una divinità vorrebbe da lui la stessa cosa che ha fatto Kira dieci anni prima? Se perdesse il possesso del Death Note facendolo tornare a Ryuk, lui cercherà qualcun altro caldeggiandolo per lo stesso massacro? Sarebbe in pericolo? In quanti sarebbero in pericolo?

Ci sono umani oltre Minoru Tanaka che possono vedere Ryuk? Sì. Chiunque abbia toccato almeno una volta il Quaderno della Morte può vedere Ryuk. Mentre per tutti coloro che hanno perso il possesso del Death Note, Ryuk risulterebbe invisibile.

Quanto può andare lontano Ryuk dal possessore del Quaderno della Morte? Dipende, questa non è una regola convalidata ed acclarata. Non c’è una distanza precisa, ma se proprio dovesse essere un numero preciso, sarebbero, più o meno, quattordici chilometri.

Dopo aver domandato questi due quesiti, Minoru decide di far ritornare il quaderno in mano a Ryuk ed ordina allo Shinigami di tornare tra due anni, promettendogli ovviamente moltissime mele. Ryuk accetta la proposta e decide di attendere due anni. Inevitabilmente Minoru Tanaka perde tutti i ricordi relativi al Death Note.

Capitolo IV: Compravendita

Nel Maggio 2019, Ryuk, in tutta la sua mostruosità, sbuca dal pavimento di casa Tanaka per cedergli nuovamente il Death Note. Tanaka si ricorda di lui ed inizia ad affiorare il suo geniale piano. In un mondo così evoluto, in una realtà talmente progredita da annullare l’effetto del Death Note, a cosa serve utilizzare il Quaderno della Morte? Perché non venderlo?

Ad una risposta del genere Ryuk rimane perplesso, ma realizza subito che tutto ciò può risultare molto divertente. Ecco che Minoru Takeda, in collaborazione con Ryuk, progetta un piano tutto incentrato sulle innovazioni degli ultimi anni: dalle dirette televisive a Twitter. Ryuk “apparirà” al telegiornale con un messaggio chiaro: il potere di uccidere le persone a distanza è messo in asta. Usando l’hashtag #powerofkira si potrà accedere a quest’asta virtuale mondiale, dove quello che si chiede è di inserire una cifra per rialzare la quota. La corsa sfrenata ha inizio.

Capitolo V: Near

Subito dopo l’inizio dell’asta su Twitter, ci viene mostrato il nuovo Quartier Generale e, con Rester e Lidner, anche Near, intento a completare una replica della faccia di Ryuk. Il piano di Near è molto semplice: dal momento che lui può vedere il Dio della Morte, basta seguire quest’ultimo per trovare con facilità anche A-Kira. Near si convince fin dall’inizio che il nuovo Kira si trova in Giappone ed è necessario un sofisticato sistema di telecamere per rintracciare più facilmente il possessore.

Tuttavia, se le intenzioni del nuovo Kira si limitano soltanto a mettere all’asta il Death Note, il gesto non sarebbe imputabile di nessun reato, dal momento che, nel mondo attuale, armi ugualmente pericolose circolano senza sosta nei meandri di Internet. L, così si fa chiamare Near, chiede a Rester e Lidner di recuperare i filmati di videosorveglianza in Giappone chiedendo l’ausilio di Aizawa. Il piano, però, non sembra concludersi di buon grado: Ryuk può tranquillamente viaggiare sottoterra, divenendo logicamente irrintracciabile.

Il piano di Minoru Tanaka, nella sua tranquillità e semplicità, risulta essere di una genialità e una lungimiranza disarmante, tale da far dubitare persino Near (che nello one-shot precedente riuscì con grande maestria a risolvere il caso). Secondo quest’ultimo, l’unico momento in cui potrà essere rintracciabile il Quaderno della Morte sarà al momento dello scambio. Per il resto bisogna attendere…

Capitolo VI: Corsa al Death Note

Durante un’altra diretta, Ryuk appare nuovamente per sancire l’imminente fine dell’asta. Qui incontra Matsuda, che nel mentre si è precipitato in studio per contenere il panico e per controllare con occhi la situazione assurda. L’agente si rivela ancora una volta incauto e non rispetta il piano principale: seguire lo Shinigami di nascosto. Lo sbadato poliziotto verrà successivamente ammuninto anche da Koreyoshi Kitamura, direttore del NPA, che asserirà in tono perentorio il fatto che il Giappone non potrà mai comprare il Quaderno messo all’asta.

Il giorno dopo la quota si alza tantissimo, tant’è che la gara diviene combattuta da pochissime persone, che, lentamente, iniziano a cedere il posto ad enti pubblici, grandi agenzie fino ad arrivare ai leader mondiali. Twitter, in queste circostanze, sembra inutile e Minoru Tanaka rende esplicito questo pensiero in diretta TV, avvalendosi sempre di Ryuk. Qui, per la prima volta, vediamo il Presidente degli Stati Uniti (palesemente Trump, ma ciononostante non viene mai detto il nome), intento a fronteggiarsi contro la volontà del leader cinese. La quota diventa incredibilmente alta. Il tutto diviene una vera e propria corsa al Death Note e si sentono rieccheggiare i temi bollenti della Guerra Fredda.

Capitolo VII: Fine dei giochi

La cifra diviene spropositata: un quadrilione di yen. Una cifra equivalente al debito pubblico giapponese; una cifra talmente alta che potrebbe portare dei benefici economici come potrebbe far nascere dissidi nazionali ed internazionali. Near arriva subito alla conclusione: quell’ammontare abnorme di soldi verrà prelevato in maniera anti-convenzionale, in guisa che nessuno potrà mai rintracciare colui che ha fatto scaturire questa corsa malata. Minoru Tanaka non voleva il Quaderno, ma quale sarebbe il miglior modo di utilizzare questo oggetto senza mai effettivamente usufruirne? Lucrarci sopra e metterlo all’asta, creando una “borsa virtuale” ben congegnata. Anche stavolta il piano di Near passa in sordina rispetto all’idea tanto geniale quanto incodificabile di A-Kira.

Nella notte, mentre Minoru dorme, Armonia Justin Beyondllemason, il tuttologo del mondo e delle regole degli Shinigami, fa visita a Ryuk e lo avverte in maniera subitanea che il Re degli Shinigami lo sta chiamando. Il giorno dopo si scopre che il potere della morte verrà ceduto agli USA ad una cifra inconcepibile e che il metodo di trasferimento sarà rivelato dopo 24 ore.

Near, inoltre, decide di temporeggiare ed aspettare il trasferimento. Al detective non sembra rilevare il pericolo del Death Note, ora che è stato reso palese a tutto il mondo ed ora che il mondo è così all’avanguardia. Il trasferimento avverrà venerdì 24 Maggio, alle 18:00, una volta chiuse le banche, che non riapriranno nè il sabato nè tantomeno la domenica. Che piano avrà in mente A-Kira?

Capitolo VIII: Un nuovo Salvatore?

I soldi dell’offerta vincente dovranno essere depositati entro il 27 Maggio di quest’anno in parti uguali ad ogni persona che abbia un libretto di risparmio alla banca giapponese Yotsuba, che sia residente a Tokyo e che non abbia età superiore ai 60 anni. Il piano di Minoru Tanaka colpisce ancora una volta. La promessa dei due anni è giustificata dall’apertura del conto in banca del ragazzo, ora maggiorenne. Senza precisare gli scandali economici che potrebbero emergere, A-Kira diviene il nuovo Dio, un Salvatore buono e generoso e, soprattutto, un salvatore sconosciuto, senza nome e senza volto. Inoltre, per la prima volta da quando si fa chiamare L, Near si dichiara sconfitto.

I soldi non fanno altro che creare chaos e, mentre fuori dalla banca vi è il pandemonio, Minoru aspetta tranquillo il suo turno a casa. In questo frangente avviene lo scioglimento del legame tra Tanaka e Ryuk: il primo ordina allo Shinigami di portare il Death Note al Presidente degli Stati Uniti e di non farsi più vedere. Minoru, forse intimorito, forse non ancora motivato profondamente, non ha voluto utilizzare il Quaderno della Morte; dall’altra parte, però, è riuscito ad “utilizzarlo” per compiere un miracolo. Ryuk, stupito finalmente dall’astio del ragazzo verso l’oggetto divino, ammette che è stata un’avventura divertente.

Capitolo IX: Una nuova regola?

All’Oval Office abbiamo il paraddosale incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e Ryuk. Veniamo a conoscenza di una nuova regola, che Ryuk, giustamente, spiega a Mr. President: “un essere umano che compra o vende il Death Note nel mondo umano, morirà. Il venditore morirà quando riceverà i soldi e l’acquirente morirà quando riceverà il Death Note”. Vista la situazione folle, il Presidente, divenuto nuovo possessore del Death Note, decide, però, di non perfezionare la vendita e, perciò, non muore.

Un po’ ero curioso di vedere come ti saresti cavato d’impiccio, ma se vieni a chiedere aiuto a me, significa che sei alla frutta. Ne abbiamo passato di tempo insieme a scacciare la reciproca noia, no? Grazie a te me la sono spassata parecchio.

Ryuk, volume 12

Incredibilmente anche la “persona più potente del mondo” è stata messa alle strette da una nuova regola. Il Presidente ha, in pratica, perso tutti i soldi venduti ed esce a mani vuote. Tuttavia, balena nella sua mente un’idea tanto diabolica quanto molto avveduta: dichiarerà comunque che gli Stati Uniti d’America sono possessori del potere della morte. La figura del Presidente, allora, troverà una stima e una dignità maggiore e gli USA potranno incutere molto più timore di prima. Ryuk lascia la Casa Bianca e ricorda la promessa di Minoru Tanaka. Il ragazzo non sa nulla della vendita e della nuova regola.

Che peccato. Il suo piano era perfetto. Immagino che non importi come lo si usi… ogni umano che usa il Death Note fa una brutta fine. Non c’è nessuno che vuole usarlo ancora un po’?

Ryuk, capitolo one-shot

Un mese dopo la vita economica giapponese si è risollevata attraverso un vero e proprio miracolo. L’inquadratura ci proietta nella banca Yotsuba, dove sentiamo un corpo cadera esanime a terra. Il corpo è di Minoru Tanaka, morto con tutti i soldi i ricavati dalla vendita. L’inquadratura sale e, ricordandoci in modo indelebile la fine di Light Yagami, vediamo Ryuk scrivere il nome del ragazzo nel suo Quaderno.

Prima o poi, tutti gli esseri umani muoiono.
Dopo la morte vi è il nulla.

Il Dio degli Shinigami, Re della Morte. Apparso soltanto nell’one-shot del 2008. Takeshi Obata confessò di non saper disegnare una creatura così potente e spaventosa.

Il finale: tra dubbi ed ingiustizia

❓ Si possono aggiungere nuove regole al Death Note?

La normativa presente all’interno del Quaderno della Morte è più estesa e ramificata di quello che può sembrare. In questo compendio di regole crudeli, risalta immediatamente la severità e la tassatività degli enunciati, curati nei minimi particolari e in grado di gestire nel modo migliore la disciplina.

Nonostante questa perentorietà, si possono scorgere disposizioni molto ambigue, o addirittura lasciate in sospeso, che galleggiano in un dubbio che ha del indefettibile. Non è complicato imbattersi in regole che fanno emergere la totale ignoranza degli Shinigami in una precisa materia, soprattutto se essa è la morte.

Regola XII:
Nemmeno un dio della morte può conoscere con precisione fino a che punto le condizioni della morte siano possibili. Pertanto, l’unico modo è constatare di persona.

Nessuno ha mai sancito definitivamente che non si possa aggiungere una nuova regola al compendio giuridico inerente al Death Note. Sembrano addirittura presenti disposizioni che vanno a regolare una materia una volta trattata in modo più lacunoso. Le regole del Death Note sono moltissime e spessissimo nemmeno lo Shinigami le sa tutte (forse solo Armonia Justin possiede questo privilegio): ma questo non rileva e non preclude la possibilità al Re degli Shinigami di creare una nuova normativa qualora ve ne sia necessità.

Che questo sia ingiusto oppure no, non siamo noi a deciderlo.

❓ Minoru Tanaka è morto a causa di Ryuk o a causa della nuova regola?

Questo è, molto probabilmente, il quesito più frequente. In poche righe si cercherà di analizzare le vicende che hanno portato alla morte di Minoru Tanaka e le relative regole del Death Note, per offrire, finalmente, una considerazione.

Lo scambio con il Presidente si è concluso correttamente?

A pagina 81 vediamo Ryuk raggiungere l’Oval Office e consegnare il Quaderno al Presidente, che, in quel frangente, è potenzialmente il suo possessore. Fatto ciò, lo Shinigami lo avvisa riguardo la nuova regola. Il Presidente rimane tramortito e non si sente di accettare. In questo istante Ryuk spiega brevemente gli effetti della regola aggiunta [regola LXXIV] e fa capire ai lettori che lui è legittimato dal Re degli Shinigami ad annullare lo scambio. Ryuk, infatti, dice chiaramente “But if you refuse to take the notebook, I’ll treat it as if you didn’t buy it“. Ryuk deve far rispettare la nuova regola ma è totalmente legittimato a chiedere se perfezionare oppure no il pagamento. Sarà lui che tratterà la normativa e, ovviamente, non prenderà come effettuato lo scambio. Il pagamento del Presidente permana, ma così facendo, non perfezionando la vendita, lui non morirà.

Minoru muore perché ha ritirato il pagamento proibito dalla regola?

Lo scambio con il Presidente non è avvenuto, perché Ryuk, in questo caso straordinario, ha chiesto al capo di stato se perfezionare oppure no l’atto. A pagina 86 si assiste alla morte improvvisa e tragica di Minoru Tanaka, avvenuta ad un mese di distanza dal viaggio di Ryuk in America. Subito dopo, come un’ombra maledetta, appare lo Shinigami che ha appena finito di scrivere il nome del ragazzo sul suo quaderno. Chi ha ucciso di fatto il ragazzo? Con quasi ogni probabilità, il ragazzo è morto a causa di Ryuk. I motivi sono i seguenti:

  • Le regole presenti nel Death Note sono automatiche, per cui, a parte rarissimi casi in cui è specificato, non serve l’azione dello Shinigami per arrivare alla morte di arresto cardiaco. Nella nuova regola non vi è specificato nulla e, perciò, si prende come automatica.
  • Se la nuova regola fosse valida e lo scambio, per ciò che concerne la parte di Minoru Tanaka, fosse valido, Ryuk non avrebbe mai potuto scrivere il nome del ragazzo sul suo Quaderno, perché bloccato dalla seguente disposizione.
Regola XXXIII:
Con il Quaderno della Morte non si possono uccidere persone alle quali restino meno di dodici minuti di vita (secondo il tempo del mondo degli umani).

Chiaramente Minoru stava prelevando i soldi, un atto che sarebbe durato pochi secondi. Se la nuova regola fosse stata attiva avrebbe portato alla morte istantanea del ragazzo, ma si vede in maniera limpida come Ryuk scriva il nome di Minoru sul suo Quaderno (con un’azione che ricorda la tragedia di Light). Ryuk ha ucciso il ragazzo scrivendo il suo nome sul Death Note approfittando della nullità della nuova regola, che avrebbe compremesso l’uccisione da parte dello Shinigami a causa della regola dei 12 minuti.

Ma se è stato Ryuk ad uccidere Minoru, perché aspettare un mese?

A pagina 85 la vignetta ci dice che è passato un mese ed ora il Giappone vive serenamente dopo questo miracoloso boom economico. Perché Ryuk ha aspettato tutto questo tempo per uccidere Minoru? Non poteva uccidere il ragazzo subito dopo essere stato negli USA? Ryuk deve, per forza di cose, tornare nel mondo degli Shinigami a causa della LXXXIII regola:

Regola LXXXIII:
Un dio della morte che ha portato il Quaderno della Morte nel mondo degli umani ha il permesso di ritornare nel mondo degli dei della morte quando:
[…] III. Nessuno detiene il diritto di proprietà del quaderno, e pertanto non si rende più necessario chicchessia.

Ryuk decide di volare verso il suo reame e di spiare Minoru dall’alto. Per la LXXVII regola Ryuk può cercare un umano entro ottantadue ore; la medesima misura di tempo si applica quando uno Shinigami vuole cercare qualcuno da uccidere nel mondo degli umani.

Secondo questa teoria, Ryuk sarebbe sceso nel mondo degli umani, dopo un mese e dopo aver osservato attentamente i movimenti di Tanaka dall’alto del regno degli Shinigami. Il Dio della Morte sapeva benissimo che Minoru avrebbe prelevato la sua quota a distanza di un mese [pagina 79] e, perciò, si palesa di proposito sulla Yotsuba Bank e volontariamente uccide Minoru Tanaka nel momento stesso in cui il ragazzo, contento del suo dono, riceve i soldi. Ryuk scrive il nome del ragazzo in quel momento preciso, in quel preciso istante e di proposito, quasi come se fosse una punizione divina. Trascrive il nome del ragazzo di sua volontà e lo uccide in maniera premeditata. Questo carattere specifica ulteriormente il messaggio che tra poco si analizzerà.

La teoria è stata risolta o è stata confermata?

Ad oggi, 7 febbraio 2020, la teoria appena letta non era stata ancora presentata da nessuno, ma può darsi che moltissimi fossero arrivati ad una conclusione analoga. Non è assolutamente detto che le cose siano andate così e difficilmente Ohba ed Obata confermeranno il tutto. Nonostante ciò, ci possono essere altre teorie attendibili [come quella che afferma che Ryuk ha semplicemente scritto il nome di Minoru per pura scenicità e per ricordare Light, ma che di fatto la morte non sia avvenuta per colpa sua ma della regola e, anzi, la morte era già avvenuta quando Ryuk ha scritto il nome del ragazzo sul Quaderno].

Qui si è voluto analizzare integralmente l’opera, cercando di produrre una teoria che trovasse dei punti in comune con le pagine presenti nel one-shot, con le regole del Death Note e con il plausibile messaggio che il manga ci vuole presentare. Nuovi punti di vista sono ben accetti nei commenti. Inoltre, è possibile che gli stessi autori abbiano dimenticato alcuni criteri fondamentali, cambiandoli in questa nuova opera (come la regola LV […] Nel caso lo [il Quaderno] si abbia solo posseduto senza scrivervi sopra alcun nome, non si perdono i ricordi a esso relativa […].)

Il messaggio finale: tra la Noia e l’Indifferenza

La Noia: il peccato imperdonabile

Anche il dolore che nasce dalla noia e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia [Giacomo Leopardi, Zibaldone]. Questo è uno dei messaggi più chiari che emerge nell’opera originale e che permane anche in questo one-shot. Il mondo di Death Note, che sia quello umano o quello degli Shinigami, è permeato da questo irrefrenabile e dilagante senso di noia.

Ohba sottilinea più volte come sia necessario rifuggire da questo ingovernabile senso di noia e da come esso possa provocare nei modi più meschini distruzione e tragedia. Tutta la vita di Light Yagami dopo il ritrovamento del Death Note è giocato su questo criterio. La noia di Ryuk, la noia di una divinità, può risultare fatale. E anche stavolta lo Shinigami ha saputo mietere nel modo più crudele le sue vittime: solo per divertimento. Fa raggelare il sangue veder citata nelle regole del Quaderno tale regola:

Regola LXXXII:
Quando un dio della morte introduce un Quaderno della Morte nel mondo degli umani e ne cede il diritto di proprietà a un essere umano, ha il pieno diritto di uccidere quest’ultimo con il proprio Quaderno della Morte, se per esempio non gli va a genio.

Il coltello è dalla parte del manico se ci si riferisce agli Shinigami, esseri, tra l’altro, molto suscettibili a questa malattia della noia. Ryuk si nutre di mele ma, in modo astratto, per tutta la serie, si nutre di noia, lasciando solo spazio alla sua versione perversa del divertimento. Lo Shinigami adesca i possibili candidati al Quaderno della Morte per vederli autodistruggersi e divertirsi nella più totale tranquillità. Questo può essere uno dei motivi per cui si trovava alla Yotsuba intento ad uccidere Minoru, in uno degli istanti più significativi della sua vita. Quando la noia colpisce un essere gelido e privo di empatia il mondo può cadere da un momento all’altro.

L’Indifferenza: la persecuzione più terribile

Le divinità vivono nell’alto del loro Olimpo e sono totalmente indifferenti alla vite degli uomini. Le divinità sanno, però, essere entità vendicative, voluttuose, capricciose ed irascibili [Frammenti epicurei, da Epicuro a Lucrezio]. Come già affermavano gli antichi, gli Dei vivono le loro vite indifferenti delle vicende umane e senza curarsi delle loro piaghe. Il messaggio di Death Note è molto simile, ed emerge chiaramente con la nuova regola appositamente creata in questo one-shot. Le divinità sanno inoltre essere dannatamente vendicative e scaltre, come ci insegna il mito di Prometeo o la Titanomachia in generale.

Vedendo il Death Note declassato a misera merce di scambio e venduto per del vile denaro, il Dio degli Shinigami si infuria e, per prevenire un disastro del genere, crea di soppiatto una nuova, severa e mortale regola. Chiunque si è chiesto se tutto ciò fosse giusto. Fattualmente la risposta è sì. Sul Quaderno della Morte non c’è nessuna regola che preclude l’aggiunta di nuove disposizioni. Eticamente parlando dovremmo soffermare la nostra idea, dal momento che non sarebbe rilevante.

La giustizia degli Dei non è la giustizia dell’uomo e non si può far nient’altro che assoggettarsi a questi draconici verdetti. Regole nate come capriccio di esseri a noi superiori possono dar vita a tormento e disperazione, e questo Death Note ce lo mostra chiaramente. Da una parte Ohba evidenzia, così come fa anche in Platinum End, la malvagità ambigua della divinità. Dall’altra parte ci mostra anche esseri divini come Jealous: dei che provano qualcosa per l’uomo, anche se egoisticamente. Purtroppo, però, la fine è sempre la medesima. Una crudeltà che, se mista a noia ed indifferenza, può risultare pericolosa quanto una spada di Damocle. Per questo, nei suoi meandri, Death Note risulta un’opera profondamente nera e assolutamente disincantata.

Considerazioni finali

Queste sorprendenti 87 pagine si sono rivelate sicuramente una lettura piacevole. In generale è uno one-shot che sbalza il lettore in un mondo nostalgico e in una realtà indelebile. Era il 2003 quando Death Note appariva sul Weekly Shonen Jump ed è sempre stupendo vedere e vivere i cambiamenti che realmente sono accorsi in questi anni. Inoltre, nella sua brevità, il capitolo offre spunti di riflessioni disarmanti e si rivela molto innovativo, arrivando a toccare punti mai toccati nell’opera originale.

Tornerà mai in serializzazione l’opera? La risposta non può essere sicura. Al momento Tsugumi Ohba e Takeshi Obata si stanno dedicando ad un’opera molto simile, Platinum End, appunto. Il one-shot è stato strutturato in maniera ottima ed è giusto che sia conciso. Detto questo, è difficile vedere una nuova serie che tende a mantenere intatti i suoi caratteri fondamentali, rischiando di diventare monomaniacale e statica. Il brand di Death Note ogni anno si espande e fa sempre parlare di sè: è plausibile che, nel mondo del manga, continui sporadicamente attraverso questi brevi one-shot, magari geniali come quest’ultimo.

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