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Recensione: Tomie [by Junji Ito]

Introduzione all’opera

Tomie è un manga horror scritto e disegnato dal celebre “genio dell’orrore” giapponese Junji Ito. La prima edizione fu pubblicata nel 1987, la quale venne poi divisa in due tankobon, in Italia invece venne resa disponibile a partire dal 2006 come volume singolo.

L’opera è suddivisa in vari capitoli, i quali vedono come protagonista la nostra ragazza: Tomie per l’appunto, alle prese con diversi personaggi…

📖 Trama

Tomie è una giovane ragazza conosciuta ed invidiata per la sua splendida bellezza ed odiata dai suoi compagni di classe per la sua arroganza senza limiti. Sembra non gli importi degli altri, ha occhi solo per il professor Takagi, il suo docente.

Un giorno dopo scuola, la ragazza viene spinta giù da un burrone da un suo coetaneo, infatuatosi della sua persona e deluso che la ragazza non serbi un affetto reciproco. Il suo corpo viene successivamente mutilato e lasciato ai piedi del dirupo.

Il giorno dopo però, Tomie si ripresenta a scuola, come se nulla fosse accaduto, sotto gli occhi increduli e spaventati dalla folla. È l’inizio dell’inferno.

Tomie è una ragazza che fa innamorare gli uomini di sè, per poi persuaderli e portarli ad ucciderla; tormentandoli con un infinito ciclo di reincarnazioni.

Addentriamoci nello specifico

🔙 Il contesto e l’epoca: come ha avuto origine Tomie?

Precisiamo subito una cosa, il manga di Tomie non è un’opera recente, come già precisato ha avuto origine nel 20°secolo, un periodo in cui il fumetto orientale in generale era nel pieno della sua evoluzione e del suo sviluppo.

Ito ha dichiarato di essersi confrontato con le leggende metropolitane del folklore giapponese. Un esempio ne sono gli yokai ed il loro massimo esponente: Shigeru Mizuki. All’epoca infatti queste cosiddette leggende non erano affatto popolari come lo sono oggi e a maggior modo, nessun lettore le andava cercando.

Tomie è un’opera innovativa. Tramite una tale trama Junji Ito riuscì ad unire l’horror moderno a quello di un tempo, rompendo un muro immaginario ed introducendo un nuovissimo stile divenuto oramai assai famoso ed utilizzato.

🧠 Eros e Thanatos

Un tema alquanto utilizzato dall’autore è sicuramente quello della “guerra” fra Eros e Thanatos, rispettivamente “la pulsione di vita” e “la pulsione di morte“, citata da Freud nel libro “Al di là del principio di piacere“.

Tomie viene mutilata, le sue parti del corpo vengono sparse, così che tutti possano avere “un po’ della ragazza” con sè. Qualunque persona approcci con la giovane finisce con il desiderio di ucciderla. Di ciò Tomie è inconsapevole, ma allo stesso tempo consapevole, suddivisa in pezzi che possono rappresentare varie sue personalità oppure ne riflettono una sola. Tomie è morta ma allo stesso tempo viva

Il concetto dell’Eros e Thanatos non è di certo affrontato con grande attenzione nelle trame orientali, bensì in quelle occidentali. L’impotenza assoluta che un uomo prova verso Tomie è paragonabile all’essere manovrati come una marionetta da un abile marionettista: non vi è alcuna via di fuga (inserisco qui una piccola citazione ad “House of puppets” sempre di Ito, uno dei miei racconti preferiti).

Possiamo considerare dunque l’opera di Ito come un ponte che unisce ideologie e tematiche di Oriente ed Occidente, un altro colpo del maestro ben pensato.

📚 L’ispirazione a Lovecraft

Un altro dettaglio che il lettore può cogliere dalla trama di Tomie è sicuramente un omaggio allo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft, (H.P. Lovecraft).

Un esempio potrebbe essere “Il solitario di Providence” (un’opera dello scrittore). Lo stile cupo, inquietante e decadente che Ito sfrutta nel suo racconto sembra come fatto apposta per onorare le tematiche affrontate nell’opera sopracitata.

I capitoli del manga sono separati (come già spiegato) ma allo stesso tempo legati fra di loro, in maniera del tutto similare ai brevi racconti di Lovecraft. Gli stessi racconti con cui lo scrittore fondò la sua celebre figura.

Un ultimo particolare in un certo senso più “intenso“, è sicuramente il riferimento ad un terrore assoluto e non una semplice paura che i personaggi serbano verso un ipotetico “mostro“. Le persone temono, ma allo stesso tempo vengono catturate dalla curiosità, una curiosità che come si suol dire, spesso uccide. Particolare molto frequente negli horror americani.

➡ Da Tomie fino ad altre opere: si spicca il volo (Uzumaki)

Il tratto e la mente di Ito erano ancora “in fasce“: dovevano trovare solamente un’occasione per spiegare le ali e di conseguenza spiccare il volo.

Tomie è uno dei primi lavori del mangaka, i disegni di Ito all’epoca non avevano ancora uno stile “oscuro” e sicuro come lo conosciamo ai giorni d’oggi.

Il lato psicologico, colui che va a toccare con mano la psiche dei personaggi in contemporanea a quella del lettore nel racconto non è accentuato, dettaglio che fiorirà rigogliosamente in futuro, permettendo ad Ito di diventare più che un maestro dell’horror, un maestro dell’horror-psicologico.

Con il termine “spiccare il volo” mi riferisco più che altro a come Tomie possa aver svolto la funzione di “piattaforma di lancio” per le opere seguenti. Un esempio (anche molto conosciuto) ne è Uzumaki, forse l’opera più famosa del maestro.

In Uzumaki, la paura non viene da un qualcosa di concreto, è astratta, posta ad influenzare il modo di pensare dei protagonisti (e non solo) mutandone i pensieri.

🏷 In conclusione…

Termino la recensione definendo Tomie un’opera “rivoluzionaria“. Considero questa lettura fondamentale per qualsiasi amante di Ito e, allo stesso tempo, la consiglio a tutti coloro che non conoscono il maestro e vogliono avvicinarsi al suo stile.

“Tomie… che ragazza spaventosa… No… non è una ragazza… è una mostruosità… Ma quante Tomie ci sono…? Con lo stesso volto, una dopo l’altra, proprio come la coda delle lucertole, che ricresce per quante volte la si tagli…”

Tsukiko
Valutazione globale

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