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Yokai negli anime (pt.1) – Il Nekomata

Yokai negli anime - Il Nekomata

Il Giappone ha una raccolta di storie, leggende, miti e folclore tradizionale davvero vasto. Dalla loro affascinante storia comprendente samurai e shinobi, ai curiosi passaparola e detti che si tramandano a voce da generazioni, passando per le meravigliose caratterizzazioni delle loro molteplici divinità ed arrivando all’argomento dell’articolo di oggi, gli yokai.

Per chi non sapesse cosa fossero: gli yokai sono spiriti, mostri o entità pressochè maligne, che esistono da tempi immemori all’interno della cultura giapponese. La maggior parte di questi sono in grado di possedere o influenzare le azioni degli esseri umani e posseggono abilità paranormali. Ne esistono tantissimi ed ognuno ha la sua storia.

Spesso e volentieri anime, manga, videogiochi, giochi di carte ed altri prodotti provenienti dal sol levante fanno uso di queste figure, alle volte ri-elaborandole a seconda delle esigenze o cambiando un po’ il loro look, per trarre spunti, idee o anche per valorizzarle e creare intere storie che ruotano attorno ad esse.

Se siete curiosi di scoprire quali e come queste creature sono state rappresentate all’interno della cultura pop giapponese odierna, scorrete sotto per iniziare questa nuova avventura a caccia di yokai, con la rubrica “Yokai negli anime“.

Il Nekomata

Oggi cercheremo tracce del Nekomata, uno yokai felino dalle sembianze di un gatto, spesso rappresentato con due code. Si dice che il gatto in questione possieda poteri paranormali, sia in grado di controllare e creare fiamme, utilizzare la necromanzia per controllare cadaveri, abbia l’intelligenza di un essere umano, e trasmetta malattie e malessere a chi si avvicini. In più, recenti storie e racconti citano abbia anche la capacità di possedere le donne o di trasformarsi addirittura in loro.

Vi è già venuto in mente qualcosa? Avete già visto questo yokai da qualche parte prima d’ora?

Black Hanekawa (Monogatari Series)

La prima apparizione di oggi la troviamo in Bakemonogatari, dove un Nekomata (nell’anime chiamato Sawari Neko) si impossessa di Tsubasa Hanekawa. Tsubasa è una ragazza gentile, brillante e intelligente, nonchè la migliore amica del protagonista dell’opera. Un giorno, mentre passeggiavano insieme, si imbatté in un gatto ferito e morente in mezzo alla strada. Decise così di soccorrerlo, ma senza riuscita. Dopo averlo dotato di degna sepoltura, tornò a casa, ignara però che il gatto fosse uno spirito che possedesse chiunque venisse in suo aiuto. Da quel giorno, lo yokai si diverte a possedere la ragazza durante la notte, andando in giro per la città a sfogare la frustrazione e lo stress della sua “padrona” legata alla sua condizione familiare, compiendo massacri e violenze. Il suo carattere assume tratti sadici e molto violenti. A differenza della personalità originale della ragazza, inoltre, ha una lingua molto tagliente, sia in senso figurato che letterale. E’ un’arma da lei utilizzata per sfogarsi sia a parole, sia per infliggere gravi ferite. Possiede una forza disumana e la capacità di drenare l’energia vitale delle sua vittime solamente toccandole.

Matatabi / Cercoterio bicoda (Naruto Shippuden)

Il Cercoterio di Yugito Nii, la forza portante del bicoda, è ispirato proprio al nostro yokai. Questo gattone fiammeggiante è una fusione tra un Bakeneko (un altro yokai felino) ed un Nekomata, e presenta tratti caratteristici di entrambe le specie. Dal primo prende l’enorme stazza, mentre dal secondo la “bi-coda“, appunto, e le fiamme che avvolgono il suo corpo, peraltro di color blu (fuochi fatui), che è il tipico colore delle fiamme spettrali. Matatabi è in grado di utilizzare l’arte del fuoco e di sprigionare fuochi fatui dal suo corpo, proprio come citano le leggende. Matatabi è uno dei 9 Cercoteri presenti in “Naruto Shippuden”. Avremo sicuramente modo di analizzarne altri grazie a questa rubrica.

Un Nekomata fa inoltre apparizione nell’episodio 189 di Naruto Shippuden.

Jibanyan (Yo-kai watch)

Yo-kai Watch è un brand prodotto da level-5 che si ispira unicamente agli yokai, ed all’attivo conta oltre 600 creature. La mascotte della serie è Jibanyan, un Nekomata. Lo yokai qui è stato rappresentato come un simpatico gattino amichevole, pigro e che adora mangiare. Se non esattamente simile a quello che abbiamo visto finora per comportamento, Jibanyan possiede però molte delle caratteristiche che contraddistinguono il Nekomata. E’ dotato di due code, la capacità di controllare le fiamme e di possedere le persone. Oltre a quanto detto, ha anche alcune similitudini con il Sawari Neko di Monogatari visto poco sopra. Entrambi, infatti, vengono trovati in strada, dopo essere stati investiti da un’auto o un camion. Jibanyan nel tentativo di evitare che la sua padrona venisse investita da una vettura, finisce per essere lui stesso vittima del veicolo, diventando così uno yokai. Ogni giorno torna sulla stessa strada nel tentativo di abbattere il camion che si è preso la sua vita, sperando così di poter rivedere la sua padrona.

Espeon (Pokémon)

Una delle eeveelution, nonché uno dei Pokemon più amati in assoluto, Espeon, è proprio un Nekomata. L’abbiamo sempre avuto sotto ai nostri occhi, eppure nessuno di noi sospettava che l’idea alla base di questo pokemon fosse uno yokai tanto maligno. E’ come detto prima appunto, una delle evoluzioni del pokemon Eevee. Quest’ultimo, avente un DNA instabile, è in grado di trasformarsi in ben 8 forme diverse. Quella in questione è la forma di tipo “psico” del pokémon. Come il Nekomata, Espeon è dotato di poteri psichici ed ha la coda biforcuta.

Kirara (Inuyasha)

Molti di voi ricorderanno questa bestiola, il fedele gattone di Sango in grado di volare, utilizzato da lei come taxi. Possiede due forme, la prima è quella che vedete nell’immagine poco sopra, più somigliante al Nekomata vero e proprio, ed una seconda più piccola e carina. Lo yokai in questo caso ha la capacità di volare, abilità che però non è contemplata tra quelle originarie dello spirito, ma non importa, stiamo pur sempre parlando di reinterpretazioni.

Maestospettro – Nekomata (Yu-gi-oh)

Anche in Yu-gi-oh, il celebre gioco di carte collezionabili più venduto al mondo, abbiamo una rappresentazione di questo spirito. Possiamo notare subito il classico tratto caratteristico dello yokai, ovvero le due code, da cui però questa volta vediamo estendersi due piccoli vortici d’aria, segno dei poteri paranormali del gatto.

Kuro (Blue Exorcist)

Kuro, il gatto da compagnia di Rin Okamura in “Blue Exorcist”, rientra anch’esso in questa lista. Nell’anime viene definito un “gatto-demone“, con bi-coda e due corna sulla testa. E’ in grado anche lui (come Kirara) di cambiare forma e diventare una feroce bestia delle dimensioni di un camion. Ha un carattere giocoso e allegro, non in linea con la descrizione originale, ma fungendo da mascotte della serie, come nel caso di Jibanyan, questa è una scelta pienamente comprensibile. Ha inoltre ben 121 anni e prima di incontrare il protagonista era una divinità pacifica che proteggeva i coltivatori di bachi da seta, venendo ringraziato con offerte di cibo e festival in suo onore.

Kuroka (High School DxD BorN)

Per finire, un’altra graziosissima Neko girl proveniente da Highschool DxD, uno degli anime preferiti dai maschietti per ovvie e palesi ragioni (come ad esempio la trama o il grado introspettivo dei personaggi). No? Non mi crede nessuno? Kuroka è una “Nekoshou”, una rara specie di Nekomata dagli interessantissimi poteri. Come potete vedere dalla figura, gli interessantissimi poteri vi salteranno subito all’occhio, senza neanche bisogno di una spiegazione. Nel mentre i ragazzi saranno impegnati a guardare la foto, la spiegazione continua per voi ragazze. Kuroka può utilizzare innumerevoli arti magiche, e abilità chiamate Senjutsu (con la quale può controllare il flusso di energia vitale per rafforzare il proprio corpo) e Youjutsu (con cui può utilizzare magie difensive e offensive). Può inoltre controllare e manipolare terra e piante ed è capace di volare. Ha orecchie da gatto e coda biforcuta tipica del Nekomata. E’ inoltre una delle fidanzate del protagonista (poverino).

Siamo giunti alla fine di questa prima “caccia agli yokai negli anime”.

Come avete trovato questa rubrica? Conoscete qualche yokai di cui vorreste andare a caccia nel prossimo articolo?

Alla prossima e buona caccia!

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