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Troppi anime? Le serie TV in tarda serata calano del 40%

Meno anime implicano un aumento di qualità?

Che ci crediate o no, c’era un tempo in cui era insolito che un anime andasse in onda durante una fascia oraria così tarda. Gli anime venivano trasmessi principalmente in prima serata, nei fine settimana, o venivano prodotti per essere commercializzati su supporti home video.

La situazione iniziò a cambiare alla fine degli anni ’90, e ora la stragrande maggioranza degli anime esiste come programmazione televisiva a tarda notte. Il sostanziale aumento degli anime in produzione fa sì che una grande quantità di contenuti vengano trasmessi in TV tra il calar ed il sorgere del sole.
Il profilo Twitter giapponese @anime_local, una pagina che divulga informazioni e statistiche sulle reti televisive che riguardano gli anime, però, afferma che le serie TV trasmesse durante la fascia oraria notturna stanno calando considerevolmente.

La programmazione televisiva giapponese è divisa in quattro stagioni all’anno, con quella primaverile che inizia ai primi di aprile. @anime_local afferma che nella primavera del 2018 hanno debuttato 42 serie TV anime in tarda notte, a differenza di quest’anno, dove il numero è attualmente in calo di quasi il 65%: con solo 15 serie confermate per la primavera del 2019 (Nel conteggio vengono inseriti solo gli anime che hanno una durata standard di 20/30 minuti).

Traduzione della lista

@anime_local offre diverse teorie per giustificare questo calo. Esse vanno da una carenza di nuovi manga, romanzi e altri franchise esistenti poco idonei ad essere trasposti in serie TV animate, a cambiamenti nelle condizioni di lavoro nel settore degli anime, con editori di opere originali che non hanno le risorse necessarie per avviare un progetto animato.

“Ma in ogni caso, fin dal principio hanno realizzato troppe serie animate”

L’elenco che @anime_local ha previsto per la primavera 2019 è, per ovvie ragioni, ancora incompleto. Ci sono circa 10 slot che dovrebbero essere riempiti con anime non ancora designati. Tuttavia, ciò porterebbe il totale solo a circa 25 serie: un calo di circa il 40% rispetto alla primavera 2018.
Molti utenti hanno risposto all’opinione di @anime_local sostenendo che il blocco televisivo di anime in onda durante la fascia oraria notturna è troppo saturo.

Di seguito i commenti degli utenti:

“25-30 Serie? Mi sembra un totale ragionevole.”

“Sì, ne hanno prodotti davvero troppi e la qualità ne ha risentito”

“Non penso sia solo un problema di non avere fonti nuove da adattare, ma piuttosto riguarda il fatto che i manga/romanzi già trasposti in anime non abbiano rilasciato nuovi volumi.”

“Vorrei solo che si fermassero con questa tendenza degli anime in CG. Voglio che si impegnino a risaltare l’arte del disegno a mano.”

“Penso che sarebbe meglio avere meno serie. Personalmente preferirei che prendessero lo stesso budget totale e lo dividessero tra 10 anime.”

“Non possiamo farli smettere a circa 20 serie così da aumentare il budget e la qualità di ogni singolo titolo?”

In risposta agli ultimi due commenti: sfortunatamente non è così che funziona la produzione di anime. Mentre i fan e i consumatori potrebbero talvolta avere un’immagine mentale di un’industria animata “compatta“, la verità è che il settore è in realtà costituito da un certo numero di aziende concorrenti. L’intrattenimento è un business di successo, e la tentazione di lanciare il dado il maggior numero di volte possibile nella speranza di trovare un prodotto in grado di diventare virale e riscuotere successo è difficile da tenere a bada.

Detto questo, se la proiezione di @anime_local regge, sembra che l’otaku medio sarà un po’ meno occupato a cercare di vedere tutti i nuovi anime di questa primavera.

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