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Shueisha smentisce le segnalazioni per infrazione di copyright su Twitter

Edificio Shueisha

Nelle ultime settimane sulla piattaforma Twitter sono stati riportati casi di utenti che hanno assistito alla rimozione dei propri tweet o alla sospensione del proprio account, a causa di presunte infrazioni delle leggi sul copyright. I contenuti incriminati erano principalmente immagini e gif a tema Dragonball e One Piece, di cui Shueisha detiene i diritti (così come per molte altre serie), che Twitter avrebbe rimosso a seguito di reclami ricevuti dalla casa editrice.

Dettagli sospetti

Le segnalazioni sono parse fin da subito insolite: tra di esse erano incluse fanart e perfino foto di cosplay, ovviamente non soggette a copyright. Per di più anche alcuni dipendenti della Shueisha erano stati colpiti dai provvedimenti. Era circolata la voce che una nuova legge giapponese avesse determinato i reclami, ma i contenuti coinvolti non erano in teoria soggetti ad alcuna restrizione in base alle leggi correnti.

La smentita di Shueisha

Shueisha ha dichiarato che è stata tutta una montatura messa su da una terza parte, che si è spacciata per l’azienda giapponese senza alcun permesso. Shueisha ha quindi negato ogni coinvolgimento con il caso Twitter. Al momento sta investigando con la piattaforma social per determinare con certezza cosa sia accaduto.

Idee sull’accaduto: non è Shueisha ad aver contattato Twitter

Il 10 Gennaio 2021 l’utente di Twitter @newworldartur ha pubblicato un post in cui discuteva l’accaduto, riportando un’attenta analisi (informale) in cui si rintracciava un possibile responsabile.

Le caratteristiche della vicenda puntavano a escludere si trattasse di conseguenze determinate delle recenti normative giapponesi. Il materiale coinvolto inoltre non era piratato.

Altre stranezze escludevano anche l’operato di un bot, come invece ipotizzato dalle voci che circolavano: le stesse identiche immagini erano state segnalate in alcuni tweet ma non in altri, e le segnalazioni non andavano molto a ritroso nel tempo, come se qualcuno si fosse limitato a includere gli ultimi tweet visibili sui profili. Né erano stati molti gli utenti coinvolti. Un bot poi non avrebbe mai riconosciuto foto di cosplay come materiale coperto da copyright. Che si fosse trattato dunque di intervento umano?

Luffy punto interrogativo

Una prova dell’irregolarità dei reclami si trovava proprio nelle mail ricevute dagli interessati, in cui apperentemente la Shueisha notificava le violazioni avvenute su Twitter. In fondo alle mail erano presenti i recapiti dell’azienda, tuttavia il numero di telefono era errato. Secondo il documento facendo una ricerca su Google (in localizzazione statunitense) con la query “Shueisha address” si ritroverebbe esattamente lo stesso numero telefonico erroneamente inserito nelle mail.

Il movente

Queste e altre osservazioni hanno dato sostegno all’idea che dietro tutto ci fosse la mano (piuttosto maldestra aggiungeremmo) di un singolo individuo. Ma cosa potrebbe spingere a tanto? Il motivo immaginato lascia stupiti per la sua banalità: si è forse trattato di un atto di stalking nei confronti di una ragazza (una streamer).

Il documento riprende infatti il caso di un individuo ben preciso che si era già spacciato per degli editori. Anche in quei casi aveva chiesto la rimozione di contenuti per danneggiare utenti specifici di varie piattaforme. Si è trattato di attacchi effettuati per motivi personali.

Di seguito riportiamo il tweet originale con un link al documento di cui abbiamo parlato.

Come è stato possibile?

Come è potuto accadere che qualcuno si spacciasse per una grande azienda come Shueisha e ottenesse la rimozione di account Twitter sulla base di accuse infondate?

A quanto pare la procedura di segnalazione di Twitter non adotta grandi misure di sicurezza, anzi per fare un reclamo non serve neppure verificare la propria identità. Se così fosse stato magari ci si sarebbe accorti in tempo che non era Shueisha ad aver contattato Twitter, ma una terza parte.

Ci auguriamo che in futuro non si presentino più situazioni analoghe e siano adottate procedure più sicure. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi di questa vicenda!

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