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Seinen, sinonimo di qualità?

L’errore nel quale non bisogna cadere è quello di associare il target di un’opera al valore qualitativo offerto da quest’ultima, giudicando un certo prodotto solo in base alla fascia di pubblico alla quale viene indirizzato.

Innanzitutto, precisiamo alcune definizioni:

Per Target si intende la fetta di pubblico alla quale il prodotto  viene indirizzato. In altre parole, i destinatari che sono più improntati ad acquistare e ad apprezzare una determinata opera piuttosto che un’altra. La differenziazione varia in base a diversi fattori, quali possono essere: lo stile proposto, la presenza o meno di scene esplicite, o il tema sul quale si basa la narrativa (questi ultimi tendono ad essere più flessibili rispetto agli altri indicatori).

Di seguito una breve classificazione dei vari target:

Shōnen: Anime e Manga indirizzati ad un pubblico giovane, maschile, con una tematica generalmente incentrata su personaggi che devono raggiungere un obiettivo e superare delle sfide per migliorarsi.

In questo contesto, il genere action la fa da padrona, ma nonostante ciò, quest’ultimo non è un indicatore valido per poter garantire l’associazione di un’opera con il target in questione. Infatti, alcuni titoli – esempio Toradora – pur rimanendo indirizzati a questa stessa fascia di pubblico, si discostano dai classici Shōnen per via dei temi trattati, come le relazioni sentimentali o concetti che mirano più all’analisi delle difficoltà sociali adolescenziali.

Shōjo: Controparte degli Shōnen, riguarda opere indirizzate ad un pubblico giovane, femminile, con una narrativa che punta generalmente ad avere delle ragazze come protagoniste. L’aspetto sentimentale è sicuramente una tematica importante, ma non essenziale.

Pure questo target, nel corso degli anni, ha subito notevoli cambiamenti. Dall’avere come fulcro opere che trattavano principalmente situazioni drammatiche e amorose, il repertorio si è ampliato notevolmente. L’introduzione di nuovi generi, come l’horror e il gotico, caratterizzati da ambientazioni cupe e creature fantasy, ha rivoluzionato un po’ tutto il panorama dei Shōjo.

Seinen: Opere indirizzate ad un pubblico maschile che va dalla maggiore età in avanti, con temi prettamente maturi, complessi e incentrati su un’analisi principalmente psicologica.
Josei: Come per i Shōjo, anche i Josei sono la controparte del target maschile. In questo caso si tratta di opere indirizzate ad un pubblico adulto femminile.

Questi titoli possono variare dall’avere scene esplicitamente violente ed erotiche, a trattare temi più quotidiani e leggeri, esempio K-ON, un Seinen incentrato su un gruppo di ragazze e la loro passione per la musica.

Kodomo: Target indirizzato ai bambini, senza distinzione di sesso.

Kodomo in Giapponese significa appunto ‘bambino‘, di conseguenza le opere in questione non presentano l’uso del fanservice, e mirano per lo più ad offrire un puro intrattenimento visivo allo spettatore.

I Seinen offrono una qualità migliore rispetto ad un anime/manga per ragazzi?

Questo quesito rappresenta il topic al quale vuole mirare l’intero discorso. Un prodotto, offerto ad un pubblico adulto, non garantisce a prescindere una miglior resa rispetto ad uno, invece, pensato e realizzato per un target di ragazzi.

Prendiamo come esempio Kokkoku, un Seinen Drama/Horror/Mistery andato in onda durante la stagione invernale 2017/2018.


📖 TRAMA: Le vicende ruotano intorno a Juri Yukawa, una giovane donna ignara del fatto che la sua famiglia abbia la capacità segreta di fermare il tempo. Quando suo fratello e suo nipote vengono improvvisamente rapiti da un culto, suo nonno usa una pietra speciale che consente a lei e suo padre di entrare in un mondo chiamato Stasi, luogo caratterizzato dall’assenza dello scorrere del tempo. Mentre si avventurano attraverso la Stasi per infiltrarsi nel nascondiglio del culto, incontrano alcuni strani “esseri”, coloro che vengono definiti come i guardiani. Essi risiedono e proteggono quel luogo.

Partiamo dall’aspetto positivo che ha caratterizzato maggiormente l’opera, esso riguarda il peso che hanno cercato di trasmettere sul significato della parola “conoscenza“, quella voglia di sapere che contraddistingue da sempre l’essere umano.

In quanto Seinen, le tematiche offerte non risultano per nulla banali, ed è anche presente uno spunto di riflessione abbastanza significativo.

❓Avete mai desiderato vivere talmente a lungo da poter assistere all’intera evoluzione dell’umanità? o magari alla sua distruzione?

La riflessione riguarda il mistero che assume il concetto di “ignoto”, e della necessità, da parte di tutti noi, di trovare un posto ed un obiettivo alla nostra esistenza.

Ma la resa finale dell’opera è tutt’altro che decente, partendo dal cast, troppo anonimo e superficiale, fino a giungere alla monotonia della trama, priva di veri spunti ed evoluzioni interessanti. Gli episodi risultano di una lentezza stancante, e frenano ciò che di buono viene offerto.

Per quanto mi riguarda la valutazione finale fatica ad arrivare ad una sufficienza.

Questo è un esempio di quanto il target conti poco in relazione alla qualità effettiva di un’opera.

Come controesempio, ci sono tantissimi Shōnen, che pur rimanendo indirizzati ad un pubblico più giovane, offrono e trattano tematiche di un certo spessore. E senza cercare troppo nella nicchia, ci sono titoli, come Fullmetal Alchemist, che dimostrano pienamente quanto sia errato dare per scontato, il fatto che un’opera indirizzata ad un pubblico adulto debba essere necessariamente più curata.


Informazioni sulla visione

Da questa opera sono state tratte due serie televisive prodotte dallo studio d’animazione Bones: Fullmetal Alchemist, che può contare di 51 episodi, trasmessi tra il 2003 ed il 2004, e Fullmetal Alchemist: Brotherhood, con un totale di 64 episodi, mandati in onda tra il 2009 ed il 2010. Clicca qui per saperne di più.

📖 TRAMA: Le vicende ruotano intorno ai fratelli Elric – Edward ed Alphonse – rimasti orfani in seguito alla morte della loro madre in giovane età. I due tentano di riportarla in vita tramite la trasmutazione umana, un processo alchemico che però non va a buon fine. Edward perde alcuni arti, mentre Alphonse viene privato dell’intero corpo. Facendosi rimpiazzare gli arti perduti con delle protesi meccaniche chiamate automail, i due fratelli iniziano un viaggio attraverso Amestris per cercare la pietra filosofale, un oggetto alchemico capace di annullare il principio dello scambio equivalente, e riottenere così i loro corpi originari.

Hiromu Arakawa – autrice di fma – esplora il senso della vita e cerca di trasmettere ciò che vuol dire essere “umani”, mettendoci di fronte ad un duro confronto con l’esistenza di un essere superiore. Tutti temi che a prima vista verrebbero accostati ad un prodotto per adulti.
In sostanza, non è ciò che viene trattato in un’opera a garantirne il valore effettivo, ciò che conta è il modo in cui le tematiche proposte vengono esposte e raccontate. Pur non avendo dialoghi articolati, o simbolismi complicati che richiedono un approfondimento a parte, l’opera risulta essere molto matura.

Conclusioni

Il Target di un’opera non rappresenta un indicatore valido per mettere a confronto due titoli e valutarne la qualità. Quest’ultima deriva da una serie di analisi atte tenendo conto del contesto nel quale l’opera viene inserita.

Inoltre, la maturità dei temi trattati, non garantisce il fatto che una serie risulti migliore rispetto ad un’altra. In una valutazione complessiva, vanno prese in considerazioni molti altri fattori, indipendenti rispetto alla morale e all’insegnamento che il titolo vuole offrire.

Tutto dipende da come vengono affrontati e raccontati gli eventi che caratterizzano la narrazione, dai personaggi che vengono inseriti all’interno dell’ambientazione, il comparto tecnico e sonoro se si tratta di serie animate e lo stile dei disegni se invece si vuole parlare di manga o altre versioni cartacee.
La valutazione di un’opera, dunque, non può ridursi solamente alla considerazione dei target presi come riferimento.

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