in

Recensione: Ousama game the animation è un anime brutto?

王様ゲーム The Animation

Genere: Game, Horror, Soprannaturale, Splatter

Trama

Il gioco del Re: un gioco in cui tutte le persone coivolte devono obbedire agli ordini imposti da un essere superiore. In un crescendo di terrore, il gioco pone delle condizioni sempre più difficili da soddisfare, e disobbedire equivale a morte certa.

Visione dell’opera

Ousama è un’opera mediocre sotto ogni aspetto. Se lo si vuole analizzare con un minimo di criterio ci si rende subito conto di avere a che fare con un qualcosa di totalmente sbagliato, mal concepito e privo di senso – i difetti che la serie mostra sono tanti. A partire proprio dall’idea di base: si tratta di un survivor in cui non è possibile sopravvivere. La maledizione infatti continuerà ad esistere anche dopo “la vittoria” dell’ultimo concorrente rimasto in vita, cosa che, tra l’altro, il nostro protagonista sapeva perfettamente ed ha preferito ignorare, agendo senza curarsi di questo piccolo particolare. Qua assistiamo ad uno dei tanti “nonsense” della serie.

Quella che doveva essere la componente “malata” dell’opera, ovvero il veder degenerare i personaggi presi dal panico e dallo sconforto di una situazione che all’apparenza non ha vie di uscita, è uno di quei particolari che, se non gestiti bene, tendono a portare l’intera serie su un piano differenze: quello demenziale. infatti in Ousama è delirante il modo in cui i personaggi perdono il senno e si lasciano trasportare dalla disperazione del momento, in situazioni che hanno veramente dell’incredibile.

Discutibile anche la scelta da parte degli autori di voler cercare di unire due diversi archi temporali appartenenti a novel differenti con dei flashback malamente gestiti. Il voler unire così tante informazioni in pochi episodi non ha certamente giovato alla scorribilità della trama principale – come se ci fosse molto da dire – dato che le due storie raccontante erano pressocchè una la copia dell’altra. Ma dettagli a parte, vorrei sottolineare questo: “non tutti i mali vengono per nuocere”. A mio parere Ousama può essere visto in un’ottica di puro intrattenimento, nel senso che è un anime trash adatto a coloro che vogliono staccare da altri titoli più seri, dato che il titolo mette la giusta dose di hype in ogni episodio. Esso può essere apprezzato per questo – se si è consapevoli di tale aspetto, allora potrà pure divertivi nella visione.

Fattore che ha lasciato l’amaro in bocca è senza alcun dubbio l’aver visto un cast così valido – ricordiamoci la presenza di Mamoru Miyano, doppiatore di Okabe, e Yui Horie, la doppiatrice di Hanekawa – finire in un’opera del genere. Si capiva fin da subito che l’anime sarebbe partito con un budget non certamente elevato, ma il risultato finale va oltre quello che ci saremmo potuti aspettare.

Se si vuole proprio trovare un senso al tutto, possiamo dire che la serie rappresenta la vera impotenza che l’uomo si ritrova ad affrontare quotidianamente: non ci sono alternative, bisogna saper rispettare determinate regole che ci vengono imposte. In Ousama noi vediamo proprio questo, la ricerca di un sapere superiore, il voler assegnare concretezza ad una legge divina che porta il sapore di una maledizione senza fine ed il voler comprendere un concetto senza i mezzi necessari per elaborare una teoria sensata.

Ma è una visione abbastanza forzata, l’anime non rende ed è proprio per questo che è stato ampiamente bocciato dall’utenza, non dagli autori però, dato che sembra in atto un progetto per realizzare un sequel della serie – come ci viene mostrato nell’ultimo frame:

“To be continued”

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Loading…

0

Comments

0 comments

Another Note

Recensione “Another Note: Il serial killer di Los Angeles”

5 Anime leggeri da guardare per passare una giornata tranquilla