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Recensione: Il Convento dei Dannati

Sacro Romano Impero, sedicesimo secolo, una delle epoche più buie della storia dell’umanità. Tempo dell’Inquisizione e della caccia alle streghe, donne la cui unica colpa era quella di essere colte oppure di andare contro la Chiesa Cattolica. Su questo si basa l’intera storia del manga da poco uscito in Italia, “Il convento dei Dannati” (Hengoku no Schwester), scritto dal misterioso mangaka Minoru Takeyoshi.

Manga seinen edito in Italia da J-Pop dopo ben 4 anni dalla pubblicazione in patria. Ovviamente il tutto è accompagnato dalla qualità indiscutibile dei volumi dell’editore italiano che, nonostante il prezzo più elevato della media, vale sicuramente l’acquisto anche solo per aggiungerlo alla propria collezione.

Il Convento dei Dannati

La crudeltà dell’Inquisizione che traspare dal disegno

Quella della Chiesa Cattolica era una crudeltà disumana, qualcosa di indescrivibile a parole che, però, riesce in qualche modo a trasparire dai disegni del mangaka. Il tratto sicuro nelle scene di calma lascia spazio a uno più impreciso e sconnesso nelle parti violente, come a volerle finire il prima possibile oppure mostrare una minore cura. In molte delle tavole, inoltre, lo sfondo è molto povero di elementi oppure semplicemente assente, una scelta dovuta probabilmente alla volontà di concentrare l’attezione del lettore sulla scena. Anche le scene più crude caratterizzate dalla presenza delle torture sono abbastanza ben disegnate.

Insomma nulla di eccelso, ma uno stile che è comunque godibile per il lettore.

Il convento dei Dannati 5-min
Il convento dei Dannati 4-min
Il convento dei Dannati 3-min
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Una storia forte e coinvolgente

Nonostante la bellezza dei disegni, quello che risalta veramente in questo manga è la sua storia. All’inizio scorre con una velocità pazzesca, non facciamo nemmeno in tempo a conoscere i personaggi che subito spariscono. Quello che invece non sparisce mai è la crudeltà dell’uomo e il rifiuto da parte di Ella di accettare le cose così come sono, una bambina la cui unica colpa è quella di avere uno sviluppato istinto di soppravvievnza. Dopo essere stata venduta come schiava riesce a scappare e a trovare una donna che si prenda cura di lei. Tutto sembra andare per il meglio: Ella e quella che lei considera sua madre vivono bene insieme e aiutano, attraverso le erbe medicinali, i malati a curarsi. Il lavoro della donna, però, non piace alla chiesa che decide di accusarla di stregoneria condannandola al rogo. Dopo aver perso la madre la ragazza viene rinchiusa in un convento dedicato esclusivamente alle figlie di streghe. La sua unica ragione di vita ormai è la vendetta: la volontà di uccidere coloro che l’hanno privata del poco che aveva è sempre presente e molto spesso rimarcata anche direttamente.

Il Convento dei Dannati

La caratterizzazione dei personaggi è ottima, con una grande diversificazione di personalità. Ogni reazione da parte di essi ricalca quello che è il loro carattere

L’accuratezza storica che fa da cornice a tutta la trama

Una delle caratteristiche peculiari di questo manga è la sua accuratezza storica. Di certo l’autore avrà fatto una grossa ricerca d’informazioni senza lasciare nulla al caso. Partendo dalla Vergine di Ferro, antico strumento di tortura che ci viene presentato all’inizio del volume e che ogni tanto fa la sua comparsa anche durante la storia. Passando per l’Inquisizione e la caccia alle streghe, facendo qualche approfondimento su alcuni strumenti di tortura usati per questa pratica inumana. Arrivando anche ai più piccoli particolari, come la Bibbia scritta in tedesco che vediamo in qualche tavola.

Un’ottima caratterizzazione che delizia il lettore

Come ho già anticipato, la caratterizzazione dei personagi di quest’opera è davvero ottima, ma andiamo ad analizzare passo passo quelli che sono i personaggi principali.

Ella: Protagonista dell’opera, Ella è una ragazza figlia di una famiglia di poveri contadini, la cui unica ricchezza è la numerosa prole. Questa ricchezza, però, ha un prezzo, infatti in quel mondo riuscire a crescere più figli per dei contadini è praticamente impossibile. La ragazza ha una sviluppata capacità di sopravvivenza, per questo viene considerata un demone e abbandonata dai genitori. Questa capacità si rivelerà molto utile in parecchie occasioni, accompagnata da un forte sentimento di vendetta nei confronti della chiesa che le ha portato via tutto quello che aveva. Inoltre, grazie all’ingegno e alla capacità di deduzione riesce sempre a cavarsela. La sua enorme determinazione le permette di non anteporre il desiderio di vendetta ai suoi ideali e alla volontà di preoccuparsi delle persone che gli stanno accanto.

Angelika Kolwitz: Una donna molto colta in fatto di erboristeria e medicina, per un caso fortuito trova Ella. Braccata dall’Inquisizione per dei furti commessi dalla ragazza, pur di salvarla si fa imprimere a fuoco un timbro sul braccio e paga la cauzione per il reato. La sua conoscenza, però, non le rende la vita facile, nonostante abbia aiutato moltissime persone a guarire viene accusata di stregoneria e condannata al rogo. Mette sempre al primo posto la vita di chi le sta accanto senza preoccuparsi di quali siano le conseguenze, valore che ha trasmesso anche ad Ella. Persino sul patibolo non fa nulla per salvarsi e cerca in tutti i modi di far fuggire la ragazzina da quell’inferno.

La Rettrice: Figura misteriosa responsabile del convento in cui vengono rinchiuse le figlie delle streghe per poi essere educate a diventare delle suore. Ha una, seppur per noi contorta, fede incrollabile che la spinge avanti in tutto ciò che fa. La sua capacità di mantenere il sangue freddo è degna di un boia. Per la maggior parte il suo carattere non è stato ancora rivelato, ma dal poco che possiamo vedere è una persona incurabilmente crudele.

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