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Lolicon e pedofilo sono la stessa cosa?

lolicon

Recentemente ci sono state delle controversie su un anime che traduce la parola lolicon come pedofilo. È davvero questo che significa? Come viene percepito tutto ciò in Giappone?

Cosa significa la parola lolicon?

Per cominciare, la parola “lolicon” o “roricon” è l’abbreviazione di Lolita Complex (letteralmente complesso di Lolita). Il termine descrive infatti l’attrazione nei confronti di ragazze minorenni e deriva dal romanzo di Vladimir Nabokov, tale Lolita. Qui, un uomo diventa ossessionato da una dodicenne di nome Dolores soprannominata, appunto, come la stessa opera. Il libro è stato pubblicato nel 1955, ma il termine lolicon è entrato nel gergo giapponese tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80, per descrivere un tipo di contenuti manga e anime con personaggi femminili in età prepubescente, spesso disegnati in modo quasi erotico.

Nell’uso della lingua inglese, il lolita complex di solito si riferisce agli adulti che si sentono attratti da queste giovani ragazze immaginarie. D’altra parte, lolicon non si riferisce necessariamente al tipo di relazione sessuale ossessiva raffigurata nel romanzo di Nabokov, ma potrebbe anche farlo in merito a storie che descrivono le ragazze come innocenti, precoci e a volte provocanti. La controparte maschile è denominata shotacon. Per quanto riguarda i fan di questo contenuto, “complesso” sembra riferirsi a sentimenti di affetto o fandom per questo tipo di personaggi giovani e carini.

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Tutto questo pone le basi per la controversia che sorge quando la parola “lolicon” viene sostituita con “pedofilo” in inglese.

Il caso concreto

Un particolare esempio è stato portato alla luce qualche mese fa online riguardo alla traduzione in un episodio di Hensuki: Are you willing to fall in love with a pervert, as long as she’s a cutie? (Kawaikereba Hentai demo Suki ni Natte Kuremasuka?), basato su una commedia romantica di Tomo Hanama. Quando la sorella minore del personaggio principale trova un manga nella sua stanza, sottolinea di essere ignara del fatto che fosse innamorato delle lolicon. La scena è stata però tradotta con “Non sapevo fossi un pedofilo”.

Questo ha sconvolto alcuni fan, che hanno subito palesato il loro disaccordo verso questa traduzione considerata erronea. Ma qual è la vera storia di come la parola in questione venga usata in Giappone?

L’uso effettivo e le ragioni

È stato chiesto a un traduttore di manga professionista che ha vissuto in Giappone per molti anni (ma che vuole rimanere anonimo) il suo parere e la sua esperienza in merito:

I miei amici, anche quelli tra gli artisti manga, non dicono la parola “lolicon” ad alta voce in pubblico. Detto questo, rimane il fatto che pedofilo non è sicuramente una traduzione corretta di lolicon, per come il termine viene usato in Giappone nel contesto di manga e anime. Pedofilo non è una traduzione corretta per una semplice ragione: il giapponese in realtà annovera questa parola come prestito (“pedofuairu” in katakana) e non è utilizzato nell’anime originale del sopracitato caso. I pedofili depredano bambini reali, mentre gli appassionati di lolicon hanno un’attrazione specifica per le mere illustrazioni. Probabilmente l’avrei lasciato nei sottotitoli così com’è. Chiunque guardi anime che hanno a che fare con questo, deve conoscere la parola.

Patrick W. Galbraith, docente presso l’università Senshu di Tokyo e autore della monografia Otaku and The Struggle for Imagination in Japan (Duke University Press, 2019) ci tiene ad aggiungere:

Lolicon, specialmente usato rivolto ai fan di manga e anime in Giappone, non è riducibile a pedofilo. Parole separate, significati separati. Le conseguenze di chiamarli pedofili sono motivi sufficienti per evitare questo fraintendimento. Sul piano politico, incoraggerei tutti a stare attenti a usare quel termine con noncuranza.

Incomprensioni pericolose della parola lolicon

Le terribili conseguenze cui Galbraith fa riferimento sono, per esempio, la legislazione volta a vietare anime e manga lolicon in Giappone. In America del Nord un cittadino è stato processato e condannato a sei mesi di prigione, oltre a cinque anni di libertà vigilata, per possesso di manga con oscene rappresentazioni di minori impegnati in comportamenti sessuali.

Piaccia o no, al di fuori del Giappone non è facile spiegare le differenti sfumature tra manga e anime lolicon e la pornografia infantile, specialmente a chi lavora nelle forze dell’ordine e a chi non interessa discutere della cultura otaku. In gran parte del mondo, l’abuso sessuale di minori è considerato un crimine atroce e orribile e gli autori di questi reati vengono arrestati e perseguiti, quando catturati.

Questo fragile vaso di Pandora è il motivo per cui manga e anime lolicon vengono trattati con molta cautela quando e se attirano l’attenzione di editori e distributori americani. In molti casi, le aziende preferiscono evitare completamente tali contenuti piuttosto che rischiare l’accusa o anche solo il disprezzo da parte del pubblico. Semplicemente non ne vale la pena. Ci sono così tanti altri titoli non potenzialmente controversi così come lo è invece quel binario ad alta tensione dove corrono i lolicon e gli shotacon.

🌐 FONTE

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