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Omosessualità: tra Giappone e Manga.

La società



L’omosessualità in Giappone è un tema delicato. Considerato il modo in cui i giapponesi tendono a vivere la sessualità, la cosa non ci deve sorprendere. I giapponesi infatti, hanno un modo di vivere la sessualità che tende a essere certamente più chiuso rispetto a tante altre nazioni, e a volte può divenire deleterio.

Il tema dell’omosessualità nel Sol Levante, ricordando il contesto giapponese, diviene quindi ancor più delicato. Infatti il Giappone, per quanto sia una delle nazioni che più di tutte sforna fumetti che hanno come fulcro le relazioni omosessuali, è anche uno dei paesi in cui non è ancora legale sposarsi tra due persone dello stesso sesso (anche se alcuni distretti e città permettono un riconoscimento, come il distretto di Shibuya). Non è ancora possibile adottare alcun figlio per le coppie omosessuali (sebbene Osaka, nel 2017, ha riconosciuto una coppia dello stesso sesso come famiglia affidataria per la prima volta). Inoltre, non esistono delle vere e proprie leggi specifiche che vadano a punire vari atti di discriminazione verso l’orientamento sessuale (anche se esiste dal 2010 una legge per le pari opportunità).

Ciò potrebbe stranire alcuni lettori che avendo oramai letto, o per lo meno sentito parlare della quantità di opere a tema omosessuale generate dal Giappone, si aspettavano che il paese dei ciliegi in fiore fosse un paese fortemente progressista da questo punto di vista.

Certamente in Giappone l’omosessualità non è assolutamente considerata un reato, e le statistiche dimostrano che tendenzialmente il giappone è un paese “gay friendly”.

Inoltre, come trascritto nelle parentesi, sembra esserci un relativo miglioramento rispetto alle condizioni di anche solo 10 anni fa. Ma ciò che rimane è che l’omosessualità resta un qualcosa di cui i giapponesi tendono a non sapere molto, e di cui non sentono il bisogno di sapere “troppo”. Cosa che porta poi, per esempio, alla confusione tra la disforia di genere e l’orientamento sessuale.

Boy’s Love

Come già ben sanno i fan di anime e manga, il Giappone produce un vasto numero di fumetti che si concentrano sull’omosessualità. Parlando di storia, è tra il 17° ed il 19° secolo che iniziano a fiorire le prime opere d’arte relative l’omosessualità. E’ infatti proprio in questo periodo che autori del calibro di Hokusai, tramite i loro Shunga, cominciavano a raffigurare rapporti sessuali espliciti, di cui alcune pitture mostravano rapporti sessuali tra due persone dello stesso sesso.

Ad avere fortemente influenzato le varie opere a venire, è il fumetto del “Dio dei Manga” Osamu Tezuka; La principessa Zaffiro. La protagonista di sesso femminile, ma la cui educazione è stata improntata verso “un’ottica maschile“, riuscì a colpire fortemente i lettori nipponici.

Negli anni sessanta, un gruppo di mangaka di sesso femminile, definito “Il gruppo del 24′” (riferimento al fatto che nacquero il 24° anno dell’era Showa), cominciarono a rivoluzionare i fumetti Shoujo. Infatti, prima di allora, i manga shoujo erano esclusiva di alcuni mangaka di sesso prevalentemente maschile, ma con l’arrivo degli anni 60 le carte in gioco cambiarono.

Questo gruppo di autrici cominciarono a creare fumetti “Sci Fi”, o ancora “Storici” (e così via dicendo), per il pubblico femminile, cosa mai fatta prima di allora. Si andò così a creare uno spazio nel mercato del fumetto giapponese, anche per delle donne. Ma è soltanto negli anni 70 che cominciarono ad uscire i primi fumetti che ritraggono storie amorose tra personaggi dello stesso sesso.

Alcuni che possiamo certamente nominare sono; “Shiroi Heya no Futanari”, che ritrae per la prima volta una coppia di due donne. Un’altra opera è sicuramente “In The Sunroom” di Keiko Takemiya, primo fumetto a ritrarre un bacio tra due uomini.

E’ proprio negli anni 70 che nasce il termine “Shounen-Ai”, utilizzato per riferirsi a quei fumetti shoujo che raccontavano relazioni omosessuali tra due uomini. Il termine Yaoi nasce invece verso la fine degli anni 70. Nel 1990 cominciò a esserci una commercializzazione maggiore di questo tipo di manga, riuscendo anche ad apparire su riviste totalmente dedicate ad esso.

Ed è proprio in questo periodo che l’acclamato gruppo di Mangaka “Clamp”, cominciò a pubblicare varie opere con influenze Shounen-Ai al loro interno. Volendo citarne una; possiamo tranquillamente pensare a “Cardcaptor Sakura”. E’ negli anni 90 che nasce il termine “BL”, letteralmente “Boy’s Love”, traduzione di Shounen-Ai in inglese, che è tutt’ora il termine più utilizzato dai giapponesi.

Negli anni 2000 lo yaoi ha cominciato ad avere sempre più fama all’estero, iniziando così un vero e proprio processo di globalizzazione. Le opere yaoi sono tendenzialmente create da donne per le donne. Ciò è visibile nel disegno, che soprattutto in tempi più moderni, differenzia “l’uke” (il passivo) disegnandolo con tratti più femminili, e il “seme” (l’attivo) che viene disegnato con tratti più mascolini. Infatti, in genere, queste opere tentano di far immedesimare le lettrici nell’uke.

Gli yaoi sono stati spesso criticati per l’assenza di tematiche importanti per la comunità LGBT; come ad esempio l’omofobia, che quando c’è diviene spesso un pretesto per dimostrare la purezza dei sentimenti dei due protagonisti. Inoltre la comunità critica anche la classica differenziazione caratteriale tra uke e seme, che è spesso stereotipata con un uke molto fragile e un seme dominante.

Queste caratteristiche risultano spesso assenti nei manga così definiti “Bara”: spesso creati da maschi omosessuali per altri maschi omosessuali. Nei Bara questa forte differenza tra uke e seme è solitamente inesistente, e inoltre tendono ad affrontare varie tematiche delicate, tra i quali proprio l’omofobia. Il termine Bara ha in realtà un significato dispregiativo in Giappone, per tale motivo i giapponesi preferiscono il termine “Gei Komi” (dall’inglese “Gay Comics”). I Bara tendono ad essere storie di stampo pornografico, ma ciò non significa che tutte lo sono, come per esempio “Il marito di mio fratello”.

Il Poema Del Vento E Degli Alberi

Un ottimo esempio di opera che tratta dell’omosessualità, e non solo, è “Il Poema del Vento e degli Alberi”. Opera magna della maestra Keiko Takemiya, questo manga ha rivoluzionato il mondo del fumetto giapponese. Opera che ha influenzato, e tutt’ora influenza il panorama nipponico; questo è uno dei primi fumetti giapponesi che parla di omosessualità in modo fortemente esplicito.

Opera oramai intesa come classica da chiunque abbia studiato la storia del fumetto giapponese. Questa è anche un’opera che, data la franchezza dei suoi contenuti, ha dovuto aspettare 9 anni prima di essere pubblicata.

“Il poema“ esce così in Giappone per la prima volta su “Shojo Comic”, per conto di Shogakukan (1976). L’opera è stata pubblicata in Italia nel 2018 dopo ben 42 anni dalla pubblicazione in Giappone, in un bellissimo formato edito J-POP. Ambientato nella Francia di fine ottocento, la storia narra le sue vicende in un collegio maschile. Protagonista principale è Serge, figlio di un visconte e di una zingara. Una volta entrato nel collegio, Serge entrerà in contatto con il bellissimo Gilbert, altro protagonista delle vicende trattate. I due inizieranno una relazione amorosa, travagliata e decadente.

All’interno di questa stupenda opera vengono trattati temi quali; la prostituzione, la sessualità, il razzismo, la pedofilia e le droghe. Il modo in cui la Takemiya racconta la sua intricata trama sconvolse, e ancora sconvolge, il pubblico di tutte le età. Il suo tratto pulito, ma deciso, sono capaci di ammagliarci e allo stesso tempo di inquietarci. La bellezza diabolica di Gilbert, l’omofobia di alcuni compagni e la forte morale di Serge accompagnano il lettore per tutta l’opera, mostrandoci cosa poteva significare essere omosessuali nella Francia di quell’epoca.

In definitiva; questa è una delle opere maggiori che tratta tali tematiche (nonché una delle maggiori opere shoujo). Ed è capace, come fece al tempo e come fa oggi, di sorprendere e inquietare, ma anche di coinvolgerci e di farci riflettere.

Interessato all’argomento? Che ne dici di approfondire il manga Yuri: Le relazioni tra donne nei manga yuri ♡

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