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Lupin III, le origini del ladro più famoso al mondo

Lupin III, l’antieroe per eccellenza, è il ladro più celebre al mondo e probabilmente uno dei personaggi giapponesi più iconici, soprattutto qui in Italia, che probabilmente è più famoso qui che in Giappone. Ma per diventare il ladro gentiluomo che conosciamo oggi ha dovuto cambiare varie giacche e cambiare molte personalità.

Arsenio Lupin, l’inizio di tutto

Per scoprire le origini del nostro ladro gentiluomo dobbiamo fare un tuffo nel passato e fuori dal Giappone.

Ci troviamo agli inizi del ‘900 in Francia, quando Maurice Leblanc, dopo aver abbandonato l’università di legge, decide di sistemarsi a Parigi. Li inizia a scrivere e pubblicare i suoi primi racconti gialli che furono molto apprezzati dalla critica dell’epoca, ma nonostante ciò non ebbero molto successo.

Nel 1905 fu pubblicata una collezione di short stories nella rivista “Je Sais Tout” a cui parteciperà anche Maurice Leblanc. Questa storia aveva come protagonista una sorta di robin hood francese: era un ladro gentiluomo dai mille travestimenti e che rubava per se e per gli altri, colpendo sempre i più facoltosi, il suo nome era Arsenio Lupon. Il nome fu successivamente cambiato dopo che un politico Francese, il cui cognome era, appunto, Lupon, che si lamentò perchè non voleva essere correlato ad un ladro, così abbiamo la nascita del nostro Arsenio Lupin.

Un libro di Arsenio Lupin

Con il passare del tempo le storie di questo personaggio divennero popolarissime e il signor Leblanc fece addarittura un crossover con Sherlock Holmes, ma ad Arthur Conan Doyle non lo vide di buon occhio andò bene e proibì l’utilizzo del personaggio. Quindi Leblanc cambiò il nome di questo personaggio in Herlock Sholmes.

Furono fatte innumerevoli serie televisive, film ed anche videogiochi ispirati al personaggio di Lupin, ma il più celebre, apprezzato e conosciuto fu Lupin III di Kazuhiko Katō conosciuto meglio con il nome di Monkey Punch.

Dalla Francia al Giappone

Kazuhiko Katō inizia la sua vita da disegnatore già da studente, quando per il giornale della scuola, scrive diverse vignette e dopo aver terminato le superiori continua con lo studio dell’elettronica. In questo periodo pubblica insieme ad altri artisti dei dōjinshi e fu presto assunto dalla casa editrice Futaba, dove disegnò alcuni yonkoma (strisce da 4 vignette generalmente comiche). Dopo questa proposta decide di lasciare gli studi per lavorare come artista a tempo pieno. Ben presto riesce a fare il suo debutto nel mondo del manga con “Playboy School” sotto il nome di Eiji Gamuta.

Poco dopo, Katō propone alla casa editrice di pubblicare un fumetto basato su Lupin, dopo un po’ di disguidi l’idea viene accettata, a condizione che Kato utilizzi come nome d’arte Monkey Punch, pur non amando questo nome d’arte. Alla fine accetta visto che lo avrebbe dovuto utilizzare soltanto durante il periodo di pubblicazione di Lupin III, ovvero tre mesi, ma che poi, per l’enorme successo, divennero quasi due anni.

Il manga di Lupin III

Il manga era serializzato in una rivista seinen, infatti manteneva un tono cupo, violento e spesso avevano luogo anche scene spinte. Il personaggio di Lupin III ideato da Monkey Punch era il nipote del Lupin francese. Tutto questo fu fatto per aggirare il copyright, ma Maurice Leblanc decide di prendere comunque provvedimenti, ed il nome di Lupin viene cambiato in “Rupan” o “Wolf” (Lupin significa letteralmente lupo, che in inglese è wolf), mentre in Francia prende il nome di “Edgar”.

Nel manga Lupin III indossava la giacca rossa ed era totalmente diverso da suo nonno, infatti era estremamente violento, non si faceva scrupoli ad usare le persone, vedeva le donne solo come uno svago e guidava la Mercedes-Benz SSK del 1928 (chi vuol intendere intenda). Quest’auto sarà presente anche nella prima, seconda e terza serie animata.

la macchina usata da Lupin III

Lo stile del fumetto era estremamente grottesco se non addirittura umoristico o caricaturale, infatti tra i suoi autori d’ispirazione c’erano il vignettista americano Mort Drucker ed anche il fumettista Sergio Aragonés. Il suo tratto era anche molto sporco ed alle volte impreciso, ciò fu fatto con un senso di ribellione, che avrebbe reso complicata una possibile trasposizione animata.

Questo gesto di ribellione però non durò molto, infatti dato l’enorme successo non soltanto venne proposto a Katō di continuare le avventure del celebre ladro con una nuova serializzazione di “New Lupin III”, ma gli venne anche proposta una serie animata.

Da carta a cartone

Per nostra fortuna lo stile artistico di Monkey Punch non è bastato a rendere impossibile un riadattamento animato e nel 1969 Il fondatore dell’attuale TMS Entrateinment (all’epoca Tokyo Movie) propone un film pilota di Lupin III per il Cinemascope. Questo film avrebbe dovuto iniziare l’interesse del pubblico per il personaggio di Lupin III e fu supervisionato da Masaaki Ōsumi, tutte le scelte stilistiche del manga erano state accuratamente studiate e dopo essere stati scelti scelti regista, character designer e compositore con animazioni anche di alto livello per l’epoca, si presentò un problema… Lupin III era stato scritto per un pubblico più maturo.

La presenza di violenza e di scene spinte rendevano il film poco adatto ad un pubblico più giovane, questo portò a poco interesse da parte degli investitori. Nel 1971 andò in onda un riadattamento televisivo, da cui erano state eliminate alcune scene considerate troppo forti per un pubblico di bambini e adolescenti.

la prima serie di Lupin III

Notato dalla Yomiuri Television Lupin III diventa una serie animata che verrà diretta da Ōsumi e vedrà 26 episodi. È stata tra le prime serie animate trasmesse per un pubblico adulto se non la prima di conseguenza le opinioni della serie erano molto basse e dopo il secondo episodio venne chiesto ad Ōsumi di fare dei cambiamenti alla serie animata per renderla più appetibile ad un pubblico più ampio, ma lui si rifiutò e venne dimesso dal suo incarico di direttore.

Nel frattempo alla alla Tokyo Movie arrivarono della Toei animation due aspiranti registi per dirigere insieme un riadattamento animato di Pippi Calzelunghe, che però, purtroppo, non fu mai realizzato perché non vennero concessi i diritti per la storia. Successivamente comunque questi due registi diressero un anime da chiamato Panda! Go Panda! che aveva al suo interno un personaggio che… somigliava vagamente a Pippi Calzelunghe. I nomi di questi due registi erano Isao Takahata e Hayao Miyazaki, quest’ultimo farà, poi, il suo debutto come film-maker con il film di Lupin III. Non avendo più nulla su cui lavorare a Miyazaki e Takahata fu affidato ii compito di dirigere la serie animata di Lupin III, che si ritrovava ad avere i primi 9 episodi praticamente già pronti.

la protagonista di Panda! Go Panda!

Nei primi episodi della serie il personaggio di Lupin III rimane abbastanza fedele a quello del manga, estremamente spietato e violento, però gli viene cambiata la giacca che da rossa diventa verde. Dopo l’episodio 9, i personaggi vengono stravolti: Lupin diventa un personaggio più comico ed ottimista, Jigen è più amichevole, Goemon si trasforma in una spalla comica e Fujiko ha decisamente meno allusioni sessuali. Tutto questo portò ad un cambiamento, di tono più allegro e dolce, ma che purtroppo non riuscì ad alzare abbastanza l’opinione del pubblico e venne cancellata dopo 23 episodi.

Il lupin che conosciamo oggi

Dopo il flop della prima serie ci fu un film live action che andò ancora peggio, e ci fu uno stallo lungo 4 anni. Però, dopo svariate repliche della prima serie , quest’ultimo finalmente inizia ad essere popolare e subito viene proposta una seconda serie.

Questa debuttò il 6 ottobre del 1977 e fu diretta da vari registi, tra questi, c’era di nuovo Hayao Miyazaki. Il tono di questa serie è meno cupo e violento di quello precedente, riprende la visione di Miyazaki e Takahata della serie rendendola dolce e allegra. Questa è la serie più famosa di Lupin III, è la serie in cui lui indossa la sua giacca rossa.

la seconda serie di Lupin III

La nuova versione animata continuò ad andare in onda per ben 3, anni con 155 episodi e non fece altro che accrescere a dismisura il pubblico di Lupin III. Infatti, dopo soli due anni, sarebbe dovuta andare in onda “Lupin VIII”.

“Lupin VIII” doveva essere una co-produzione tra lo studio giapponese TSM e quello francese DIC, conosciuto per opere come “Super Mario Bros. Super Show” e “L’Ispettore Gadget”. Questa serie animata era stata ideata per i bambini, dove le armi da fuoco e spade erano sostituite da pistole laser e spade laser, con protagonisti i bis-bis-nipoti del cast originale. Il progetto proseguiva a gonfie vele ed il primo episodio era appena stato animato, ma il tutto è stato cancellato. Maurice Leblanc aveva deciso di non concedere il nome di Lupin, se non per una somma spropositata di denaro. Questo ha portato alla cancellazione della serie che presto è diventata “L’Ispettore Gadget”.

A sinistra “Lupin VIII” a destra “L’ispettore Gadget”

Due anni dopo il fallimento di “Lupin VIII” esce la terza parte di Lupin III, in cui ha la sua giacca rosa. Qua Lupin III è un personaggio estremamente demenziale, con uno stile grafico e d’animazoine più occidentale rispetto alle altre ed è generalmente considerata la sua peggior reincarnazione e per molto temo questa fu l’ultima comparsa sugli schermi.

La terza serie di Lupin III

La ripresa

Per nostra fortuna le avventure Lupin III non sono finite lì. Infatti in Giappone vennero prodotti molti film d’animazione. Ogni anno, iniziando dal 1989 fino al 2020 (ad eccezione del 2014, 2015 e del 2017 ) sono stati prodotti ogni anno almeno un film o uno speciale televisivo di Lupin. Tra gli speciali televisivi uno in particolare si distinse fra gli altri, “Lupin III vs. detective conan”.

Un po’ come accadde con l’Arsenio Lupin francese pure Lupin III ha un crossover con un detective, nel 2009 infatti esce “Lupin III vs Detective Conan”. Questo film aveva come protagonisti due personaggi opposti dello stesso studio, Lupin III e Conan Edogawa ( sarebbe stato bello se fosse stato chiamato Ednan Cogawa) . Lo speciale televisivo ebbe un enorme successo e, dopo quattro anni, uscì il film sequel “Lupin Terzo vs detective Conan-Il Film”.

Finalmente, nel 2012 la lunga pausa finisce e Lupin è pronto per cambiare ancora il colore della sua giacca. Il 18 marzo del 2012 viene annunciato un video promozionale al cinema, che avrebbe dovuto dare inizio ad una nuova serie televisiva spin-off, “Lupin III – la donna chiamata Fujiko Mine”. A dirigere questa serie è stato Sayo Yamamoto(“Ergo Proxy”) e il tono di questa serie è molto più maturo rispetto agli altri, contenendo spesso scene di nudo. I motivi di questi cambiamenti furono perchè avevano lasciata completa liberta al regista, voleva dare all’anime un tono più cupo e maturo.

Lupin III la donna chiamata Fujiko Mine

Questa serie spin-off segnò un nuovo punto di inizio per Lupin , questo perchè le serie a venire furono molto più mature rispetto a quelle precedenti ed il colore della sua giacca non è stato più cambiato.

Sicuramente il personaggio di Lupin III è molto più famoso qui di quanto lo sia in Giappone.. Infatti la serie successiva è ambientata proprio in Italia ed è andata in onda per la prima volta il 30 agosto del 2015 su Italia 1, pochi mesi dopo è stata trasmessa anche in Giappone

Questa serie aggiunge anche personaggi nuovi come Rebecca Rossellini che diventerà presto la signora Lupin. I personaggi aggiunti vengono rimossi nella serie successiva.

La quarta serie di Lupin III durante il suo matrimonio con Rebecca Rossellini

Tre anni dopo esce una nuova serie di Lupin III ambientata in Francia, questa serie è molto più moderna rispetto alle altre, usando spesso degli elementi contemporanei come cripto valute, vien addirittura presentata una ragazzina che aiuterà Lupin come hacker.

La quinta serie di Lupin III

Il castello di Cagliostro

Il castello di cagliostro è sicuramente il miglior film di Lupin III e tra i migliori film di Hayao Miyazaki, nonché il suo debutto come film-maker.

Nel 1978 dopo una lunga chiamata con Toshio Suzuki, Miyazaki viene convinto nel fare un film di Lupin III, questo fu il primo film in cui prese il ruolo di regista, ma non fece solo questo. Era anche: supervisore, storyboard artist, sceneggiatore e scenografo. Inoltre ritoccò personalmente ottantamila intercalare del film.

Miyazaki in questo film riesce ad esprimere la sua massima interpretazione del personaggio di Lupin, rendendolo estremamente romantico e di buon cuore, con il solo scopo di fare del bene. Non gli cambia il colore della giacca, che rimaneverde, come il colore con cui lavorò la prima volta, però cambiò una cosa: la macchina, che diventò una fiat 500 (chi vuol intendere intenda).

La fiat 500 usata da Miyazaki nel film “Il castello di Cagliostro”

Il modo con cui Miyazaki costruì il personaggio era totalmente opposto all’interpretazione di Monkey Punch, da un ladro violento spietato e con la sola voglia di denaro lo fece diventare puro, con lo scopo di aiutare il prossimo. Questa differenza si può comprendere a pieno con il dettaglio dell’automobile. La scelta di Miyazaki non piacque molto a Monkey Punch, che si infuriò a tal punto da tagliare tutti i rapporti con lui. Non a caso non si riesce a trovare nemmeno un’intervista in cui viene chiesto a Monkey Punch qualcosa riguardo Miyazaki.

In conclusione Lupin III

Insomma, questa è la storia di Lupin III, un personaggio famoso in tutto il mondo, specialmente in italia, che in questi mesi ha visto una sua nuova apparizione su Netflix con una serie live action, ma quello che rimarrà nei nostri cuori sarà per sempre il ladro giapponese.

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Comments

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  1. Un’articolo ben strutturato, soprattutto si riesce bene a comprendere la storia di questo interressantissimo personaggio che tanto mi ha affascinato da bambino. L’unica falla in questo articolo, non riesco bene a comprendere il dettaglio dell’autovettura.

    • Intanto grazie mille per il tuo commento. Per quanto riguarda la macchina. Monkey Punch aveva dei forti ideali di destra, infatti la macchina usata da Lupin è la macchina che sarebbe poi diventata quella utilizzata da Adolf Hitler (la Mercedes-Benz 770 è l’evoluzione della Mercedes-Benz SSK). Mentre invece Miyazaki ha dei forti ideali di sinistra, infatti nel film “Il castello di cagliostro” Lupin III usa la Fiat 500 che è considerata la macchina comunista per eccellenza, spero di esserti stato d’aiuto.

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