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L’intervista di Yoshihiro Togashi rilasciata da Weekly Shonen Jump

Mi sento come se l’attuale Shonen Jump sia il luogo a cui appartengo di più.

Yoshiro Togashi crea i suoi manga in modo strategico, pensando sempre a quanto lui sia percepito come mangaka. Con il suo spettacolare Yu degli Spettri (Yu Yu Hakusho in giapponese), decise fin dal primo momento che avrebbe incentrato il suo manga sui combattimenti, piuttosto che su una trama sviluppata, trasformandolo in una grande forza motrice all’interno del popolarissimo Shonen Jump dei ’90. Con la sua serie successiva, intitolata Level E, Togashi offrì un manga incentrato su una trama sci-fi per mostrare ai lettori una prospettiva diversa di se stesso, cancellando la sua immagine associata a Yu Yu Hakusho. Poi è arrivato il momento di Hunter × Hunter, nato nel 1998, il quale è tuttora in serializzazione.

“Questa non è una strada molto avvenente da considerare, ma dal momento che stavo creando opere destinate a Shone Jump, mi focalizzavo soprattutto sul creare una ‘hit’ con il prossimo progetto.

Già da quest’ultima metà di Yu Yu Hakusho ho iniziato a prestare un’attenzione minuziosa alle reader pools (le classifiche stilate da Weekly Shonen Jump che controllano l’andamento di un certo manga in un determinato periodo di tempo). Invece che incentrarmi soltanto sulle mie classifiche personali, avrei controllato tutte quelle, concentrandomi su quale artista e quale manga avrebbe conquistato il primo posto.

Analizzare quelle pools mi fece capire che per ricevere voti avrei dovuto disegnare uno spokon o un battle shonen, i quali hanno palese vincitori e palesi perdenti. Quindi decisi che un manga di combattimenti poteva essere una buona soluzione per il mio prossimo progetto.”

I protagonisti delle tre opere più famose di Yoshihiro Togashi, il quale le realizzò cercando la via del successo. Yusuke Urameshi di Yu Yu Hakusho a sinistra, il principe Baka di Level E in centro e Gon Freecss di Hunter × Hunter a destra.

💬 Quando gli abbiamo chiesto perché non avesse scelto uno spokon, ha riso e ha risposto che sarebbe stata una rottura di scatole.

“Per uno spokon, l’impostazione deve essere moderna. Il che sarebbe una vera seccatura (ride). Devi essere attento a non far indossare ai personaggi vestiti passati di moda, e cose del genere. Ma per un battle-shonen che non prende luogo nei nostri tempi, puoi semplicemente dire “Hey, questi vestiti sono fighi in questo mondo!” (ride)”

💬 Togashi iniziò Hunter × Hunter in questo modo, un battle-shonen ostinato inserito in una trama profonda, che riflette chiaramente la sua personalità. Il protagonista, Gon, è unico, perché può sembrare carino a prima vista ma non vacillerebbe mai in un combattimento, fino a lasciare addirittura il lettore in uno stato di timore.

“Inizialmente avrei voluto rendere Gon un personaggio che rispecchiasse il bravo ragazzo, che sarebbe stato superiore persino a qualcuno che vorresti come tuo figlio. Ma, ho intuito dalla fase di impostazione del primo volume da serializzare che sarebbe stato diverso.

Non appena si manifesta abbandonerà colui che l’avviò verso la strada di hunter, da ciò realizziamo che non è un ragazzo d’oro alla fine, penso, ”Sto personaggio è davvero edgy‘ (ride). Ma dal momento che ha il sangue di suo padre, un uomo che abbandonò suo figlio per diventare anche lui un hunter, pensai che fosse appropriata la sua manifestazione avvenuta in questo modo. Pensai che fosse davvero un personaggio naturale.”

💬 Togashi dice che rendere il protagonista un personaggio tagliente si adatta bene alle indicazioni della storia.

“Se fosse stato un personaggio normale al posto che un tipo edgy, avrei dovuto affrontare l’aspetto dell’esitazione quando arrivava il momento di combattere. Penso che scegliere questa strada sia divertente a modo suo, ma non volevo che quel tratto portasse all’avanguardia il manga. Dopotutto non volevo abbandonare i lettori che volevano seguire un buon battle-shonen.

Sono fiero di aver deciso di creare un personaggio come Gon e dargli il ruolo di protagonista, dal momento che non devo imbattermi nell’aspetto del timore. Ma allo stesso tempo non posso lasciare da parte la calma, i personaggi ben ponderati, personalità che ho dato a Leorio.

Quando disegno i personaggi, tendono ad avere gli zigomi leggermente rialzati e ad essere alti. Kuwabara di Yu Yu Hakusho è così. Mantengo i miei standard per riuscire a passare del tempo libero e disegnare per Shonen Jump.”

Il simpatico Gon, una dei personaggi più emblematici all’interno di Weekly Shonen Jump e uno dei protagonisti più conosciuti di tutti i tempi.

💬 Sono passati vent’anni da quanto Hunter × Hunter ha iniziato ad essere serializzato. Molti mangaka hanno iniziato a fronteggiare ostacoli sia fisici che mentali per continuare i loro lavori su Shonen Jump, ma Togashi sembra abbastanza spensierato.

“Ciò proviene dalla mia personalità svogliata. I mangaka più seri sentono come se non dovessero mancare all’appuntamento di Shonen Jump, poiché, chi lavora nel magazine è giudicato secondo criteri settimanali, e non pensano che siano in grado di creare tavole ogni settimana. Penso che sia molto strano che qualcuno che disegna al mio ritmo possa lavorare su Shonen Jump a lungo. (ride)”.

💬 Nonostante quel commento, Togashi ha un set di standard ben definiti che lo mettono sotto con il lavoro per continuare ad operare su Weekly Shonen Jump.

“La mia serie è molto lunga (per ora arrivata all’arco della Spedizione del Continente Oscuro), ma non posso smettere a metà strada. So che ciò può suonare contraddittorio, ma mettendo quel problema da parte, ho fissato un criterio personale basato sui riscontri dei volumi pubblicati.

Se il numero attuale dovesse scendere al di sotto del mio standard, mi sentirei come se i lettori mi dicessero che non esiste alcun motivo per continuare la serializzazione. Ma se i numeri dovessero superare quello standard, mi mostrerebbero che i lettori sono interessati a ciò che faccio e perciò continuo a pubblicare.”

💬 Adesso che Togashi ha osservato a lungo i metodi usati all’interno di Shonen Jump, come si sente?

“Ciò potrebbe essere un trend di questi ultimi tempi, ma sento come se i lettori stessero cambiando. E quel sentimento da ‘macho’ che il magazine ha avuto per molto tempo sta rapidamente diminuendo. Perciò sento che l’attuale Shonen Jump è inconfondibilmente il posto a cui appartengo. E penso sia più facile inserire nuovi e interessanti fattori shoujo all’interno delle storie.”

💬 Inoltre, sta dando molta attenzione ai manga creati da giovani artisti. In particolare a Dr. Stone, Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba e World Trigger.

“Mi discosto intenzionalmente dai battle-shonen come lettore. E se dovesse capitare di beccare qualche elemento che ricorda anche soltanto vagamente Hunter × Hunter, faccio finta di non averlo visto (ride). Gli artisti di oggi sono davvero azzimati. Quando si tratta di stile e di vestiti… Sin dai primi giorni non feci altro che preoccuparmi nel creare manga. Se potessi cavarmela senza mangiare, senza lavarmi o dormire non farei queste cose. Ciò era facile quando ero più giovane, e ho sempre voluto mantenere un minimo di contatto sociale. Ma con quella attitudine, non potevo conoscermi con persona che erano interessate alle apparenze esteriosi (ride). Perciò, quando incontro i giovani artisti di oggi, cerco di tenermi curato entro un certo livello, giusto il minimo per cavarmela. Voglio finire Hunter × Hunter nel modo giusto. Loro mi lasciano fare qualsiasi cosa io desidero.”

Una famosa foto che ritrae Yoshihiro Togashi nel suo studio, le condizioni di quest’ultimo sono parecchio discutibili. Nonostante ciò si può chiaramente evincere la rappresentazione della vita di un mangaka, costretto a lavorare moltissime ore nella sua stanza andandosi a rinchiudere così intensamente da ricordare un hikomori.

💬 Il suo progetto serializzato è complicato, ma può apparire anche piuttosto divertente.

“La serie che sto portando avanti potrebbe sembrare un grande problema da altre prospettive, ma mi diverto molto a disegnarla. Quando ero più giovane, potevo a malapena ottenere il permesso di ciò che potevo fare, ma adesso, a lungo andare, mi lasciano fare tutto ciò che voglio.”

💬 Qualche volta ci sono delle cose per cui vorrebbe un risarcimento, che non è stato in grado di stabilire quando era giovane.

“Commedie romantiche (ride). Ma non sono più abbastanza giovane per permettere di fare queste determinate cose, perciò ogni tanto ritengo sia più utile avere qualcuno che ti realizzi le storie. Ho scritto una storia l’anno scorso che si chiama Akuten Wars (illustrata da Hachi Mizuno). Ho scoperto che, se lasci a qualcun altro le illustrazioni verrà fuori un bel lavoro. Non ho nessuno scrupolo con ciò. Con Level E, in realtà, volevo utilizzare più disegni realistici. Ma ho sentito come se ci fossero due tipologie di lettori, quelli che non si farebbero problemi se venissero a scoprire che qualcun altro ha illustrato le mie storie e quelli che volevano leggere un manga scritto e disegnato soltanto da me. Non sono ancora sicuro di come bilanciare questo problema affinché possa piacere alla maggioranza delle persone. Per alcuni generi ritengo sia essenziale lasciare i lavori di illustrazioni ad altri.”

💬 Forse verranno rilasciati molti lavori realizzati da Togashi, insieme ad artisti in grado di illustrare al mio i suoi fantastici scenari.

“Devo pensare anche a come concludere Hunter × Hunter una volta per tutteC’è sono stati tanti periodi in cui esso ha smesso di apparire nelle pagine di Weekly Shonen Jump, e sono sicuro che tutti si staranno chiedendo cosa stia facendo. Ma come un comico non si fa vedere per un po’ alla TV sta comunque lavorando in qualche altro luogo, e io sto lavorando ogni giorno. Certe volte non so chi arriverà prima alla fine, il manga o me (ride). Mi sento come se volessi finirlo nella maniera corretta.  Ma potreste dire che in un certo senso una fine già ce l’ha, ovvero quando Gon e Ging si rivedono. Penso che molti lettori abbiano pensato che quella scena segnasse la fine dell’opera e l’ho scritta proprio in questo modo per ciò. Generalmente vorrei che le persone pensassero che ci potrebbe ancora essere un modo in cui la seria può continuare. Quando leggo Shonen Jump mi capita di pensare ‘Questa serie dovrebbe finire in questo punto.’ E divento matto quando so che decidono di farla proseguire. Come lettore non voglio perdere questo tipo di sentimento. Ma, da una prospettiva da lettore, in questo preciso istante vorrei che Hunter × Hunter continuasse. Come artista, mi diverto ancora a realizzare la storia e i disegni. Quindi chiedo a quelli che hanno scelto di intraprendere il cammino con me e che hanno continuato a seguirmi in questo viaggio di continuare a supportarmi.”

💬 Cos’è Weekly Shonen Jump per Yoshihiro Togashi?

E’ un parco giochi che non vorrei mai abbandonare.

🔗 Fonte e Crediti

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