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Le fobie più bizzarre negli anime

Il sentimento più forte e più antico nell’animo umano è la paura. Aveva ragione Howard Phillips Lovecraft quando scriveva questa frase. Le fobie ci mostrano quanto siamo fragili e instabili; rappresentano una efficace chiave di lettura e di profonda analisi della nostra natura allarmante.

Per rendere più realistici le vicende da loro raccontate, i mangaka infarciscono spessissimo le narrazioni di personaggi pavidi e aggiungono punti deboli anche agli elementi più forti. Molte di queste fobie si rivelano, fin dal primo acchito, bizzarre e imbarazzanti e, proprio per questo, molto interessanti. Le paure rendono i personaggi immaginari più vicini a noi e con molti ci possiamo rispecchiare chiaramente proprio grazie ad esse.

C’è chi ha paura del buio, come Chitoge di Nisekoi, e chi, invece, ha paura dei tuoni e si rivede in Haruhi di Ouran High School Host Club, chi ha paura dei ragni e chi dei clown. Tutte fobie irritanti che formano una microscopica parte di tutte le paure esistenti. Quest’ultime nascono ogni giorno e ne vengono scoperte costantemente delle nuove: in questo articolo andremo ad analizzarne qualcuna, confrontandole con qualche personaggio “fifone“. Ecco alcune delle fobie più strane dei nostri personaggi preferiti!

Ailurofobia

Dal greco ” αἴλουρος” <colui che muove la coda, gatto>. La ailurofobia, o elurofobia, è la paura irrazionale e persistente dei gatti. La persona che manifesta questa fobia ha paura della vicinanza di questi animali. E’ una paura molto comune e vede il soggetto trasfigurare un semplice gatto in una bestia più feroce.
Paura dei gatti negli anime

L’ailurofobia è apparsa moltissime volte in uno dei manga più famosi della amata Rumiko Takahashi, Ranma 1/2.
Ranma, il coraggioso protagonista del manga, grazie alla sua spensieratezza e alla sicurezza di sé non ha fobie particolari. A parte i gatti. Questi felini perseguitano l’esistenza del povero ragazzo sin dalla sua infanzia. Genma, il padre, infatti, tentò di insegnare lo strabiliante “attaco felino“: ricoperse il figlio di pesce fresco e lo gettò in una stanza piena di gatti affamati.
Da quegli sgradevoli eventi, Ranma iniziò a provare terrore per uno degli animali più diffusi in Giappone. Ciononostante la fobia dei gatti fornisce al personaggio un potere nascosto travolgente

Anche Jun Mohizuki ha avuto a che fare con l’ailurofobia nel suo manga più famoso, Pandora Hearts. Gilbert Nightray è il fedelissimo servo, nonchè grandissimo amico, di Oz, il protagonista dell’opera, e farebbe di tutto per salvaguardare la sua incolumità. Nonostante sia un abile ed impassibile tiratore, è tremendamente terrorizzato dai gatti. La visione di questi animali, oltre che a creare divertenti gag per il manga, generano un pallore cadaverico nel volto di Gilbert.

Sembra che questi animali così teneri spaventino persino gli individui più muscolosi e pericolosi del Giappone, basti pensare al povero Umibozu di City Hunter

Androfobia / Ginofobia

L’androfobia, dal greco ἀνδρός , è il disturbo traumatico da cui si origina una profonda avversione e repulsione per gli uomini. La ginecofobia, dal greco γυνή , è la paura delle donne. Entrambe queste fobie sono legate ad esperienze traumatiche e comportano deficit importanti se manifestate.

Nel mondo degli anime e dei manga è pieno di personaggi che riflettono forme più o meno flebili di androfobia e ginecofobia (quest’ultima da non confondersi con la misoginia). Basti pensare alla simpatica relazione tra Shutaro Mendo e Asuka Mizunokoji di Lamù o a Yamcha di Dragon Ball.

Ma Kenta Shinohara, autore del divertentissimo Sket Dance, si serve di queste paure per creare un umoristico caso particolare: Hani Usami. Una ragazza affetta da disturbo dissociativo di personalità. Usami odia gli uomini e se toccata da uno di essi diventerà l’attraente coniglietta Bunny, accesa di un’incandescente lussuria verso il genere opposto. Bunny, però, soffre di ginecofobia e, quindi, se toccata da una donna ritornerà la schiva e dimessa Usami. L’autore, divertendo i suoi lettori con le gag, crea un personaggio di un umorismo caustico, atto a denunciare la condizione sociale delle adolescenti.

Asymmetrifobia

Una delle fobie più strane ma anche una delle più comprensibili, la asymmetrifobia, dal greco συμμετρία , è la paura di tutto ciò che appare agli occhi dell’individuo non perfettamente simmetrico.

Il personaggio fobico per eccellenza: Death the Kid. Atsushi Ohkubo, in Soul Eater, ci offre una delle figure più divertenti e più efficienti riguardo lo studio delle fobie con il suo Death the Kid. La fobia del ragazzo è ormai perpetrata nella sua vita quotidiana a tal punto che si deve adattare a schemi predefiniti e ordinati. Andare in giro con due pistole, salutare la gente con due mani, aggiustare con minuzia i quadri di casa: sono diventati tutti codici. Codici che, se non rispettati, portano il personaggio ad un transitorio stato di depressione. Il numero più importante deve essere l’8, i fazzoletti devono essere piegati per bene, la taglia del seno di Liz e Taylor deve essere identica, la lettera K deve essere identica a tutte le altre lettere. Queste sono le cose che un asimmetrifobico osserva con diligenza per garantire la perfezione e l’equilibrio del mondo.

Athazagorafobia

Di etimologia incerta (si pensa possa derivare da Θασσον <veloce> e Αγορά <agorà> ), l’athazagoraphobia è la paura di essere dimenticati, di essere ignorati o di dimenticare.

L’athazagorafobia è una paura in cui molti possono rispecchiarsi ma, ciononostante, è pressochè sconosciuta. Le Adachitoka però hanno impresso questa fobia in modo geniale in Yato, il protagonista di Noragami. Essendo una divinità, l’esistenza di Yato è garantita solo in relazione ai suoi fedeli. Ecco perché il ragazzo dagli occhi di cristallo ha una paura tremenda di finire nel dimenticatoio e farebbe i lavori più umili e inumani a costo di qualche spicciolo per ingraziarsi le preghiere e gli sguardi di qualche mortale.
Le autrici hanno saputo creare una divinità quanto più fragile ed umana, che, scoprendo l’amore, soffrirà ancora di più l’abbandono.

Batracofobia

La batracofobia è la paura dei batraci, ovvero di rane, rospi e salamandre. La parola ha derivazione greca, da βάτραχος . L’aspetto viscido di questi animali può spaventare moltissimo il soggetto affetto da questa fobia.

Anche spiriti e creature angeliche, a volte, presentano fobie svariate.
È il caso di Sai di Hikaru no Go. Fujiwara no Sai è lo spirito dell’insegnante di go di corte durante il periodo Heian e, suicidandosi, divenne un essere sovrannaturale. Nel suo manto leggendario, tuttavia, Yumi Hotta ha ricamato anche la fobia delle rane. Infatti, durante una partita di go rimase molto spaventato dal volto sorridente dell’avversario che, con quel ghigno, sembrava un vero e proprio rospo. Una semplice visione ha distratto dal gioco del go uno dei giocatori più forti della storia.

Chelonafobia

La chelonafobia rappresenta un particolare capillare dell’herpetofobia (la paura dei rettili) ed è la paura delle tartarughe (da Χελωνη, che, in greco, significa <testuggine>).

Una fobia specifica abbastanza ricorrente negli anime e nei manga. Basti pensare a Motoko Aoyama di Love Hina. Un’esperta spadaccina abile nel Kendo che soffre di una fobia molto fastidiosa, dal momento che il mondo di Love Hina è pieno di tartarughe volanti. La serietà che aleggia sulla ragazza integerrima viene a cadere ogni volta che ci troviamo davanti ad una tartaruga. Ken Akamatsu, però, spiega bene come l’avversione per un elemento possa scaturire da un’associazione psicologica. La povera Motoko, infatti, ha iniziato a temere le tartarughe dopo aver sorpreso la sorella in un rapporto amoroso. Le teste di quest’ultime le sembrano, infatti, un organo genitale maschile in erezione.

La chelonafobia è riuscita addirittura ad accomunare una quindicenne in abiti tradizionale come Motoko ad un teppistello con la pompadour. Anche Josuke (Diamond in Unbreakable) ha questa incontrollata fobia che lo porta ad espressioni facciali piene di disgusto. Nonostante faccia lo spavaldo, la sua ignobile paura continua a terrorizzarlo imperterrita.

Cucurbitofobia

In latino cucurbita significa zucca. La cucurbitofobia è, quindi, la fobia delle zucche. È una fobia quasi inesistente, che risiede in pochi soggetti. Quest’ultimi hanno sviluppato la paura per spiacevoli eventi, spesso legati alla festa di Halloween.

Una paura davvero particolare, nonché la fobia di Ash Lynx di Banana Fish. L’autrice, Akimi Yoshida, ha raffigurato una delle paranoie più originali nella storia del manga: scaturita per gioco. Sostanzialmente, in una notta di Halloween, il piccolo Ash, di appena 5 anni, era intenziato a giocare un brutto scherzo al fratello. Indossata la zucca dal ghigno spaventoso si è nascosto, senza fiatare, pronto per l’agguato. Aspettava, aspettava, aspettava ma la sua preda non accennava ad arrivare. Allora, sentiti rumori inquietanti, decise di scappare dal nascondiglio. Fuggito, s’imbattè improvvisamente ed ironicamente in un’altra zucca terrorizzante. D’allora in poi contrasse la cucurbitofobia. Che fosse semplicemente lui allo specchio la causa dei suoi tormenti?

Emofobia

Il disturbo conosciuto come emofobia, derivante dal greco αἷμα , è la paura incontrollata per il sangue. La visione del sangue per emofobici può causare improvvisi svenimenti e cali di pressione drastici. Fastidiosissima, l’emofobia si può, però, curare con facilità.

In molti manga e anime vi è la presenza di fobie paradossali ed ironiche, uno di questi è Naruto. Tsunade, il quinto Hokage, infatti, è emofobica. Contratta per via di un evento molto spiacevole che le cambierà completamente la vita, l’emofobia di Tsunade risulta ancora più complicata da gestire vista la professione della Principessa delle Lumache: il ninja medico.
Sempre nel manga di Kishimoto, vi è un altro accenno di plausibile emofobia: quella di Gaara. Quest’ultimo, infatti, impazzisce facilmente alla vista del suo stesso sangue.

Misofobia

La misofobia, dal greco μύσος , è la paura ossessiva dei germi. Chi ne soffre ha un rapporto incontrollato con le precauzioni igieniche, quali acqua, fazzoletti, guanti ecc…

Moltissimi giapponesi sono fissati con l’igiene e la pulizia in generale. Questa fissazione patologica viene spesso traslata in alcuni personaggi, tra i quali, esempi cristallini vengono rappresentanti da Chisaki e Shirotani Tadaomi.
Il primo è descritto in My Hero Academia da Kohei Horikoshi. Anche se non viene esplicitamente palesata, queste ossessioni igieniche sono facilmente prevedibili dal costume del personaggio e dai suoi comportamenti. Il personaggio di Overhaul si aggira per le buie strade della città con un becco simile a quello dei medici medievali e con due guanti di gomma. I suoi discorsi sono infarciti di metafore inerenti alle malattie e ai germi, di cui sembra provare assoluto ribrezzo. Che la corruzione morale interiore venga proiettata come fobia di tutto ciò che è sporco esternamente?

Il disturbo di Shirotani Tadaomi, presentato nel manga yaoi Ten Count di Rihito Takarai, è palese fin da subito. Il ragazzo ha bisogno di diverse sedute psicoterapeutiche in cui traspaiono chiramente alcuni temi psicologici ricorrenti e alcune manifestazioni della fobia. L’Esposizione con Prevenzione della Risposta potrebbe aiutare il personaggio ad uscire da questo circolo infernale. Il tutto potrebbe avvenire dopo la compilazione della lista di ciò che Tadaomi non si sente in grado di fare. Non toccare maniglie a mani nude, non toccare le cose d’altri e non far sì che gli altri tocchino le sue, non bere in bicchieri altrui, non ospitare gente a casa, non tenersi ai manici del tram ecc. Come Freud ci insegna, il tutto potrebbe disperdersi nel sesso

Musofobia

Dal greco μῦς , la musofobia è la paura incontrollata dei topi o dei roditori in generale. Non importa quanto essi siano grandi, provocheranno irrimediabilmente stati di angoscia e mancamenti improvvisi.

La paura dei topi spetta al gatto più famoso del Giappone: Doraemon. Vi siete mai chiesto per quale motivo Doreamon sia blu e sia senza orecchie? Il duo geniale Fujiko F. Fujio ha già dato una risposta che dona al gatto robotico ancora più umanità: sono i topi. Doraemon sarebbe stato concepito come un robot giallo dotato di orecchie. Roditori robotici, però, gli mangiarono le orecchie, facendo insediare nel gatto la musofobia. Come se non bastasse, tolte le orecchie, venne colpito da un fulmine generò alcuni malfunzionamenti. Preso dallo sconforto Doraemon si mise a piangere divenendo via via sempre più blu e acquisendo la voce acuta, ovvero il gatto che noi tutti oggi amiamo.

Odontofobia

L’odontofobia, dal greco ὀδούς , è la paura dei dentisti in cui è coinvolta una gravissima ansia nei confronti dei trattamenti e delle operazioni odontoiatriche e dentistiche.

Hideaki Sorachi di Gintama ci offre un esempio divertentissimo di odontofobia. Seppur di filosofie ed estrazioni diverse, Gintoki e Hijikata hanno in comune mille fobie. Tra le quali, una, che li vede coinvolti in gag spassosissime, è quella del dentista. I due rivali, in uno specifico episodio, si incontrano casualmente in sala d’attesa. Entrambi hanno una tramenda fobia dei dentisti e dei loro attrezzi trapani, siringhe – ma, a fatica, cercano di non farsi mostrare insicuri. Tra mal di denti, lamentele degli altri pazienti scaturite dal rumore dei due e dentisti diabolici dalle armi acuminate, il samurai e lo shinsengumi vivranno una giornataccia.

Onicofobia

L’onicofobia, dal greco νύχι , è la paura delle unghia. Una paura variabile da individuo ad individuo (può riguardare le proprie unghia o le unghia altrui). Da non confondersi con l’onicofagia, la fobia si manifesta a causa di traumi passati (tagli, presse, schiacciamenti).

Nonostante sia ancora una fobia poco esplorata, Hirohiko Araki ci offre un quadro complesso di ciò che rappresenta l’onicofobia in Diamond is Unbreakable. Kira Yoshikage è un comunissimo e tranquillo cittadino di Morio-cho. Sotto questa maschera mansueta, tuttavia, si cela un serial killer psicopatico e circondato da disturbi ossessivo-complusivi. Da una parte vi è il morboso fetish per la mano femminile, dall’altro la paura e il fastidio per la lunghezza delle sue unghia. Quest’ultime vengono tagliate quotidianamente, con una certa ritualità, dall’assassino instabile, che le collezione meticolosamente in appositi contenitori.

Kira Yoshikage paura delle unghia

Ornitofobia

Dal greco ὄρνιθ- , l’ornitofobia è la paura indiscriminata e incontrollabile dei volatili, portata all’eccesso mediante eventi spiacevoli durante l’infanzia, come un attacco improvviso o il terrore per il becco e gli artigli.

Touka Kirishima di Tokyo Ghoul soffre di una forte ornitofobia. L’evento che caraterizza il suo spavento verso i volatili è stato un semplice e improvviso attacco di un uccello (Chunta), che, infastidito, ha dato una beccata vicino all’occhioalla ragazzina. Da quel giorno Touka inizierà a coprire il suo occhio destro con i capelli, conferendole il look che noi tutti oggi conosciamo.

Pediofobia

La pediofobia, dal greco παιδ , è la paura patologica che porta a provare spavento ed ostilità verso le bambole. La paura si innesta nell’individuo adulto o giovane a causa delle fattezze di certe bambole, eventualmente sproporzionate, abnormi e perciò inquietanti.

Hideaki Anno mostra un interessantissimo lato di questa fobia attraverso uno dei personaggi più amati di sempre, Asuka. Qua, la patologia serve per rivivere gli inquietanti istanti di vita della ragazza e la nascita dei suoi incubi inerenti alle bambole, filtrati tra famiglia e amicizie. Il fantoccio inerme e batuffoloso diventa l’incarnazione di Rei, l’altra amatissima ragazza di Neon Genesis Evangelion. Secondo Asuka, che, per tutta l’opera, si appellerà alla ragazza dandole della “bambola meccanica“, è vergognoso il fatto che possano esistere persone così placide e sottomesse. Anno, attraverso questa paura recondita, ci mostra il perché di un’ostilità accesa e di un carattere così dirompente.

Asuka paura delle bambole

Rupofobia

La rupofobia, da ῥύπος , è la paura patologica per tutto ciò che risulta sporco e poco igienico. Una fobia ossessiva che porta l’individuo a lavare e a lavarsi costantemente.

Vi sono una serie chilometrica di personaggi con queste fobie. Ma si arriva al paradigma che cristallizza questa fobia in modo perfetto solo con Levi Ackerman, il rupofobico per antonomasia. Hajime Isayama ha reso Levi uno dei personaggi più forti all’interno del suo Attack on Titan, ma anche uno dei più maniaci. La mania nel pulire le sue lame è divenuta ormai un tic da stillicidio che i fan hanno assimilato da tempo.

Levi Ackerman maniaco della pulizia

Subito dopo Levi abbiamo un altro “maniaco delle pulizie“: Ryuuji di Toradora. L’ossessione per la pulizia di Ryuuji nasce dalla sua autosufficienza. Vivendo solo con sua madre ha dovuto imparare in fretta a cucinare, a cucire e a pulire. Finchè quest’ultima non è divenuta una vera e propria mania che ha portato il personaggio a vivere le sue giornate con mascherine e guanti di gomma.

Scoptofobia

La scoptofobia, da σκοπέω , è la paura e il timore persistente e esagerato di essere osservato. Questa fobia prende mille forme diverse ed è correlato a moltissime altre fobie. Di solito chi ne soffre ha paura di incrociare lo sguardo con persone care o di essere osservato da uno sconosciuto.

Due personaggi molti amati sembrano soffrire, in modo evidente, di questa fobia. Tuttavia, allo stesso tempo, rappresentano casi speciali che riescono ad incanalare altri disturbi psicologici.
Il primo è Tatsuhiro Sato, l’hikikomori di quella perla di Welcome to NHK, un’opera che approfondisce meticolosamente il problema degli hikikomori giapponesi. Sato è un ventiduenne sociofobico, convinto fino al midollo di essere preda dell’NHK. Le sue manie di persecuzione sfoceranno piano piano in una dirompente teoria cospirativa secondo cui la Nihon Hikikomori Kyoukai si è prefissata lo scopo di trasformare ogni essere umano in un inutile e inerme hikikomori.
Tatsuhiko Takimoto, attraverso queste bizzarre cospirazioni e la sociofobia che fa da cornice dell’opera, ci insegna la dolcezza, la delicatezza e l’ingenuità che permeano la figura dell’hikikomori.

C’è un’altra organizzazione misteriosa che si nasconde tra la strade del Giappone: l’Organizzazione, l’associazione incognita di cui Hououin Kyouma prova un terrore spaventoso. Il famosissimo quanto strampalato scienziato di Steins;Gate sembra soffrire di manie di persecuzione dal momento che ogni sua sciagura è collegata a questo enigmatico gruppo. In realtà, non è chiaro se il protagonista pensi davvero quel che dice o è tutto un gioco per donare un sorriso a Mayuri. Infatti, il candido Hououin Kyouma è solo un alter-ego fittizio di Rintaro Okabe, un ragazzo generoso, amichevole e dotato di una grandissima immaginazione.

Morino Ryoushi di Okami-san to shichinin no nakamatachi è l’unico, vero personaggio scoptofobico tra i tre. La sua fobia si palesa più volte nel corso della serie e lo porta ad essere insicuro e a contorcersi dalla paura se sente che qualcuno lo sta osservando. Se da una parte cerca di evitare il più possibile il contrasto con le altre persone, dall’altra appare come un ragazzo determinato a proteggere ciò che ama.

Spirafobia

Derivante da σπείρα che in greco significa , la spirafobia è la paura ossessiva per le spirali e tutti gli oggetti che possano assomigliare ad esse. Quest’ultime possono evocare brutti ricordi e risultare orride rappresentazioni agli occhi di chi le vede.

Quando si parla di spirali è immediato il collegamento con uno dei manga horror più spaventosi e famosi di sempre: Uzumaki, del maestro dell’orrore Junji Ito, le cui tavole sono divenute iconiche. Qui, a soffrire di spirafobia, una fobia che potrebbe essere proprio nata con questa opera, è tutta la cittadina di Kurouzu. Questo piccolo paesello è avvolto dalla maledizione della spirale, che porta le persona alla follia, mosse da una spietata superstizione e una profonda ignoranza. Junji Ito dipinge lumache, orecchie, vasi: incarnazioni del destino malefico della spirale che getta tutto in un abisso tormentoso.

Tetrafobia

In greco τέσσαρες significa quattro . La tetrafobia, quindi, è la paura del numero 4. Una fobia contagiosa nei paesi asiatici per via del fatto che la parola “quattro” assomigli moltissimo alla parola “morte”. Molti palazzi, per esempio, non hanno un vero e proprio quarto piano. Gli esempi sono svariati e questa paura che si nutre della superstizione non è sviluppata solo in Asia…

Anche in Italia non mancano diverse superstizioni, spesso rilegate nel numero 4. Non è un caso che proprio un italiano soffra in modo ossessivo di questa patologia particolarmente sviluppata in Giappone, Guido Mista di Vento Aureo. Sul personaggio di Guido Mista e sulla sua relativa fobia si son venute a creare moltissimi meme e diverse gag. Il ragazzo odia profondamente ogni cosa che abbia a che fare con questo fatidico e fastidioso numero. Hirohiko Araki scherza pure sul suo Stand. Sex Pistols ha infatti proiettili numerati dall’1 al 7, ma senza il 4. Questo suo lato paranoico si rivela spesso molto difficile da gestire

Guido Mista paura del numero 4

Tripanofobia

Tripanofobia deriva dal greco τρυπώ ed è la paura degli aghi, delle siringhe, degli spilli e di moltissimi altri oggetti appuntiti che potrebbero bucare la pelle.

Tanti autori si sono divertiti a rendere i loro eroi potentissimi vulnerabili a fobie ridicole. È il caso di Akira Toriyama, che, in Dragon Ball, ha fatto strillare più volte Goku a causa di semplici operazione con delle siringhe. Il fortissimo Saiyan è riuscito a salvare ripetutamente la Terra, ha affrontato nemici dalla potenza inimmaginabile e ha viaggiato su pianeti e reami sconosciuti ma ha una tremenda paura delle punture. Ecco da dove deriva la sua grande fatica ad affrontare Cell e le varie cure mediche.

Goku e la paura verso gli aghi

Tra l’enorme folla di tripanofobici spuntano Ryuko Matoi di Kill La Kill, Ryo Saiba di City Hunter ed Excel di Excel Saga. Ma un personaggio in particolare eclissa tutti loro grazie alla sua stazza e alla sua importanza, Gatsu di Berserk. Un eroe maledetto pieno di cicatrici che, nonostante abbia subito mille ingurie e abbia superato mille ferite, odia profondamente gli aghi. Il Cavaliere Nero dell’Ammazzadraghi vuole curare le proprie lesioni in autonomia.
Anche gli uomini vissuti e mastodontici hanno le proprie fobie.

Gatsu e la fobia per gli aghi

Xenofobia

Da ξένος , la xenofobia è la paura indiscriminata per ciò che è a noi estraneo, ignoto. La xenofobia, contrastata aspramente negli ultimi decenni, trova la sua forza nell’ostilità verso lo straniero.

Un altro fattore peculiare delle fobie è la loro capacità ad amalgamarsi (chi ha paura del buio non ha paura dell’oscurità vera e propria ma di ciò che si nasconde in essa e, quindi, della manifestazione di un’altra fobia). Per Celty di Durarara!!, infatti, non è possibile parlare soltanto di xenofobia, dal momento che lei non prova ribrezzo per altre etnie. L’eroina mascherata ha paura degli alieni e di una loro plausibile invasione terrestre. Ironicamente, abbracciando sempre di più le consuetudini umane, Celty inizia a temere il rapimento e la conquista extraterrestre più di ogni altra cosa. La sua paura è l’elemento che fa da sfondo a diverse gag. Come è evidente, la paura del personaggio non è assimilabile né alla xenofobia vera e propria e né alla astrofobia, la paura dello spazio aperto – del cosmo – e di ciò che gravita in esso.

paura degli alieni celty di durarara

Il mondo delle fobie è vastissimo e in accrescimento costante. Questi sono pochi dei moltissimi personaggi che hanno a che fare con paure diverse e, talvolta, ridicole. Fateci sapere nei commenti quale di queste fobie avete trovato più originale e siate liberi di aggiungere nomi alla lista.

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