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Indagine sull’Animo Umano: Perché Guardiamo Anime?

Istruzioni per l’ Uso

Fin da piccolo sono sempre stato etichettato come un soggetto strano o particolare, ho sempre vissuto in un mondo tutto mio al di fuori delle regole di questo. Come potrete immaginare, se avete imparato un po’ a conoscermi, non sono cambiato rispetto ad allora. Tutto ciò che faccio è estraneo al metodo ortodosso e il trattamento che riservo a questo mio spazio di scrittura non risulta diverso; difatti le mie opinioni sono sempre estremamente personali seppur coscienziose di una buona cultura e preparazione in merito.

Questa prefazione non è a scopo di riempimento, è importante che voi lettori la abbiate presente; in quanto l’esposizione di oggi sarà di carattere estremamente opinabile. Poiché più che di un sapere in ambito di cultura dell’animazione giapponese, farò appello alla mia dimestichezza con il concetto di “Archetipo Jungiano di Coscienza Collettiva”.

Detto questo, penso di poter cominciare.

Introduzione

Anzitutto bisogna specificare, anche a rischio di scadere nel didascalico, che cosa intendiamo per “Archetipo Jungiano di Coscienza Collettiva”; e per farlo andiamo a smontare la frase pezzo per pezzo.

“Archetipo”: primo esemplare assoluto di un qualcosa; spesso usato al posto del termine “Antonomasia” per indicare di quel qualcosa l’esempio per eccellenza.

“Jungiano”: deriva da “Carl Jung”, psichiatra e psicanalista operante nel periodo didattico di “Freud”; originariamente Jung era vicino alle idee del padre della psicanalisi, ma in seguito al 1913 si allontanò da esso a causa di una differenziazione concettuale.

“Coscienza”: il complesso dei processi mentali umani in uno stato di veglia e all’interno di un’area celebrale accessibile dal soggetto di riferimento stesso, derivante dall’insieme delle esperienze e degli scambi elettrochimici immagazzinati nell’organo responsabile del pensiero.

“Collettiva”: indicante come appartenente ad una Collettività, sia essa grande o piccola.

Una volta studiati, rimettendo insieme tutti i pezzi del puzzle ne concludiamo che, con Archetipo Jungiano di Coscienza Collettiva facciamo riferimento: al primo esemplare in assoluto della totalità dei processi mentali umani appartenenti ad un gruppo di persone, perchè presenti all’interno di ogni singolo membro, teorizzato da Jung.

Carl Jung anime
Carl Jung: Kesswill 26 luglio 1875 – Kusnatch, 6 luglio 1961

Precisazioni: la collettività è intesa come tutto il mondo, quindi nessuno sfugge alla regola; usando il termine “Archetipo” ci mettiamo in condizione di considerare la coscienza collettiva come qualcosa di innata e preesistente all’essere umano, non sviluppata da esso. Inoltre nonostante si parli di coscienza, Jung nel suo teorema fa in realtà riferimento all’inconscio; che è elemento staccato dal pensiero consapevole e spazio dedicato al funzionamento di ingranaggi indipendenti dalla volontà della persona.

Esempi: senza troppo dilungarci nel funzionamento dell’enunciato possiamo esemplificarne il contenuto assumendo che istinti come la sopravvivenza e la sete di conoscenza fanno parte di questo schema appena trattato.

Qui finisce la parte scolastica, ora ve ne venite nel mio.

La mia Personale Teoria

Prima di andare ad esplorare i meandri della mia mente, voglio porvi una decina di domande di seguito e vorrei sinceramente che vi prendeste 2 minuti interi per rispondere con tutta calma nelle vostre testoline. Desidero anche che nel tempo concessovi riflettiate sul perché abbiate dato quelle risposte, da che cosa derivano, da che cosa deriva quel modo di pensare che avete applicato.

Perché il Bacio tra Asuna e Kirito è così importante?

Perché è così importante che Naruto sia diventato Hokage?

Perché è così importante che Goku travalicando i suoi limiti sia divenuto un Super Sayan?

Perché è così importante che Shinji sia riuscito a salire sull’ Eva 01?

Perché la opening di “Darling in the Franxxx” ti sembra così malinconica?

Perché hai aspettato l’ultimo frame di “Ano Natsu de Matteru” per vedere se Ichika tornava?

Perché la storia d’amore tra Taiga e Ryuji è così bella?

Perché nel vedere la neve che cade hai una fitta al cuore nel ricordare nostalgicamente Kagome?

Perché fa così male sapere che Okabe in uno dei segmenti temporali è ancora intrappolato in un loop, costretto a scegliere tra la morte di Kurisu e quella Mayuri?

Perché?! Perché?! Perché?! Perché è così dannatamente importante?! Perché è così dannatamente importante per me, per te, per tutti noi?! Perché?!

La risposta è tanto semplice quanto importante, ma arriviamoci per gradi.

Torniamo per un secondo a Jung

Io ho il fortissimo sospetto che una delle espressioni della volontà umana sia il rifuggire dal disgusto. Pensiamoci un attimo: cos’è al giorno d’ oggi che più di tutte può essere definita disgustosa? Purtroppo, amici miei, la vita stessa. Inutile negarlo, per alcuni la vita è davvero brutta e in generale non è che sia questa cosa fighissima: problemi e ansie sono alla base del pane quotidiano di ciascuno di noi; chi più, chi meno. I momenti veramente felici si contano sulle dita di due mani e tra quelli, ancora meno sono gli elettrizzanti, quelli eccitanti che danno una sferzata di adrenalina e chi ti fanno sentire vivo ed euforico di esserlo.

Quando l’istinto di rifiuto del disgusto supera quello di sopravvivenza, la fuga dalla realtà si espleta tramite il suicidio, per chi invece ha un equilibrio più spostato verso il centro dell’asticella si aprono varie opzioni. Opzioni tra le quali la scelta è determinata da tanti fattori tra interni ed esterni: predisposizione, cultura, intelligenza, resilienza ecc.. Una volta che tutti gli elementi endogeni ed esogeni fanno si dell’orientarci verso le nostre preferenze, ognuno di noi può spaziare tra un parco di possibilità che va dalle droghe pesanti fino alla calzamaglia. In particolar modo noi abbiamo scelto gli Anime, non diversamente da chi guarda serie tv per dissimulare la noia. D’altronde oggi si chiama “hobby” ma prima si usava il termine “passatempo” e ancora prima l’uso della formula era “per ammazzare il tempo“; cosa vuol dire questo?

Ingannare lo scorrere degli eventi serve a ingannare se stessi, allo scopo di evitare che il cervello vaghi nel vuoto e ricada nell’impulso di “destrudo” che, tra le altre cose, è quello responsabile dell’atto del togliersi la vita. Questo ci parla di come, se non avessimo metodi per mitigare la vuotezza esistenziale, sceglieremmo tutti l’atto estremo. Fortunatamente siamo stati programmati in modo da trovare la bellezza anche nella melma, quel che si chiama “essere salvati” insomma; ed io sono stato salvato dal cartone animato nipponico, come credo tanti di voi.

Ovviamente non pongo tutti sullo stesso piano, chi accumula sulle spalle diverse unità di opere di animazione nipponica, non lo fa più semplicemente a causa del suo inconscio, sperimenta una vera e propria passione. Passione che gli indica come lui non faccia parte di questa realtà fisica quanto piuttosto di quei mondi di fantasia che lui ammira tanto. Persone come queste hanno un reale bisogno di natura fisiologica di allietare le imperfezioni della vita con quegli scenari di assoluta rifinitezza ideologica; siano essi di natura romantica, avventurosa o mistica.

“Viviamo di Emozioni prese in prestito dallo schermo di un PC, ma questo non vuol dire che i sentimenti veicolati da quelle immagini siano falsi.”

– AnimeFanatic 2020

Postilla

“Posso benissimo capire come le forti parole appena proferite possano non adattarsi a tutti, e che quindi molti non siano d’accordo. Ciononostante io le ritengo vere ed applicabili alla totalità dei fasci d’erba, l’unica differenza tra chi lo capisce e chi no è la propria sensibilità interna. Comunque i commenti sotto l’articolo ed i ragionamenti che ne scaturiranno fuori sono sempre ben accetti, difficilmente cambierò idea ma sicuramente diversi punti di vista possono solo che arricchire e perfezionare il mio pensiero.

Anzi, voglio fare di più; siccome sono sicuro che tra di voi ci sia chi se lo è chiesto già da prima: si, sono una persona depressa e triste nel mio mood generale. Dubito che si possa usare questa info come appiglio per smontare la mia tesi, visto che è basata su solide argomentazioni; ma se voleste provare, accomodatevi. In ogni caso adesso mi conoscete un po’ di più rispetto a prima.”

Gli Anime che ne Parlano: Il Messaggio allo Spettatore

Per chi fosse rimasto collegato fino a questo punto vi pregherei di non scambiarmi per uno con delle modalità di comprensione metafisica in gamba, se rimugini per un decennio sulle stesse cose prima o poi è naturale farne scaturire dei collegamenti. Scrittura ed esposizione ordinata del pensiero sono solo naturale conseguenza di questo. Infatti, nonostante io faccia molto affidamento autodidattico sulla dottrina pocanzi citata allo scopo di esplorare la verità assoluta, non sono il primo a postulare un pensiero sui generis; e a riprova di questo andiamo a sintetizzare il punto focale cardine del quinto film della serie “Kara no Kyoukai”. Che, seppur con qualche rimaneggiamento e taglio, ben si confà alla struttura psichica impalcata fino ai due paragrafi precedenti a questo.

Kara no Kyoukai: “Paradox Spiral

Secondo le esatte parole di Toko Aozaki la “Forza Inibente” altro non è che l’espressione della volontà umana, intesa come coscienza collettiva, di sopravvivere facendo si dell’ evitare che un qualsivoglia Magus possa arrivare all’ “Origine del Vortice”. Poichè altrimenti la conoscenza acquisita gli potrebbe permettere di distruggere il mondo.

All’interno del “Nasuverse” l’origine del vortice è anche chiamata in altri due modi: la “Vera Magia” e la “Verità”.

Volendo quindi rapportare quanto appena descritto alla nostra tangibilità terrena, possiamo dire che: la metafisica è la disciplina che serve a sondare quello che si nasconde dietro il “Velo di Maya”; mentre chi ci dice di non farci le cosidétte “seghe mentali” sono espressioni della società, intesa come forza inibente della coscienza collettiva, allo scopo di non farci raggiungere la verità. Quella verità di cui l’essere umano ha paura e che per questo rifugge: l’insensatezza, la noia e la tristezza della vita.

Sempre Toko Aozaki inoltre, ci parla di come la forza inibente si possa manifestare in vari modi, uno dei quali è proprio la materializzazione degli eroi dopo la convocazione del Santo Graal negli archi narrativi dei vari Fate. Esattamente come la coscienza collettiva che possiede diverse forme, come già precedentemente descritto.

Souren Araya Arayashiki
In questa scena del film, Souren Araya è appena stato sconfitto da Shiki. Vicino al suo corpo morente Toko gli spiega di come la “Forza Inibente” sia espressione della volontà del mondo di vivere secondo l'”Archetipo di Coscienza Collettiva” teorizzato da Jung. Precisa anche come l’espressione più pura di questo precetto sia l’egoismo di tutti gli esseri umani, che pur di restare attaccati a questa realtà fisica precludono a chiunque la conoscenza della Verità. Infine narra di come questo contenitore dei più gretti istinti della nostra specie, nel buddismo si chiami “Arayashiki” e di come sia ironico che il suo cognome si associ a qualcosa che lui ha combattuto così ardentemente per tutta la vita. Ricadendo nello stesso per i suoi metodi.

La Metatestualità de “La Malinconia di Harui Suzumiya”

Per quanto Kara no Kyoukai: “Paradox Spriral” si sforzi di far carpire un concetto allo spettatore, l’eccessiva schizofrenia registica e cattedralità le remano contro. Contrariamente, attraverso lo strumento della “Metatestualità”, “La Malinconia di Harui Suzumiya” permette a chi usufruisce del suo contenuto di assimilare la lezione proposta in modo molto naturale e sciolto.

Cominciamo definendo la “Metatestualità”: derivante da Metatestuale, che a sua volta deriva da Metatesto; ovvero, un riferimento all’interno di un testo che ha come argomento il testo stesso che si sta leggendo.

Ora; noi non riferendoci ad un testo, ma bensì ad un cartone animato giapponese, dobbiamo rimodulare la definizione in “Metaanime” da cui facciamo derivare “Metaanimato” e con lo stesso processo ci ricaviamo anche “Metaanimazione”.

Adesso però la domanda è: in che modo “La Malinconia di Harui Suzumiya” usa questo nuovo strumento che ci siamo appena costruiti? Niente di più facile! Andiamo a vederlo insieme.

Perchè Harui Suzumiya è malinconica? La malinconia indica uno stato di vaga tristezza generalizzata e nel caso di Harui, questo deriva, guarda un po’ te, proprio dalla noia!! Difatti il suo interesse esclusivo è caratterizzato dal volersi rapportare con esper, UFO e viaggiatori del tempo; tutti elementi sovrannaturali che trascendono la realtà fisica della vita di tutti i giorni. Nel momento in cui l’insofferenza alla noia, di Harui, diventa troppo grande; lo “spazio chiuso” generatosi diventa così esteso da rischiare di sostituirsi al mondo attuale. L’unico modo per evitarlo è far si che l’impulso di libido di Suzumiya superi quello di destrudo, ma come? Harui deve nuovamente provare interesse per questo mondo così noioso e in quel momento l’opzione migliore è che Kyon la baci; l’eccitazione si rimpiazza al tedio e la Terra è salva.

Avete capito cosa è successo? L’anime trattando della noia di Harui Suzumiya e di come lei abbia bisogno di una distrazione per accettare questa situazione, si rivolge anche allo spettatore che sta guardano l’opera esattamente per lo stesso motivo. Questo è quello che noi abbiamo definito come “Metanimazione”.

Volendo ci si può vedere anche un altro messaggio: l’amore è quella cosa che ti salva dal travaglio dell’ esistenza.

Ti Potrebbe InteressareUn personaggio particolare: Harui Suzumiya

il metatesto de La malinconia di Harui Suzumiya
La scena del bacio tra Harui e Kyon esattamente un attimo prima della sostituzione del mondo. Sullo Sfondo i “Celestiali”

Cosa ci dice Minori di “Toradora!“?

Uno degli aspetti più particolari di “Toradora!” sicuramente concerne il discorso che avviene tra Minorin e Ryuji sul balcone della casa estiva di Ami.

Kushieda fa riferimento a quanto le piacerebbe avere la capacità di vedere un UFO ancor prima di avvistarlo, ciò inevitabilmente si collega alla prosa congiunta di Taiga e Takeda di inizio serie; nella quale viene specificata l’esistenza di qualcosa di bello, ma solo per chi davvero la merita. Per Minori avere la capacità di vedere un UFO significa avere la capacità di capire cosa prova per Ryuji; e questo pone amore e alieni sullo stesso piano di sovrannaturalità così distante dal suo concetto di vita quotidiana, fatto di sforzi sportivi che tardano ad essere ripagati. In conseguenza di questo sorge una sintomatica noia per mancanza di stimoli a tirare avanti, che a sua volta sfocia nell’insofferenza. Ancora una volta, mediante un’analogia con il piano terreno, ritroviamo i concetti di noia, sofferenza per la stessa, fuga dal piano esistenziale di appartenenza e l’ amore che ti salva come espressione della tale.

Kushieda UFO
Kushieda durante la scena appena descritta

Perchè i Giapponesi sono Leader mondiali dell’Animazione?

Raga, non è un segreto. L’esistenza del Giapponese medio è un’insulto al concetto stesso di vita: lavoro a manetta, schiavitù economica, chiusura personale verso gli altri e chiusura degli altri verso di lui. Io direi che questo è un terreno più che fertile per la stimolazione della fantasia verso luoghi che allietano lo spirito. La pressione sociale ha marchiato sulla loro pelle la cultura dell’evasione; e questa superando muscoli, ossa e vene, ha attecchito fino al sangue rendendola una caratteristica genetica autoctona.

Comments

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  1. Ho molto apprezzato la stesura di questo secolo anche se sono riuscito a godermelo solo a metà, non conoscendo le opere da te citate, le tue ideologie riguardanti “l’intrattenimento” come fonte e linfa di vita sono lievemente in contrasto con le mie e le giudico, forse un po’ ingenuamente, Cineche.
    Comunque idee contrastanti cono sempre fonte di ragionamento e interpretazione, questo tuo articolo mi ha pienamente soddisfatto un questo senso.

    PS. Però così mi costringi implicitamente a recuperare le mie lacune ahah.

    • Caro Corrado,

      Ti ringrazio infinitamente per il commento. Il solo fatto che tu abbia sacrificato del tempo per esprimere un pensiero su questa mia digressione é indice della buona qualità della stessa. L’educazione con la quale hai replicato é davvero encomiabile, e a tal proposito mi preme dirti come la tua non si ingenuità quanto piuttosto la tua personale visione delle cose. Sperando che tu possa riconsiderare in positivo su quelle che sono le tue inclinazioni, posso dire che sono soddisfatto dal fatto che tu abbia colto appieno lo spirito del post. Purtroppo ora sono fuori casa e non posso elencarti tutto i link di riferimento alla varie opere citate. Appena sono a casa ti-rispondo al commento con tutti gli URL Animeclick e dove puoi visionare quanto esposto.

  2. Come promesso di seguito tutti i riferimenti.
    In merito ad Asuna e Kirito parliamo di Sword Art Online.
    https://www.animeclick.it/anime/3696/sword-art-online
    In merito a Taiga e Ryuji parliamo di Toradora.
    https://www.animeclick.it/anime/1515/toradora
    In merito ad Okabe, Kurisu e Mayuri parliamo di Steins;Gate.
    https://www.animeclick.it/anime/3114/steins-gate
    In merito a Shiki, Toko Aozaki e Souren Araya parliamo di Garden of the sinners.
    https://www.animeclick.it/anime/1409/gekijouban-kara-no-kyoukai-dai-isshou-fukan-fuukei
    Ho cercato di immaginare quali fossero le opere che non conoscessi e mi sono regolato di conseguenza. Se poi tra quelle citate non ne conosci altri rispondi nuovamente nei commenti ed io provvederò. Se avessi anche dei dubbi su dove poter visionare le opere sono comunque a disposizione. Una raccomandazione: quando sei sulle pagine AnimeClick, per ogni opera vai a vedere i correlati. In questo modo puoi capire se ci sono OVA, Special, Sequel o Prequel che devi recuperare per completare l’esperienza. Ciao.

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