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Il nuovo film di Miyazaki è solo al 15% della lavorazione…

La mia sensazione è che ci siano aree che non ho ancora esplorato, ha detto Miyazaki.

L’ultimo episodio del programma televisivo documentaristico nipponico Tokyo Miracle è andato in onda lo scorso sabato, e il tema erano i segreti del successo internazionale dell’animazione giapponese. Il titolo dell’episodio, Il prodotto più forte: gli anime, ha introdotto il processo di lavorazione di un prodotto di animazione, nonché il lavoro che sta dietro a figure professionali come direttore artistico, produttore e animatore.

Alla fine dell’episodio da 50 minuti, è stato trasmessa un’intervista fatta dall’attore Takeru Sato a Toshio Suzuki, produttore dello storico Studio Ghibli e Hayao Miyazaki, tra i fondatori dello stesso.

Prima di tutto, Sato ha chiesto informazioni riguardo allo sviluppo del prossimo film di Miyazaki, How do you live? ( Kimi-tachi wa Do Ikiru Ka). Suzuki ha risposto che l’opera é in produzione da ormai tre anni e mezzo, e si è raggiunto un progresso del quindici per cento fino ad ora. Per fare un confronto, ai tempi della Principessa Mononoke lo studio disegnava una clip da 5 minuti al mese, mentre ora ogni trenta giorni si realizza un solo minuto del lungometraggio.

hayao miyazaki

L’attore è poi riuscito ad ottenere una breve intervista con l’ormai settantottenne papà dell studio, avendo la possibilità di chiedergli come mai avesse ripreso la sua attività, contrariamente all’annunciato ritiro dall’animazione.

Miyazaki ha sostanzialmente detto che, nonostante quanto annunciato tempo addietro, si è reso conto di voler riprendere ancora una volta a creare, in quanto accortosi di non aver esplorato ancora tutte le aree della sperimentazione creativa. Ha detto inoltre che non realizza i suoi film con un interesse particolare per la durata della produzione, ma piuttosto per rifinirlo in ogni sua parte.

A quelli che aspettano con ansia l’uscita dell’opera, quindi, il sensei ha detto che è meglio mettersi il cuore in pace e dimenticarsela per un po’.

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