in , , ,

Haikyuu e il valore dello sport

L’opera di Haruichi Furudate, conclusasi a Luglio di quest’anno, non ci ha regalato solamente uno degli spokon più belli da molti anni a questa parte ma, soprattutto, una visione intima e allo stesso tempo reale di cosa vuol dire passione e dedizione nello sport.

Proviamo insieme ad analizzarne i temi centrali.

La trama

Hinata Shoyo dopo aver assistito per caso ad una partita di pallavolo del liceo Karasuno, impegnato allora nel torneo nazionale, rimane estasiato dalla presenza in campo di un “piccolo gigante”. Anche se poco più alto di lui il piccolo gigante sembra dominare in un campo, normalmente, presidiato da giocatori ben più alti.

Shoyo decide quindi di cominciare ad allenarsi per diventare il nuovo piccolo gigante. Nella sua attuale scuola però non è presente un club di pallavolo, Shoyo sarà quindi costretto ad allenarsi da solo e in qualche raro momento con amici di altri club costretti a forza ad aiutarlo.

Arrivato il torneo dell’ultimo anno di liceo Shoyo si presenta in campo con gli stessi amici, improvvisati a mó di squadra, e si troverà davanti, già dalla prima partita, la squadra più forte del torneo, capitanata dal suo “Re del Campo”: Kageyama Tobio.

I gradi di un amore

Vista l’enorme qualità del lavoro compiuto da Furudate nella caratterizazzione di quasi la totalità dei personaggi del manga si può affermare, che le motivazioni che muovono i personaggi a fare parte della squadra non sono mai uguali, così come non è uguale il modo in cui perseguono quell’obiettivo.

Furudate, che ha giocato a pallavolo per diversi anni, sa bene che all’interno di una squadra legata da un obbiettivo comune nessuno avrà mai la stessa volontà di allenarsi e prendere parte alle partite, motivazioni diverse, priorità diverse e personalità diverse sono causa di ciò.

Non tutti hanno intenzione di fare della pallavolo un lavoro, com’è normale che sia non tutti hanno i mezzi per farlo. Non tutti si alleneranno allo stremo, non tutti parteciperanno attivamente alle attività del club ed è questo quello che ci permette di empatizzare con i personaggi.

Chi ha finito il manga sa bene quanto questo concetto venga rimarcato nell’atto finale.

Quando inevitabilmente allora quell’amore finirà che cosa ci sarà rimasto? Ogni singolo ricordo di quell’esperienza e un sentimento difficilmente estinguibile.

Le scene che precedono e seguono l’allenamento hanno volutamente una tinta nostalgica, perché sono i momenti che più apprezzeremo e ricorderemo di quegli anni. Non importa cosa faremo dopo, quei momenti sono nostri e nessuno ce li toglierà mai.

L’autore ci fa capire anche che non c’è nulla di sbagliato in questo, nuove passioni, hobby, lavori, faranno parte della nostra vita e ci arricchiranno in ugual modo. Lo sport andrebbe sempre praticato al di là del risultato che si vuole ottenere.

Il campo, come la vita, toglie e regala opportunità. Brillerà di luce propria chi ha lavorato sodo per farlo e di luce riflessa chi si è accontentato di una lieve scintilla.

Talento e perseveranza

Hinata e Kageyama sono emblema di questi due concetti troppo spesso considerati agli antipodi.

Kageyama dotato di un talento innato migliora a vista d’occhio, suscitando intorno a sé lodi e curiosità. Kageyama è essenzialmente quello che chiamiamo fenomeno. Si riconosce dopo pochi istanti al lavoro, sembra non compiere un particolare sforzo in ciò che fa ed è completamente immerso nella sua concentrazione.

Hinata al contrario, agilità ed elevazione a parte, non sembra nascondere nessun tipo di talento. Goffo nei movimenti, lento nell’apprendimento della tecnica, insicuro in campo e soprattutto privo del talento più grande che rende la pallavolo uno sport esclusivo, l’altezza.

Ma allora perché i due sono perennemente in competizione? Perché entrambi straripano di perseveranza e la riconoscono nell’altro. Kageyama si arma di perseveranza perché vuole svettare dalla cima, dando così continuamente nuova linfa al suo talento,che cresce ogni giorno.

Hinata non intende cedere il passo a Kageyama e lavora quindi costantemente per superarlo e prendergli il posto su quella cima tanto desiderata, alimentato da una passione smisurata per la pallavolo.

Haikyuu analizza questi due concetti in modo impeccabile facendoci capire che in realtà, a prescindere dal contesto, il più grande talento è proprio la perseveranza. Non esiste talento più grande.

Un fenomeno dotato di perseveranza darà vita a qualcosa di incredibile ma, ugualmente, uno qualunque dotato di perseveranza può crearsi qualcosa di bellissimo, unico e indiscutibile.

In conclusione

Haikyuu è un’opera che consiglio a chi vuole leggere qualcosa che lo introduca alla pallavolo, a chi la sta praticando, a chi l’ha praticata e a chi più semplicemente voglia leggere uno spokon realizzato magistralmente.

Le partite vi faranno emozionare e interagire non solo con i nostri protagonisti ma anche con i membri delle squadre avversarie, spessissimo incredibilmente carismatici.

Ogni personaggio all’interno di una partita può trovarsi nelle situazioni di un altro dando così il senso di instabilità che una partita di pallavolo ha per tutta la sua durata . Le gag inserite sono spesso veramente divertenti e difficilmente forzate.

Sentiremo distintamente il sapore dolce ed effimero della vittoria e quello aspro ed eterno della sconfitta.

Haikyuu regala con dolcezza un palcoscenico importante alle emozioni che uno sport come la pallavolo sa dare, uno sport che purtroppo, soprattutto in Italia, non gode di una grossa visibilità. E ne necessita assolutamente.

Ti potrebbe interessare: Alcuni anime sportivi da non perdere

Comments

Leave a Reply

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Loading…

    0

    Clannad After Story, oltre il semplice amore scolastico

    Yuji Itadori

    Yuji Itadori