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Commenti a caldo – Fire Force

fire force commenti a caldo

Introduzione

Fire Force (En’en no shōbōtai) è una serie animata tratta dall’omonimo manga scritto e illustrato da Atsushi Ōkubo, autore già famoso grazie alla sua precedente opera “Soul Eater“. La serie è attualmente reperibile gratuitamente sul canale YouTube di Yamato Animation.

Il manga è stato pubblicato per la prima volta sulle pagine di Weekly Shōnen Magazine di Kōdansha nel 2015, ed in Italia è stato acquistato e viene tutt’ora distribuito dalla Panini Comics.

La versione animata è stata realizzata dallo studio David Production, che aveva già lavorato all’anime di “Soul Eater“, insieme allo Studio Bones, ma famoso soprattuto per gli adattamenti animati de “Le bizzarre avventure di JoJo“, “Inazuma Eleven” e “Cells at Work!“. La direzione è stata affidata a Yuki Yase, mentre la sceneggiatura a Yamato Haishima. Kenichiro Suehiro si occupa delle colonne sonore e Hideyuki Morioka del character design.

Trama

Tokyo, calendario solare, anno 198. Un misterioso fenomeno di autocombustione, che trasforma le persone in mostri di fuoco, sta sconvolgendo la capitale ed i suoi abitanti. Per fronteggiare questa minaccia sono state costituite delle unità di pompieri speciali. Shinra, un ragazzo dotato di uno speciale potere si unirà all’8 brigata speciale per fronteggiare questa potente minaccia e per trovare delle risposte al suo incognito passato.

Wikipedia

Impressioni “a caldo”

In questo articolo alcuni membri dello staff di Otaku’s Journal andranno a riportare le loro prime impressioni personali per ogni episodio del succitato anime. L’articolo sarà aggiornato ogni volta che un nuovo episodio verrà rilasciato. Ovviamente aspettiamo anche i vostri commenti.

Episodio 1 – Shinra Kusakabe si arruola

Crow

Wow! Allora, premetto che prima dell’annuncio della sua versione animata non avevo mai sentito parlare di Fire Force, ma già dal PV uscito a marzo, sembrava dovesse diventare il prossimo “MHA“. Le mie prime impressioni su questo nuovo anime dello studio David Production sono senza dubbio positive. L’episodio d’apertura non ha affatto tradito le aspettative! Veniamo subito catapultati all’interno di un universo vivo e attivo (come Ōkubo ci aveva già abituato in Soul Eater), dove non si perde tempo e ci viene immediatamente mostrato con che minaccia abbiamo a che fare, i mezzi a disposizione per combatterla e le conseguenze che comporta affrontarla. Il protagonista sembra il classico ragazzo di stampo “shonen manga” a cui siamo abituati, ma il piccolo tic che lo fa sorridere nei momenti di ansia o di nervosismo è una caratterizzazione molto simpatica che lo distingue dalla massa ed aiuta ad empatizzare per lui. Durante l’episodio ci è stato inoltre presentato il resto del cast, ovvero gli altri membri dell’ottava brigata delle forze speciali dei pompieri. Non abbiamo ancora molto materiale per valutare questi personaggi, per cui per ora non mi sbilancerò. Non aggiungo altro per non cadere in spoiler, ma nel complesso questo episodio mi è sembrato molto promettente e ben fatto. La regia è stata anch’essa ottima, come del resto le animazioni. Cos’altro dire? Non vedo l’ora di continuare la storia del “ragazzo razzo sorridente”!


H A T O

Ammetto che ero estremamente ansioso, nel vedere come avrebbero animato questo anime, di sicuro non è la serie che più attendevo con trepidanza di quelle comprese nell’estate 2019 (per via di momenti di delusione provocati dalla lettura di certi volumi del manga). Parlando ora del primo episodio, cosa dire? (Mi calo nei panni di una persona che visualizza quest’opera per la prima volta), niente male l’idea di presentare una nuova causa di morte legata al fuoco, ovvero la combustione spontanea, il non conoscerne la causa ne l’origine rende il tutto più misterioso ed affascinante! Un’altra trovata molto carina a mio parere, è quella di introdurre nella storia, varie brigate di pompieri speciali che abbiano il compito di fronteggiare gli infernali, ma non utilizzando acqua o robe simili, bensì combattendo il fuoco con il fuoco (letteralmente). Parlando ora del protagonista, Shinra Kusukabe rimarca i tratti a parer mio del classico personaggio principale, ovvero la personalità un poco accesa, impaziente di giungere alle conclusioni e soprattutto dotato di un grande senso di coraggio e responsabilità verso i suoi compagni (a dispetto della sua espressione facciale. Solo a me pare una vaga raffigurazione di un diavolo?). Detto ciò, lasciamo che la trama vada avanti, magari il tutto si farà più curioso ed interessante, portando alle vicende un pizzico di piccantezza.

Episodio 2 – Il cuore di un pompiere

Crow

Mi è piaciuto davvero molto questo episodio. Più lento sicuramente del precedente, ma più emotivo e riflessivo. Viene introdotto Arthur, la nuova recluta della brigata 8. Un ragazzo biondo che maneggia… Excalbur?! Ok biondino, fammi vedere di cosa sei capace. La sua fedele arma funziona un po’ come una spada laser. Arthur, appartenendo anch’esso alla terza generazione, è in grado di produrre fiamme, ma lui preferisce incanalarle all’interno della sua spada attraverso l’elsa, creando un’autentica spada laser a fiamma ossidrica. Davvero figo, non c’è che dire. Possiamo già intuire che tra lui e Shinra nascerà una della classiche amicizie/rivalità tipiche del genere shonen, ma ehi, squadra che vince… Mi aspetto molti siparietti comici tra i due come solo il maestro Ōkubo riesce a pensare. Non deludermi sensei! Mi feci piangere dalle risate in Soul Eater, spero tu non abbia perso il tuo tocco negli anni. Per finire, (anche perchè non voglio protrarre troppo a lungo il commento più di quanto non abbia già fatto) spendo due paroline sul soccorso della giornata. Questa volta abbiamo un Indendiato/Infernale perfettamente cosciente ed inoffensivo, che desidera solo farsi estinguere e non creare problemi a nessuno. Wow, quindi non tutti perdono la ragione? Interessante! Doveroso il discorso di Ōbi (il capo brigata) a Shinra e Arthur, che lancia sul piatto uno dei temi principali dell’opera. Sono pompieri, sì, ma sono anche esecutori e quello che fanno è letteralmente uccidere le persone che si incediano, per questo, bisogna portare rispetto ai parenti della vittima, mettersi nei loro panni ed essere più rispettosi possibile nei loro confronti, terminando la minaccia che i loro cari hanno creato in fretta e senza farlo soffrire. Piccolo ultimo pensiero per oggi, non ho ben capito dove volesse andare a parare la conversazione finale tra i due ragazzi di notte, ma probabilmente la capiremo in futuro. Verdetto? Mi sta piacendo moltissimo. Per ora è un testa a testa tra Vinland e Fire Force, con gli altri anime stagionali dietro. In hype per la 3a puntata!


H A T O

Riprendiamo il filo del discorso…dunque, in questo episodio abbiamo avuto il piacere di conoscere un personaggio molto particolare, ovvero Arthur Boyle. Bellissimo lo stile a parer mio, di come questi si presenta nel suo design esteriore, mi spiego meglio: la sua personalità ed il suo stato d’animo, ricalcano alla perfezione il virtuosismo dei cavalieri medievali, inoltre possiede anche una copia della leggendaria spada Excalibur! Arma del famosissimo re Artù (da cui poi prende il nome, bella trovata sensei Ōkubo!). Nonostante ciò, Arthur non è al 100% un prode vassallo, diciamo più che altro che almeno un 10% di se, reincarna perfettamente la figura di un samurai (solo io ho notato il codino?). L’episodio ci ha inoltre mostrato come una parte degli incendiati non mostri ostilità verso le persone comuni, bensì conservi una parte di umanità e di rimpianto per la vita passata. Senza tralasciare, inoltre, che abbiamo conosciuto meglio molti componenti dell’ottava brigata, Iris la suora, già mostratasi molto gentile verso il nostro protagonista, il capitano Obi, in tutta la sua semplicità raffigura una sorta di “musa” per Shinra, Maki e i suoi…spiritelli di fuoco? Assomigliano molto alle anime di Soul Eater ed infine il tenente Hinawa in tutta la sua cattiveria nel spegnere quei poveri batuffoli di fuoco. Parlando ora del finale…(ho già visto che il mio collega qui presenta dei dubbi) chissà dove andrà appunto a parare il discorso tra i due ragazzi? Da buon lettore del manga vi lascio sulle spine…

Episodio 3 – I giochi delle reclute pompiere

Crow

In seguito alla tragedia avvenuta la scorsa settimana alla sede della Kyoto Animation, lo staff di Fire Force ha deciso di posticipare l’uscita dell’episodio 3 di una settimana. Dopo un po’ di attesa, possiamo finalmente tornare ad esprimerci su questa promettente serie.

Terzo episodio e nuovo personaggio introdotto, il suo nome è Tamaki Kotatsu. (Sì, il kotatsu è quel tavolino con una coperta sopra che i giapponesi usano d’inverno per riscaldarsi). E’ anche lei un pompiere delle forze speciali e sembra una contendente molto agguerrita per il titolo di best girl della serie, riuscirà ad ottenerlo?

Com’era? Condizione cronica attira-palpate? Sembra un potere interessante… Ōkubo la sai lunga…

Come Shinra e Arthur, appartiene alla terza generazione ed è in grado di controllare e sprigionare fiamme dal suo corpo, ma attenzione attenzione, quando lo fa assume le sembianze di una figura del folclore giapponese, noto con il nome di Nekomata. Molto accattivante il suo design, sia in forma normale, che Nekomata (dove mi ricorda un po’ Naruto nelle sue prime trasformazioni con il chakra della volpe a nove code).
Sappiamo già per certo che più avanti si unirà alla nostra 8a brigata (grazie all’opening) e diventerà un personaggio principale a tutti gli effetti.

Non voglio solo parlare di Tamaki, ma anche del suo mentore, il pompiere che salvò Shinra quand’era piccolo dall’incendio che lo marchiò come “demonio”. E’ il caso di dire che lo salvò? Ancora non lo sappiamo, ma da quello che abbiamo potuto intuire, lui è direttamente collegato a quell’evento.

Andiamo avanti, mi ha un po’ sorpreso l’entrata in scena improvvisa e soprattutto così in anticipo del Joker, mi sarei aspettato facesse la sua comparsa molto più avanti nella storia. Ad ogni modo, ci fa capire il suo interesse nei confronti del protagonista ed afferma di avere informazioni sull’incendio di 12 anni fa. Sarà coinvolto anche lui?
Durante il combattimento (che ha mancato un po’ di sostanza a mio parere, ma almeno abbiamo potuto gustarci altro ottimo sakuga) ci rivela che il fratello di Shinra è vivo, al contrario di quello che pensava il ragazzo. Lo troveremo dalla parte del nemico? Penso proprio di sì.

Ultime parole sul discorso tra il capitano Obi e Shinra a fine episodio. Uno sfondo stellato che incornicia perfettamente la scena in cui i due pompieri si parlano a cuore aperto e si confidano i loro ideali, promettendosi di creare un futuro migliore per tutte le persone che in questo momento stanno soffrendo e vivono nel terrore. I discorsi del capitano sono sempre carichi di valori, volontà, ambizioni, carisma e parole pure. Un premuroso fratello maggiore che in qualche modo mi ricorda kamina di Gurren Lagann. Obi è senza dubbio il mio personaggio preferito al momento.


H A T O

Nell’ultimo episodio siamo venuti a conoscenza di come è suddivisa l’intera superficie terrestre. Certe zone, come l’impero giapponese sono abitabili quasi al limite, mentre altre sono del tutto inospitali per la vita umana. Avrete notato come i continenti sono sparpagliati fra di loro, ditemi, ve lo aspettavate?
Spostiamo ora i riflettori su un altro personaggio, avete notato lo scienziato con la maglietta a righe e con i capelli “leggermente” a cespuglio? Eheh lui sì che sarà un bell’individuo in futuro e poi il suo dialogo iniziale con il Joker dove lo mettiamo? Successivamente l’episodio si sposta sulla “prova di ingresso” per le giovani reclute, tenutasi all’interno di un palazzo fatto di rottami. Qui conosciamo il capitano della prima brigata, l’onorevole “Leonardo Burns” che Shinra riconosce subito come il pompiere che lo salvò dall’incendio anni prima. Subito si butta a capofitto verso di lui, con l’intenzione di fargli alcune domande, ma viene fermato da….Tamaki! E la sua sindrome attira palpate (questa cosa non l’ho mai digerita per bene…inoltre vedrete, peggiorerà andando avanti). Sono in disaccordo su una cosa però…gli occhi di Burns…sono verdi! Verdi! Me li sarei aspettati tipo azzurri o di un colore chiaro…non mi piacciono granchè, a parer mio rovinano il personaggio.
Per concludere (visto che stavolta non ho tanto da svelarvi sul finale) prendiamo in considerazione lo scontro tra Shinra e il Joker, avete visto quanto è forte quest’ultimo? Il particolare che mi piace di più sul personaggio, è che la sigaretta genera gli assi con il fumo…che bello! Ah già che ci penso, ieri sera avevo letto (parliamo del manga) un capitolo interessante che trattava su di lui…ma ancora (ora parliamo invece dell’anime) la storia sarà lunga prima di arrivare lì.

Aprendo una piccola parentesi finale…l’ultima volta riflettevo sull’impaginazione dei commenti di Fire Force, sono io che chiudo il commento settimanale…è un grande onore, ringrazio profondamente il mio collega di lavoro.
Ci si vede alla prossima!

Episodio 4 – L’eroe e la principessa

Crow

Wow, quest’episodio ha davvero alzato nuovamente l’asticella. Il precedente non mi aveva fatto impazzire a livello di contenuti, ma qui siamo stati ampiamente soddisfatti.

Innanzitutto c’è da fare una plauso all’ottima regia della puntata, che mi ha ricordato molto quella de “La malinconia di Haruhi Suzumiya”.

Complimenti, come al solito, allo studio per le animazioni, riescono a creare sempre scontri che sono una goduria per gli occhi. Ne sono completamente innamorato.

Parlando a proposito del contenuto, invece, possiamo comprendere di più sulla struttura dell’universo narrativo di quest’opera!

Dalla parte iniziale dell’episodio capiamo che una parte della società disapprova i metodi e disprezza la Fire Force, vandalizzando con una certa frequenza la loro mascotte.
Notiamo come le persone ed alcuni pompieri non fossero a conoscenza del fatto che gli incendiati potessero mantenere una propria coscienza dopo essersi trasformati.
Possiamo vedere come parte della società sia corrotta dalla Fire Force quando il giudice dichiara innocente il pompiere serial killer.
I dubbi in Shinra si radicano sempre di più in lui quando capisce che questa volta dovrà uccidere un essere umano ancora cosciente di sé.
Inoltre, la quinta brigata fa il suo ingresso nella storia, mostrando di essere un team che bada esclusivamente ai suoi interessi personali, più che al salvataggio dei cittadini.

Cos’altro nasconde questa città? Come mai le suore fanno parte delle brigate? La Fire Force è davvero un’organizzazione di eroi che salvano vite umane?

Dopo questo episodio, non potrei essere più in hype per il prossimo!


H A T O

Mmm….forse in molti starete pensando:” che figo l’episodio 4 di Fire Force, ha buttato ancora più carne sul fuoco, ora ne vedremo delle belle”. Non voglio smentire nessuno per l’amor del cielo, ma se devo fare una confessione direi che questa è la parte che più mi ha annoiato nel debutto della storia.

Non voglio (come ho già detto) fare il cattivo della situazione, ma il capitano della quinta brigata, Hibana, proprio non la riesco a sopportare (non solo per il carattere, ma anche per l’aspetto).

Ora andiamo avanti però. Voglio suddividere questo commento in due parti: nella prima si parlerà della 5a brigata mentre nella seconda, dello scontro fra Shinra e l’incendiato.

La 5a brigata viene capitanata da Hibana (come abbiam già riferito prima), la quale ha importanti contatti con le industrie Haijima. Vedrete inoltre, c’è tutta una storia dietro questo capitano, che spiega passo passo come è giunta sulla vetta di una delle 8 brigate.

Il collegamento con sorella Iris a fine episodio è un dato certo, avete visto le occhiate no? Per i più attenti, inoltre, ci sono scene nella ending che lo fanno capire, provate a dare un’occhiata. Tutto verrà comunque chiarito nel prossimo episodio…

Veniamo ora alla grande domanda….rullo di tamburi….a cosa è servito precisamente lo scontro fra Shinra e l’incendiato ancora cosciente? Perchè il sensei Atsushi ha voluto inserirlo in questo punto della storia?

Semplice! Innanzitutto, confermiamo che certi incendiati mantengono una parte della loro memoria (vedi episodio 2), anche se con obbiettivi completamente differenti. Inoltre, tramite le parole di quest’ultimo, incontriamo le prime denunce contro la Fire Force. Shinra, invece, è stato inserito per far vedere al pubblico (finalmente) la sua vera forza e anche per rivelare il suo lato “demoniaco” (avete visto la scena con la macchina? Bella è?).

Nient’altro da aggiungere…io per questa settimana concludo così. Ci si vede lettori…

Episodio 5 – Scoppia la battaglia

Crow

Dunque dunque… una puntata un po’ anomala “Ōkubo-style”, a parer mio.

Partiamo dall’inizio. Notiamo come il focus della puntata sia passato ad Iris questa volta, che, nello scorso episodio, avevamo intuito avere un qualche tipo di rapporto o conto in sospeso con Hibana, il capo della 5a brigata. Ci viene mostrato un flashback del periodo in cui le due ragazze vivevano insieme nel convento del Sacro Sole ed, in particolar modo, come fossero affezionate l’una all’altra. Finito il flashback, Iris decide di andare ad incontrare la sua vecchia amica, recandosi da sola e all’insaputa di tutti al quartier generale della 5a brigata… e da qui, tutto “si infiamma” rapidamente.

Viene approfondito il personaggio di Hibana, mostrandoci come ormai abbia rinnegato sia la sua vocazione iniziale, che la sua unica amica rimasta in vita dopo il disastro che possiamo vedere nell’ending alla chiesa del Sacro Sole e come sia avvicinata all’essere sempre più un demonio, come lei si definisce.

L’8a brigata decide di far irruzione nella 5a, utilizzando la scusa di recuperare Iris come pretesto per “dar fuoco alle ceneri” ed organizzare un attacco ben studiato al fine di far luce sulle attività sospette che la brigata stava compiendo da un po’ di tempo a questa parte. Così facendo, parte un saga (o per meglio dire, un piccolo arco narrativo, conoscendo la frenesia della narrazione di Ōkubo) simil Enies Lobby, dove ogni membro della squadra si separa e si trova a fronteggiare un nemico diverso. Un classicone, sì, è vero, ma personalmente se gestiti bene questi archi narrativi regalano sempre emozioni e scontri al cardiopalma. Sono perciò curioso di vedere il climax di questa battaglia tra forze speciali di pompieri, sperando sia memorabile e che lo studio David Production, dia il meglio di sé (come sta facendo finora del resto).

In questa prima parte abbiamo potuto vedere solamente gli scontri tra Maki e Hinawa contro i “pesci piccoli” e tra Arthur e l’incendiato che ha mantenuto la sua personalità introdotto nell’episodio precedente, preso in “custodia” dalla 5a brigata per fare esperimenti sul suo corpo. Due scontri che, devo dire, si sono consumati molto velocemente, non lasciandomi forse neanche il tempo di godermeli. Spendo un’ altra parola sull’ultimo scontro. Cosa mi significa Arthur? Ahahah, cosa vuol dire che cambiando mano con cui impugni la spada la tua forza aumenta esponenzialmente? Era una recita o è davvero così scemo? Ad ogni modo, anche qui animazioni “over 9000”.

L’episodio finisce lasciandoci presagire l’imminente battaglia tra Shinra e Hibana… ma in tutto questo Obi dov’e?


H A T O

Allora non ho da dire molto, parto subito da questo presupposto. Nel quinto episodio abbiamo approfondito il legame che c’è fra Iris e Hibana (scopritesi essere sorelle). La storia di come inizialmente il capitano fosse anch’essa una suora fa rimanere lo spettatore di stucco (ve lo sareste aspettati?). La vicenda si sposta poi sullo scontro tra l’ottava e la quinta, anche se devo ammettere che il grande scontro deve ancora cominciare (dai sapete tutti di chi sto parlando). Nonostante il comandante Hibana sia il maggiore che più fra tutti odio, non posso non dire che il prossimo episodio girerà tutto intorno alla sua figura. Ah piccola cosa (giusto per movimentare il tutto), scriveteci pure nei commenti il personaggio che più vi sta piacendo, per esempio, il mio non è ancora comparso nella trama. Forza forza, non siate timidi u.u.

4 Comments

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    • Come personaggio non posso dire sia male, ma su una cosa devo “contraddirti”, la sua sindrome attira palpate è una cosa un poco originale, ma stiamo parlando di Okubo, oramai ci siamo abituati a tutto ciò.

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