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Death Note: la recensione dell’anime

Si può istituire un nuovo ordine mondiale debellando la violenza e la disuguaglianza sociale? Lo strumento messo a disposizione da un Dio della morte viene usato per questo scopo, ma qualcosa va storto…

🎥 Genere: Mistero, Psicologico, Thriller, Soprannaturale

Episodi: 37

Avete mai pensato di poter manipolare la vita e quindi la morte di una persona? Poterne condizionare il destino e punirla per i suoi peccati? Light Yagami è un ragazzo dalle capacità intellettive e di ragionamento decisamente sopra la media e, oltre ad essere uno dei migliori studenti di tutto il Giappone, è anche il figlio del Direttore del dipartimento di polizia Soichiro Yagami.

Il senso di giustizia del ragazzo è forte e vedere quotidianamente la corruzione ed il crimine di cui è pervaso il mondo non fa che accrescere in lui malcontento e rabbia. Il caso vuole che un giorno uno Shinigami (Dio della morte), stanco della solita routine del mondo degli Dei della Morte, lanci il proprio quaderno sulla Terra; ad essere precisi nel cortile della scuola di Light.

 

“L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno morirà”

Questa è la prima di una serie di regole di utilizzo del quaderno che lascia di stucco il giovane studente il quale inizialmente crede sia un semplice scherzo. Si sa però che la curiosità insita nell’uomo è forte quanto basta ed il ragazzo, dopo poco, decide di testare personalmente se i poteri del quaderno, affermati nelle sue prime pagine, siano reali o meno.

Parlando invece dei due protagonisti, entrambi sono dotati di carisma con ferme convinzioni e ideologie ben salde, ma l’una contrapposta all’altra. Abbiamo un gioco fatto di cospirazioni, macchinazioni, tradimenti e colpi di scena che tengono il lettore in hype per tutta la durata della storia.

Il manga però non è solo scontro a chi prevale sull’altro: colui che ha dato il via a tutta questa storia è lo Shinigami che affianca Light; il suo nome è Ryuk, un essere decisamente bizzarro che caratterialmente può sembrare tutto fuorché un Dio della Morte. Adora mangiare le mele e si diverte a vedere come il ragazzo che ha raccolto il suo quaderno si districa nelle situazioni più difficili, e tutto questo lo fa con ironia verso il genere umano che lui è destinato ad uccidere lentamente.

In conclusione: i disegni sono curati nel dettaglio, le animazioni sono ben riuscite ed accattivanti, la trama fila liscia ed il doppiaggio, seppur qualitativamente inferiore a quello originale, è molto bello e coinvolgente. Se qualcuno si vuole avvicinare a questa serie, l’anime è sicuramente il mezzo più veloce, ma sfortunatamente bisogna anche tenere conto di pecche che hanno fatto storcere il naso a molti appassionati. Il finale dell’anime dopo aver seguito fedelmente la trama, si stacca dall’originale e, cercando di renderlo ancor più spettacolare, finisce per creare qualcosa di non troppo apprezzabile: un vero peccato che però non intacca la godibilità dell’opera. Da vedere: 7.5

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