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Conflitti di colore ed emozioni in Granbelm!

Granbelm

Introduzione

Guardando il palinsesto per questa estate 2019, tra i titoli che più mi avevano incuriosito c’era Granbelm. Dal trailer sembrava fondere in un’unica opera due generi piuttosto distanti tradizionalmente: i mecha e le mahou shoujo (le “maghette”). Essendo un fan del secondo genere, ma non apprezzando particolarmente il primo, ho atteso impaziente di vedere cosa ci avrebbe riservato quest’anime.

Non era ben chiaro cosa aspettarsi: le produzioni anime originali tendono ad adeguarsi molto bene al medium. Infatti non sono adattamenti di una fonte da cui prendere la storia, traducendo prosa o tavole in animazioni. Ciò però vuol dire che non c’è niente con cui stimare il valore narrativo della serie. Gli elementi utili per capire qualcosa erano solo il regista, Watanabe Masaharu, che aveva lavorato tanto per innalzare la qualità di Re:Zero, e la qualità grafica accattivante del trailer. Se il trailer ha rivelato qualcosa è che a Watanabe piace il colore viola.

Granbem trailer

Avendo visto i primi episodi usciti posso confermare che Watanabe adora ancora il viola, e anche che Granbelm è un’ottima serie. Lo metterei nella mia top 5 per questa stagione per ora…

Mettendo una contro l’altra maghe che pilotano dei mecha in una storia che evoca serie come Madoka Magica e Fate/Stay;night, le prime puntate di Granbelm sono piene di combattimenti avvincenti, confessioni personali, scene tenere e anche di molte perle visive. E pur se il viola pare importante per il regista ho scoperto che l’amore della serie per i colori va ben oltre — e che in effetti è quasi centrale per la narrazione.

Come si usano i colori per identificare i personaggi

L’uso intelligente che Granbelm fa dei colori parte dai suoi character design fondamentali. È ormai un luogo comune negli anime ma vale la pena di ripeterlo: i colori dei capelli e il design generale dei personaggi sono scelti in modo da evidenziare le loro personalità e il loro ruolo nella storia. I personaggi con capelli rossi hanno un carattere focoso, quelli con capelli blu sono tranquilli e riservati, fluenti capelli biondi spesso indicano ricchezza o origine straniera, e così via…

È un trucchetto comodo, che influisce in modo discreto sul tono di una scena quando i personaggi affermano qualcosa, stabilendo chiari contrasti tra di loro, e sottolineando le dinamiche emotive tramite il contrasto visivo.

Granbelm protagoniste

Sia i colori che lo stile dei tre personaggi principali delle puntate iniziali incarnano questo approccio al character design di facile lettura.

I capelli rosa della protagonista Kohinata indicano leggerezza e amicizia, e anche che la ragazza non si prende troppo sul serio. I capelli lunghi e scuri di Ernesta implicano proprio l’opposto: una personalità più seria e composta. In contrasto con entrambe Anna, coi suoi capelli rosso acceso e pieni di boccoli, ha un’immagine di sé fiera e altezzosa.

Perché è speciale l’approccio di Granbelm?

Questo modo di usare i colori è comune negli anime, ma Granbelm sfrutta il contrasto tra i design grazie alla forza dei suoi sfondi e della palette dei colori. Il legame tra Kohinata ed Ernesta è centrale, un legame che si esprime non solo attraverso i dialoghi, ma anche attraverso la colorazione dell’ambiente intorno a loro. Mentre nel mondo reale spesso sono lontane, le due si ritrovano nell’arena di Granbelm, dove lo scenario stesso richiama il loro rapporto. Unendo il rosa e il nero dei loro capelli infatti si ottiene il magnifico viola che Watanabe gradisce tanto.

Granbelm

Le scelte dei colori per amplificare la parte drammatica ed emotiva della narrazione si ritrovano anche nel mondo reale, nella storia. Dopo che per la maggior parte del secondo episodio Kohinata ed Ernesta hanno stretto amicizia sotto un sole brillante, la rivelazione della tristezza e insofferenza di Kohinata è accompagnata dal tramonto. Le sue riflessioni malinconiche sul passato sono affiancate da una tavolozza che enfatizza la nostalgia. Ma, quando si decide infine a combattere, l’ambiente fiorisce con tinte pastello.

Il sole è usato in modo simile nel terzo episodio, quando la sfuriata di Anna contro Ernesta è accompagnata da rossi furiosi che sottolineano la violenza della conversazione. Indicano anche la posizione dominante di Anna nella scena, con il suo colore naturale che ingloba tutto ciò che c’è intorno.

Tutti questi trucchetti visivi si uniscono per raccontare le battaglie di Granbelm, con diversi colori che combattono sullo sfondo di un panorama ultraterreno. In conclusione, il meraviglioso lavoro svolto col design di Granbelm sta tenendo alto il mio interesse. Spero che vi sia piaciuta questa esplorazione dei temi visivi di Granbelm. Se non l’avete iniziato vi consiglio di farlo, è sicuramente una delle serie interessanti di questa stagione.

🌐 FONTE

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