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Clannad After Story, oltre il semplice amore scolastico

È capitato a tutti almeno una volta di vedere un classico anime sentimentale scolastico slice of life e almeno una volta ci saremmo chiesti qualcosa come: “e poi che succede?” “Staranno sempre insieme?”. Clannad After Story fa esattamente questo, rispondere a questa domanda, ma prima, contestualizziamo.

Cos’è Clannad

Clannad After Story è un anime composto da una stagione di 24 episodi, sequel di Clannad, composto da una stagione di 23 episodi + un OAV. Entrambi sono basati sulla visual novel “Clannad” prodotto dalla “Key”. In questa visual novel ci sono 11 route diverse. L’anime segue una sola route, la route di Nagisa Furukawa, questo perché una volta completati tutti i finali, si avrà accesso all’episodio speciale. After Story che racconta la storia di quello che succede dopo aver completato la route di Nagisa. Da come avrete intuito Clannad After Story racconta esattamente questo episodio speciale.

L’importanza della famiglia

Qui abbiamo realmente il succo della storia. Quello che rende questo anime speciale, il matrimonio tra Tomoya e Nagisa.

Tomoya ha sempre avuto un padre assente, infatti lo odia, tanto da non considerarlo più tale, però trova nel padre di Nagisa ciò che mancava al suo. Infatti tra i due nasce un rapporto molto stretto, quasi come se fossero padre e figlio.

Un giorno il padre di Tomoya viene arrestato e in quel momento, per lui, suo padre ha toccato il fondo. Decide di non avere più niente a che fare con esso e si rende conto di aver perso il posto in cui qualunque cosa accada lui possa andare, la famiglia. Resosi conto di ciò la cerca di nuovo verso Nagisa proponendole di sposarsi, per così creare una famiglia in cui lui possa rifugiarsi.

Per quanto Tomoya possa odiare suo padre, lui rimane sempre suo padre, colui che lo ha cresciuto, per quanto possa essere discutibile in modo in cui lo ha fatto e i problemi che il suo essere alcolizzato e assente hanno causato a suo figlio. Nonostante ciò Tomoya ha sempre avuto un minimo di speranza per lui e quando la delusione è stata così grande da far perdere anche l’ultimo briciolo di speranza che lui aveva verso il padre, ha capito che quel posto felice che aveva Nagisa, la famiglia, lui non riuscirà mai più a riaverlo. Proprio per questo decide di sposare Nagisa, per creare quel posto di cui tutti noi abbiamo bisogno, La famiglia.

La difficoltà di essere padre

Dopo qualche intoppo i due riescono a sposarsi ed hanno pure una figlia, Ushio, ma con il suo arrivo è arrivata la morte di Nagisa. A causa di quest’avvenimento il protagonista si è sentito distrutto, il peso di questa perdita per lui è stato talmente grande da affidare sua figlia ai genitori di Nagisa e non vederla più. Dopo svariati anni Tomoya si ritrova a doversi occupare di Ushio per un giorno e la porta in gita mantenendo un tono distaccato.

Una volta in gita Tomoya incontra una signora che si scopre essere la madre di suo padre e racconta a Tomoya di come quando è nato, il padre ha avuto enormi difficoltà a crescerlo dopo la morte di sua moglie, in quel momento Tomoya capisce perfettamente cosa ha passato e che crescerlo non è stato facile, e che a differenza sua, lui non sta facendo niente per Ushio, quindi cerca di redimersi prendendola con s’è, quindi perdona il padre dicendogli che può riposarsi.

Qui per Tomoya accade una delle cose migliori che potesse accadere, nasce sua figlia. Pochi attimi dopo, però, muore Nagisa, in quel momento il protagonista si ritrova nelle stesse condizioni in cui si trovava suo padre, vedovo e con un figlio da accudire e quindi giunge la prova definitiva, riuscire a non essere come suo padre, essere migliore, non essere assente e non affogare i dispiaceri nell’alcool per salvarsi. Tomoya scappa, decide di lasciare sua figlia Ushio ai genitori di Nagisa per non dover subire questo fardello, ha paura di essere come suo padre e di rovinare la vita a sua figlia, quindi decide di non occuparsene.

I genitori di Nagisa dopo svariati anni riescono a riunire Ushio e Tomoya per fargli fare una gita insieme. Proprio in quella gita, incontrando sua nonna, Tomoya capisce davvero cosa significa essere padre, e tutto ciò che suo padre ha dovuto passare. Tomoya si sente in colpa, ha sempre disprezzato suo padre, senza mai rendersi conto che ha sempre agito per il suo bene, di quanto ha lavorato per farlo crescere. Capisce quindi che non prendendosi cura di sua figlia sarà peggio di come pensava fosse il padre. In quel momento Tomoya riesce a superare il trauma della morte di Nagisa perché DEVE farlo per poter crescere sua figlia in un modo adeguato.

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