in

Cara Netflix ti scrivo…

Premessa

Desidero che tra me e i lettori del sito non ci siano fraintendimenti: sono arrabbiato, ma non in senso cattivo; sono arrabbiato nel senso comprensivo e affettuoso del termine.

Oggi non era questo l’articolo che avevo intenzione di scrivere, mi ero preparato per una bella retrospettiva su “Tokyo Ghoul” derivante da un progetto personale ben più lungo e articolato, ma aimè! Purtroppo, viste le circostanze, mi trovo con i polsi legati dal mio senso di responsabilità nei confronti di chi come me ha la passione per l’animazione giapponese.

Sappiate che la parola responsabilità non la uso a cuor leggero: a costo di sembrare arrogante voglio ricordarvi che da che mondo è mondo il dovere di reperire informazioni veritiere e comprensibili viene delegato dai non addetti ai lavori a chi ne sa di più di loro. Siccome questa piattaforma è a tutti gli effetti uno spazio di condivisione da esperti a chi ne vuole sapere di più, questo fa di me e dei miei colleghi dei cultori indipendenti a cui l’utenza ha affidato il compito di: denunciare le “ingiustizie” in campo, tenerli aggiornati e fornirgli gli strumenti per un pensiero critico. Oggi io sono qui per soddisfare il primo dei bisogni elencati con una lettera aperta alla grande enne rossa. Se volete, potete prendere questa mia digressione come spunto per approfondire la mia conoscenza.

Il logo di Netflix alternativo
Il logo di Netflix

La Lettera

“Ciao Netflix,

Ti scrivo come se fossi un’amica, d’altronde io mi relaziono con te ogni giorno: sulla tua piattaforma mi intrattengo, studio e ci lavoro. Ti sono immensamente grato per esserti affacciata al settore del cartoon giapponese fin dai primi attimi della tua nuova vita in Italia; questa tua accortezza ha stimolato i competitor di genere a porre maggiore attenzione al fenomeno e tutti insieme avete portato lo stivale a riflettere sulle implicazioni della scelta di streaming legale, piuttosto che di quello che non frutta soldi alle case di produzione nipponiche.

Ad oggi, se voglio recuperarmi alcune tra le più importanti ed iconiche opere del panorama estremo-orientale so che posso farlo con un prezzo molto contenuto e di questo ti ringrazio davvero di cuore. Tu non puoi nemmeno sapere quanto io, e altre migliaglia di persone che usufruiscono del medesimo servizio, siamo felici della cosa; alcuni di noi, sono sicuro, tanto da avere versato qualche lacrima per la consapevolezza che finalmente anche da noi la validità dell’anime come mezzo comunicativo sia stata riconosciuta. Questo dopo tanti anni di lotte, mie, di altri, nella vita privata, nelle professioni poco riconosciute e nell’opinione pubblica è un risultato di cui si cominciava a disperare; poi sei arrivata tu e tutto è cambiato. Grazie, grazie ancora.

Hai dimostrato molto rispetto per la community quando hai accolto le critiche sul nuovo adattamento di “Neon Genesis Evangelion” a cura di Gualtiero Cannarsi donandoci una diginità mai posseduta prima. Come hai agito in questa situazione, dimostrando coraggio e pazienza, lo hai fatto molte altre volte; cionondimeno altrettante volte hai agito male, ignorando il problema, forse anche un po’ nella speranza che nessuno se ne accorgesse, ma io non me la sento di alzare la voce, anche perché non ho l’autorità e le competenze per poterlo fare, piuttosto mi sento di farti presente ciò che non va e nel mio piccolo, proporti qualche soluzione.

Il trailer ufficiale di Neon Genesis Evangelion su Netflix con l'Eva 01 sullo sfondo
L’acquisizione da parte di Netflix dei diritti di distribuzione di “Neon Genesis Evangelion”

Ieri mi sono ritrovato a visionare “Guilty Crown” e puntata dopo puntata una amarezza sempre più pressante si depositava sul fondo del mio cuore: errori di traduzione, errori di battitura, proposizioni logicamente senza senso, frasi grammaticalmente e lessicalmente paradossali, trasposizioni dall’inglese all’italiano che non tengono conto della situazione a schermo e vengono riportate a mo’ di copia e incolla tipo Google Translate. Così ho avuto modo di riflettere.

Netflix, tu non traduci dal giapponese all’italiano, tu ti affidi al dipartimento italiano dell’azienda in modo tale per cui: ti fai passare le traduzioni dal giapponese all’inglese già operate dalla controparte americana e poi le fai tradurre in italiano; ma questa è una cosa completamente sbagliata! Così facendo si perdono una marea di significati, fraseggi tipici culturali e contestualizzazioni; in alcuni casi si rischia addirittura di far assumere alla storia tutto un altro significato e ciò grave per una marea di motivi, ma il più importante è quello per il quale se io pago per un servizio del genere, vorrei poterne usufruire come l’autore lo ha pensato senza dovermi affidare all’interpretazione sintattica.

Io ringrazio il cielo di sapere uno sputo di giapponese e di masticare l’inglese: in questo modo tra lo switch continuo dei sottotitoli da una lingua all’altra sono riuscito, seppur con difficoltà, ad arrivare a metà serie senza punti di domanda innestati da aberrazioni fraseologiche. Però, sopratutto in Italia, non tutti sanno il giapponese o l’inglese, e, se chi usufruisce di un servizio, paga per avere dei sottotitoli di buona qualità, nella lingua di appartenenza, atti a fargli comprendere lo scorrere degli eventi, direi che se li merita. Non prendere questo mio discorso sottogamba pensando che si tratti di un singolo caso separato, tanti contenuti soffrono della stessa cosa (anche “Back Street Gokudolls” per fare un esempio a caso) e io me ne dispiaccio tantissimo perché tanti altri, invece, si fregiano di un ottimo lavoro alle spalle. Ora, in particolare il sottotitolaggio italiano di Guilty Crown è stato affidato alla tale Laura Mastracci. Io non voglio insultare nessuno a prescindere e tanto meno voglio farlo nell’ambito di un lavoro che io non pratico, sono il primo a riconoscere le difficoltà che questo comporta avendo sperimentato sulla mia pelle 18 ore continuative al giorno di fatica fisica e per di più sono sicuro che questa ragazza fosse straoberata di roba da fare, però è una vera schifezza.

Link AnimeClick “Guilty Crown”: https://www.animeclick.it/anime/3377/guilty-crown

Link AnimeClick “BackStreet Gokudolls”: https://www.animeclick.it/anime/22883/back-street-girls

Ma io sono una persona riflessiva e alle mie domande, spesso, seguono delle riposte; tutt’al più sensate, visto che sono nel mio ambito di appartenenza. Io sono strasicuro che voi non utilizziate mediatori culturali con una approfondita conoscenza della lingua giapponese, non solo, ai traduttori non affiancate nemmeno esperti in campo di opere cartunesche nipponiche! Bom, basta! Il risultato è deciso: disastro totale!

Shu che estrae il Void di Inori
“Guilty Crown” soffre di un pessimo sottotitolaggio italiano ad opera di Netflix

Ad oggi sulla piattaforma, oltre a prodotti più o meno conosciuti appestati da una discutibile qualità di localizzazione, sono presenti ancora le opere dello Studio Ghibli affidate alle cure di Gualtiero Cannarsi; cosa stiamo aspettando a toglierle? Perché sono ancora li? Troppo lavoro rifarli? Costa troppo rifarli? Io non penso che siate arrivati ad essere la grande azienda che siete ragionando in questo modo.

Io te ne prego, ti scongiuro: ricomincia il tutto andando a sezionare il lavoro riga di dialogo per riga di dialogo, assumendo gente che viene dal fansub italiano: che è gente competente, appassionata e con esperienza; costano pure di meno rispetto ai “gigaprofessionistonisotuttoio”. Alt! Rilancio ancora di più! Hai bisogno di persone specializzate in campo culturale e animato giapponese? Ci siamo io e miei colleghi che sarebbero felici di darti una mano per il progetto di riqualifica che ti ho appena proposto, con buona serenità dei nostri lettori e di tutta la gilda di anime watchers presenti in territorio nostrano. Se poi vogliamo dirla tutta per la copertura dei costi potreste istituire un abbonamento solo per la sezione anime con un prezzo congruo a tale scopo. Esistono infinite soluzioni e con le vostre risorse non sono certo io a dovervelo dire.

Se hai bisogno di una motivazione tangibile per agire in tal senso sappi che chi ti sottoscrive un abbonamento solo ed esclusivamente per quel reparto è davvero tanta gente. Gente che di anno in anno diventa sempre più acculturata e attenta ai dettagli; se la loro fame gourmet non verrà soddisfatta, dovranno necessariamente migrare verso lidi più floridi a dispetto di un pericoloso abbassamento del vostro contatore sottoscrizioni.

Netflix ascolta la nostra preghiera.

Ringraziandoti ancora per tutto ciò che hai svolto fino ad adesso, colgo l’occasione per augurarti buon lavoro e prosperità, con tutto ciò che ne consegue.”

Distinti Saluti,

Salvatore Savino

Forse Ti Potrebbe Interessare – Ma Siamo proprio Sicuri che i “Crunchyroll Originals” siano una buona cosa?

Chiedo un favore a voi utenza

Ok ragazzuoli, la lettera è finita. Adesso però mi preme chiedervi un grosso piacere. Io lo so che ricondividere l’articolo, ripostarlo sui social e spandere la voce in giro sia uno sbattone; però, solo per questa volta fate questo sforzo: facciamo arrivare questo articolo agli occhi di qualcuno che conta o addirittura di Netflix stessa. Riguarda tutti noi, nessuno escluso; io lo faccio appena finito di pubblicare, e se anche tu che stai leggendo ci tieni, anche solo un pochino, al futuro dell’animazione giapponese in Italia, dovresti farlo. Io so di poter contare su di voi, perché a differenza di qualsiasi altra categoria comunitaria, chi guarda anime ha un cuore che batte molto più forte per le questioni in merito. Lo penso davvero, perchè io sono come voi e tanti di voi, avendovi vissuti, so che siete come me.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Loading…

0

Domestic Girlfriend: il manga termina fra 3 capitoli

jujutsu kaisen cover

Nuove informazioni per Jujutsu Kaisen